Simone Weil
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Simone Weil (1909 − 1943), filosofa e mistica francese.
[modifica] Citazioni di Simone Weil
- In generale, da ciechi quali siamo, attualmente possiamo solo scegliere tra la capitolazione e l'avventura. E tuttavia non possiamo esimerci dal determinare sin d'ora l'atteggiamento da assumere rispetto alla situazione presente. (da Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale)
- La mia idea essenziale del 1929: non è il fine che conta, ma il risultato implicito nel meccanismo stesso dei mezzi posti in opera. (dai Cahiers)
- Sfuggire al contagio della follia e della vertigine collettiva tornando a stringere per conto proprio, al di sopra dell'idolo sociale, il patto originario dello spirito con l'universo. (da Riflessioni sulle cause della libertà)
- Una visione chiara del possibile e dell'impossibile, del facile e del difficile, delle fatiche che separano il progetto dalla messa in opera, basta a cancellare i desideri insaziabili ed i vani timori: da questo, e non da altro derivano la temperanza ed il coraggio, virtù senza le quali la vita è solo un vergognoso delirio. (da Riflessioni sulle cause della libertà)
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- Chi penserebbe a Dio se non ci fosse il male nel mondo?
- Il non credente può essere semplicemente uno la cui fede e il cui amore sono concentrati sugli aspetti impersonali di Dio.
- La bellezza promette sempre, ma non dà mai nulla.
- La vita non necessita di essere mutilata per essere pura.
- Lo scopo confessato della propaganda è persuadere e non illuminare... La propaganda è sempre un tentativo di asservimento.
- L'algebra e il denaro sono essenzialmente livellatori; il primo intellettualmente, il secondo effettivamente.
- Nell'universo cristallino della matematica vengono tese alla ragione le stesse trappole che nel mondo reale.
- Quando la scienza, l'arte, la letteratura, e la filosofia sono semplici manifestazioni della personalità, e sono ad un livello tale da raggiungere gloriosi e bizzarri obiettivi, rendono il nome di un uomo vivo per centinaia di anni. Ma sopra questo livello, molto al di sopra, separati da un abisso, si trova il livello dove le cose più alte sono ottenute. Queste cose sono essenzialmente anonime.
- Tutti i peccati sono dei tentativi di colmare dei vuoti.
- Tutti i dolori che non distaccano sono dolori perduti.
[modifica] L'amore di Dio
- Dio crea se stesso e si conosce perfettamente allo stesso modo in cui noi costruiamo e conosciamo miserevolmente degli oggetti fuori di noi. Ma prima di tutto Dio è amore. Prima di tutto Dio ama se stesso. Quest'amore, questa amicizia in Dio è la Trinità. Tra i termini uniti da questa relazione di amore divino, c'è qualcosa di più che una vicinanza: c'è vicinanza infinita, identità. Ma a causa della creazione, dell'incarnazione e della passione, è anche una distanza infinita. La totalità dello spazio, la totalità del tempo interpongono il loro spessore e pongono una distanza infinita fra Dio e Dio.
- È necessario che l'anima continui ad amare a vuoto, o per lo meno a voler amare, anche soltanto con una parte infinitamente piccola di se stessa. Allora un giorno Dio stesso viene a rivelarsi a lei e a mostrarle la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe. Ma se l'anima cessa di amare precipita già qui sulla terra in uno stato quasi equivalente all'inferno.
- Gli amanti e gli amici desiderano due cose: di amarsi al punto di entrare l'uno nell'altro e diventare un solo essere e di amarsi al punto che la loro unione non ne soffra, quand'anche fossero divisi dalla metà del globo terrestre. Tutto ciò che l'uomo desidera invano quaggiù, è perfetto e reale in Dio. Tutti i nostri desideri impossibili sono il segno del nostro destino e diventano buoni per noi proprio nel momento in cui non speriamo più di realizzarli.
- Il problema della fede non si pone affatto. Finché un essere umano non è stato conquistato da Dio, non può avere fede, ma solo una semplice credenza; e che egli abbia o no una simile credenza, non ha nessuna importanza: infatti arriverà alla fede anche attraverso l'incredulità. La sola scelta che si pone all'uomo è quella di legare o meno il proprio amore alle cose di quaggiù.
- L'amore fra Dio e Dio, che è esso stesso Dio, è questo legame che possiede una virtù duplice; questo legame che unisce due esseri al punto che essi non sono più separabili e sono realmente un essere solo; questo legame che annulla la distanza e trionfa della separazione infinita. L'unicità di Dio, in cui sparisce ogni pluralità, e l'abbandono in cui crede di trovarsi Cristo pur non cessando di amare perfettamente il Padre, sono due forme divine dello stesso Amore, che è Dio stesso.
- L'infelicità rende Dio assente agli occhi degli uomini per un certo tempo, più assente di un morto, più assente della luce in una prigione oscura. Una specie di orrore sommerge tutta l'anima. Durante questa assenza non trova nulla che possa amare. E se in queste tenebre, in cui non vi è nulla da amare, l'anima smette di amare, l'assenza di Dio diventa definitiva: è terribile solo a pensarci.
- Non tocca all'uomo cercare Dio e credere in lui: egli deve semplicemente rifiutarsi di amare quelle cose che non sono Dio. Un tale rifiuto non presuppone alcuna fede. Si basa semplicemente sulla constatazione di un fatto evidente: che tutti i beni della terra [...] sono finiti e limitati, radicalmente incapaci di soddisfare quel desiderio di un bene infinito e perfetto che brucia perpetuamente in noi.
- Sono convinta che l'infelicità per un verso e la gioia per l'altro verso, la gioia come adesione totale e pura alla bellezza perfetta, implicano entrambe la perdita dell'esistenza personale e sono quindi le due sole chiavi con cui si possa entrare nel paese puro, nel paese respirabile, nel paese del reale.
[modifica] La prima radice
- Non esiste compassione per quel che è totalmente distrutto. Chi ne prova per Gerico, Gaza, Tiro, Sidone, Cartagine, Numanzia, la Sicilia greca, il Perù precolombiano?
- La storia non è altro che una compilazione delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi.
- La superstizione moderna del progresso è un sottoprodotto della menzogna con la quale si è trasformato il cristianesimo in religione romana ufficiale [...]. Più tardi l'idea di progresso si è laicizzata; e ora è il veleno della nostra epoca.
- È completamente errato credere che un meccanismo provvidenziale trasmetta alla memoria dei posteri il meglio di un'epoca.
- Nel XIX secolo tutti i poeti furono più o meno letterati, cosa che contamina vergognosamente la loro poesia.
- La concezione moderna della scienza è responsabile delle attuali mostruosità.
- La teoria di Einstein è almeno altrettanto poco fondata e altrettanto contraria al buon senso quanto la tradizione cristiana nei riguardi della concezione e della nascita di Cristo.
[modifica] L'ombra e la grazia
- Due forze regnano sull'universo: luce e pesantezza.
- C'è una colpa sola: non aver la capacità di nutrirsi di luce. Perché, abolita questa capacità, tutte le colpe sono possibili.
- Come un gas, l'anima tende ad occupare la totalità dello spazio che le è accordato.
- Nulla al mondo può toglierci il potere di dire Io.
- In modo generale, non desiderare la sparizione di nessuna delle proprie miserie, bensì la grazia che le trasfiguri.
- Essere nulla per essere al proprio vero posto nel tutto.
- Si tratta sempre di un rapporto col tempo. Perdere l'illusione del possesso del tempo. Incarnarsi. L'uomo deve compiere l'atto di incarnarsi, perché è disincarnato dall'immaginazione. È l'immaginazione che in noi viene da Satana.
- L'uomo vorrebbe essere egoista e non può. È questo il carattere più impressionante della sua miseria e l'origine della sua grandezza.
- L'amore, in chi è felice, è volontà di condividere la sofferenza dell'amato infelice. L'amore, in chi è infelice, è essere pieno della nuda nozione della felicità dell'amato, senza partecipare a quella gioia, e nemmeno desiderare di parteciparvi.
[modifica] Citazioni su Simone Weil
- Nessuno che ami la vita vorrebbe imitare la sua dedizione al martirio, o se l'augurerebbe per i propri figli o per qualunque altra persona cara. Tuttavia se amiamo la serietà come vita, Simone Weil ci commuove, ci dà nutrimento. (Susan Sontag)
[modifica] Bibliografia
- Simone Weil, La prima radice, traduzione di Franco Fortini, Mondadori, Milano.
- Simone Weil, L'amore di Dio, traduzione di G. Bissaca e A. Cattabiani, Borla, Torino 1968.
- Simone Weil, Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale, a cura di Giancarlo Gaeta, Adelphi 1983. ISBN 8845905497
- Simone Weil, L'ombra e la grazia, traduzione di F. Fortini, Bompiani, Milano 2002.
[modifica] Voci correlate
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