Max Weber

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Max Weber

Maximilian Weber (1864 – 1920), economista, sociologo, filosofo e storico tedesco.

Citazioni[modifica]

  • Gli dei di una volta, perso l'incanto e assunte le sembianze di potenze impersonali, escono dai loro sepolcri, aspirano a dominare sulla nostra vita e riprendono la loro lotta eterna. (citato in Ulla Berkéwicz, Forse stiamo diventando pazzi)
  • La burocrazia è tra le strutture sociali più difficili da distruggere. (citato in Focus, n. 114, p. 151)
  • La democrazia sta bene, ma al suo posto. L'insegnamento scientifico [...] è però una faccenda di aristocrazia dello spirito. (da La scienza come professione, Einaudi, Torino, 2004, p. 12)
  • Solo gli operai reali, organizzati nei sindacati (Gewerkschaften), possono creare la nuova società. Via, dunque, questi politici di professione che vivono per la – e ciò, in verità, significa della – politica, e non per la creazione della nuova società economica. (da Il socialismo, in Scritti politici, traduzione di A. Cariolato ed E. Fongaro, Donzelli Editore, 1998)
  • Sono gli interessi (materiali e ideali), e non le idee, a dominare immediatamente l'agire dell'uomo. Ma le «concezioni del mondo», create dalle «idee», hanno spesso determinato – come chi aziona uno scambio ferroviario – i binari lungo i quali la dinamica degli interessi ha mosso tale attività. (da Sociologia delle religioni)

L'etica protestante e lo spirito del capitalismo[modifica]

Copertina originale dell'opera

Incipit[modifica]

Piero Burresi[modifica]

Uno sguardo alla statistica professionale di un paese di confessioni miste ci mostra con sorprendente frequenza un fenomeno che fu discusso più volte e vivacemente nella stampa, nella letteratura, e nei congressi cattolici della Germania: il carattere prevalentemente protestante della proprietà e dell'impresa capitalistica e delle élites operaie più colte, e specialmente del più alto personale tecnico o commerciale delle imprese moderne.
[Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, traduzione di Piero Burresi, Sansoni, Firenze 1970]

Anna Maria Marietti[modifica]

Un'occhiata alla statistica professionale di un paese di confessioni miste suole mostrare, con una frequenza che colpisce, un fenomeno che è stato vivacemente discusso più volte nella stampa e letteratura cattolica, e nei congressi cattolici della Germania: il carattere prevalentemente protestante sia della proprietà capitalistica e dell'impresa che degli strati superiori e più colti del ceto operaio, ma anche e soprattutto del personale delle imprese moderne dotato di una superiore preparazione tecnica o commerciale.
[Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, traduzione di Anna Maria Marietti, RCS Quotidiani, 2010]

Citazioni[modifica]

  • Per quale concatenamento di circostanze è avvenuto che proprio sul suolo occidentale, e qui soltanto, la civiltà si è espressa con manifestazioni, le quali – almeno secondo quanto noi amiamo immaginarci – si sono inserite in uno svolgimento, che ha valore e significato universale?
  • Il guadagno è considerato come scopo della vita dell'uomo, e non più come mezzo per soddisfare i suoi bisogni materiali. Questa inversione del rapporto naturale, che è addirittura priva di senso per il modo di sentire comune, è manifestamente un motivo fondamentale del capitalismo così come è estranea all'uomo non tocco dal suo soffio.
  • L'odierno ordinamento capitalistico è un enorme cosmo, in cui il singolo viene immerso nascendo, e che è a lui dato, per lo meno in quanto singolo, come un ambiente praticamente non mutabile, nel quale è costretto a vivere.
  • Il capitalismo odierno, giunto all'egemonia nella vita economica, si crea e educa, per via della selezione economica, i soggetti economici, imprenditori ed operai, di cui abbisogna.
  • La sete di lucro, l'aspirazione a guadagnare denaro più che sia possibile, non ha di per sé stessa nulla in comune col capitalismo. Questa aspirazione si ritrova preso camerieri, medici, cocchieri, artisti, cocottes, impiegati corruttibili, soldati, banditi, presso i crociati, i frequentatori di bische, i mendicanti; si può dire relativamente a tutti i tipi di uomini, di qualsiasi ceto sociale, in tutte le epoche di tutti i paesi della terra, dove c'era e c'è la possibilità oggettiva.

Il lavoro intellettuale come professione[modifica]

Incipit[modifica]

  • Per assecondare il vostro desiderio, dovrò parlare della "scienza come professione". Ebbene, è una specie di pedanteria di noi altri economisti, alla quale non voglio fare eccezione, quella di prender sempre le mosse dalla situazione esteriore, e quindi, nel caso nostro, dalla domanda: come si configura la scienza come professione nel senso materiale della parola? E questo, in sostanza, oggi praticamente significa: qual è la situazione di un laureato che abbia deciso di dedicarsi per professione alla scienza, nell'ambito della vita universitaria?

Citazioni[modifica]

  • [...] la cattedra non è per i profeti e i demagoghi. Al profeta e al demagogo è stato detto: "Esci per le strade e parla pubblicamente". Parla, cioè, dov'è possibile la critica.
  • [...] anelare ed attendere non basta, e ci comporteremo in altra maniera: ci metteremo al nostro lavoro ed adempiremo al "compito quotidiano", nella nostra qualità di uomini e nella nostra attività professionale. Ciò è semplice e facile, quando ognuno abbia trovato e segua il demone che tiene i fili della sua vita.
  • Un uomo incivilito, il quale partecipa all'arricchimento della civiltà in idee, conoscenze, problemi, può diventare "stanco della vita" ma non sazio [...] dunque la sua morte è per lui un accadimento assurdo. Ed essendo la morte priva di senso, lo è anche la vita civile come tale, in quanto, appunto con la sua assurda "progressività", fa della morte un assurdo.

Citazioni su Max Weber[modifica]

  • A un sociologo come Weber spetterebbe il compito di spiegarci quali sono i meccanismi sociali che spingono i destinatari a obbedire alle prescrizioni. Tanto più quando poi quest'obbedienza è destinata a diventare un fenomeno collettivo, dando luogo a quello che, in ultima analisi, sembra essere il problema decisivo per Weber stesso: la disciplina. (Massimo Corsale)
  • Costretto a farmi violenza per riconoscere i meriti di Durkheim, non avendo simpatie per Pareto, mantengo per Max Weber l'ammirazione che ho avuto per lui sin dal tempo della mia gioventù, anche se su numerosi punti, anche importanti, mi sento molto lontano da lui. La verità è che Max Weber non mi irrita mai, anche quando gli do torto, mentre per Durkheim provo un senso di disagio, anche quando i suoi argomenti mi convingono. (Raymond Aron)
  • Il "cattolicesimo senza cristianesimo", che sta alla base della tradizione [sociologica] francese, costituisce il perfetto contraltare del "protestantesimo senza cristianesimo" che sta invece alla base della tradizione sociologica, "pietista" e individualista, destinata a sfociare nella sociologia della religione di Max Weber. Una tradizione, dunque, olistica, che assegna il primato al tutto sulle parti, alla società sull'individuo; ne consegue, secondo questa prospettiva, che si crede non in quanto si sa, ma in quanto si agisce. (Giovanni Filoramo)
  • Max Weber distingueva tre tipi di capo carismatico. Il profeta religioso, il grande demagogo e il capo militare. Mussolini è stato soprattutto un gran demagogo. Stalin è stato soprattutto il capo militare, o almeno amava presentarsi come tale. Appariva sempre in divisa, e faceva bella mostra delle sue medaglie. Quanto al profeta religioso, lo era, in parte, Mao. (Norberto Bobbio)
  • Non è scandaloso che Weber trascuri qualunque riscontro empirico per la sua teoria normativistica, visto che egli scrive alla vigilia del grande rivolgimento destinato a sconvolgere la società occidentale (nell'economia, nella politica e nel diritto) tra le due guerre. (Massimo Corsale)
  • Weber aveva intuito che nelle società di massa avrebbe pesato l'alleanza tra leader carismatico e classe politica in grado di irradiarne la forza nel territorio. (Gaetano Quagliariello)

Bibliografia[modifica]

  • Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, traduzione di Piero Burresi, Sansoni, Firenze 1970.
  • Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, traduzione di Anna Maria Marietti, RCS Quotidiani, 2010
  • Max Weber, Il lavoro intellettuale come professione, traduzione di Antonio Giolitti, Einaudi, Torino 1976.
  • Max Weber, Sociologia delle religiorni, traduzione di Chiara Sebastiani, UTET, Torino 1976
  • Ulla Berkéwicz, Forse stiamo diventando pazzi. Lineamenti di fanatismo comparato (Vielleicht werden wir ja verrückt, 2002), traduzione di Mara Cristina, Casagrande 2004. ISBN 8877133937

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