Alberto Moravia
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Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle (1907 – 1990), scrittore italiano.
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[modifica] Citazioni di Alberto Moravia
- In principio, dunque, era la noia, volgarmente chiamata caos. Iddio, annoiatosi della noia, creò la terra, il cielo, l'acqua, gli animali, le piante, Adamo ed Eva; i quali ultimi, annoiandosi a loro volta del paradiso, mangiarono il frutto proibito. Iddio si annoiò di loro e li caccio dall'Eden. (da La noia)
- Gli uomini di profondo spirito religioso non si scandalizzano mai. Insomma, non credo che Cristo si scandalizzasse mai, anzi, non si è mai scandalizzato. Si scandalizzavano i farisei. (citato nel film Comizi d'amore, 1964, di Pier Paolo Pasolini)
- L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla e non c'è verso di ricacciarla nel fondo. (da Nuovi racconti romani, Bompiani)
- L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato. (da Il disprezzo)
- La storia dell'umanità non è che un lungo sbadiglio di noia. (da La Romana)
- Le donne sono come i camaleonti, che dove si posano prendono colore. (da La fortuna di Irene, in Nuovi racconti romani)
- Le esperienze che contano sono spesso quelle che non avremmo mai voluto fare, non quelle che decidiamo noi di fare. (da Breve autobiografia letteraria, in Opere 1927-1947, a cura di G. Pampaloni, Bompiani, Milano 1986)
- Niente ha successo come il successo. (da Breve autobiografia letteraria)
- Non tutti i delitti hanno riflessi sociali. [...] Ma ci sono delitti, invece, in cui tutto è sociale, dall'arma usata all'ambiente fisico, dai caratteri dei protagonisti al loro modo di vita, tutto, perfino il dolore, perfino il peccato, perfino la riparazione, perfino il pentimento. (da L'Europeo, n. 2, 1952, pag 7)
- Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede. (da Gli indifferenti, Bompiani)
- Roma ha l'osteria, luogo popolaresco, un po' buio, bonario, con tavole di marmo, boccali di vino, belle insegne rossastre con le scritte: «Vino dei Castelli a tanto il litro». (da Viaggio in Inghilterra, p. 21)
- Se fossi religioso, direi che è venuta l'apocalisse, quando appunto si vedranno i cavalli pascolare il grano. Siccome non sono religioso, mi limito a dire che sono venuti i nazisti, il che, forse, è la stessa cosa. (da La ciociara, Bompiani)
- Soprattutto quando ero bambino, la noia assumeva forme del tutto oscure a me stesso e agli altri, che io ero incapace di spiegare e che gli altri, nel caso di mia madre, attribuivano a disturbi della salute o altri simili cause. (da La noia)
- Un male incerto provoca inquietudine, perché, in fondo, si spera fino all'ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità. (da Il disprezzo, Bompiani, 1963, p. 77)
[modifica] I racconti
- Anima è quello che appartiene a tutti e a nessuno. Anima è amore. Anima è idea. Anima è libertà. Anima è Dio.
- C'è nei sogni, specialmente in quelli generosi, una qualità impulsiva e compromettente che spesso travolge anche coloro che vorrebbero mantenerli confinati nel limbo innocuo della più inerte fantasia. (L'avaro)
- Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano. (La provinciale)
[modifica] Racconti romani
- Quando si agisce è segno che ci si aveva pensato prima: l'azione è come il verde di certe piante che spunta appena sopra la terra, ma provate a tirare e vedrete che radici profonde.
- Si vede che lo sport rende gli uomini cattivi, facendoli parteggiare per il più forte e odiare il più debole. (Perdipiede)
- Vedi, non c'è coraggio e non c'è paura... ci sono soltanto coscienza e incoscienza... la coscienza è paura, l'incoscienza è coraggio. (L'incosciente)
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Agostino
Nei primi giorni d'estate, Agostino e sua madre uscivano tutte le mattine sul mare in pattino. Le prime volte, la madre aveva fatto venire anche un marinaio, ma Agostino aveva mostrato per così chiari segni che la presenza dell'uomo l'annoiava, che da allora i remi furono affidati a lui. Egli remava con un piacere profondo su quel mare calmo e diafano del primo mattino e la madre, seduta di fronte a lui, gli discorreva pianamente, lieta e serena come il mare e il cielo, proprio come se lui fosse stato un uomo e non un ragazzo di tredici anni.
[Alberto Moravia, Agostino, Einaudi]
[modifica] Gli indifferenti
Entrò Carla; aveva indossato un vestitino di lanetta marrone con la gonna così corta, che bastò quel movimento di chiudere l'uscio per fargliela salire di un buon palmo sopra le pieghe lente che le facevano le calze intorno alle gambe; ma ella non se ne accorse e si avanzò con precauzione guardando misteriosamente davanti a sé, dinoccolata e malsicura; una sola lampada era accesa e illuminava le ginocchia di Leo seduto sul divano; un'oscurità grigia avvolgeva il resto del salotto.
[Alberto Moravia, Gli indifferenti, Bompiani]
[modifica] La romana
A sedici anni ero una vera bellezza. Avevo il viso di un ovale perfetto, stretto alle tempie e un po' largo in basso, gli occhi lunghi, grandi e dolci, il naso dritto in una sola linea con la fronte, la bocca grande, con le labbra belle, rosse e carnose e, se ridevo, mostravo denti regolari e molto bianchi. La mamma diceva che sembravo una madonna.
[Alberto Moravia, La romana, Bompiani]
[modifica] Le ambizioni sbagliate
Nulla ripugnava maggiormente a Pietro Monatti che una condotta ispirata ai calcoli, agli impulsi e a tutte le altre arbitrarie giustificazioni dell'amor proprio. Oltre che da un disprezzo istintivo per le angustie e per le meschinità dell'egoismo, oltre che da un'ammirazione non meno istintiva per le azioni e i propositi generosi, l'odio per tutte le forme che suole rivestire l'amore di sé e specialmente quelle dell'ambizione, della prepotenza e dell'interesse gli era stato riconfermato da certe sfortunate esperienze della sua prima giovinezza.
[Alberto Moravia, Le ambizioni sbagliate, Bompiani]
[modifica] Viaggio in Inghilterra
Gita nella campagna inglese
Londra, novembre
L'automobile correva per una straducola in discesa del tutto buia, profondamente incastrata tra due ripe alte e nere; ogni volta che il raggio dei fanali batteva su queste ripe vedevo intrighi di bianchicci e impressionanti di grossissime radici che mi facevano immaginare tronchi adeguati e non meno straordinari. Fu questa la prima impressione che ebbi della campagna inglese, non dissimile da quella di un viaggiatore addormentato, che svegliato ad un tratto da una brusca fermata in piena campagna, si affacci e intravveda illuminati dalle luci del treno oggetti di un aspetto inconsueto che gli ricordano ad un tratto di essere in un paese sconosciuto, il cui vero aspetto non gli sarà rivelato se non al sorgere del sole.
[modifica] Citazioni su Alberto Moravia
- È caratteristica della narrazione moraviana quell'attitudine a far dimenticare l'imbratto del discorso, alleviando la pagina d'ogni bagaglio verboso. (Carlo Emilio Gadda)
[modifica] Bibliografia
- Alberto Moravia, I racconti, Bompiani.
- Alberto Moravia, Racconti romani, Bompiani.
- Alberto Moravia, Viaggio in Inghilterra, I Prismi, Edizioni de Il Mattino 1996.
[modifica] Voci correlate
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