Adriano De Zan

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Adriano De Zan (1932 – 2001), giornalista e telecronista sportivo italiano.

Citazioni di Adriano De Zan[modifica]

  • Non c'è niente da fare... quando la strada si rizza sotto i pedali Pantani è il più forte![1]
  • [Dopo l'esclusione di Marco Pantani] Ventunesima tappa: Madonna di Campiglio-Aprica, 199 km. 5 giugno 1999: una delle giornate più tristi per il ciclismo.[2]

Gentili signore e signori buongiorno[modifica]

  • A soli 22 anni fece parlare di sé come del nuovo Coppi, l'ennesima speranza di uno sport che qualche anno prima si era illuso e disilluso con Ercole Baldini. Eppure Zilioli fu un ottimo corridore: serio e scrupoloso.
  • Beveva e fumava, Gastone. Era un prodigio della natura, un atleta votato alla lotta.
  • Da dilettante Gastone era un ragazzo forte e acerbo, incapace di correre con giudizio tattico.
  • Eddy Merckx è stato certamente più cannibale di quanto il suo carattere e il suo fisico lo rendessero tale, proprio per un approccio mentale tutto particolare. Quando Eddy correva, non lo faceva pe se stesso o per la squadra che lo pagava profumatamente, ma per un'intera nazione che regolarmente lo seguiva, trepidava ad ogni sua impresa.
  • Eddy Merckx è stato il primo grande ciclista borghese.
  • Era morto Coppi, il mio idolo, il mio campione, il mio amico. Era morto e non sapevo darmi una ragione. Perché proprio Fausto, perché in quel modo crudele? Un'ingiustizia, ecco cos'era. Una grande ingiustizia.
  • Eddy Merckx non ha maturazioni, né lente, né veloci, è subito Merckx, in tutta la sua devastante forza.
  • [Fiorenzo Magni] Era un vero toscano, geniale e focoso.
  • Fausto Coppi era un metodico aveva un menu d'allenamento tutto particolare.
  • Gastone era un toscano di poche parole ma definitivo. Quando gli toccava parlare, le sue parole erano taglienti come quelle di un eroe di un film western.
  • Gimondi è stato un corridore concreto, saggio, parsimonioso, e oggi continua ad esserlo.
  • Gino si rivelò un personaggio meraviglioso, Se è vero che Coppi era il mito, Bartali era l'uomo della campagna toscana, che dal suo carattere riusciva a tirare fuori le cose migliori.
  • Il ciclismo, per lungo tempo, è stato un dolce racconto mediatico che ha fatto leva sulla fantasia del narratore e di chi ne ha fruito. [Riferendosi a quando esistevano solamente le radiocronache]
  • [Parlando di Fiorenzo Magni] Fiorenzo era Magni, uno dei più grandi interpreti del ciclismo italiano e mondiale di quegli anni.
  • Ho fatto malamente il ciclista per essere inattaccabile davanti al microfono. E con quello strumento tra le mani, mi sono divertito un mondo.
  • Ho pedalato tanto, in gioventù. E questo mi ha permesso di capire fino in fondo cosa significasse fare fatica in sella ad una bicicletta.
  • La bicicletta è stata, per la donna, subito accessibile, senza divieti, senza remore di puritanesimo, senza scomuniche.
  • La professione di telecronista mi ha soprattutto divertito.
  • La vita al giro, non so se questo posso dirlo, mi sembrava un'autentica presa in giro, quindi una vita conforme.
  • [Parlando di Fiorenzo Magni] Magni è stato un corridore che ha capito anni luce prima quello che altri nemmeno riuscivano a immaginare. Fu lui a capire che gli sponsor, gli abbinamenti, sarebbero stati la fortuna del ciclismo e dello sport.
  • Nella vita Gimondi ha imparato subito ad aspettare, anche se il suo dialogo con la vittoria è stato precoce.
  • Non ho mai nascosto la mia cronica simpatia per Fausto Coppi, ma non posso neppure nascondere una profonda stima per il suo rivale di sempre, Gino Bartali.
  • Oggi il ciclismo è certamente cambiato, ha raggiunto una «democratizzazione» molto più evidente: tutti posso vincere, tutti hanno la possibilità di fare la loro corsa, e le spinte, dopo un patto fra galantuomini, sono state definitivamente bandite.
  • Pensate che Zilioli fu paragonato a Poulidor perché, come il più popolare francese (mai in maglia gialla in quattordici edizioni del Tour), non riuscì nemmeno per un sol giorno a vestire la maglia rosa in altrettanti Giri d'Italia.
  • Riesco solo a ricordare Fausto senza alcun difetto.
  • Tifavo per tutti ma sapevo che con Gimondi potevo andare sul sicuro, perché non tradiva mai.
  • [Parlando di Fiorenzo Magni] Un fantastico campione, un uomo che ha saputo lottare senza timori al pari di campioni del calibro di Bartali e di Coppi.
  • Una volta Adorni mandò in fuga appositamente Baffi, Bruni e Pettinati. E in un campionato italiano di Acitrezza, c'era un traguardo di Ficarazzi, e facevano sempre vincere Cazzolato.

Note[modifica]

  1. Da I miti del ciclismo, Rai Trade – Gazzetta dello sport.
  2. Dall'inizio della telecronaca della 21a tappa del Giro d'Italia 1999.

Bibliografia[modifica]

  • Adriano De Zan, Gentili signore e signori buongiorno: cinquant'anni di ciclismo, Baldini & Castoldi, Milano 1999. ISBN 88-8089-448-X

Voci correlate[modifica]

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