Dan Brown
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Dan Brown (1964 – vivente), scrittore statunitense.
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[modifica] Angeli e demoni
[modifica] Incipit
Il fisico Leonardo Vetra sentì l'odore di carne bruciata. Era la sua. Terrorizzato alzò gli occhi verso l'ombra scura che incombeva su di lui: «Cosa Vuole da me?»
«La password» disse lo sconosciuto con voce aspra: «La parola d'ordine.»
«Ma io non...»
L'uomo gli premette di nuovo sul petto il ferro arroventato, ancora più a fondo. Si udì uno sfrigolio di carne che bruciava.
«Non c'è nessuna password!» gridò Vetra, straziato dal dolore, sentendosi venire meno.
Lo sconosciuto lo guardò torvo. «Proprio come temevo.»
Vetra si sforzava di rimanere cosciente, ma stava per perdere i sensi. L'unica consolazione era sapere che il suo aggressore non avrebbe mai raggiunto il proprio scopo. Un'attimo dopo, l'uomo estrasse una lama e gliela avvicinò al viso. La lama oscillò, con precisione chirurgica.
«Per l'amor di Dio!» gridò Vetra. Ma era già troppo tardi.
[modifica] Citazioni
- A volte per conoscere la verità occorre smuovere le montagne.
- La scienza mi dice che deve esserci un Dio, la mente che non lo comprenderò mai, il cuore che non sono tenuto a farlo.
- Non c'è nemico più temibile di quello di cui nessuno ha più paura.
[Dan Brown, Angeli e Demoni, traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori, Milano 2004]
[modifica] Il codice da Vinci
[modifica] Incipit
ore 22.46
Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière, raggiunse a fatica l'ingresso della Grande Galleria e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio. Afferrata la cornice dorata, l'uomo di settantasei anni tirò il capolavoro verso di sé fino a staccarlo dalla parete, poi cadde all'indietro sotto il peso del dipinto.
Come da lui previsto, una pesante saracinesca di ferro calò nel punto da cui era passato poco prima, bloccando l'ingresso al corridoio. Il pavimento di parquet tremò. Lontano, un allarme cominciò a suonare.
[Dan Brown, Il codice da Vinci, traduzione di Riccardo Valla, Mondadori, MIlano 2003]
[modifica] Citazioni su Il codice da Vinci
- Dalla lettura critica, alla luce delle più elementari conoscenze storiche, del romanzo di Dan Brown non si salva neanche una pagina. (Andrea Tornielli)
- È un libro idiota, stupido, bugiardo, pornografico e depensato per depensati. La qualità del Vangelo e dei Vangeli è cosa diversa da questa patacchiata immonda, da questa stronzata insopportabile di questo libro. (Vittorio Sgarbi)
- Le «fonti» stesse di Dan Brown, i suoi stessi «ispiratori», sono stati costretti dalla grossolanità delle loro affermazioni a fare ammenda pubblica, smentendo le loro teorie: documenti falsi, storie inesistenti, persino il Priorato di Sion ormai esiste soltanto a livello «metafisico». Eppure tutto questo coacervo di bufale e di leggende è stato reimpastato, riabilitato e fornito su un piatto d'argento a milioni di lettori, molti dei quali portati a credere che le dotte disquisizioni propinate dal professor Langdon e dal professor Teabing alla povera Sophie Neveu, discendente della Maddalena, siano vere e che la Chiesa abbia realmente ingannato per duemila anni i suoi fedeli. (Andrea Tornielli)
- Sono arrivato a metà, poi l'ho mollato. È una sciocchezza dal punto di vista storico e culturale. (Andrea Camilleri)
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] La verità del ghiaccio
La morte, in quel luogo remoto, poteva arrivare sotto innumerevoli forme. Il geologo Charles Brophy conviveva da anni con il fascino selvaggio di quel territorio, eppure nulla lo aveva preparato al destino barbaro e innaturale che stava per abbattersi su di lui.
I quattro husky che trainavano nella tundra la slitta carica di strumenti per le rilevazioni geologiche all'improvviso rallentarono, con il muso rivolto al cielo.
«Cosa c'è, ragazze?» chiese Brophy, scendendo dalla slitta.
Tra le nubi in rapido addensamento, un elicottero birotore da trasporto si abbassava in ampi cerchi costeggiando i picchi di ghiaccio con militaresca perizia.
"Strano" pensò. "Mai visti elicotteri tanto a nord." Il mezzo atterrò ad una trentina di metri da lui, sollevando spruzzi pungentio di neve granulosa. I cani presero a guaire, irrequieti.
Si aprì il portello e dall'elicottero scesero due uomini in tuta termica bianca, armati di fucile, che puntarono decisi verso di lui.
[Dan Brown, La verità del ghiaccio, traduzione di Paola Frezza Pavese e Leonardo Pavese, Mondadori, Milano 2005]
[modifica] Crypto
ore 11.00
Plaza de España
Dicono che davanti alla morte tutto appare chiaro. Ensei Tankado in quel momento capì che era vero. Mentre cadeva a terra, stringendosi il petto in preda al dolore, comprese l'enormità del proprio errore.
Alcune persone, chine su di lui, cercarono di soccorrerlo; ma Tankado non chiedeva aiuto: era troppo tardi, ormai.
Alzò tremante la mano sinistra e allargò le dita. "Guardate la mia mano!" I volti tutt'intorno si fecero attenti, ma lui si rese conto che non capivano.
Portava un anello d'oro con un'incisione. Per un attimo, le lettere brillarono al sole dell'Andalusia. Ensei Tankado sapeva che quella era l'ultima luce che avrebbe visto.
[Dan Brown, Crypto, traduzione di Paola Frezza Pavese, Mondadori, Milano 2006]
[modifica] Altri progetti
[modifica] Opere
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Il codice da Vinci (2003) -
Angeli e demoni (2004) -
La verità del ghiaccio (2005) -
Crypto (2006)