Ahmed Sékou Touré

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Ahmed Sékou Touré

Ahmed Sékou Touré (1922 – 1984), politico guineano.

Citazioni di Ahmed Sékou Touré[modifica]

  • Noi siamo favorevoli alla Communauté franco-africaine. [...] La nostra idea non è quella di separarci dalla Francia, ma è segno dell'amore che nutriamo verso la Francia. (febbraio 1958, sette mesi prima di dichiarare l'indipendenza della Guinea)[1]
  • Il sentimentalismo è il veleno della Rivoluzione.[1]
  • La mia parola non è una montagna.[1]
  • Io non sostengo che tutto ciò che dico sia la verità, io però dirò sempre la verità.[1]
  • Uomini e donne, giovani e vecchi del PDG, voi dovete controllare tutti a cominciare dal presidente Sékou Touré, controllo di ogni minimo atto, sia pubblico che privato. Denunciate tutti quelli che pensate possano gettare discredito sulla Guinea o sull'Africa.[1]

Citazioni su Ahmed Sékou Touré[modifica]

  • Con quest'uomo non ci potrà mai essere un'intesa. (Charles de Gaulle)
  • Era uno dei miglior capi di stato africani e uno dei più ascoltati. (François Mitterrand)
  • Il presidente Ahmed Sékou Touré è ben conosciuto e non occorre presentarlo. Si tratta di un instancabile oppositore del colonialismo e di un coraggioso combattente di libertà. Un grande e onesto leader. L'Africa intera ne è orgogliosa. (Mu'ammar Gheddafi)
  • Sono fortemente colpito dalla sua profonda sensibilità per i diritti del popolo, per i diritti del suo popolo. (Aimé Césaire)
  • Touré battibecca con la folla, la conquista con il suo buonumore, con il suo sorriso perenne, con la sua sottile noncuranza. (Ryszard Kapuściński)

Albert Sánchez Piñol[modifica]

  • Piaceva a Sékou Touré presentarsi come il gran nemico dell'Occidente e si vantava di essere nel mirino di tutte le grandi potenze e, in particolare, della Francia. Se dobbiamo credere al PDG, il presidente era circondato da elementi pericolosissimi che, con appoggi esteri, ordivano un complotto dietro l'altro.
  • Sékou Touré ebbe una fine degna della sua prodigiosa creatività: non solo fu sepolto due volte, ma dopo la sua morte venne anche spodestato. Quindici giorni dopo la pantomima delle esequie, i militari guineani si ribellarono al governo, incarcerando i vertici del PDG. In una esplosione di euforia, migliaia di cittadini si riversarono per le strade a cancellare dai muri gli slogan rivoluzionari, a distruggere i ritratti dell'«Unico e Degno Figlio d'Africa» e a bruciare le Opere complete dell'ex presidente. Soprattutto gli studenti.
  • Sékou Touré non era il tipico dittatore della mani bucate; il suo stile di vita era semmai ascetico: fumava le sigarette più economiche, risparmiava fino all'ultimo centesimo sulle spese presidenziali e la sua fortuna personale era modesta.
  • Sékou Touré vantava, tra i dirigenti africani, una formazione politica tra le più solide. In qualità di ex membro del sindacata comunista francese, conosceva abbastanza bene il marxismo che aveva approfondito anche nel corso dei suoi viaggi in Polonia, Jugoslavia e Cecoslovacchia. Grazie all'uso della terminologia marxista, Sékou riuscì a ottenere l'incondizionato appoggio della sinistra nei paesi occidentali. Ma Sékou non aveva accettato il marxismo, aveva bensì concepito una sua personale via: la comunocrazia, che veniva definita come «la pratica della democrazia formale che regge e governa la vita del villaggio». In realtà, l'unica cosa che apprezzava nel comunismo era il primato del partito nel pensiero leninista.
  • Touré era riuscito a sconfiggere il generale che nemmeno Hitler aveva piegato.

Note[modifica]

  1. a b c d e Citato in Albert Sánchez Piñol, Pagliacci e mostri (Pallassos i monstres), traduzione di Patrizio Rigobon, Scheiwiller, 2009.

Altri progetti[modifica]