Iliade
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L'Iliade (in greco Ιλιάδα) è un poema epico attribuito al poeta greco Omero.
Indice |
[modifica] Incipit
Cantami, o Diva, del Pelìde Achille
l'ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco
generose travolse alme d'eroi,
e di cani e d'augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l'alto consiglio s'adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de' prodi Atride e il divo Achille.
E qual de' numi inimicolli? Il figlio
di Latona e di Giove. Irato al Sire
destò quel Dio nel campo un feral morbo,
e la gente perìa: colpa d'Atride
che fece a Crise sacerdote oltraggio.
[modifica] Citazioni tratte dall'opera
[modifica] Libro II
- Tutti ancora dormìan per l'alta notte | i guerrieri e gli Dei; ma il dolce sonno | già le pupille abbandonato avea | di Giove che pensoso in suo segreto | divisando venìa come d'Achille, | con molta strage delle vite argive, | illustrar la vendetta.
[modifica] Libro III
- Poiché sotto i lor duci ambo schierati | gli eserciti si fur, mosse il troiano | come stormo d'augei, forte gridando | e schiamazzando, col romor che mena | lo squadron delle gru, quando del verno | fuggendo i nembi l'oceàn sorvola | con acuti clangori, e guerra e morte | porta al popol pigmeo.
[modifica] Libro IV
- Nell'auree sale dell'Olimpo accolti | intorno a Giove si sedean gli Dei | a consulta. Fra lor la veneranda | Ebe versava le nettaree spume, | e quelli a gara con alterni inviti | l'auree tazze vôtavano mirando | la troiana città.
[modifica] Libro V
- Allor Palla Minerva a Dïomede | forza infuse ed ardire, onde fra tutti | gli Achei splendesse glorïoso e chiaro. | Lampi gli uscìan dall'elmo e dallo scudo | d'inestinguibil fiamma, al tremolìo | simigliante del vivo astro d'autunno, | che lavato nel mar splende più bello.
[modifica] Libro VI
- Soli senz'alcun Dio Teucri ed Achei | così restaro a battagliar. Più volte | tra il Simoenta e il Xanto impetuosi | si assaliro; più volte or da quel lato | ed or da questo con incerte penne | la Vittoria volò.
- Quale delle foglie, | tale è la stirpe degli umani. Il vento | brumal le sparge a terra, e le ricrea | la germogliante selva a primavera.
[modifica] Libro XXIII
- Tu d'anni e di virtù mi vinci, | e dell'etade giovanil ben sai | i difetti: cuor caldo e poco senno.
[modifica] Citazioni sull'opera
- Così ella vede che il Monti è assai più famoso per l'Iliade che per il Persio. (Giacomo Leopardi)
- L'Iliade e l'Odissea [...] [sono] rimasti esemplari per tutta l'epopea occidentale sino ai tempi più recenti, sino al Goethe e al Pascoli. (Giorgio Pasquali)
- Nell'Iliade Omero ha conferito all'ordinamento della vita terrestre e spirituale del mondo antico una struttura altrettanto possente quanto Cristo al mondo moderno. (Fëdor Mikhailovič Dostoevskij)

