Vincenzo Cardarelli

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Vincenzo Cardarelli, pseudonimo di Nazzareno Caldarelli (1887 – 1959), scrittore e poeta italiano.

  • Così la fanciullezza | fa ruzzolare il mondo | e il saggio non è che un fanciullo che si duole di essere cresciuto. (da Adolescente nelle Poesie)
  • Io nacqui forestiero in Maremma, di padre marchigiano, e crebbi come un esiliato, assaporando con commozione precoci tristezze e indefinibili nostalgie. Non mi ricordo la mia famiglia, né la casa dove son nato, esposta a mare, nel punto più alto del paese, buttata giù in una notte come dall'urto di un ciclone, quando io avevo due anni appena. (da Memorie della mia infanzia, in Opere, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1981)
  • Dovevamo saperlo che l'amore brucia la vita e fa passare il tempo. (da Passato nelle Poesie)
  • La vita io l'ho castigata vivendola. (da Alla deriva nelle Poesie)
  • Lenta e rosata sale su dal mare | la sera di Liguria, perdizione | di cuori amanti e di cose lontane. (da Sera di Liguria nelle Poesie)
  • Morire sì, | non essere aggrediti dalla morte. (da Alla Morte nelle Poesie)
  • Ispirazione per me è indifferenza. | Poesia: salute e impassibilità. | Arte di tacere. | Come la tragedia è l'arte di mascherarsi. (da Poesie)
  • Le mie giornate sono | frantumi di vari universi | che non riescono a combaciare. La mia fatica è mortale. (da Stanchezza nelle Poesie)
  • L'idea che ci facciamo d'ogni cosa | è cagione che tutto ci deluda. (da Memento nelle Poesie)

Indice

[modifica] Villa Tarantola

[modifica] Incipit

Fin da ragazzo ho amato le distanze e la solitudine. Uscire dalle porte del mio paese e guardarlo dal di fuori, come qualche cosa di perduto, era uno dei miei più abituali diletti. Piacere e terrore mi portavano in certi luoghi romiti, sacri alla morte, a cui però non pensavo se non per quel tanto che m'impediva d'inoltrarmi troppo in un così pauroso reame. Uscito da Porta Clementina, dove comincia la via del cimitero e delle tombe etrusche, la mia evasione, di solito, s'arrestava pochi passi più in là. Di rado mi spingevo fino a quella strana, disabitatissima villa, chiamata Villa Tarantola, che vede già il camposanto ed era allora per me un sito misterioso, enigmatico, evocante, nel suo nome, i velenosi ragni che danno il ballo di San Vito.

[modifica] Citazioni

  • Chiunque è nato in Maremma conosce vita, morte e miracoli della tarantola, ragno elegiaco e erraiolo, molto meno pericoloso di quel che la fantasia popolare farebbe credere. (p. 5)
  • Se oggi chiedi a uno di Tarquinia come le ragazze vengon su così colorite, al contrario di quel che accadeva una volta, ti risponderà additandoti la fontana. È l'acqua, è il miracolo dell'acqua che ha moltiplicato la popolazione e fatto rifiorire le guance di quelle giovinette che a tempo mio, in primavera, apparivano tutte un po' estenuate ed anemiche, e andavano a farsi le iniezioni in farmacia, quando non si limitassero, per pudore, a bere qualche ovetto, a mangiare qualche bistecchina e a trangugiare con disgusto un mezzo bicchiere di vino rosso. (p. 16)

[modifica] Citazioni su Vincenzo Cardarelli

  • Ai tavolini di via Veneto i letterati chiamavano Lattuada la «piccola vendetta lombarda», Alberto Moravia era l'Amaro Gambarotta. Vincenzo Cardarelli, che in piena estate indossava tre cappotti uno sopra l'altro, «il più grande poeta italiano morente». (Dino Risi)

[modifica] Bibliografia

  • Vincenzo Cardarelli, Villa Tarantola, I Premi Strega, CDE, Milano, 1977.

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