Biblioteca

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Il "bibliotecario" secondo Giuseppe Arcimboldo

Citazioni sulla biblioteca.

  • Coloro (gl'illustri scrittori) dei quali le anime immortali parlano nelle biblioteche (Plinio il Vecchio)
  • Cosa è più importante delle biblioteche, se non il fatto che esistono? (Archibald Macleish)
  • Fondare biblioteche è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. (Marguerite Yourcenar)
  • Il destino di molti uomini dipese dall'esserci o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna. (Edmondo De Amicis)
  • Il world wide web ha le potenzialità per svilupparsi in un'enciclopedia universale che copra tutti i campi della conoscenza e in una biblioteca completa di corsi per la formazione. (Richard Stallman)
  • La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. (Jorge Luis Borges)
  • La mia biblioteca era per me un ducato grande abbastanza. (William Shakespeare)
  • Le biblioteche non si fanno; crescono. (Augustine Birrell)
  • Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. (Filippo Tommaso Marinetti)
  • Non c'è nulla che mi faccia sentir male come la porta chiusa di una biblioteca. (Barbara Tuchman)
  • Ora, cos'è importante nel problema dell'accessibilità agli scaffali? È che uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l'esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi. (Umberto Eco)
  • Se presso alla biblioteca ci sarà un giardino, nulla ci mancherà. (Marco Tullio Cicerone)
  • Su quante biblioteche di persone private, come sulle bottiglie del farmacista, si dovrebbe scrivere: "Solo per uno esterno"! (Alphonse Daudet)
  • Un intellettuale ama andare in biblioteca. Anche se non piove. (André Roussin)
  • Una casa senza libreria è una casa senza dignità, — ha qualcosa della locanda, — è come una città senza librai, — un villaggio senza scuole, — una lettera senza ortografia. (Edmondo De Amicis)

Alberto Manguel[modifica]

  • Ci sono notti in cui sogno una biblioteca completamente anonima, nella quale i libri, privi di titolo e di autore, formano un torrente narrativo ininterrotto nel quale tutti i generi, gli stili e le storie confluiscono, dove nessun protagonista e nessun luogo vengono identificati, un torrente dove posso immergermi sempre, in qualunque punto. [...] In una biblioteca così esisterebbe un unico libro suddiviso in qualche migliaia di volumi e, con buona pace di Callimaco e di Dewey, nessun catalogo.
  • Il peso dell'assenza è una caratteristica di ogni biblioteca tanto quanto i vincoli di ordine e di spazio.
  • In una biblioteca, non c'è scaffale che rimanga vuoto a lungo. Come la Natura, le biblioteche aborriscono il vacuum, e il problema dello spazio è implicito nella natura stessa di ogni collezione di libri. È questo il paradosso di ogni biblioteca. Se infatti da un lato si prefigge, in misura maggiore o minore, di raccogliere e conservare una testimonianza del mondo, la più esaustiva possibile, questo compito risulterà alla fine ridondante, perché si potrebbe attuare soltanto quando i confini della biblioteca coincidessero con quelli del mondo intero.
  • L'esistenza di qualunque biblioteca [...] dà al lettore il senso di che cosa sia veramente la sua forza, una forza che combatte i vincoli del tempo, portando nel presente schegge del passato. Gli permette di affacciarsi, anche se segretamente e da lontano, nella mente di altri esseri umani, e di conoscere qualcosa di sé attraverso le storie accumulate a suo beneficio. Ma, soprattutto, dice al lettore che la sua forza consiste nella facoltà di ricordare, attivamente, attraverso la sollecitazione della pagina, momenti selezionati dell'esperienza umana.
  • Le biblioteche continueranno a sopravvivere finché noi continueremo ad attribuire parole al mondo che ci circonda, e a conservarle per i futuri lettori.
  • Le biblioteche, per loro stessa natura, possono sostenere ma anche mettere in discussione l'autorità di potere. Come depositari di storia o fonti per il futuro, guide o manuali per i tempi difficili, simboli di autorità passate e presenti, i libri di una biblioteca rappresentano ben più di quanto contengano nel loro insieme, e sono stati considerati, sin dall'inizio della scrittura, una minaccia. Poco importa il motivo per cui una biblioteca viene distrutta: ogni censura, riduzione, frammentazione, saccheggio o bottino dà origine (perlomeno come presenza spettrale) a una biblioteca più forte, più chiara e più durevole di libri banditi, saccheggiati, depredati, frammentati o ridotti. Può essere che questi libri non siano più consultabili, che esistano soltanto nel vago ricordo di un lettore o nell'ancor più vago ricordo di una tradizione e di una leggenda, ma hanno acquisito una sorta di immortalità. [...] Le biblioteche che sono svanite o a cui non è mai stato concesso di esistere sono molte di più di quelle che visitiamo, e formano gli anelli di una catena circolare che ci accusa e ci condanna tutti.
  • [A causa della fluidità della letteratura] Nessuna biblioteca è ciò per cui è stata istituita, e il destino di una biblioteca spesso non è deciso da chi l'ha creata per i suoi meriti, ma da chi desidera distruggerla per le sue presunte pecche.
  • Ogni biblioteca accoglie e rifiuta. Ogni biblioteca è per definizione il risultato di una scelta, ed è necessariamente limitata nel suo ambito. Ed ogni scelta ne esclude un'altra, quella non fatta. L'atto della lettura corre sempre parallelo a quello della censura.
  • Ogni biblioteca è, per necessità, una creazione incompleta, un work-in-progress, e ogni scaffale vuoto preannuncia i libri che verranno.
  • Ogni biblioteca, per il fatto stesso di esistere, evoca il suo doppio, proibito o dimenticato: una biblioteca invisibile ma formidabile di libri che, per ragioni convenzionali di qualità, soggetto e perfino di dimensioni, non sono stati ritenuti degni di dimorare sotto questo tetto.
  • Ogni biblioteca traduce il caos della scoperta e della creazione in un sistema strutturato di gerarchie o in una frenesia di libere associazioni.
  • Per quanto affascinante ci possa sembrare il sogno di un universo conoscibile fatto di carta e di un cosmo sensato fatto di parole, una biblioteca, anche se colossale per proporzioni o ambiziosa e infinita nel suo intento, non potrà mai offrirci un mondo «reale», nel senso in cui è reale il mondo quotidiano di sofferenza e felicità. Ci può invece offrire un'immagine aperta di quel mondo reale che [...] [ci concede] la possibilità di sperimentare, conoscere e ricordare qualcosa che abbiamo intuito in un racconto o immaginato grazie a una riflessione filosofica o poetica.
  • Sogniamo una biblioteca della letteratura creata da tutti e appartenente a nessuno, una biblioteca che sia immortale e che porterà misteriosamente ordine nell'universo, eppure sappiamo che ogni scelta ordinata, ogni regno catalogato dell'immaginazione, istituisce una gerarchia tirannica di esclusione. Ogni biblioteca tende a escludere, perché la sua selezione, per quanto vasta, chiude fuori dalle proprie mura scaffali infiniti di scritti che, per ragioni di gusto, conoscenza, spazio e tempo, non è stato possibile includere. Ogni biblioteca evoca il suo fantasma oscuro; ogni ordinamento porta con sé, nella sua ombra, una biblioteca di assenze.
  • Una biblioteca, di qualunque dimensione essa sia, non ha bisogno di essere letta interamente per essere utile; ogni lettore beneficia di un giusto equilibrio tra conoscenza e ignoranza, ricordo e oblio.
  • Una biblioteca è un'entità in continua crescita; sembra moltiplicarsi senza l'aiuto di nessuno, si riproduce tramite acquisizioni, furti, prestiti, donazioni, evidenziando lacune che emergono attraverso associazioni di idee, esigendo integrazioni di ogni genere.

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