Marcello Marchesi

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Marcello Marchesi

Marcello Marchesi (1912 – 1978), scrittore, sceneggiatore, regista cinematografico e teatrale, paroliere e attore italiano.

Citazioni di Marcello Marchesi[modifica]

  • Ah, dimenticavo: ho un altro desiderio; mi piacerebbe non morire per vedere come va a finire.[fonte 1]
  • Più che altro, vado a capo ogni tanto. È un'abitudine che ho preso durante la guerra, quando mancava la carta, e scrivevo sul bordo bianco del giornale; per cui tutto, anche un indirizzo, assumeva l'aspetto di una poesia.[fonte 1]
  • Scrivo dalla mattina alla sera, ma non ho archivio. Mi illudo che i testi che non riesco a trovare siano piuttosto belli. Mi piace solo quello che farò.[fonte 1]
  • Se ritardo di un paio di giorni succede la fine del mondo, se muoio non se ne accorge nessuno.[1][fonte 2]
  • Sono sempre stato un uomo di destra, con dubbi. Sono per il progresso, ma un progresso paternalistico.[fonte 3]

Slogan pubblicitari ideati da Marcello Marchesi

Citati in Panta. Agenda Marchesi, a cura di Mariarosa Bastianelli e Michele Sancisi, Giunti. ISBN 88-587-7230-X

  • Con quella bocca può dire ciò che vuole. (Chlorodont: p. 558)
  • Contro il logorio della vita moderna. (amaro Cynar: p. 308)
  • Falqui: basta la parola! (confetto Falqui: p. 308)
  • Il signore sì che se ne intende. (brandy Stock 84: p. 569)
  • La Pasta Combattenti? Si mangia con la baionetta! (Pasta Combattenti: p. 569)
  • Non è vero che tutto fa brodo!!! (dado Lombardi: p. 308)
  • Vecchia Romagna etichetta nera, il brandy che crea un'atmosfera. (Vecchia Romagna: p. 557)

Diario futile di un signore di mezza età[modifica]

  • La vecchiaia non esiste. È una mezza età portata male. (prefazione, p. 7)
  • Mi salvo sempre, grazie al mio istinto di conversazione. (prefazione, p. 7)
  • Cambierei di nuovo mestiere. Non c'è nulla che ringiovanisca di più. Un uomo privo di esperienza è sempre giovane... (prefazione, p. 8)
  • I diari pesano, ricordare invecchia. (prefazione, p. 9)
  • C'è chi si sente giovane perché, in cinquant'anni, non ha combinato niente e c'è chi si sente giovane perché tutto quello che ha combinato l'ha dimenticato. È il caso mio. (p. 13)
  • Milano. Il Duomo gocciola verso l'alto. (p. 21)
  • A quarant'anni l'uomo fa il punto. A cinquant'anni fa la virgola, e con il punto e virgola può continuare, seppure faticosamente, il periodo delle sue riflessioni. (p. 23)
  • Certi paesi perdono per me tutto il loro fascino quando sento che sono stati raggiunti, con facilità, da gente che mi sta antipatica. (p. 23)
  • Quel tipo di mogli che sposano il portafogli. (p. 23)
  • Una vita idiota, tutti i giorni le stesse azioni, gli stessi incontri, le stesse facce. Eppure tiene un diario minuziosissimo. Per assicurarsi il suo alibi giornaliero. Non si sa mai. (p. 23)
  • Un episodio che mi fa amare Raimondo.
    Bombardamento. Batteria contraerea inceppata. Tutti via per i campi, lunghi stesi fra le zolle a bocca sotto. Mentre l'inferno continua, Raimondo si alza, solleva una zolla meno dura delle altre, la soppesa, si guarda in giro e la getta con forza sull'elmetto di un artigliere, rannicchiato e tremante.
    "Aiuto... sono stato colpito... mamma!"
    Raimondo si distende vicino a lui.
    "Non è niente. Sta' tranquillo, sono stato io. Ti ho tirato un po' di terra, sei contento? Di' la verità: sei contento che sia stato io? Pensa se era una scheggia. Allegro, era uno scherzo." (p. 26)
  • La caratteristica dei giovani è trascurarsi. Il loro motto: "La salute dopo tutto." (p. 30)
  • Intransigente. Sbagliando si spara. (p. 33)
  • Stasera ho proprio voglia di andarmi a vedere un bel film di denuncia. Guarda un po' se ci sono film di denuncia in giro. No? Peccato, dovrò andare a vedere un film per divertirmi e basta. Uffa! (p. 34)
  • Datemi un punto d'appoggio e vi solleverò Edmondo de Amicis. (p. 34)
  • Un portacenere a forma di orologio. Tempo e fumo passano. (p. 34)
  • Fellini : il posto delle fregole. (p. 36)
  • Ipocrita: assisteva tutte le domeniche alle Sacre Finzioni. (p. 43)
  • Bisogna resistere alla tentazione di comprendere i giovani. Non vogliono essere capiti. Li umilia. Fingiamo di non capirli. L'unico modo per farsi sopportare da loro. (p. 43)
  • Abbiamo un nuovo ordine religioso: i cappuccini Hag. (p. 44)
  • Regola per la mezza età
    Non parlare | non vedere | non sentire | e cercare | di far finta | di capire. (p. 45)
  • "Ah, io il giornale lo leggo a modo mio" dice il vecchietto. "La prima pagina la salto, il resto non m'interessa. Io leggo solo gli annunci funebri e gli spettacoli. Se è morto qualcuno che conosco vado al funerale, se non è morto nessuno vado al cinema." (p. 48)
  • Ed ecco Mina con quella faccia di bambola spaventata trovata in solaio. (p. 48)
  • Il successo fa scandalo. Lo scandalo fa successo. (p. 49)
  • Un caso pietoso commuove, due anche, tre deprimono, dieci amareggiano, cento scocciano, mille rallegrano gli scampati. (p. 50)
  • "La pubblicità è necessaria" dice F.M., pontefice dell'advertising. "La gallina, quando ha fatto l'uovo, canta; l'anatra no. Nei negozi tutti chiedono uova di gallina, ma nessuno chiede uova di anatra. Chiaro?" (p. 50)
  • Oggi tutto non basta più. (p. 51)
  • Milano. Vivo in una città occupata da gente occupatissima. Camminano tutti svelti, guardano le donne solo dopo le nove di sera. Questa città si sveglia ogni giorno un minuto prima. Sta già vivendo il gennaio del 1965. Qui gli uomini di affari ti dicono le cose delicate in automobile, su quattro ruote che girano a cento all'ora, coi paracarri che passano veloci. I paracarri non hanno orecchi. In questa città la gente viene a sapere che è primavera dai manifesti: "È primavera, cambiate l'olio al motore." È l'unica città in cui ho sentito tossire gli uccellini. (p. 53)
  • Dodecafonico: improvvisa al pianoforte con estro e la fantasia di un grande accordatore. (p. 58)
  • La signora Colgate va a cambiarsi d'alito e torna subito. (p. 58)
  • Non c'è più tempo per scrivere gli auguri, né per rispondere. Andremo in giro con due timbri: uno di "auguri", e uno di "grazie, altrettanto". Incontrandoci, ci timbreremo. Poi ognuno a casa controlla. Se ha dimenticato qualcuno, al prossimo incontro lo timbrerà. (p. 60)
  • Burocrazia: bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli.[2] (p. 61)
  • "Lei è di destra o di sinistra?"
    "Sono troppo vecchio per essere di sinistra e troppo giovane per essere di destra."
    "Allora?"
    "Centro-frivolo." (p. 62)
  • L'utilitaria si fermò all'angolo. Partorì un passeggero e ripartì. (p. 62)
  • Le calze da uomo muoiono per consunzione, quelle da donna per un incidente. (p. 66)
  • Per un borghese sposato è un panino imbottito. Per un purista è un tramezzino, per un nostalgico è un tra i due, per il padrone del bar è un club sandwich. Ma sempre pane e salame è. (p. 67)
  • Quella signora grassa mangia sei volte al giorno per mantenere la linea. La linea cotica. (p. 67)
  • L'unica consolazione della vecchiaia è che hai tante cose da raccontare. Se trovi chi te le ascolta. (p. 73)
  • Si nutre di carta stampata produce qualche idea risaputa. (p. 74)
  • La sua figura di poeta naneggia in tutta la sua pochezza nel panorama della poesia contemporanea. (p. 74)
  • L'uomo spaziale tornò da Venere con una malattia del luogo.[3] (p. 74)
  • Mangiare è un diritto, digerire è un dovere. (p. 80)
  • I registi da piccoli guardano attraverso i buchi delle serrature. (p. 80)
  • Il cellophane cadaverizza il pane, il frigidaire rincretinisce i cibi, l'aria condizionata frolla gli uomini. (p. 91)
  • È uno scrittore in stato interessante. Aspetta un romanzo. (p. 92)
  • Night
    Buone ragazze | di cattiva famiglia | con cattivi ragazzi | di buona famiglia. (p. 100)
  • Rumori che ci perdiamo in città. Il tac di una pera che cade, il porcogiuda del contadino colpito dalla pera. (p. 102)
  • Piange di fronte, sorride di profilo: è una donna che si conosce bene. (p. 102)
  • Parole, come gocce di sangue simpatico, scompaiono asciugandosi e tornano al calore di un sentimento in fiamme. (p. 108)
  • Collaborazione. Io l'insulto. Tu lo tieni, lui gli mena, noi aiutiamo e voi guardate se essi arrivano. (p. 108)
  • Balera
    Ragazze buone | ragazze belle | con l'odore | di minestrone | sotto le ascelle. (p. 108)
  • Ho la febbre. È come una sbronza. (p. 108)
  • Non lava, non frulla, non lucida, non stira, non aspira, non refrigera, non riscalda, non depura, non umidifica, e pure è l'elettrodomestico più diffuso. I palazzi hanno i capelli dritti. Sono le antenne del più inutile degli elettrodomestici: il televisore. (p. 110)
  • La voce della coscienza è antipatica come la nostra, ascoltata al registratore.[4] (p. 116)
  • Quando c'è la salute c'è tutto. Quando non c'è la salute c'è lutto. (p. 124)
  • "Mi sono vendicato. Ho usato il sistema della dolcezza."
    "Bravo."
    "Sì, gli ho messo lo zucchero nel serbatoio della benzina." (p. 132)
  • Sindacalista: il cavilliere del lavoro. (p. 136)

Il dottor Divago[modifica]

Essere o benessere[modifica]

  • Quando il benessere bussa alle porte poveri e onesti tenetevi forti. (p. 27)
  • Paradiso per industriali | lassù i cavalieri del lavoro | diventano cavalieri del riposo | e giocano a bocce contenti | con le teste dei loro concorrenti. (pp. 27-28)
  • Proprietario triste
    Sono padrone di duecento cessi | forse duecentoventi, | con annessi | alcuni appartamenti. (p. 28)
  • L'allenamento
    È un industriale | della stretta di mano. | Produce | 10.000 | strette di mano al giorno | su per giù. | A casa si allena | con la | servitù. (p. 29)
  • Pianificazione
    Inverno a Montecarlo. | Estate alle Bahamas. | Autunno in Scozia. | Primavera a Capri... | L'anno è sistemato. | La coscienza no. (p. 30)
  • Essere o benessere? | Questo è il problema.[5] (p. 32)

Il sadico del villaggio[modifica]

  • I cari istinti
    Cari istinti | sempre vivi | mai sopiti | vi fate ricordare da soli | con un morso alle reni | un lampo nella rètina | un formicolìo | al punto giusto. | Cari, cari, cari istinti | non mi abbandonate | per carità di un uomo. (p. 34)
  • Anche i vermi ricordano | ma io non ho memoria. | Dice che, sollecitandoli | con scosse elettriche | scelgano, nei tubi di vetro, | una strada piuttosto che un'altra. | Anche i vermi ricordano | io niente | non ho memoria di me. (p. 35)
  • Devo
    Devo fare una cura di calcio | imparare cioè | cos'è | e cercare di capire i segreti | del Campionato | o sarò radiato | dalla vita incivile. (p. 36)
  • È così bello mettere | la salute dopo tutto. (p. 39)
  • Missionario laico
    Va ad insegnare | l'empietà ai negri | convertiti da un povero frate. | Ha con sé | "La Storia | delle Grandi Bestemmie | Illustrate" | in fascicoli | e a rate. (pp. 40-41)
  • Allegretto
    I teschi ridono | sempre. || Sentono ancora | il solletico | dei vermi. (p. 42)
  • La torre di Pisa
    Voglio preoccuparmi | della torre di Pisa | intensamente | voglio farmene una croce | una manìa | starò lì a sostenerla | con una mano | come nei vecchi fotomontaggi. | Tempesterò sui giornali | farò cortei da solo | avrò uno scopo nella vita | finalmente | e la gente esclamerà | alla mia morte | "Ecco uno | che non poteva vedere | le cose storte. (p. 43)
  • Minaccia
    Ti strappo le unghie | e ti faccio | battere a macchina | un capitolo | dei "Promessi Sposi". (p. 44)
  • Catttttivo
    Legge trattati | di chirurgia | immaginando | tutto | senza anestesia. (pp. 44-45)
  • A l'unico amico
    Vieni a trovarmi | se puoi | fra un taxi e una telefonata | un contratto | e un'arrabbiatura | tra un giornale e una preghiera | tra un film e un aperitivo | vieni a trovarmi | finché son vivo | una mattina | una sera | scambiamoci un sacco | d'idee sbagliate | invecchiamo un'ora insieme (pp. 52-53)

L'osso sacro[modifica]

  • Qui | non c'è niente di sacro | tranne l'osso | dove si prendono i calci. (p. 54)
  • Stagione alta
    Nella Chiesa | di Cattolica | atmosfera balneare | fino a un metro dall'altare. | Donne in pantoloni, | uomini in shorts, | Cristo in slip. (p. 54)
  • Orgoglio missionario
    Ci ho messo tutta la vita | ma ora | cento negri al giorno | d'acqua lustrale aspergo. | Tutt'intorno, | nella giungla convertita, | risuona il tam tam... | tum ergo. (p. 56)
  • Il pavone si pavoneggia | la cutrettola scutrettola | la cingallegra | si finge allegra | ma si piange l'anima. (p. 58)
  • Disfunzione religiosa
    È un turbamento della psiche | mai capitato finora: | ha gettato la tonaca alle ortiche... | è diventato suora. (p. 60)

Il "Chi sarebbe?" Definizionario delle celebrità[modifica]

Marcello Marchesi

Gente[modifica]

  • Dio ti fa | e poi ti dà | la forza di sopportarti. | Bisogna vedere | se ti sopportano | gli altri. (p. 73)
  • Biografia
    Tra i venti | e i sessant'anni | l'uomo si rade | venti metri abbondanti | di barba. || Lui ventuno. || Questa è la storia | della sua vita. (p. 73)
  • Il solitario
    Mi piace | di più | giocare a carte | che andare a donne | anche perché | qualche volta | il solitario | riesce. (p. 78)
  • La noia di Moravia
    Di scene d'amore | quante ce ne ha messe! | È diventato ormai | un autore | di pubico interesse. (p. 78)
  • Longanesi
    Mi sentivo qualcuno | quando | mi ascoltava. (p. 79)

I coorbitanti[modifica]

  • Italia
    Il bel Paese là | dove il sì suona | suona, suona, suona | fino a romperti l'anima. || È uno stivale | pieno di gente | troppo intelligente. || È la terra | dei geni | troppo compresi | dove | bisogna incoraggiare | lo scoraggiamento. (p. 80)
  • Paparazzo
    Di intelligente | non brilla in te | che l'obiettivo | della tua macchina | giapponese. (p. 83)
  • Moralista
    Compra i libri | per strapparne | le pagine oscene. | Gli costa un po' | ma gli fa bene. (pp. 83-84)
  • Critico
    Nel libro ci fa un tassello | come ai cocomeri | se è rosso dice che è bello | senza assaggiarlo. (p. 84)
  • Il dramma del tecnico
    Capire il tubo | e non capire | altro. (p. 85)
  • Ateo
    Uno | che crede | nell'al di qua. (p. 85)
  • Sensibile
    Sulla scala mobile | si sente inseguita | dagli scalini. (p. 86)
  • La differenza è tutta lì | tra chi beve il grappino | e chi il cappuccino | alle sette del mattino. (p. 89)

I lamenti[modifica]

  • Lacrima tristi
    Ho il pianto facile | la lacrima sciolta. | Se una cipolla | fa lo spogliarello | piango a ruscello. | Se il raffreddore | s'incoccia in sinusite | piango come una vite | o un vitello. | E se c'è troppo fumo | in lacrime mi consumo. | Piango quando sbadiglio, | piango | dal gran ridere, | ma non piango mai | per piangere. (p. 92)
  • Matti a Mauthausen
    Per errore | restò chiuso | quella volta | nella nostra camera a gas | uno delle SS. | Morimmo ridendo. (p. 92)
  • Il debito
    Gli pagai il debito | come d'accordo | venendogli in sogno | ogni venerdì | e dandogli tre numeri al lotto. | Sei rate | sei sogni | più un sogno d'interessi. (p. 98)
  • Pura
    L'amavo | ma morii pura. | Poi, | per stabilire | una colpevolezza | non mia, | mi tolsero la purezza | durante l'autopsia. (p. 104)

Sancta Publicitas. 100 flores sententiarum[modifica]

Mezza età[modifica]

  • ...è un signore | di mezza età | l'altra mezza | non si sa... (p. 117)
  • Bollettino
    Ritirata | su tutta la fronte | dei pochi capelli | ribelli | alla dittatura | del generale Tempo. (p. 117)
  • Lo sbaglio
    È sbagliato | raccontar le favole | ai bambini per ingannarli, | bisogna | raccontarle ai grandi | per consolarli. (p. 119)
  • Infarto allo stadio
    Come mai un goal | può aver avuto per lui | più effetto del suicidio | del figlio | e della fuga della moglie? | La palla entrò | nella porta della sua squadra | e nel suo cuore | contemporaneamente. (p. 120)
  • Nel bosco
    Oh! dorato deserto | della gioventù. | Nel bosco fitto | dei ricordi | invecchio | e li ho piantati io | questi alberi. (p. 123)
  • Complici
    Il bimbo è basso | è curvo il vecchio | e vanno a spasso | parlandosi all'orecchio. (p. 123)
  • Si nasce | per far guerra alla morte | ed esserne sconfitti. | Da giovani | il nemico è lontano | muoiono quelli più avanti. | Oh bellezza | delle retrovie! | Qualche tiro lungo | uccide un giovanissimo, qua e là | ma pochi | e tu procedi, giochi, | vivi, ami e dimentichi | la battaglia che non ci sarà. | Poi | la morte aggiusta il tiro. | Te ne accorgi | quando colpisce | o i tuoi amici in giro | o qualche scheggia di malattia | ti scalfisce. | Poi tocca a te. | Prima di morire | si passa la bandiera ai figli. | Ma anche loro | non vinceranno. (pp. 125-126)
  • A tavola si invecchia
    Mi colpiscono | di una donna | le stesse parti del pollo: | coscia, petto, collo... (p. 128)
  • Mi sento superfluo | ma non inutile | futile | ma necessario | almeno come termine | di paragone | del meno... (p. 129)
  • Mangio un caffelatte, | mi verso un film | negli occhi | e vado a letto | ma prima | mi faccio la barba | per rispetto | al cuscino. (pp. 129-130)
  • Oggi mi fa male | uno schiaffo | morale | di tre anni fa. (p. 133)
  • Non ho bisogno | di entrare in orbita | per essere un uomo | senza peso. (p. 133)

Dìtteri sui dàtteri[modifica]

  • Progresso
    Bella | la vita di adesso: | si vive più a lungo | si muore più spesso. (p. 134)
  • Processo
    Condannato il Questore | per "oltraggio | alla mancanza | di pudore". (p. 135)
  • Pigrizia
    Alzarsi presto | perché? | Per essere il primo | a vedere | i bidoni dell'immondizia? (p. 135)
  • Nella notte
    Suonò la sveglia | erano | le due di notte. | Commiserai il poveretto | che avrebbe dovuto | lasciare il letto. | Ero io. (p. 136)
  • Vocazione
    Divenne scrittore | durante | la luna di miele. | Non sapeva | che fare. (p. 136)
  • Ricetta
    Disossate | la verità | per cucinarla | meglio. (pp. 136-137)
  • Non si scappa
    La lussuria | si sconta | col matrimonio | e con la solitudine. (p. 138)
  • Supertimido
    Affogò | perché si vergognava | a gridare | aiuto. (p. 139)
  • Padre di famiglia
    Diviso | tra il piacere | della casa | e la casa | del piacere. (p. 140)
  • L'"erba voglio" | cresce come il fieno | nel portafoglio | pieno.[22] (p. 141)
  • Prudente
    Non salirò | mai | su una macchina | guidata | da me. (p. 141)
  • Lunga la fila, | stretta la via, | fece un sorpasso | e... così sia. (p. 142)
  • Lapide consolante
    Uomo retto. | Dopo una vita | lineare | morto in curva. (p. 142)
  • Mediocre
    Solo al suo funerale | riuscì | ad essere | primo. (p. 142)
  • Promesse
    Se lei viene | al mio funerale | io verrò al suo. (p. 142)
  • Congedo
    Pescare l'ostrica | sperando nella perla. | Aprire l'ostrica | restando come un pirla. | Gettare l'ostrica | e dentro il mar riporla. | Questa è la vita | del pescator... (p. 142)

Ballate sballate e comunicazioni spirituali[modifica]

  • Poco e niente
    Chi si diverte | con niente | ha fantasia. || Chi si diverte | con poco | è fesso.[12] (pp. 145-146)
  • Neodivismo
    Divinizziamo | i mediocri | potremo sempre | sostituirli noi stessi. (p. 146)
  • C'è padre e padre
    Il sacerdozio | è padre | dei novizi. (pp. 147-148)
  • Un manuale di pubblicità | anche fra i più noti | è una raccolta di istruzioni | ai cretini | per convincere gli idioti? (p. 151)
  • Noi faremo di tutti | uomini donne giovanotti | un popolo di contenitori | di prodotti. (p. 154)
  • Attenzione
    Non si deve | essere grati | a chi cessa | di essere ingiusto.
    [23] (p. 155)
  • È provato
    Il fantasma | di una bambola | è ancora | una bambola. (p. 156)
  • I colti sono pochi | i paracolti | molti. (p. 159)
  • Non puoi
    Non puoi permetterti | di annoiarti. | Non sei intelligente | abbastanza. (p. 160)
  • Non mi tenta
    Potere | è godere. | Ma non mi tenta. | Chi gode | non si contenta. (p. 162)
  • Il clistere rompe il digiuno? (p. 163)
  • Posso usare qualche artificio | per risultare gradevole | al mio fidanzato? | Solo dentifricio. (pp. 164-165)
  • Ho al mio passato | quaranta anni di peccati | ne vorrei altri quaranta | per rimediarli. (p. 165)
  • La catena di sant'Antonio? | Un esempio di cretinismo religioso. (p. 166)
  • La via del peccato è in discesa. (p. 166)
  • Quanto dolore | cani vivisezionati | interrogatori | investimenti | rivoluzioni | esecuzioni | una mano nell'ingranaggio | un parto cesareo | un naufragio... | Questo | grida il giornale | al mattino | sul comodino | odoroso | di stampa e sangue. (p. 166)
  • Fa male | leggere il giornale | a tavola. | Finisce che uno non bada | a quel che mangia | mentre legge | le disgrazie della strada. | Mormora "poveretti" | e si asciuga una lacrima | con una forchettata | di spaghetti. (p. 167)

100 neoproverbi[modifica]

  • L'uomo propone e Dio indispone. (p. 169)
  • Chi troppo vuole firma cambiali. (p. 169)
  • Chi non lavora si arrangia. (p. 169)
  • Chi lascia il «Viareggio» per lo «Strega» del «Marzotto» se ne frega. (p. 169)
  • Malcostume | grande gaudio. (p. 169)
  • Non c'è lue senza re. (p. 169)
  • Chi tardi arriva male parcheggia. (p. 169)
  • Chi rompe paga. Chi corrompe paga di meno. (p. 169)
  • Dimmi con chi vai e ti dirò se vengo anch'io. (p. 169)
  • Allora che un vigile | si toglie i guanti | quella è una multa | non ci son santi.[24] (p. 170)
  • La cultura a dispense dispensa dalla cultura. (p. 170)
  • Una mano lava l'altra | e tutte e due rubano | l'asciugamano. (p. 170)
  • A chi ti dà uno schiaffo porgi la guancia di un altro. (p. 171)
  • Quando c'è la salute c'è rutto. (p. 171)
  • Al contadino | non far sapere | quanto in città | costano le pere. (p. 171)
  • L'erba voglio cresce nel portafoglio pieno.[25] (p. 171)
  • Quando piove chiunque vale un ombrello. (p. 171)
  • Impara l'arte, mettila da parte e fatti raccomandare. (p. 171)
  • Chi va con lo zoppo impara il twist.[26] (p. 171)
  • Si dice il peculato ma non il peculatore. (p. 171)
  • Le bugie hanno le gambe corte ma vanno in automobile. (p. 171)
  • I poveri hanno preoccupazioni, i ricchi hanno problemi. (p. 171)
  • Gallina vecchia fa la plastica. (p. 171)
  • Nessuna nuora | buona nuora. (p. 172)
  • Chi trova un amico chiede un prestito. (p. 172)
  • Le pistole non discutono. I pistola sì. (p. 172)
  • Tra il dire e il fare | c'è una busta da dare. (p. 172)
  • La superbia andò a cavallo e tornò in yacht. (p. 172)
  • Raglio d'asino vince il festival.[26] (p. 172)
  • Meglio tordi che mais. (p. 172)
  • Il diavolo fa le pentole, i preti fanno i coperchi. (p. 172)
  • L'unione fa lo sciopero. (p. 173)
  • La miglior vendetta è il pernacchio. (p. 173)
  • A champagne donato | non si guarda in coppa. (p. 173)
  • Il mondo è fatto a scale. Chi è furbo piglia l'ascensore. (p. 173)
  • Chi va piano va sano e viene tamponato poco lontano. (p. 174)
  • La donna è mobile | l'uomo è falegname. (p. 174)
  • Da cosa nasce "Cosa Nostra". (p. 174)
  • Ogni rovescio ha la sua medaglia. (p. 174)
  • L'eccezione conferma la corruzione. (p. 175)
  • Insegnando si impara. (p. 175)
  • L'occasione fa l'uomo ministro. (p. 175)
  • La fiducia nasce dal luogo comune. (p. 175)
  • La gente meno si vuol bene e più si fa regali. (p. 176)
  • Chi si ferma è panciuto. (p. 176)
  • Buone parole, pochi intenditori. (p. 176)
  • Si vis pacem para bellum,[9] si vis bellum para culum. (p. 176)
  • Contentarsi sempre di più del sempre di meno.[27] (p. 176)
  • Chi non ha testa abbia delle belle gambe. (p. 176)
  • Tutti sono necessari | nessuno è utile. (p. 176)
  • Mentre voi dormite | Freud lavora. (p. 176)
  • La pubblicità | è il commercio dell'anima.[28] (p. 176)
  • Nel rischio astieniti. (p. 177)
  • La tonsillite vien dalla campagna in sul calar del sole.[29] (p. 177)
  • Chi muore giace e chi vive fa un telegramma. (p. 177)

Il malloppo[modifica]

Marcello Marchesi
  • Il sesso è sporco? Basta lavarlo.[fonte 4] (p. 5)
  • La Giustizia deve avere il suo corso, come Garibaldi. (p. 5)
  • Anche i nani sono stati bambini. (p. 5)
  • Solo una vita sbagliata è interessante. (p. 5)
  • Quando nacqui in casa non c'era nessuno. Mio padre era al bar e mia madre in fabbrica. Il mio primo soprannome fu "Bustapaga". (p. 5)
  • Caffè Kag! Bevetene quanto volete, e anche di più. (p. 5) [pubblicità]
  • Voltaire era spiritoso perché beveva caffè. Uno stimolante liquido convenzionale. (p. 6)
  • Siamo i superstiti di turno di un massacro continuo. (p. 6)
  • Non vi scaccolate in taxi, l'autista ha il retrovisore. (p. 6)
  • Non bisogna essere grati a chi cessa di essere ingiusto.[30] (p. 6)
  • Bocciate, bocciate un po' di figli del popolo. Che rimanga qualche idraulico. (p. 6)
  • Chi fa da sé fatica il doppio. (p. 6)
  • I testicoli del toro vanno mangiati sul posto. Se il toro ci sta. (p. 6)
  • Non è vero che tutti i vecchi sono rompicoglioni. Io, per esempio, sì. (p. 6)
  • Quando la dissacrazione è a portata di stupido, bisogna dissacrare lo stupido. (p. 6)
  • Mi sono accorto di essere troppo gentile per il mio carattere. (p. 7)
  • Chi apre le inchieste le chiuda. (p. 7)
  • Se non riuscite a fare la cacca comperatela bella e fatta. (p. 7)
  • I poveri non hanno spiccioli hanno solo pochi soldi. (p. 7)
  • Il girello dei bambini bisogna tenerlo da parte per quando si è vecchi, che si cade sempre. (p. 7)
  • Quelli che si alzano presto sono un po' tutti parenti. (p. 7)
  • Anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano.[31] (p. 7)
  • Non sprecate il vostro suicidio, ammazzate prima qualcuno che vi è odioso. (p. 7)
  • Era avarissimo: quando dava la mano porgeva solo due dita. (p. 7)
  • Non mi sono mai ammalato in un giorno di lavoro. C'era la domenica per questo. (p. 7)
  • Lavoratori di tutto il mondo unitevi. Ma durante le vacanze sparpagliatevi. (p. 8)
  • La lussuria non è più un lusso. (p. 8)
  • Solo quattro pomodori su dieci diventano pelati Girio. Gli altri sono buoni. (p. 8) [pubblicità]
  • "Baldrache", è una nuova profumazione di Guerlaine. (p. 8)
  • L'importante è che la morte ci trovi vivi.[fonte 4] (p. 8)
  • L'uomo è nato per soffrire. Se non soffre, soffre. (p. 8)
  • Lutero ha fondato il protestantesimo perché non digeriva le ostie. (p. 8)
  • Parole come formiche corrono su grandi fogli che ritornano bianchi dopo il loro passaggio. (p. 8)
  • I simpatici invecchiano. Gli antipatici non muoiono mai. (p. 8)
  • E se i giovani di oggi fossero fessi? Può capitare, ogni tanto, una generazione di fessi. Poi, la prossima, intelligentissimi. (p. 9)
  • Prima di dire che uno è stronzo bisogna leccarlo. Se sa di merda allora sì. Se no, si rischia una querela. (p. 9)
  • La colomba della pace ha preso la pillola. (p. 9)
  • Cupido invecchiando somiglia al nano Bagonghi. (p. 10)
  • Il gelato non è un premio ma un prezioso alimento per i piccoli assassini. (p. 10)
  • Non esistono innocenti: tutti abbiamo passato un raffreddore a qualcuno. (p. 10)
  • L'innocente è sempre colpevole di avere, con il suo maldestro comportamento, indotto la giustizia in errore. (p. 10)
  • Super-Supergnomo fa il bucato bianco ma cosi bianco, ma così bianco che la neve si vergogna e il giglio va a cagare. (p. 11) [pubblicità]
  • Nei paesi occupati gli abitanti sono disoccupati. (p. 11)
  • Il 5 maggio non è l'anniversario della morte di Napoleone. È il compleanno di Carlo Marx. (p. 11)
  • Venderei le mie memorie al miglior offerente, ma non mi ricordo un tubo. (p. 11)
  • La parola pudicizia mi ricorda la puzza dei piedi. (p. 12)
  • Dio, dammi un assegno della tua presenza. (p. 12)
  • Gli astronauti russi non vogliono andare su Venere. Temono di ritornare con una malattia del luogo.[32] (p. 12)
  • Se il Milite Ignoto risuscitasse, chi ammazzerebbe per primo? (p. 13)
  • Le valigie non sono come i cani, non si affezionano ai padroni. (p. 13)
  • La parte preparatoria dei rimorsi di solito è abbastanza piacevole. (p. 13)
  • La rivoluzione si fa a sinistra, i soldi si fanno a destra. (p. 13)
  • Chi è felice è stupido. Non è vero ma consola. (p. 13)
  • La felicità non è ereditaria, la lue sì, il cancro forse. (p. 13)
  • La bestemmia aiuta a vivere, la preghiera a morire. (p. 13)
  • Dato che la guerra non la fate, è così che fate l'amore? Sentite, non fate la guerra, non fate l'amore, andate alla partita e ammazzate l'arbitro. (p. 13)
  • In caso di pericolo tirate un moccolo. (p. 13)
  • Gesù è morto troppo giovane per conoscere gli acciacchi della vecchiaia. Ecco perché non ci sono cure adatte per certe malattie dei vecchi. (p. 13)
  • Pende sull'umanità il satellite di Damocle. (p. 14)
  • Mafia tempora currunt. (p. 14)
  • Padre nostro che sei nei cieli dacci odio, il nostro pane quotidiano. (p. 14)
  • Da giovane avevo una vena umoristica. Adesso ho una vena varicosa. Fosse una soltanto! (p. 14)
  • Ma procediamo con disordine. Il disordine dà qualche speranza. L'ordine nessuna. Niente è più ordinato del vuoto. (p. 16)
  • L'impresa più ardua del sindacato è convincere la base che un capitalismo colpevole non può essere punito subito, pena il disastro generale. (p. 16)
  • Il peccato originale fu un peccato di lussuria? (p. 16)
  • Nessuno è ateo in trincea.[fonte 4] (p. 16)
  • In guerra muoiono solo quelli che non vogliono morire perché sanno che devono morire. (p. 17)
  • Una buona notizia, finalmente: l'atomica non causa il cancro. (p. 17)
  • Consigli per una cura dimagrante: basta dare lo smalto rosso alle unghie dello zampone per renderlo meno appetitoso. Con un braccialetto alla caviglia, poi, è repellente. (p. 17)
  • L'uomo d'azione quando muore muore tutto. (p. 17)
  • Te l'immagini avere Israele al posto della Svizzera? (p. 17)
  • Dicono che una frase, quando viene tagliata dalle forbici della censura, continui a vivere. (p. 17)
  • La censura in TV non esiste. Esiste bensì l'autocensura che ogni autore deve esercitare su se stesso nell'atto di stendere un testo per un così grande mezzo di diffusione. Se, per caso lo dimentica, il funzionario gentilmente si presta ad applicare lui questa autocensura ma sempre per conto dell'autore. (p. 17)
  • Quando la parola "volgare" non avrà più senso, saremo tutti uguali. (p. 18)
  • Il candelotto fumogeno è l'allucinogeno della polizia. (p. 18)
  • Inquinatevi acque marine a Sua Maestà il Petrolio. Porti una conchiglia all'orecchio e senti il rumore del water. (p. 18)
  • Una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Per non perderla basta non averla. (p. 18)
  • La voce della coscienza è antipatica come la nostra sentita al registratore.[33] (p. 19)
  • La sagra degli osei è stata vinta da un merlo drogato con larve, semi di canapa e grappa. (p. 19)
  • Ognuno ha la sua droga. La droga di Dante è l'Allegoria. (p. 19)
  • La droga è bella. La droghiera è meglio. (p. 19)
  • Dicono ai gobbi che portano fortuna. Per consolarli. (p. 19)
  • Anche i maschietti devono giuocare con le bambole. Così acquistano il senso della famiglia. Ne acquistano tanto che da grandi finiscono, quasi sempre, per averne due. (p. 19)
  • Vivi e lascia convivere.[34] (p. 19)
  • Testa di sesso è un insulto? (p. 19)
  • È sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili. (p. 19)
  • Oggi vanno di moda i preti elastici. Concilianti con i protestanti. Commossi con gli ortodossi. Disinvolti con i capovolti. Felici con le peccatrici. Le sposerebbero! (p. 19)
  • La fellatio non provoca gengiviti. (p. 19)
  • Ho fatto l'amore dappertutto meno che in una cabina elettorale. Là ho preso solo delle fregature. (p. 19)
  • Per evitare che le cambiali vadano in protesto basta mettere un punto interrogativo. Pagherò per questa mia cambiale? Mah!? Boh? Io vi avevo espresso il mio dubbio. (p. 19)
  • La legge è uguale per tutti. Basta essere raccomandati. (p. 20)
  • Sono un amico. Valgo un tesoro. (p. 20)
  • Nessuno scrupolo. Lo scrupolo è la rovina dello scapolo. (p. 20)
  • Un amante è per poco, un diamante è per sempre. (p. 20)
  • Il lavoro va considerato come una terapia occupazionale. (p. 21)
  • Non fate troppi esami di coscienza. Sono nocivi. I detersivi corrodono le tubature. Meglio i tranquillanti. I tranquillanti, però sono sconsigliati ai fedeli perché sostituiscono la preghiera e danno la serenità dello spirito senza la Grazia Divina. (p. 21)
  • Togliamo a Cesare quello che non è di Cesare. Meglio. "Diamo a Cesare quello che è di Cesare. Ventitré pugnalate."[35] (p. 21)
  • Esercito al potere sono calci nel sedere. (p. 21)
  • Ministro senza portafoglio non teme lo scippo. (pp. 21-22)
  • Le formiche lavorano 8 ore? (p. 22)
  • Lo schiavo si affeziona. L'impiegato no. (p. 22)
  • Bisogna battere il fesso finché è saldo. (p. 22)
  • Non c'è mai uno sciopero dei Postini contro le lettere anonime. (p. 22)
  • "Muore una madre al matrimonio del figlio". Il modo migliore per rovinare la cerimonia alla nuora. (p. 22)
  • Dòmine subisco.[fonte 4] (p. 23)
  • Dal mio fioraio le corone da morto le fa la nonna così si abitua all'idea.[fonte 4] (p. 24)
  • Se sono scritte sul vocabolario non sono parolacce. (p. 25)
  • I film si rivedono con le persone che si amano. (p. 25)
  • Il premio "LA DONNA IDEALE" è stato conferito quest'anno ad Anita Garibaldi che, come risulta dal monumento al Gianicolo, va a cavallo, allatta il bambino e spara. Tutto contemporaneamente. (p. 26)
  • La gomma da masticare è un vizio capitalistico. (p. 26)
  • Muore mentre aspetta che gli facciano l'autopsia. (p. 26)
  • Chi trova un'amica gli costa un tesoro. (p. 26)
  • A me capita di odiare non una classe ma solo una persona. Alla volta. (p. 28)
  • Non ho fame. Non ho sete. Non ho caldo. Non ho freddo. Non ho sonno. Non mi scappa niente. Come sono infelice. (p. 28)
  • Gli omosessuali, non potendo sposarsi, si adottano tra di loro. (p. 29)
  • Attenzione! Gli uomini vaccinati sono mortali per i bacilli del tifo. (p. 29)
  • Nuovi giochi per fanciulli poveri: incipriate una merda. Sembrerà un paesino di montagna sotto la neve. (p. 29)
  • La logica è una forma di pigrizia mentale. (p. 30)
  • L'uomo fa dei movimenti inutili. Per questo è superiore alla macchina. (p. 30)
  • Tra la bomba atomica che li fa morire e la pillola che non li fa nascere, meglio la pillola. Diverte di più. E fa meno rumore. (p. 32)
  • Nell'isola di Whight le mucche si sono messe a fumare l'erba.[36] (p. 32)
  • Non si vive di Ricordi. Solo Giuseppe Verdi c'è riuscito.[37] (p. 33)
  • Tira più un biglietto della Lotteria che cento paia di Buoni del Tesoro. (p. 33)
  • I pompieri sottraggono al fuoco quello che vogliono distruggere loro. (p. 33)
  • Il futuro sarà meraviglioso. Però le tasse e la morte saranno inevitabili.[38] (p. 34)
  • Infermiera, mi sento sotto la cresta dell'onda. Uno psicotonico, per favore. Anzi due. Grazie. Sì, ora mi sento più sollevato. Di un millimetro. (p. 34)
  • Meglio dallo psicanalista che dal confessore. Per questo è sempre colpa tua, per quello è sempre colpa degli altri. (p. 35)
  • Il mondo è fatto a scale. Salgono i disoccupati, discende il tenore di vita. (p. 35)
  • Anche un cretino può scrivere un saggio e non viceversa. (p. 35)
  • Chi non capisce la sua scrittura è un asino per natura o ha dei guai con la questura. (p. 35)
  • Essere giovani è diventata una professione. Andranno in giro con i biglietti da visita. "Giov. Mario Verdi." "Giovaniss. Ada Odi." "Remo Castri Giov. Drog. Contest." Questi giovani non mi sembrano del tutto padroni delle loro facoltà. Universitarie. (p. 35)
  • Sono troppo individualista per cedere la mia personalità a un farmaco. (p. 36)
  • L'umanità è un personaggio umoristico. (p. 36)
  • Oggi tutto non basta più. (p. 37)
  • Le femminucce nascono sotto i fiori. I maschietti sotto i cavoli. Gli altri sotto i cavolfiori. (p. 37)
  • L'Italia è una donna di facili consumi. (p. 37)
  • Prima di accendere una sigaretta alla marijuana chiedete ai presenti se gli dà piacere il fumo. (p. 37)
  • Tancredone ha trenta ville. Una a Capri, una a New York, una nel Perù. In tutto il mondo. Identiche. Fuori e dentro. Struttura, mobili, quadri, serramenti. Sembra di vivere sempre nella stessa casa. Cambia solo il panorama, fuori dalla finestra. A volte non sa nemmeno lui dove si trovi. Apre la finestra e fa "Toh! sto a Tokio" "Guarda sto a Frascati". Una volta, che si era svegliato all'improvviso e non ricordava più dove fosse, andò ad aprire e disse "Toh! sto in galera". Aveva aperto un armadio vuoto. (p. 38)
  • La parola squallido dovrebbe essere proibita agli squallidi. Sono quelli che la usano di più. (p. 39)
  • Ognuno si tenga il suo cattivo gusto e non sfotta quello degli altri. (p. 39)
  • Tre tedeschi su quattro sono fieri di esserlo. Il quarto piange. (p. 39)
  • Se nessuno tentò gli angeli perché si ribellarono? (p. 39)
  • Tutti gli uomini hanno un prezzo. Per le donne basta un regalo. (p. 39)
  • Col tempo, poi, delle passate avventure, resta nella memoria solo il corteo delle circostanze. La figura femminile scompare. (p. 39)
  • Si era talmente applicato agli studi sessuali che vinse una borsa di stupro. (p. 40)
  • Prima dell'educazione sessuale come si faceva a nascere? (p. 40)
  • Tutti gli uomini sono uguali. "A chi?" (p. 41)
  • Tutti gli uomini sono uguali "ma solo pochi riescono a liberarsi da questo handicap." (p. 41)
  • Un popolo con una così grande varietà di aperitivi come il nostro non può morire di fame. (p. 41)
  • L'amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo. Se è sincero. (p. 41)
  • Perché da quando ho incominciato a zoppicare tutti nel salutarmi mi dicono "in gamba!" e prima no? (p. 41)
  • Nessuno si è mai ammazzato perché non riusciva ad amare il prossimo suo come sé stesso.[39] (p. 41)
  • L'autocritica più sincera non obbliga necessariamente a modificare il proprio comportamento. Anzi conforta a riproporlo identico suffragato dall'alibi. (p. 42)
  • Niente di più eccitante che passare da stupido agli occhi di un cretino.[40] (p. 42)
  • La verità è che odio bonariamente tutti. (p. 42)
  • Ho il frigorifero pieno di vendette che non mangerò mai. (p. 43)
  • Vi sopporto perché siete di passaggio. Come me. Se no vi ammazzerei. (p. 43)
  • È un uomo inflessibile in queste cose. Quando vede un'ingiustizia, se ne va. (p. 43)
  • "Ma chi è l'uomo medio?" gridò l'avvocato Sotgiu. "È colui che ha negato per secoli che la terra girasse, che ha gettato nel rogo le streghe ed ha bruciato in piazza i pazzi; che ha massacrato Pisacane e gli eroi del Risorgimento. È colui che è destinato ad essere smentito dalla storia, dalla vita e dalla scienza mentre la Società si evolve e si trasforma!" Vuoi vedere che l'uomo medio sono io? (p. 43)
  • Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse: "Come è morto? Gli è scoppiato il portafogli". (p. 67)
  • Mi piacciono tanto i bambini. Specialmente quando piangono. Così li portano via. (p. 68)
  • I figli sono un genere voluttuario. (p. 81)
  • Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se casco per terra spazzolatemi...[41] (p. 89)
  • Mamma è la parola più bella perché le labbra nel pronunciarla si baciano due volte... o tre? Oh! (p. 89)
  • Un terzo di qualcosa è meglio di metà di niente. (p. 89)
  • La vita è bella. È bella perché non conosciamo altro di meglio. (p. 89)
  • Il vero rivoluzionario è un eroe senza macchina e senza paura. (p. 89)
  • Perché denunciare il reddito dopo il bene che vi ha fatto? (p. 89)
  • Ricordati di pontificare le feste. (p. 89)
  • La domenica è festiva ma non festosa. (p. 89)
  • Monumento ai Caduti in Disgrazia. Dovrebbe esserci. In ogni Stato. (p. 89)
  • Diceva Don Peloso di Valdagno: "La pillola è satanica. Grazie alla pillola lei ha peccato e non si vede". (p. 89)
  • Ho fame. Mangerei tanto volentieri un pezzo di quel delizioso formaggio dal turpe sapore di orinatoio, o l'altro, meraviglioso, che sa di fodera di cappello. (p. 90)
  • Da regina credeva di avere il sangue blu. Quando si tagliò un dito e lo vide rosso pensò che la mamma avesse tradito il papà con un comunista. Non glielo perdonò mai del tutto a quella povera vecchia. (p. 91)
  • Che Dio ti perdoni. E ti perdonerà. È il suo mestiere.[42] (p. 91)
  • Fermate, fermate l'attimo fuggente videotapisti, polaroidari, musicassettieri e tutti voi che kodakolorate ogni attimo della vostra incolore esistenza. (p. 92)
  • L'uomo versatile | è un uomo inutile | e quello duttile | è da ammazzar. | Il malleabile | non è salvabile | l'influenzabile | da eliminar. (p. 94)
  • Meglio l'aria condizionata che l'aria da stupido. (p. 94)
  • Diffidate da chi guarda il sole senza sternutire e da chi starnuta senza guardare il sole. (p. 94)
  • Questa è l'epoca delle materie di nuovo tipo. L'epoca della plastica. Memoria di plastica, classe di plastica, raccomandato di plastica. Sembra pesante è leggera, sembra cedevole è resistentissima. Insomma è l'epoca di tutto ciò che sembra ma non è. (p. 95)

Citazioni su Il malloppo[modifica]

  • Una sorta di monologo ininterrotto fatto di battute fulminanti. (Umberto Eco)

Sette zie[modifica]

Incipit[modifica]

Oramai sono a Roma da due mesi e della settima zia nessuna traccia. Forse non esiste. Io penso che queste zie siano soltanto sei. La settima non è un'altra di loro, no, è tutte le zie messe insieme, è l'Idea di Zia: la Ziità.
Ma chi glielo spiega alla Mosca Pulita? È la terza volta, in un mese, che il Cane da Tartufi viene a Roma "appositivamente" per ritirare il manoscritto che non c'è. Senza contare che la Faina telefona tutti i giorni avvertendo che la Mosca Pulita è molto irritata con me e lo sarà ancora di più se il Cane da Tartufi farà un altro viaggio inutile. N'est pas?
Mi sembra di essere al centro di una favola di Perrault.
Ma perché non mi danno tempo? A questa operazione sono più interessato io di loro tre.

Citazioni[modifica]

  • Mi piace come parla questa donna. Un linguaggio "sboccato" e pudìco. Un turpiloquio temperato dall'eufemismo, molto simile a quello delle zie, pieno di echi e frange fluttuanti. (p. 9)
  • Sotto le sue mani mi torna la memoria. Ne ho avuta sempre poca, anche perché non ho mai amato i ricordi. Uno specchio che va in frantumi. I ricordi sono le schegge. È inutile cercare di rimetterle insieme, per vederci qualcosa che non c'è più. Meglio gettarle via prima che ti feriscano. Guardavo sempre avanti. Chi si volta non è contento di dove sta. La pensavo così. (p. 11)
  • «"Padre, l'esclamazione DIO TASSISTA è una bestemmia?"»
    «E lui?»
    «"Dipende. Se c'è l'apostrofo, no!"»[43] (p. 13)
  • Per dire chi è coso, lì, comesichiama, chi è questo Amedeo. È uno scrittore. Molti, ancora oggi, credono che questa parola voglia significare: scrivano, scritturale, impiegato che scrive, maestro di calligrafia e anche pittore di insegne. Invece Amedeo scrive e basta. Intinge la penna nel cervello e scrive. Ha molta fantasia, però gli manca la cosa, la, comesichiama, gli manca la memoria. Fantasia tanta, memoria niente. Forse perché sta sempre a pensare alle parole da mettere in bocca a qualche personaggio inventato da lui e, nello stesso tempo, a quelle da imboccare a un altro personaggio che risponde al primo che, poi, a sua volta, non può restare, tutto a un tratto, a bocca aperta senza ribattere qualche cosa, sennò si ferma tutto. (p. 15)
  • Prima cosa: via la barba. Così depilato, aveva due chiappe al posto delle guance. (p. 26)
  • Lo aggredisco con una sequela di parolacce e di oscenità tipiche del suo repertorio. Ma cerco di rispettare la forma. Gli do dell'escremento umano e per di più carente dal punto di vista estetico, lo mando a fare in qui e in là, calunnio sua madre, gettando il discredito sulla sua onorabilità e quanto al padre, gli attribuisco spropositate protuberanze frontali in dipendenza dal comportamento della moglie. (p. 42)
  • Ho la sensazione di aver vissuto troppo. Prima, quando del passato non mi importava niente, questa sensazione non l'avevo, anzi ero sicuro che l'ultimo orizzonte fosse molto lontano. Non è più così. Se tento un bilancio, se tiro i conti di cassa, ho tanti ricordi e nessun progetto: sono fottuto. (p. 63)
  • Quando il marito morì d'infarto, lo buttò dalla finestra per incassare l'assicurazione sugli infortuni. (p. 82)
  • Leopardi era dedito alle pratiche solitarie. Con tutto ciò, un grande poeta. La prima versione della famosa poesia L'infinito, all'ultimo verso non suonava "... e naufragar m'è dolce in questo mare", bensì "... e naufragar m'è dolce in questa mano". Probabilmente l'aveva scritta in stato di tensione autoerotica. (p. 86)

Citazioni su Marcello Marchesi[modifica]

  • È quasi incredibile, ripensandoci, che un uomo abbia potuto essere, in una vita non lunghissima, tante cose insieme. Uomo di penna e uomo di spettacolo, inventore di caroselli e "signore di mezza età", cesellatore di battute e benevolo fustigatore dei costumi. (Mario Cervi)
  • Gli umoristi da noi non hanno mai avuto fortuna. Non che non ce ne siano. Ce ne sono, ma si contano sulle dita d'una mano: mosche bianche in uno sciame di mosche nere, e pecore nere in un gregge di pecore bianche.
    Uno dei più fecondi è Marcello Marchesi.
    Del grande umorista ha la sagacia psicologica, l'indulgenza e la malinconia, soprattutto la malinconia. (Roberto Gervaso)
  • Ha l'agilità, l'entusiasmo, la verve d'un ventenne. È sempre pronto a far brigata, spettacolo, bisboccia. Come animatore non ha rivali: surclassa persino Walter Chiari, che gli deve i più bei testi del suo repertorio e i suoi successi più clamorosi. (Roberto Gervaso)
  • Intanto che si parlava era scappato a Marchesi un neologismo che non avevo mai udito prima di quel momento. Marcello aveva detto: "Perché, vedi, io sono un battutista". Poi si era corretto, peggiorando la situazione e aveva detto: "Io sono un battutaro, uno sloganaro". Mi crucciava il suo autolesionismo; mi dispiaceva che Marcello cacciasse se stesso nella buca di chi sforna soltanto battute... (Max David)
  • Leo Longanesi che amava Marcello Marchesi rabbiosamente per lo spreco che faceva del suo talento, quando lo incontrava, gli diceva: "Devo fare una telefonata, mi dai un gettone di intelligenza?". E un giorno mi ordinò un epitaffio per lui. Eccolo: "Qui giace un nessuno — che se avesse voluto — avrebbe potuto diventare — Marcello Marchesi —. Purtroppo o per fortuna — non lo seppe mai —. Come tutti i geni — era un cretino". (Indro Montanelli)
  • Marchesi usava le parole come giocattoli, è stato uno dei più grandi umoristi italiani, umorista e non comico, solleticava il cervello e mai la pancia. I tasti della sua Olivetti ogni tanto non rispondevano agli ordini dei polpastrelli, le lettere macchiate di inchiostro nero saltavano sul foglio inserito nel rullo, per Marchesi erano come formiche impazzite, ebbe l'intuizione, «anche le formiche nel loro piccolo si incazzano», formula utilizzata e data alle stampe, nei secoli a venire, da Gino e Michele. Dormiva pochissimo, Marchesi, tre ore per notte, il resto era occupato da pensieri e parole, da appunti, telefonate, dialoghi con amici e sodali, il silenzio notturno stimolava riflessione e ilarità, «siamo nati per soffrire e ci riusciamo benissimo» fu una delle sue frasi migliori. (Tony Damascelli)
  • Per circa vent'anni, fino alla morte tragica per un banale incidente sulla spiaggia, avvenuta nel 1978, Marcello Marchesi fu il prolifico autore di slogan, ispiratore di marchi e di campagne, sceneggiatore di Caroselli. Il nerboruto eroe o atleta, che scolpiva la parola Plasmon alla fine del Carosello, nacque da un'idea di questo umorista prestato alla pubblicità. (Gianluigi Falabrino)

Note[modifica]

  1. Del Buono dichiara di aver ritrovato questa frase su un appunto in cima a una pila di fogli nello studio di Marchesi in via Frattina, a Roma.
  2. Cfr. Vittorio Alfieri: «Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli».
  3. Cfr. citazione tratta da Il malloppo.
  4. Cfr. citazione tratta da Il malloppo.
  5. Il riferimento è alla celeberrima citazione "Essere o non essere?" dall'Amleto di William Shakespeare.
  6. Cfr. locuzione latina: «brevi manu» («alla mano (per vie brevi, non formali)»). Cfr. voce su Wikipedia.
  7. Cfr. locuzione latina: «Cicero pro domo sua» («Cicerone [che parla] per la propria casa»). Cfr. voce su Wikipedia.
  8. Cfr. Genesi: «fiat lux» («sia fatta la luce»). Cfr. voce dedicata.
  9. a b Cfr. Publio Vegezio Renato: «si vis pacem para bellum» («chi aspira alla pace, prepari la guerra»). Cfr. voce su Wikipedia.
  10. Cfr. formula liturgica latina: «per omnia saecula saeculorum. Amen» («per tutti i secoli dei secoli. Amen»).
  11. Cfr. locuzione latina: «lapsus calami» («errore dovuto alla penna»). Cfr. voce su Wikipedia.
  12. a b Incluso anche nei 100 neoproverbi.
  13. Cfr. locuzione latina: «errare humanum est, perseverare autem diabolicum» («commettere errori è umano, ma perseverare (nell'errore) è diabolico») Cfr. voce su Wikipedia.
  14. Cfr. locuzione latina: In dubiis pro reo. («nel dubbio [decidere] in favore del [presunto] reo»).
  15. Cfr. locuzione latina: «quo vadis?» («dove vai?»). Cfr. voce su Wikipedia. Il riferimento è al matrimonio tra Jane Fonda e il regista francese Roger Vadim.
  16. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Giovanni: «Noli me tangere» («Non mi toccare, non mi trattenere»). Cfr. voce su Wikipedia. La sigla "MEC" sta per "Mercato Europeo Comune".
  17. Cfr. laurea honoris causa.
  18. Cfr. locuzione latina: «post fata resurgo» («dopo la morte mi rialzo»). Cfr. voce su Wikipedia.
  19. Cfr. locuzione latina: «in hoc signo vinces» («in (sotto) questo segno vincerai»). Cfr. voce su Wikipedia.
  20. Cfr. detto francese: «noblesse oblige» («la nobiltà comporta obblighi»). Cfr. voce su Wikipedia. Riferimento al fatto che nel 1969 Samuel Beckett fu insignito del Premio Nobel per la letteratura, ma non si presentò a ritirarlo.
  21. Cfr. espressione latina: «homo homini lupus» («l'uomo è lupo per l'uomo») e Tito Maccio Plauto: «lupus est homo homini.» Cfr. voce su Wikipedia.
  22. Cfr. citazione tratta dai 100 neoproverbi.
  23. Cfr. citazione tratta da Il malloppo.
  24. Presente in una forma leggermente diversa in Ballate sballate e comunicazioni spirituali.
  25. Cfr. citazione tratta dai Dìtteri sui dàtteri.
  26. a b Incluso anche in Ballate sballate e comunicazioni spirituali.
  27. Incluso anche in Mezza età.
  28. Cfr. Henry Ford: «La pubblicità è l'anima del commercio.»
  29. Cfr. Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio: «La donzelletta vien dalla campagna, | in sul calar del sole»
  30. Cfr. citazione tratta da Il dottor Divago.
  31. Questa citazione è divenuta poi il titolo della raccolta di aforismi umoristici curata da Gino e Michele e Matteo Molinari.
  32. Cfr. citazione tratta da Diario futile di un signore di mezza età.
  33. Cfr. citazione tratta da Diario futile di un signore di mezza età.
  34. Inclusa anche in Dìtteri sui dàtteri
  35. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Matteo: «Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.»
  36. Il riferimento è ai celebri festival di musica rock dell'isola di Wight degli anni 1968-70. Cfr. la voce Festival dell'Isola di Wight su Wikipedia.
  37. Si riferisce alla storica casa editrice musicale milanese Ricordi, che ebbe Verdi sotto contratto.
  38. Cfr. Christopher Bullock: «È impossibile essere sicuri di qualcosa se non della morte e delle tasse.» Attribuita erroneamente anche a Benjamin Franklin.
  39. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Matteo: «Ama il prossimo tuo come te stesso.»
  40. Cfr. Georges Courteline: «Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio.»
  41. Cfr. slogan fascista: «Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.»
  42. Cfr. Heinrich Heine, ultime parole: «Dio mi perdonerà. È il suo mestiere.»
  43. Spesso riportata nella forma semplificata: «Dio tassista, senza apostrofo, è una bestemmia?» Cfr. Luigi Galella e Antonio Ricci, Me tapiro, Mondadori, 2017, p. 195. ISBN 88-520-8366-9

Fonti[modifica]

  1. a b c Dall'Autobiografia; in Panta. Agenda Marchesi, a cura di Mariarosa Bastianelli e Michele Sancisi, Giunti, p. 59. ISBN 88-587-7230-X
  2. Citato in Oreste del Buono, Vita, morte e miracoli di un battutista, prefazione a Marcello Marchesi, Il malloppo, Bompiani, 2013.
  3. Citato in Nicoletta Tiliacos, L'altro Marcello, Il Foglio, 14 settembre 2013; riportato in Cinquantamila.it.
  4. a b c d e Citato in Umberto Eco, Nessuno è ateo in trincea, Espresso.it, 17 aprile 2012.

Bibliografia[modifica]

Filmografia[modifica]

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