Kwame Nkrumah

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Kwame Nkrumah

Kwame Nkrumah (1909 – 1972), politico ghanese.

Citazioni di Kwame Nkrumah[modifica]

  • Finalmente, la battaglia è finita! E così il Ghana, il vostro paese benamato, è libero per sempre. (dal discorso durante la cerimonia d'indipendenza del Ghana, 6 marzo 1957)
At long last, the battle has ended! And thus Ghana, your beloved country is free forever.[1]
  • Ho chiarito in termini assolutamente inequivoci che d'ora in poi - oggi - dobbiamo cambiare i nostri atteggiamenti, le nostri menti, dobbiamo renderci conto che d'ora in poi non siamo più un popolo coloniale, bensì un popolo libero e indipendente. Ma anche, come ho già sottolineato, che questo comporta un duro lavoro. (dal discorso durante la cerimonia d'indipendenza del Ghana, 6 marzo 1957)
I made it quite clear that from now on – today – we must change our attitudes, our minds, we must realise that from now on, we are no more a colonial but a free and independent people. But also, as I pointed out, that also entails hard work.[1]
  • Dipendo dai milioni di abitanti del paese, sia dai capi che dal popolo, perché mi aiutino a rifoggiare il destino di questo paese. Siamo pronti a sollevarlo e a trasformarlo in una nazione che sarà rispettata da ogni paese del mondo. (dal discorso durante la cerimonia d'indipendenza del Ghana, 6 marzo 1957)
I am depending upon the millions of the country, and the chiefs and people, to help me to reshape the destiny of this country. We are prepared to pick it up and make it a nation that will be respected by every nation in the world.[1]
  • Ci siamo svegliati. Non dormiremo più. Oggi, d'ora in poi, c'è un nuovo africano nel mondo! Quel nuovo africano è pronto a combattere le sue proprie battaglie e a dimostrare che dopo tutto, l'uomo nero è in grado di autogestirsi. (dal discorso durante la cerimonia d'indipendenza del Ghana, 6 marzo 1957)
We have awakened. We will not sleep anymore. Today, from now on, there is a new African in the world! That new African is ready to fight his own battles and show that after all, the black man is capable of managing his own affairs.[1]
  • Vorrei invitare tutti voi, in questo grande giorno, a ricordare tutti che niente al mondo può avverarsi senza l'appoggio e il sostegno di Dio. (dal discorso durante la cerimonia d'indipendenza del Ghana, 6 marzo 1957)
May I call upon you all - that on this great day, let us all remember that nothing in the world can be done unless it's had the purport and support of God.[1]
  • La nostra indipendenza è senza significato, se non è congiunta alla totale liberazione dell'Africa. (dal discorso durante la cerimonia d'indipendenza del Ghana, 6 marzo 1957)
Our independence is meaningless unless it is linked up with the total liberation of Africa.[1]
  • Molti Stati africani indipendenti sono legati da trattati militari alle ex potenze coloniali. La stabilità e la sicurezza che questo genere di patti tenta di stabilire sono illusorie, perché le potenze occidentali non mancano l'opportunità di sostenere il loro controllo neocolonialistico attraverso il coinvolgimento militare diretto. Abbiamo visto come i neocolonialisti usano le loro basi per radicarsi e anche per sferrare attacchi contro i vicini Stati indipendenti. Queste basi costituiscono centri di tensione e potenziali punti di rischio di conflitti armati. (dal discorso all'Oua, 25 maggio 1963)
Many independent African states are involved by military pacts with the former colonial powers. The stability and security, which such devices seek to establish, are illusory, for the metropolitan powers seize the opportunity to support their neocolonialist controls by direct military involvement. We have seen how the neocolonialists use their bases to entrench themselves and even to attack neighboring independent states. Such bases are centers of tension and potential danger spots of military conflict.[2]
  • Come possiamo sperare di fare dell'Africa una zona denuclearizzata e indipendente dalla pressione della guerra fredda con un tale coinvolgimento militare nel nostro continente? Solo contrapponendo una forza comune di difesa, ispirata dal desiderio unitario di un'Africa libera dall'influenza straniera e dalla presenza militare e nucleare. Ciò richiederà la costituzione di un Alto Comando di tutti gli Stati africani, soprattutto laddove si debbono revocare i patti militari con gli imperialisti. È l'unico modo in cui possiamo spezzare questi legami diretti fra il colonialismo del passato e il neocolonialismo che sconvolge il nostro presente. (dal discorso all'Oua, 25 maggio 1963)
How can we hope to make Africa a nuclear-free zone and independent of cold war pressure with such military involvement on our continent? Only by counter-balancing a common defense force with a common desire for an Africa untrammeled by foreign dictation or military and nuclear presence. This will require an all-embracing African High Command, especially if the military pacts with the imperialists are to be renounced. It is the only way we can break these direct links between the colonialism of the past and the neocolonialism which disrupts us today.[2]

Africa Must Unite[modifica]

  • Freedom! Hedsole! Sawaba! Uhuru!
    Gli uomini, le donne e i bambini da un capo all'altro dell'Africa ripetono gli slogan del nazionalismo africano - il fenomeno politico più grande della seconda parte del ventesimo secolo. Mai prima nella storia si è espresso un così vasto fervore per la libertà in grandi movimenti di massa che stanno demolendo i bastioni dell'impero. Come ho già detto, questo vento di cambiamenti che soffia in tutta l'Africa non è un vento qualunque. È un uragano furioso contro cui il vecchio ordine non può resistere.
Freedom! Hedsole! Sawaba! Uhuru!
Men, women and children throughout the length and breadth of Africa repeat the slogans of African nationalism - the greatest political phenomenon of the latter part of the twentieth century. Never before in history has such a sweeping fervour for freedom expressed itself in great mass movements which are driving down the bastions of empire. This wind of change blowing through Africa, as I have said before, is no ordinary wind. It is a raging hurricane against which the old order cannot stand. (p. ix)
  • Il colonialismo e i suoi atteggiamenti sono duri a morire, come l'attitudine allo schiavismo, la cui eredità domina tuttora nei comportamenti in certe parti dell'emisfero occidentale.
Colonialism and its attitudes die hard, like the attitudes of slavery, whose hangover still dominates behaviour in certain parts of the Western hemisphere. (p. 1)
  • È certo che le origini della cultura europea affondano le loro radici nelle civiltà antiche della valle del Nilo. I primi geografi e scrittori di cronache parlano di stati e imperi africani ben organizzati su ambedue i lati del continente.
It is certain that the origins of European culture trace their roots to the ancient civilizations of the Nile valley. Early geographers and chroniclers speak of well organized African states and empires on both sides of the continent. (p. 2)
  • Questo regno, il cui centro era situato a circa 200 miglia a nord dello spartiacque tra i fiumi Senegal e Niger, fu uno dei regni africani occidentali più antichi. Sebbene il Ghana fosse seriamente indebolito dall'invasione almoravide nel dodicesimo secolo, le sue tradizioni di governo e il suo impero non morirono.
This kingdom, whose centre lay some 200 miles north of the watershed between the Senegal and Niger rivers, was one of the earliest of West African kingdoms. Though Ghana was seriously weakened by the Almoravid invasion of the eleventh century, its traditions of government and empire did not die. (p. 2)
  • Autoconferendosi la responsabilità cristiana di salvare l'Africa dal flagello della barbarie, le devastazioni causate dal commercio europeo degli schiavi furono dimenticate; le scelleratezze della conquista europea furono ignorate. Le mappe preparate in Europa che recavano i nomi di Mali e Songhay furono perse. I documenti sui regni africani furono lasciati a prendere polvere e ridursi in briciole. I successi dei paesi che fabbricavano in ferro e oro e che esercitavano scambi internazionali redditizi furono cancellati dalla memoria.
Assuming the Christian responsibility of redeeming Africa from the benightedness of barbarism, the ravages of the European slave trade were forgotten; the enormities of the European conquest were ignored. Maps prepared in Europe which had borne the names of Mali and Songhay were lost. Records of the African kingdoms were left to gather dust and crumble away. The achievements of states that had manufactured in iron and gold and carried on lucrative international trade were expunged from memory. (p. 5)
  • Per oltre trecento anni, il commercio degli schiavi ha dominato la storia africana; e, in realtà, la influenza tuttora a causa della nostra popolazione diminuita e dei suoi effetti abbrutenti e ritardanti sul nostro ordine socioeconomico. Non serve una mente molto perspicace per valutare le conseguenze disastrose che esso ha avuto sullo sviluppo africano. Spesso interi villaggi venivano totalmente svuotati di abitanti attraverso il rapimento o la fuga. Il numero di abitanti rapiti come schiavi dal continente africano è stato variamente stimato tra i venti ai cinquanta milioni.
For over three hundred years the slave trade dominated Africa’s history; and, in fact, influences it still today through our diminished population and its brutalizing and retarding effects upon our socio-economic order. It does not require a very perceptive mind to appreciate the disastrous consequences it has had upon African development. Whole villages were frequently left empty of inhabitants either through capture or flight. The number of inhabitants drawn off the African continent as slaves has been variously put between twenty and fifty million. (p. 5)
  • Proprio all'inizio, quando le colonie furono conquistate, i diritti dei popoli indigeni furono totalmente ignorati. I confini territoriali furono confermati o nuovamente delimitati in modo del tutto arbitrario conformemente ad un nuova 'ripartizione'. Essi non riflettevano le realtà etniche. In molti casi, le frontiere separavano le tribù e persino i villaggi. I problemi dovuti alla cinica lottizzazione dell'Africa persistono tuttora, e possono essere risolti solo con un unione continentale.
Just as when the colonies were originally seized, the rights of the indigenous peoples were completely disregarded. Territorial boundaries were confirmed or freshly delimited in accordance with the new ‘share out’ in a quite arbitrary fashion. They had no relation to ethnic realities. In many cases boundaries cut across tribes and even villages. Problems resulting from the cynical parcelling-out of Africa still remain, and can only be settled by continental union. (p. 7)
  • Le ragioni che indussero le nazioni europee a cercare colonie sono state spiegate, con diversa enfasi, da molti storici. La maggior parte sembra concordare sul fatto che le potenze coloniali erano guidate innanzitutto da considerazioni economiche, politiche e militari, probabilmente in quest'ordine. Anche se alcune single persone possono essere venute in Africa per motivi puramente altruisti, le idee generali della 'missione civilizzatrice' europea e del 'fardello dell'uomo bianco' sono state ampiamente abbandonate, anche dagli imperialisti più fanatici.
The reasons which led the nations of Europe to seek colonies have been explained, with differing emphasis, by many historians. Most seem to agree that the colonial powers were guided primarily by economic, political and military considerations, probably in that order. Although certain individuals may have come to Africa from purely altruistic motives the general ideas of the European ‘civilizing mission’ and the ‘white man’s burden’ have at last been largely abandoned, even by the most rabid of imperialists. (pp. 7-8)
  • La Francia, la potenza coloniale che governava l'area territoriale più grande dell'Africa, seguiva una politica di assimilazione volta a produrre una classe di élite. Sperava, introducendo una classe favorita di africani alla cultura e alla civiltà francese ed elevandoli allo status di francesi, di evitare l'ascesa del nazionalismo africano nei territori sotto il suo dominio. L'élite tuttavia rimase sempre relativamente piccola e, fuori d'essa, gli africani restarono in massa 'sudditi' da sfruttare e maltrattare alla mercè dei francesi in loco, sia di classe alta che bassa.
France, the colonial power which ruled over the largest area of territory in Africa, followed a policy of assimilation aimed at producing an elite class. She hoped by introducing a favoured class of Africans to French culture and civilization and raising them to the status of Frenchmen, to avoid the rise of African nationalism in the territories under her rule. The class of elites, however, always remained relatively small, and outside it the bulk of the Africans remained ‘subjects’, to be exploited and maltreated at the will of on-the-spot Frenchmen, both high and low. (p. 9)
  • Ho dichiarato pubblicamente la posizione del Ghana nei confronti dell'Algeria. Abbiamo pubblicamente appoggiato i nazionalisti algerini. La tesi che i coloni europei avevano fatto dell'Algeria la loro casa e si consideravano algerini è irrilevante. Se fossero stati veramente dei patrioti algerini, non si sarebbero opposti ai nazionalisti algerini. Non avrebbero ucciso e terrorizzato, e infranto le clausole dei trattati di pace franco-algerini. Per l'africano, il colono europeo, che viva in Sudafrica, Kenya, Angola o altrove in Africa, è un intruso, uno straniero che si è impossessato della terra africana. Nessun tipo di argomentazione sui cosiddetti benefici d'un governo europeo può alterare il diritto fondamentale degli africani di dirigere i loro propri affari.
I have publicly stated Ghana’s position towards Algeria. We supported the Algerian nationalists publicly. The argument that the European settlers had made Algeria their home and regarded themselves as Algerians, is irrelevant. If they had been truly patriotic Algerians, they would not have opposed the Algerian nationalists: they would not have killed and terrorized, and broken the provisions of the Franco-Algerian peace agreements. To the African, the European settler, whether living in South Africa, Kenya, Angola, or anywhere else in Africa, is an intruder, an alien who has seized African land. No amount of arguing about the so-called benefits of European rule can alter the fundamental right of Africans to order their own affairs. (p. 10)
  • Tranne la legge del più forte, non c'è alcuna logica che possa accettare il governo non democratico di una maggioranza da parte di una minoranza. Il gruppo razziale predominante deve procurare il governo ad un paese, e lo farà. La razza che costituisce la maggioranza possiede il territorio che occupa, a prescindere dalle annessioni compiute da una minoranza di coloni. È ovvio che il malcontento, la tensione e la paura sono destinate e prevalere quando un gruppo colonizzatore di minoranza cerca d'impossessarsi d'un territorio o di dettar legge ad una maggioranza, come nei casi del Sudafrica, dell'Algeria, del Kenya, o della Federazione centrafricana.
There is no logic except the right of might that can accept the undemocratic rule of a majority by a minority. The predominant racial group must, and will, provide the government of a country. The race that is in the majority is the possessor of the land it occupies, irrespective of the annexations made by a minority of settlers. It is obvious that unhappiness, friction and fear must prevail when a minority settler group tries to take possession of a land, or to dictate to a majority, as in the cases of South Africa, Algeria, Kenya, or the Central African Federation. (p. 11)
  • Anche Il Portogallo, come la Francia, ha seguito una politica coloniale d'assimilazione nei suoi territori africani, sebbene di un genere alquanto diverso. Il Mozambico e l'Angola sono considerati come parti integranti del Portogallo, amministrati dal Ministerio do Ultramar a Lisbona. La stampa è censurata, e tutti i movimenti nazionali soppressi. Il Mozambico, dove i portoghesi si sono insediati per oltre 450 anni, ha un Consiglio del Governatore generale, con un numero uguale di membri ufficiali e non ufficiali, che manda due deputati a Lisbona. Ma i portoghesi non hanno mai voluto permettere alcuno sviluppo verso l'autogestione. Lo stesso vale per l'Angola, dove tutto è diretto da Lisbona. A casa, il Portogallo è una oligarchia despotica di vecchio stampo, costituita e mantenuta nell'interesse d'un piccolo gruppo di famiglie straricche. È contemporaneamente uno dei paesi europei più poveri. C'è, quindi, una situazione potenzialmente rivoluzionaria nello stesso Portogallo. Di conseguenza, tutti coloro che temono il cambiamento sociale in Europa sono diventati gli alleati del colonialismo portoghese, poiché il suo mantenimento sembra essere l'unico modo in cui il Portogallo stesso può salvarsi dalla rivoluzione.
Portugal, like France, has also pursued a colonial policy of assimilation in its African territories, though of a rather different kind. Mozambique and Angola are regarded as integral parts of Portugal, administered by the Ministerio do Ultramar in Lisbon. The press is censored, and all national movements suppressed. Mozambique, where the Portuguese have been for over 450 years, has a Governor-General’s Council, with equal numbers of official and non-official members, and sends two deputies to Lisbon. But the Portuguese have never intended to allow any development towards self-government. Likewise in Angola, everything is run from Lisbon. Portugal is at home an old-fashioned despotic oligarchy established and maintained in the interests of a small group of extremely wealthy families. It is at the same time one of the poorest of European countries. There is, therefore, a potentially revolutionary situation in Portugal itself. All those who are afraid of social change in Europe thus become the allies of Portuguese colonialism, since its maintenance appears to be the only method by which Portugal itself can be saved from revolution. (p. 11)
  • I tentativi tardivi dei belgi di impedire che i sempre più forti sentimenti nazionali nel Congo si esprimessero attraverso la violenza, con l'indizione di elezioni municipali attentamente controllate e limitate, hanno fallito. Il Congo divenne indipendente nel giugno del 1960, e gli eventi tragici successivi dimostrarono che i belgi non avevano mai voluto che l'indipendenza congolese divenisse realmente operante. Non c'era praticamente alcun politico o funzionario esperto, e nessun ufficiale africano nella force publique. La persistente interferenza degli interessi delle grandi aziende belghe nella politica congolese ha ulteriormente complicato una situazione estremamente difficile. Nel Sudafrica c'è uno stato d'affari diverso, ma non meno pericoloso. La politica del governo là può essere riassunta con una sola parola, apartheid, che comporta la segregazione sociale, politica e economica in base alla razza.
The belated attempts of the Belgians to prevent mounting national feeling in the Congo from expressing itself in violence, by holding carefully controlled and limited municipal elections, failed. The Congo became independent in June 1960, and tragic subsequent events showed that the Belgians never intended that Congolese independence should, in fact, become effective. There were practically no experienced Congolese politicians or civil servants, and no African officers in the force publique. The persistent interference of Belgian big business interests in Congolese politics has further complicated an extremely difficult situation. In South Africa a different, though no less dangerous, state of affairs exists. There, government policy can be summed up in the one word, apartheid, which involves social, political and economic segregation on a basis of race. (p. 13)
  • Il problema in Sudafrica è fondamentalmente uguale a quello esistente negli altri territori colonizzati dell'Africa. In questi paesi c'è una minoranza europea insediatasi per un periodo di tempo molto lungo e che rivendica – in virtù della razza – il diritto di dominare per sempre sulla maggioranza della popolazione.
The problem in South Africa is basically the same as that in other settler territories in Africa. In these countries there is a European minority, settled over a considerable period of time, which claims by virtue of race the right to rule for ever over the majority of the inhabitants. (p. 13)
  • La classe dirigente in Sudafrica consiste in circa tre milioni di persone di stirpe europea. Questa classe dirigente controlla le forze armate, che sono armate e addestrate specificamente per contrastare i disordini civili. I loro avversari, gli altri dodici milioni abitanti del Sudafrica, sono disarmati e mancano della complessa organizzazione politica e economica che la classe dirigente ha costituito. È per questo che la classe dirigente ritiene la sua posizione sicura e di poter continuare all'infinito a seguire la sua politica di apartheid.
The ruling class in South Africa consists of some three million persons of European descent. This ruling class controls the armed forces, which are armed and trained specifically to deal with civil disturbance. The opponents, the remaining twelve million inhabitants of South Africa, are unarmed and lack the elaborate political and economic organization which the ruling class has built up. It is because of this that the ruling class consider that their position is safe and that they can continue indefinitely to pursue their apartheid policy. (p. 14)
  • Il Sudafrica è un paese sull'orlo dell'esplosione, come lo era Haiti prima della sua rivolta e per le stesse ragioni: la tirannia razziale e la paura.
South Africa is a country timed for explosion, like Haiti before its revolt, and for the same reasons: racial tyranny and fear. (p. 15)
  • I britannici, per quanto amino atteggiarsi a sognanti idealisti che hanno ottenuto un impero inconsapevolmente, sono secondo la mia esperienza i più testardi realisti. Sanno che l'Africa dovrà inevitabilmente essere governata dagli africani, e vogliono uscire da questa faccenda nel miglior modo possibile.
The British, though liking to pose as dreamy idealists who, through absence of mind, achieved an empire, are in my experience the most hard-headed of realists. They know that Africa must inevitably be ruled by Africans, and they want to come out of the business in the best possible way. (p. 16)
  • Contrariamente alla Francia, la Gran Bretagna non considerava le sue colonie come un'estensione della sua patria.
Unlike France, Britain did not consider her colonies an extension of the homeland. (p. 16)
  • Non conosco alcun caso in cui l'autogoverno sia stato offerto a un popolo coloniale e oppresso su un piatto d'argento. L'iniziativa e dovuta venire dal popolo stesso. È una battuta popolare in Africa che quando i britannici cominciano a arrestare, l'indipendenza è dietro l'angolo.
I know of no case where self-government has been handed to a colonial and oppressed people on a silver platter. The dynamic has had to come from the people themselves. It is a standing joke in Africa that when the British start arresting, independence is just around the corner. (p. 18)
  • Votato come sono alla totale distruzione del colonialismo in tutte le sue sfumature, non sostengo alcun governo coloniale di qualunque tipo. I britannici, i francesi, i portoghesi, i belgi, gli spagnoli, i tedeschi e gli italiani hanno tutti, a un certo punto, governato parti dell'Africa o continuano a farlo. I loro metodi potrebbero essere stati differenti, ma i loro scopi erano uguali: arricchirsi a spese delle loro colonie.
Dedicated to the complete destruction of colonialism in all its forms, I can hold no brief for any colonial government, whatever its pattern. British, French, Portuguese, Belgians, Spanish, Germans, Italians, all at one time or another ruled parts of Africa or still continue to do so. Their methods might have varied, but their purpose was the same: to enrich themselves at the expense of their colonies. (p. 19)
  • Molti hanno sostenuto che le risorse dell'Africa erano inutili agli abitanti autoctoni fino a che non fossero sviluppati, e non potevano essere sviluppati senza il capitale e il talento europeo. È stato persino detto che «l'investitore europeo, per quanto egoista fosse stato, stava servendo l'Africa». Questo tipo di ragionamento mi rammenta l'uomo che, dopo aver trovato un tesoro sepolto nel giardino del suo vicino, se ne impadronì e disse poi al suo vicino che non gli stava nuocendo, perché fino a quel momento ne ignorava l'esistenza. E, comunque, non possedeva una zappa. Per coloro che studiano bene i fatti, deve risultare certamente ovvio che l'occupazione europea dell'Africa fu compiuta a beneficio degli europei. Le preoccupazioni per il benessere dei popoli africani non erano nemmeno prese in considerazione.
Many have argued that the resources of Africa were useless to the native inhabitants until they were developed, and they could not have been developed without European capital and skill. It has even been said that ‘the European investor, however self-interested he may have been, was serving Africa.’ This sort of argument reminds me of the man who, having found buried treasure in his neighbour’s garden, took it away and then told his neighbour that he was doing him no harm, because, until then, he was unaware of its existence. In any case, he did not own a spade. To those who study the facts fairly, it must surely be clear that the European occupation of Africa was carried out for the benefit of Europeans. Concern for the welfare of the African peoples hardly entered into the matter. (p. 20)
  • Gran parte della ricchezza mineraria dell'Africa, che sarebbe dovuta restare in Africa per sviluppare qui le industrie di base, è stata sistematicamente portata via, un processo che continua tuttora anche nei paesi indipendenti. C'è chi afferma che le condizioni e le risorse dell'Africa non sono adatte all'industrializzazione. In tal modo cercano di assolvere la politica economica delle potenze coloniali e appoggiare l'infiltrazione del neocolonialismo.
Much of the great mineral wealth of Africa, which ought to have been kept in Africa to develop basic industries here, has been systematically shipped away the process is still going on, even in the independent countries. There are those who argue that the conditions and resources of Africa are not suited to industrialization. In this way they seek to excuse the economic policy of the colonial powers and support the infiltration of neocolonialism. (p. 23)
  • Qui in Africa, disponiamo di tutto il necessario per diventare un continente potente, moderno e industrializzato. Gli investigatori dell'Onu hanno recentemente dimostrato che l'Africa, lungi dal disporre di risorse inadeguate, è probabilmente meglio equipaggiata per l'industrializzazione di quasi qualsiasi altra regione del mondo. Le riserve potenziali di minerale ferroso, per esempio, potrebbero durare per circa duemila anni. I depositi di carbone sono stimati a quattromilacinquecento milioni di tonnellate. Si pensa che le riserve petrolifere del Sahara siano pari a quelle della penisola araba. Il gas naturale è abbondante nelle profondità del Sahara. Da quanto risulta la Rhodesia del Nord possiede giacimenti di vanadio secondi per grandezza nel mondo. L'energia idroelettrica potenziale è quasi illimitata. In Ghana disponiamo di riserve di bauxite calcolate a circa duecento milioni di tonnellate. Ho accennato solo a una manciata delle nostre risorse naturali; molti altri dati, ugualmente impressionanti, potrebbero essere forniti. Quando il rilevamento geologico dell'intero continente sarà completato, verranno senza dubbio scoperte nuove immense ricchezze. Il vero motivo della lentezza dello sviluppo industriale in Africa sta nella politica del periodo coloniale. Praticamente tutte le nostre risorse naturali, per tacere del commercio, la navigazione, la finanza, l'edilizia e così via, caddero e rimangono tuttora nelle mani di stranieri intenti ad arricchire gli investitori stranieri, e a frenare l'iniziativa economica locale.
We have here, in Africa, everything necessary to become a powerful, modern, industrialized continent. United Nations investigators have recently shown that Africa, far from having inadequate resources, is probably better equipped for industrialization than almost any other region in the world. Potential reserves of iron ore, for instance, would last some two thousand years. Coal deposits are estimated at 4,500 million tons. The Sahara’s oil reserves are thought to be as great as those in the Arabian peninsula. Natural gas abounds in the bowels of the Sahara. Northern Rhodesia is reported to have the second largest vanadium deposits in the world. Potential hydro-electrical power is almost limitless. In Ghana we have bauxite reserves estimated at some 200 million tons. I have mentioned only a few of our natural resources; many other figures, equally impressive, could be given. When the whole continent has been geologically surveyed, immense new riches will undoubtedly be discovered. The true explanation for the slowness of industrial development in Africa lies in the policies of the colonial period. Practically all our natural resources, not to mention trade, shipping, banking, building, and so on, fell into, and have remained in, the hands of foreigners seeking to enrich alien investors, and to hold back local economic initiative. (pp. 23-24)
  • Certo, l'investimento di capitale dall'estero è necessario in Africa, ma solo se c'è una reale indipendenza politica i profitti derivanti dall'investimento di questo capitale possono essere condivisi in un modo equo sia per l'investitore straniero che per il popolo del paese in cui l'investimento viene fatto.
Capital investment from outside is, of course, required in Africa. But only if there is real political independence can the profits from the investment of this capital be shared in a way which is fair both to the outside investor and to the people of the country where the investment is made. (p. 24)
  • Sotto il giogo coloniale, gli interessi monopolistici stranieri avevano organizzato la nostra intera economia a proprio vantaggio. In un paese la cui produzione di cacao era la più grande del modo, non c'era neppure una sola fabbrica di cioccolato. Mentre noi produciamo le materie prime per fare il sapone e i grassi commestibili, prodotti della palma, la fabbricazione di questi prodotti veniva scoraggiata. Un'azienda britannica proprietaria di piantagioni di limetta, come fa nelle Indie Occidentali, estrae il succo dal frutto per poi inviarlo in massa al Regno Unito ed esportarlo a noi, imbottigliato, per vendercelo al dettaglio nei negozi ad un prezzo alto. Sebbene avessimo le materie prime necessarie per la loro fabbricazione, ogni bottiglia usata in questo paese veniva importata. Questi fatti hanno in sé una sorta di pazzia nello stile di Alice nel paese delle meraviglie che molti troveranno difficile da accettare. Sono però impliciti nell'intera nozione e politica del colonialismo. L'iniziativa locale fu rapidamente soffocata dove era probabile che potesse minacciare gli interessi della potenza coloniale.
Under colonial rule, foreign monopoly interests had our whole economy completely tied up to suit themselves, in a country whose output of cocoa is the largest in the world, there was not a single chocolate factory. While we produce the raw materials for the manufacture of soap and edible fats, palm products, the manufacture of these items was discouraged. A British firm owning lime plantations here, as it does in the West Indies, actually expresses the juice from the fruit before shipping it in bulk to the United Kingdom and exporting it back to us, bottled, to retail in stores at a high price. Though we had the raw materials needed for their manufacture, every bottle used in this country was imported. These facts have a kind of Alice in Wonderland craziness about them which many will find hard to accept. But they are implicit in the whole concept and policy of colonialism. Native initiative, where it was likely to endanger the interests of the colonial power, was quickly stifled. (pp. 26-27)
  • Non riesco a capire come mai così tante persone nel Regno Unito continuano a rifiutarsi d'ammettere che l'industria locale fu volutamente scoraggiata in molte loro colonie. Dopo tutto, imparano nei loro libri scolatici di storia che gli americani si lamentarono della stesso genere di cose nel settecento. Anche a loro non era permesso fabbricare qualsiasi prodotto che avrebbe potuto competere con le industrie del paese metropolitano. Se i coloni americani avevano dei fondati motivi di malcontento, allora perché noi no? Perché l'Africa no?
I cannot understand why so many people in the United Kingdom still refuse to admit that local industry was deliberately discouraged in many of the colonies. After all, they learn in their school history books that the Americans complained of the same sort of thing in the eighteenth century. They, too, were not allowed to manufacture any commodity which might compete with industries in the metropolitan country. If the American colonists had genuine economic grievances, why not us? Why not Africa? (p. 27)
  • Abbiamo della vaste savane nel nord, ideali per la coltivazione di cotone con l'irrigazione appropriata. Malgrado ciò, per tanti anni, abbiamo speso milioni di sterline importando tessuti con motivi riccamente elaborati dall'estero.
We have wide savannahs in the north, ideal with the right irrigation for the growing of cotton. Yet for many years we spent millions of pounds importing richly-patterned cloths from abroad. (p. 30)
  • Gli effetti sociali del colonialismo sono più insidiosi di quelli politici ed economici. Questo perché si radicano profondamente nelle menti del popolo e perciò ci vuole più tempo per sradicarli. Gli europei ci relegarono nella condizione di subalterni in ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Tanti del nostro popolo arrivarono al punto di accettare l'idea che eravamo un popolo inferiore. Fu solo quando la validità di quel concetto fu messa in questione che cominciarono i primi fermenti di rivolta e l'intera struttura del regime coloniale fu posta sotto attacco. Una volta, cartelli come GLI AFRICANI NON SONO AMMESSI o SOLO PER EUROPEI si potevano vedere in praticamente ogni parte d'Africa. Ora stanno scomparendo rapidamente, sebbene si vedano ancora ben visibili nella Repubblica del Sudafrica e nella Rhodesia Meridionale. Posso ben immaginare come reagirebbe un inglese se incappasse in cartelli che proclamano NON SONO AMMESSI I BRITANNICI in qualsiasi parte d'Europa o in anche uno solo stato dei nuovi Stati africani indipendenti. Gli africani però dovevano sopportare illimitatamente tale trattamento nella loro terra di nascita.
The social effects of colonialism are more insidious than the political and economic. This is because they go deep into the minds of the people and therefore take longer to eradicate. The Europeans relegated us to the position of inferiors in every aspect of our everyday life. Many of our people came to accept the view that we were an inferior people. It was only when the validity of that concept was questioned that the stirrings of revolt began and the whole structure of colonial rule came under attack. Signs like NO AFRICANS ALLOWED, or FOR EUROPEANS ONLY could at one time be seen in practically every part of Africa. Now they are fast disappearing, though still much in evidence in the Republic of South Africa and in Southern Rhodesia. I can well imagine what the reaction of an Englishman would be if he came across signs proclaiming NO BRITON ALLOWED in any part of Europe, or even in one of the newly independent African states. Africans, however, were expected to put up indefinitely with such treatment in the land of their birth. (p. 32)
  • È vero che il problema del riparo in un clima tropicale è meno urgente che in uno freddo o boreale. È anche vero che gli africani hanno case improvvisate. Questa, in effetti, fu la condizione dell'alloggio nella Costa d'Oro sotto l'amministrazione coloniale. Ma gli africani non vivevano nelle baracche e in capanne di fango perché li preferivano alle case propriamente dette. Non avevano scelta. Non avevano né il lavoro che le risorse necessarie per permettessero loro di costruirle. Non passò mai per la mente dell'amministrazione di fare ciò che le nazioni più evolute fanno come servizio automatico, cioè intraprendere un programma d'alloggio coerente per il popolo. Non c'erano neanche delle società di costruzione per aiutare le persone senza capitale ad acquistare case. Così la gente di questo paese visse come ha sempre vissuto, ammucchiata insieme in tuguri tanto remotamente lontani dal sogno di vivere in una casa di tre stanze quanto lo è un postino di Londra dal possedere Buckingham Palace.
It is true that shelter in a tropical climate is a less urgent problem than it is in a cold or temperate climate. It is also true that Africans do have improvised homes. This, in fact, was the housing position in the Gold Coast under colonial administration. But Africans did not live in shacks and mud huts because they preferred them to proper houses. They had no choice. They had neither the jobs nor the resources to enable them to build. And it never occurred to the administration to do what most advanced countries perform as an automatic service, undertake a popular housing programme for the people. Nor were there any building societies to help folk without ready capital to acquire homes. Thus the people of this country lived as they had always lived, crowded together in hovels as far removed from the dream of living in a three-roomed abode with normal conveniences as a London messenger boy is of owning Buckingham Palace. (p. 33)
  • In tutti gli anni in cui l'ufficio coloniale britannico amministrò questo paese, non ci fu alcun serio tentativo di sviluppare l'approvvigionamento idrico rurale. Cosa questo significhi non è facile da descrivere ai lettori che danno per scontato che possono subito avere buona acqua da bere con il solo giro d'un rubinetto.
In all the years that the British colonial office administered this country, hardly any serious rural water development was carried out. What this means is not easy to convey to readers who take for granted that they have only to turn on a tap to get an immediate supply of good drinking water. (p. 34)
  • Si sosteneva che l'africano non avrebbe apprezzato un tenore di vita migliore. Era incapace d'istruirsi oltre certi limiti. Non avrebbe risposto agli incentivi di standard di vita più elevati. Tale argomentazione, avanzata ripetutamente in passato, ha dimostrato in seguito di essere nient'altro che diffamazione e calunnia.
The African, it was maintained, would not appreciate better conditions. He was incapable of education beyond certain limits; he would not respond to the incentives of higher standards of life. All these arguments, produced over and over again in the past, have since been shown to be no more than slander and calumny. (p. 36)
  • Si è sostenuto che gli africani sono poveri perché non producono abbastanza, ma bisogna valutare più attentamente la loro capacità di lavorare. Adesso è ampiamente riconosciuto che la malnutrizione cronica è una causa principale della fatica africana.
It has been argued that Africans are poor because they do not produce enough. But their capacity to work must be examined. It is now generally agreed that malignant malnutrition is a major cause of African fatigue. (p. 37)
  • Quale incentivo aveva l'operaio africano sotto il dominio coloniale dal momento che i suoi sforzi servivano solo ad arricchire i non-africani?
What incentive had the African worker under colonial rule, when his efforts only served to enrich non-Africans? (p. 37)
  • In Sudafrica, l'operaio africano, sotto i regolamenti orribili dell'apartheid, viene perseguitato e costretto a vivere in condizioni di schiavitù. Per vergognose che queste siano, le condizioni degli africani nei territori portoghesi probabilmente le superano, sebbene non abbiano ricevuto un'uguale attenzione dai critici.
In South Africa, under the gruesome regulations of apartheid, the African worker is hounded and forced into conditions of helotry. Shameful as these are, conditions for Africans in the Portuguese territories probably surpass them though they have not so far received such attention from critics. (p. 37)
  • La lotta per l'indipendenza nelle colonie portoghesi è cominciata relativamente tardi, in parte a causa dello stato eccezionalmente scadente dell'istruzione che c'era là.
The struggle for independence in the Portuguese colonies has come relatively late partly because of the exceptionally poor state of education there. (p. 42)
  • Gli ufficiali portoghesi hanno dichiarato che il dominio bianco sarebbe durato più a lungo nei loro territori coloniali perché l'istruzione è stata appositamente limitata.
Portuguese officials have boasted that white rule would last longer in their colonial territories, because education has been deliberately held back. (p. 42)
  • La storia delle conquiste umane dimostra che quando emerge dal popolo soggiogato una intellighenzia risvegliata, essa diventa l'avanguardia della lotta contro il dominio straniero.
The history of human achievement illustrates that when an awakened intelligentsia emerges from a subject people it becomes the vanguard of the struggle against alien rule. (p. 43)
  • Lo smisurato entusiasmo per l'istruzione in Africa non manca mai di stupire i visitatori.
The tremendous enthusiasm for education in Africa never fails to impress visitors. (p. 43)
  • La sete insaziabile di istruzione fra i bambini come fra gli adulti ricevé scarso incoraggiamento da parte delle potenze coloniali, e una delle peggiori eredità del colonialismo è stata l'assenza d'un corpo di tecnici e amministratori africani preparati.
The burning desire for education among both children and adults received little encouragement from the colonial powers, and one of the worst legacies of colonialism has been the absence of a trained body of African technicians and administrators. (p. 43)
  • Eravamo addestrati a essere delle copie inferiori degli inglesi, caricature da deridere con tutte le nostre pretese di distinzione borghese, i nostri errori grammaticali e valori distorti tradendoci in ogni occasione. Non eravamo né carne né pesce. Ci fu negata la conoscenza del nostro passato africano e ci fu detto che non avevamo un presente. Che futuro ci poteva essere per noi? Ci veniva insegnato a considerare barbariche e primitive la nostra cultura e le nostre tradizioni. I nostri libri di testo erano libri di testo inglesi che ci raccontavano della storia inglese, della geografia inglese, dei modi di vivere inglesi, dei costumi inglesi, delle idee inglesi e del clima inglese. Molti di questi manuali non erano stati modificati dal 1895. Tutto questo deve essere cambiato. È un impresa stupenda.
We were trained to be inferior copies of Englishmen, caricatures to be laughed at with our pretensions to British bourgeois gentility, our grammatical faultiness and distorted standards betraying us at every turn. We were neither fish nor fowl. We were denied the knowledge of our African past and informed that we had no present. What future could there be for us? We were taught to regard our culture and traditions as barbarous and primitive. Our text-books were English textbooks, telling us about English history, English geography, English ways of living, English customs, English ideas, English weather. Many of these manuals had not been altered since 1895. All this has to be changed. And it is a stupendous task. (p. 49)
  • È la mia convinzione profonda che tutti i popoli desiderano essere liberi, e che il desiderio della libertà sia radicato nelle anime di tutti noi. Un popolo lungamente assoggettato al dominio straniero però non sempre trova facile tradurre tale desiderio in azione. Sotto un dominio arbitrario, il popolo tende a diventare letargico, i suoi sensi istupiditi. La paura diventa la forza dominante nella sua vita, la paura d'infrangere la legge, la paura delle misure punitive che potrebbero conseguire ad un tentativo fallito di liberarsi dalle sue catene. Coloro che capeggiano la lotta per la libertà dovranno superare questa apatia e paura. Devono dare espressione attiva al desiderio universale di essere liberi. Devono rafforzare la fiducia che il popolo ha in se stesso, ed incoraggiarlo nel partecipare alla lotta per l'emancipazione. Sopra tutto, devono dichiarare le loro intenzioni apertamente e inequivocabilmente, e organizzare il popolo per la realizzazione del suo obiettivo di autogoverno.
It is my deep conviction that all peoples wish to be free, and that the desire for freedom is rooted in the soul of every one of us. A people long subjected to foreign domination, however, does not always find it easy to translate that wish into action. Under arbitrary rule, people are apt to become lethargic; their senses are dulled. Fear becomes the dominant force in their lives; fear of breaking the law, fear of the punitive measures which might result from an unsuccessful attempt to break loose from their shackles. Those who lead the struggle for freedom must break through this apathy and fear. They must give active expression to the universal longing to be free. They must strengthen the peoples’ faith in themselves, and encourage them to take part in the freedom struggle. Above all, they must declare their aims openly and unmistakably, and organize the people towards the achievement of their goal of self-government. (p. 50)
  • Finché un solo piede di suolo africano rimane sotto la dominazione straniera, la battaglia deve continuare.
As long as a single foot of African soil remains under foreign domination, the battle must continue. (p. 52)
  • L'irregolarità dello sviluppo in Africa, sia quello politico che economico, è un problema grave. Certi paesi sono poveri in risorse naturali, mentre altri ne sono ricchi. Alcuni hanno conseguito l'indipendenza in modo relativamente facile e pacifico; altri stanno ancora lottando. La soluzione ovvia è l'unità, così che lo sviluppo possa essere pianificato bene e coerentemente.
The unevenness of development in Africa, both political and economic, is a major problem. Some countries are poor in natural resources; others rich. Some achieved independence comparatively easily, and peacefully; others are still struggling. The obvious solution is unity, so that development can be properly and cohesively planned. (p. 53)
  • Sta diventando assiomatico che le potenze coloniali non rinunciano volontariamente al controllo politico di qualsiasi territorio. Prima di partire, fanno sforzi sovrumani per creare divisioni e rivalità che sperano di poter sfruttare quando se ne sono andati. L'India, con la sua divisione in due parti, lasciando la sua triste eredità di comunalismo e faide religiose, è il più lampante esempio. Ma gli scismi in Birmania, Ceylon, i Camerun, Vietnam, lo sgretolamento delle due federazioni nell'Africa Occidentale Francese e l'Africa equatoriale francese in stati separati della comunità francese, rappresentano tutti un'eloquente testimonianza di questa vasta politica di «dividi e domina». Lo è anche la divisione federale della Nigeria in tre regioni, dove l'amministrazione britannica aveva in precedenza meticolosamente eretto una forma di governo unitario da una conglomerazione vasta di popoli diversi. È difficile capire i metodi delle potenze coloniale se considerati superficialmente. Non lasciano l'Africa in pace anche quando sanno benissimo che si stanno arrampicando sugli specchi nei loro tentativi di impedire la liquidazione totale e definitiva del sistema coloniale. Agiscono come se avessero ancora il diritto di ingerirsi negli affari interni degli stati appena emersi. Presumono perfino di imporre quali dei nostri atti siano giusti e quali sbagliati. Se scrutate attentamente, queste manovre si possono considerare parte della strategia di «dividi e domina» esercitata da lontano.
It is becoming axiomatic that colonial powers do not willingly retire from political control over any given land. Before they go they make superhuman efforts to create schisms and rivalries which they hope to exploit after they have gone. India, with its division into two separate parts, leaving its sad legacy of communalism and religious feuding, is the most glaring example. But the rifts in Burma, Ceylon, The Cameroons, Viet-Nam, the breaking down of the two federations of French West Africa and French Equatorial Africa into separate states of the French Community, all stand as eloquent witnesses to this extended policy of ‘divide and rule’. So also does the federal division of Nigeria into three regions, where the British administration had previously most carefully built up a unitary form of government out of a vast conglomeration of different peoples. Looked at superficially, it is difficult to understand the ways of the colonial powers. They will not leave Africa alone, even when they realize full well that they are clutching at a straw in trying to prevent the total and final liquidation of the colonial system. They act as if the right to meddle in the internal affairs of newly emergent states is still theirs, and even presume to dictate which things are right and which are wrong among the acts performed by us. Examined closely, these manoeuvres are seen to be part of the strategy of ‘divide and rule’, wielded from afar. (p. 57)
  • Nella nostra lotta per la libertà, la democrazia parlamentare era uno scopo importante quanto l'indipendenza. I due obiettivi erano inseparabili. Non era il nostro scopo levare di mezzo il regime coloniale per sostituirlo con una dittatura africana. Volevamo liberare il nostro popolo dal dominio arbitrario, e di darlo la libertà di scegliere che genere di governo esso sentiva potesse servire i suoi interessi e incrementare il suo benessere. Lottavamo perché nostro popolo fosse libero di praticare la religione che sceglieva, di darlo la libertà d'associare con qualunque gruppo volesse, di creare un atmosfera in cui potesse parlare, scrivere e pensare liberamente senza nuocere i suoi vicini o mettere a rischio lo Stato.
In our struggle for freedom, parliamentary democracy was as vital an aim as independence. The two were inseparable. It was not our purpose to rid the country of the colonial regime in order to substitute an African tyranny. We wanted to free our people from arbitrary rule, and to give them the freedom to choose the kind of government they felt would best serve their interests and enhance their welfare. Our struggle was fought to make our people free to practise the religion they chose, to give them the liberty to associate in whatever groups they wished, to create an atmosphere in which they could say, write and think freely, without harming their neighbour or jeopardizing the state. (p. 66)
  • C'è una tendenza a dimenticare che l'evoluzione della Gran Bretagna verso la democrazia non fu del tutto pacifica. Poco più di trecento anni fa fecero decapitare un re, fecero la loro rivoluzione borghese e instaurarono Cromwell come dittatore. I legami feudali non vennero completamente spezzati, e ci volle un ulteriore rivoluzione più di due secoli dopo, con i suoi conseguenti sommovimenti sociali, per ottenere la base di quella democrazia parlamentare che i britannici di oggi erroneamente credono sia merito intrinseco al loro carattere nazionale. Gli stati dell'America fecero una dura guerra civile, le cui memorie condizionano tuttora i ragionamenti e il pensiero, per imporre la loro unione. Ci vollero molti anni perché la sua costituzione, basata sull'affermazione della uguaglianza fra tutti gli uomini, fosse pienamente accettata, e ancora oggi i suoi principi sono ignorati in molte parti del paese. C'è ancora conflitto in America sull'applicazione del nucleo essenziale della democrazia a tutti i suoi cittadini. Le attuali condizioni in Ghana sono paragonabili a quelle prevalenti in Gran Bretagna, in Francia o in America all'epoca in cui stavano ancora lottando per stabilire una forma libera di governo piuttosto che a quelle attualmente vigenti in quei paesi. Sarebbe più giusto, quindi, domandarsi di che natura era il regime di quei paesi e poi fare le modifiche appropriate per lo sviluppo delle idee liberali nel mondo sin da quei tempi. La condizione economica del nostro popolo non è migliore di quella degli operai in Gran Bretagna al medesimo stadio del loro sviluppo sociale e politico, sotto alcuni aspetti forse peggiore. I loro servizi sociali erano altrettanto primitivi, i loro standard di istruzione nazionale non diversamente bassi. Credo che nessuno negherebbe che il mantenimento d'una democrazia da parte dei popoli d'Europa e d'America al livello parallelo sarebbe stato una fatica enorme. Eppure è questo il compito che abbiamo affrontato in Ghana all'assunzione dell'indipendenza.
There is a tendency to forget that Britain’s evolution into democracy was not altogether peaceful. It was a little over three hundred years ago that they chopped off the head of a king, made their middle-class revolution and installed Cromwell as their dictator. The feudal ties were not completely broken and it required another revolution more than two centuries later, with its accompanying social jolts, to secure the base of that parliamentary democracy which the British people today mistakenly assume as a merit inherent in their national character. The states of America fought a bitter civil war, whose memories still condition attitudes and thinking, to impose their union. Its constitution, based upon the affirmation of the equality of all men, took several years to find full acceptance, and even today its tenets are disregarded in many parts of the country. There is still strife in America over the application of the essence of democracy to all of its members. Conditions in Ghana today are comparable with those prevailing in Britain or France or America at the time when they were struggling to establish a free form of government, rather than those which currently obtain in those countries. It would be fairer, therefore, to ask what was the nature of the regime in those countries then and make the appropriate adjustments for the development of liberal ideas in the world since those days. The economic position of our people is no better than that of the workers in Britain at the same stage of their social and political development, perhaps a little worse in some aspects. Their social services were just as primitive, their country-wide educational standards just as low. I think no one would deny that the maintenance of a democracy by the people of Europe and America at the parallel stage would have been a massive task. Yet it is the task we faced in Ghana on our assumption of independence. (pp. 67-68)
  • In un paese appena uscito dal governo coloniale, ci sono molti mali cui porre rimedio, molti problemi da risolvere. Avremo bisogno di tempo, di denaro e di conoscenze specifiche per affrontarli. La fine dell'amministrazione coloniale in Ghana ci ha lasciati, inoltre, con un livello basso d'istruzione fra la maggior parte del nostro popolo, e nessun sistema d'istruzione universale. Un tale pubblico è facile preda per politici privi di scrupoli. È ricettivo agli appelli demagogici e prontamente sfruttabile dall'eloquenza che eccita le emozioni invece della ragione. In queste condizioni non fu difficile per l'opposizione scoprire terreni (motivi) di malcontento su cui piantare e innaffiare i semi del risentimento e dell'amarezza.
In a country just emerging from colonial rule, there are many ills to right, many problems to solve. Time and money and expert knowledge are required to deal with them. The end of the colonial administration in Ghana left us, moreover, with a low level of education among the bulk of our people, and no system of universal education. Such a public is easy prey for unscrupulous politicians. It is amenable to demagogic appeals and readily exploitable by eloquence that arouses the emotions rather than reason. It was not difficult for the opposition in these conditions to discover grounds of dissatisfaction in which to plant and water the seeds of resentment and grievance. (p. 72)
  • Il Ghana era il centro di tutti gli sguardi, sia di quelli amichevoli che degli ostili. La stampa del mondo era rappresentata nella nostra capitale, e ciò che perdeva veniva colmato dall'opposizione con le sue proprie spiegazioni. Nessuna occasione, nessun evento era troppo insignificante da sfruttare per gettare discredito sia sul Ghana che sul governo di fronte al mondo e per sminuire l'alto prestigio che la nostra lotta e il conseguimento della libertà aveva guadagnato al Ghana. Raramente, certo, un'opposizione è stata tanto attiva nel sacrificare gli interessi del suo paese per servire i suoi propri scopi di disgregazione dell'essenziale unità nazionale.
Ghana was the cynosure of all eyes, friendly and unfriendly. The world’s press was represented in our capital, and what they missed the opposition filled in for them with their own explanations. No occasion, no event, was too small to exploit in order to discredit both Ghana and the government before the world and reduce the high prestige which our struggle and attainment of freedom had won for Ghana. Not often, surely, has an opposition been so active in sacrificing the interests of its country to serve its own ends in disrupting the essential national unity. (p. 73)
  • Durante la lotta per l'indipendenza avevamo enfatizzato il bisogno dell'unità nazionale per ottenere la libertà, e per le enormi responsabilità dell'indipendenza che sarebbero seguite. Esse esigono uno sforzo supremo da parte d'ogni cittadino. Come poteva il nostro popolo fare la sua parte con zelo e dedizione quando gli veniva inculcato incessantemente che il suo governo era privo di scrupoli, incompetente e corrotto; che i suoi leader erano venali e assetati di potere, e che lo sforzo nazionale fu invocato non per la gloria più grande del Ghana ma per la gloria personale di Kwame Nkrumah? Questa non era libertà d'espressione. Era irresponsabile abuso, che, se lasciato continuare incontrollato, avrebbe minato il nostro stato, la nostra indipendenza e la fiducia che il popolo aveva in se stesso e nelle sue capacità.
During the struggle for independence we had emphasized the need for national unity for the attainment of freedom, and for the enormous responsibilities of statehood that would follow. These call for a supreme effort on the part of every citizen. How could our people pull their weight with zeal and dedication when it was ceaselessly being drummed into them that their government was unscrupulous, inept and corrupt; that their leaders were venal and power-thirsty, and that the national effort was invoked, not for the greater glory of Ghana but for the personal glory of Kwame Nkrumah? This was not freedom of expression. This was irresponsible licence, and if allowed to continue unbridled, it could have undermined our state, our independence and the people’s faith in themselves and their capacities. (p. 76)
  • Accettiamo le critiche, ma non tollereremo le attività sovversive e terroristiche contro lo Stato, e le azioni illegali progettate per promuovere l'avidità egoista d'una minoranza dissidente appoggiata dagli interessi stranieri.
We welcome criticism, but we will not tolerate subversive and terroristic activities against the State, and illegal acts designed to promote the selfish greed of a dissident minority, supported by alien interests. (p. 78)
  • C'è un certa aura di fascino attorno alla monarchia britannica, la cui influenza è impalpabile ma molto reale. Azzarderei quasi il pensiero che a stento ci sia qualche serio antimonarchico in Gran Bretagna. Sembra che non ci sia alcuna consapevolezza di alcunché di paradossale in una democrazia altamente evoluta che conserva una monarchia ereditaria. Se io fossi un britannico che vive nel Regno Unito, forse la penserei allo stesso modo. Sono però un africano, membro di un paese solo di recente spezzato le catene che lo legavano alla Gran Bretagna. Avevamo tuttavia mantenuto il legame con la monarchia, ma il nostro orientamento verso il continente d'Africa lo ha reso un anacronismo.
There is a certain mystique about the British monarchy, whose influence is intangible but very real. I would venture the thought that there is hardly a serious anti-royalist in Britain. There appears to be no consciousness of anything paradoxical in a highly advanced democracy maintaining an hereditary monarchy. If I were a Briton living in the United Kingdom, I might feel the same. However, I am an African, a member of a country which has but recently broken the shackles linking it to Britain. We had, however, retained the link with the monarchy, but our orientation towards the continent of Africa made it an anachronism. (p. 80)
  • Non è una scortesia verso la Regina Elisabetta II se io e il mio popolo abbiamo la stessa obiezione di coscienza sul prestare giuramento a lei come l'avremmo sul giurare fedeltà al presidente degli Stati Uniti, o al presidente dell'Unione Sovietica.
It is no discourtesy to Queen Elizabeth II if I and my people harbour the same conscientious objection to taking an oath to her as we would to swearing allegiance to the President of the United States, or the President of the Soviet Union. (p. 81)
  • In una democrazia, il vero leader del paese è l'uomo che è stato democraticamente eletto come capo del partito che dispone di una maggioranza nel parlamento e che è stato democraticamente eletto dal popolo. Si tratta in effetti della scelta del popolo. Perché, allora, non dovrebbe combinare i poteri governativi con quelli cerimoniali connessi alla direzione dello Stato? Nel nostro ambiente e nelle nostre attuali circostanze , il nostro popolo associa il primato col potere. La posizione d'un presidente titolare, semplicemente firmatario delle leggi del parlamento su cui non ha alcuna influenza, non sarebbe stata facile da comprendere per esso. Non è infatti facile da comprendere per lo studente di democrazia, poiché è una finzione senza senso, priva di contenuto.
In a democracy, the real leader of the country is the man who has been democratically elected as leader of the party which commands a majority in Parliament, which has been democratically elected by the people. He is in fact the people’s choice. Why, then, should he not combine the governmental powers with the ceremonials attaching to the headship of the State? In our present environment and circumstances our people associate primacy with power. The position of a titular President, merely signing acts of Parliament upon which he makes no impact, would not have been easy for them to grasp. It is not easy indeed for the student of democracy to grasp, for it is a meaningless fiction, without content. (p. 82)
  • Non nasconderò il fatto che sono impaziente quando si tratta di sviluppare il Ghana. Dobbiamo darci da fare risolutamente. Ogni ministro deve considerarsi un amministratore delegato e portare a termine – e fatto bene – il suo specifico lavoro nel tempo assegnato. Deve sapere che il fallimento inesplicabile può avere come conseguenza il dover cedere il suo posto ad un altro perché dimostri le sue capacità.
I will not hide the fact that I am impatient when it comes to building Ghana. We have to get on with the job resolutely. Each minister must regard himself as a managing director and get his particular job done in the allotted time, and properly done. He must know that inexplicable failure can result in his giving place to another to prove his capacities. (p. 83)
  • Uno delle cose peggiori che può succedere ai paesi meno sviluppati ed emergenti è di ricevere aiuti stranieri connessi ad un secondo fine economico e politico. Questi aiuti sono molto spesso rivestiti di termini finanziari che non si possono facilmente discernere.
One of the worst things that can happen to less developed and emerging countries is to receive foreign aid with political and economic strings attached. These aids are very often wrapped up in financial terms that are not easily discernible. (p. 101)
  • Dobbiamo abolire la povertà, l'ignoranza, l'analfabetismo e migliorare i nostri servizi sanitari.
We must abolish poverty, ignorance, illiteracy and improve our health services. (p. 178)
  • Affermo che non esiste uno schema universale per l'industrializzazione che possa servire come modello assoluto per i nuovi paesi emergenti dal colonialismo. Guardondoci attorno, non troviamo esempi che siano identici. I paesi europei estesero la loro industrializazzione lungo un periodo molto più lungo e in diverse epoche economiche, scientifiche e sociali. Gli Stati Uniti disboscarono le terre vergini e utilizzarono il lavoro di schiavi per accumulare la sua richezza primaria. Hanno un'estensione ampiezza geografica che diede loro opportunità speciali per un'espansione industriale rapida e una produzione su larga scala. L'Unione Sovietica, cominciando praticamente da niente e inglobando una vasta massa continentale con molteplici risorse, si sbarazzò della vecchia burocrazia e utilizzò una dittatura autoritaria per ottenere i suoi scopi.
I maintain that there is no universal pattern for industrialization that can serve as an absolute model for new nations emerging out of colonialism. Looking around, we find no examples that are identical. European countries stretched their industrialization over a much longer period and in a different economic, scientific and social epoch. The United States cleared virgin land and used slave labour to amass its primary wealth. It has a geographic span that gave it special opportunities for a rapid industrial expansion and large-scale manufacture. The Soviet Union, starting from practically nothing, covering a vast land mass with manifold resources, swept away the former bureaucracy, and employed an authoritarian dictatorship to achieve its purpose. (p. 178)
  • La produzione per l'arricchimento privato priva gran parte del popolo dei beni e dei servizi prodotti. Se, quindi, dobbiamo mantenere la nostra promessa al popolo e realizzare il programma sopra esposto, il socialismo è la nostra sola alternativa , poiché esso assume la proprietà pubblica dei mezzi di produzione, della terra e delle sue risorse, e l'impiego di questi mezzi per soddisfare i bisogni del popolo.
Production for private profit deprives a large section of the people of the goods and services produced. If, therefore, we are to fulfil our pledge to the people and achieve the programme set out above, socialism is our only alternative. For socialism assumes the public ownership of the means of production, the land and its resources, and the use of those means in fulfilment of the people’s needs. (p. 119)
  • L'obiettivo socialista implica il bene universale del paese, e nell'interesse di quell'obiettivo socialista sarà necessario che tutti noi sacrifichiamo qualche desiderio personale immediato per un più grande beneficio più in là nel tempo. Un più rapido sviluppo attraverso le eccedenze o i servizi sociali nell'interesse della comunità conferisce più vantaggi a un maggior numero di persone che gli stipendi aumentati per un certo gruppo di operai.
The socialist objective implies the universal good of the nation, and in the interests of that socialist objective it will be necessary for all of us to forgo some immediate personal desire for a greater benefit a bit later on. Speedier development out of surpluses or social services in the interest of the community confer more advantages upon a greater number of people than would increased wages for certain groups of workers. (p. 123)
  • Ci sono alcuni che sostengono che l'Africa non può unirsi perché manchiamo dei tre fattori indispensabili per l'unità, cioè una razza, una cultura e una lingua comune. È vero che siamo stati divisi per secoli. Le frontiere territoriali che ci dividono furono fissate molto tempo fa dalle potenze coloniali, a volte del tutto arbitrariamente. Alcuni di noi sono musulmani, alcuni cristiani; molti credono negli dei tribali tradizionali. Alcuni di noi parlano il francese, altri l'inglese, altri il portoghese, per non parlare dei milioni che parlano solo una delle centinaia delle diverse lingue africane. Abbiamo acquisito differenze culturali che influenzano la nostra visione e che condizionano il nostro sviluppo politico. Tutto ciò è inevitabile, dato il nostro contesto storico. Eppure, malgrado tutto ciò, sono convinto che le forze che conducono all'unità superano di gran lunga quelle che ci dividono. Nell'incontrare fratelli africani da ogni parte del continente, sono sempre impressionato da quanto abbiamo in comune. Non è soltanto il nostro passato coloniale, né il fatto che abbiamo degli scopi comuni. È qualcosa di più profondo. Posso meglio descriverlo come un senso di uni-cità in quello che ci fa africani.
There are those who maintain that Africa cannot unite because we lack the three necessary ingredients for unity, a common race, culture and language. It is true that we have for centuries been divided. The territorial boundaries dividing us were fixed long ago, often quite arbitrarily, by the colonial powers. Some of us are Moslems, some Christians; many believe in traditional, tribal gods. Some of us speak French, some English, some Portuguese, not to mention the millions who speak only one of the hundreds of different African languages. We have acquired cultural differences which affect our outlook and condition our political development. All this is inevitable, due to our historical background. Yet in spite of this I am convinced that the forces making for unity far outweigh those which divide us. In meeting fellow Africans from all parts of the continent I am constantly impressed by how much we have in common. It is not just our colonial past, or the fact that we have aims in common, it is something which goes far deeper. I can best describe it as a sense of one-ness in that we are Africans. (p. 132)
  • Ci potrebbe essere qualche significato dietro il fatto che Monrovia, che ha dato il suo nome alla cricca che dà priorità alle associazioni economiche, è la capitale dell'unica nazione sul continente africano che non ha dovuto lottare per la sua sovranità politica. In ogni caso, la Liberia si è sforzata di mantenere la sua integrità e vitalità nazionale contro le usurpazioni territoriali ed economiche delle potenze straniere lungo tutta la sua storia piuttosto movimentata, e molte volte deve aver desiderato il sostegno che i suoi vicini colonizzati non potevano offrirle.
There may be some significance in the fact that Monrovia, which has given its name to the group that attaches priority to economic associations, is the capital of the one country on the African continent which has not had to fight a battle for its political sovereignty. Nevertheless, Liberia has had ruggedly to hold its national integrity and viability against the territorial and economic encroachments of outside powers throughout its somewhat chequered history, and must many times have wished for the help that its colonialized neighbours were then unable to give. (p. 147)
  • In un mondo diviso in campi ostili e fazioni bellicose, l'Africa non può restare divisa senza andare in rovina. Patrice Lumumba, che aveva visto e sofferto per i mali della divisione nel Congo, lo ha sostenuto con grande fermezza quando venne ad Accra nell'agosto del 1960. Forse non è generalmente noto che allora ci accordammo per lavorare nella più stretta associazione con gli altri stati africani indipendenti per l'istituzione di una Unione di Stati africani. È inevitabile che ci siano differenze fra gli stati indipendenti d'Africa. Abbiamo problemi di frontiera e una lunga serie di altri problemi interterritoriali che si possono risolvere solo entro il contesto dell'unità africana.
In a world divided into hostile camps and warring factions, Africa cannot stand divided without going to the wall. Patrice Lumumba, who had seen and suffered from the evils of disunity in the Congo, held this view very strongly when he came to Accra in August 1960. It may not be generally known that he agreed then to work in the closest possible association with other independent African states for the establishment of a Union of African States. There are bound to be differences between the independent states of Africa. We have frontier troubles, and a host of other inter-territorial problems which can only be resolved within the context of African unity. (pp. 147-148)
  • L'Africa ha il potenziale idroelettrico più grande del mondo.
Africa has the greatest water power potential in the world. (p. 151)
  • I giorni del colonialismo in Africa sono contati, malgrado i rinforzi militari che il Portogallo ha frettolosamente inviato all'Angola, e le macchinazioni imperialiste e della Guerra Fredda nel Congo; nonostante le recenti repressioni dei movimenti nazionalisti in Rhodesia, l'estenuante imposizione dell'apartheid in Sudafrica, e le forsennate manovre del neocolonialismo in Africa. Prima o poi, ed io penso che sarà molto più presto di quanto il mondo si aspetti, tutti questi frenetici sforzi per salvare l'imperialismo in Africa saranno spazzati via nelle macerie della storia.
The days of colonialism in Africa are numbered, despite the military reinforcements Portugal has hurriedly packed into Angola, and the imperialist and cold-war machinations in the Congo; despite the latest suppressions of the nationalist movements in the Rhodesias, the gruelling enforcement of apartheid in South Africa, and the frenzied manoeuvres of neo-colonialism in Africa. Sooner or later, and I think it will be much sooner than the world thinks, all these frantic efforts to save imperialism in Africa will be swept into the debris of history. (p. 201)
  • Mentre in Africa, essendo per noi di capitale importanza l'obiettivo dell'unità, ci sforziamo di concertare i nostri sforzi in questa direzione, i neocolonialisti fanno di tutto per vanificarli, incoraggiando la formazione di comunità basate sulle lingue dei loro vecchi colonizzatori. Non possiamo permetterci di essere così disorganizzati e divisi. Il fatto che io parlo l'inglese non fa di me inglese. Parimenti, il fatto che alcuni di noi parlano il francese o il portoghese non fa di noi né francesi né portoghesi. Siamo innanzitutto africani, e da africani il nostro interesse maggiore può essere servito solo coll'unità in seno ad una comunità africana. Né il Commonwealth né una comunità franco-africana può sostituirla. Per noi, l'Africa e le sue isole sono una sola Africa. Rifiutiamo qualsiasi idea di partizione. Da Tangeri o dal Cairo nel nord fino alla Città del Capo nel sud, dal capo Guardafui nell'est fino alle isole di Capo Verde nell'ovest, l'Africa è una e indivisibile.
While we in Africa, for whom the goal of unity is paramount, are striving to concert our efforts in this direction, the neocolonialists are straining every nerve to upset them by encouraging the formation of communities based on the languages of their former colonizers. We cannot allow ourselves to be so disorganized and divided. The fact that I speak English does not make me an Englishman. Similarly, the fact that some of us speak French or Portuguese does not make us Frenchmen or Portuguese. We are Africans first and last, and as Africans our best interests can only be served by uniting within an African Community. Neither the Commonwealth nor a Franco-African Community can be a substitute. To us, Africa with its islands is just one Africa. We reject the idea of any kind of partition. From Tangier or Cairo in the North to Capetown in the South, from Cape Guardafui in the East to Cape Verde Islands in the West, Africa is one and indivisible. (p. 217)
  • Noi che ora in Africa sollecitiamo l'unità siamo profondamente consapevoli della validità del nostro obiettivo. Ci serve la forza dei nostri numeri e delle nostre risorse unite per proteggerci dai pericoli molto concreti del colonialismo che ritorna in forme camuffate. Ne abbiamo bisogno per combattere le forze irriducibili che dividono il nostro continente e che tuttora frenano milioni dei nostri fratelli. Ne abbiamo bisogno per assicurare la liberazione totale dell'Africa.
We in Africa who are pressing now for unity are deeply conscious of the validity of our purpose. We need the strength of our combined numbers and resources to protect ourselves from the very positive dangers of returning colonialism in disguised forms. We need it to combat the entrenched forces dividing our continent and still holding back millions of our brothers. We need it to secure total African liberation. (p. 217)

The Specter of Black Power[modifica]

  • L'Organizzazione per l'Unità Africana è stata resa di fatto inutile a causa delle macchinazioni dei neocolonialisti e dei loro fantocci. Viene tuttavia preservata la sua esistenza, relegandola ad un ruolo di organizzazione innocua, nella speranza che ciò possa ritardare la formazione di un'organizzazione panafricana realmente efficace e che conduca a una reale unificazione politica. Viene incoraggiata la formazione di organizzazioni economiche regionali africane, nella consapevolezza che senza coesione politica saranno inefficaci e serviranno a rafforzare, e non indebolire, lo sfruttamento e il dominio neocolonialista.
The Organization of African Unity has been rendered virtually useless as a result of the machinations of neocolonialists and their puppets. Yet it is being preserved as an innocuous organization in the hope that it may delay the formation of a really effective Pan-African organization, which will lead to genuine political unification. Encouragement is being given to the formation of African regional economic organizations in the knowledge that without political cohesion they will be ineffective and serve to strengthen, not weaken, neocolonialist exploitation and domination.
  • Il Panafricanismo trae le sue origini nella lotta di liberazione degli afroamericani, espressione delle aspirazioni dei popoli africani e della loro discendenza. Dalla prima Conferenza Panafricana, tenutasi a Londra nel 1900, fino alla quinta e ultima Conferenza Panafricana svoltasi a Manchester (Regno Unito) nel 1945, gli afroamericani sono stati la principale forza motrice del movimento. Il Panafricanismo si è poi spostato in Africa, sua dimora naturale, con l'organizzazione della Prima Conferenza degli Stati africani indipendenti di Accra (Ghana) nel mese di aprile 1958, e la Conferenza di tutti i Popoli Africani del dicembre dello stesso anno.
Pan-Africanism has its beginnings in the liberation struggle of African-Americans, expressing the aspirations of Africans and people of African descent. From the first Pan-African Conference, held in London in 1900, until the fifth and last Pan-African Conference held in Manchester (UK) in 1945, African-Americans provided the main driving power of the movement. Pan-Africanism then moved to Africa, its true home, with the holding of the First Conference of Independent African States in Accra (Ghana) in April 1958, and the All-African People’s Conference in December of the same year.
  • Il lavoro dei primi pionieri del Panafricanismo, Sylvester Williams, Dr. W.E.B. Dubois, Marcus Garvey e George Padmore, nessuno dei quali nato nel continente nero, ha valore inestimabile nella storia dell'Africa. È significativo che due di loro, il Dr. Dubois e George Padmore, si stabilirono su mio invito in Ghana. Il Dr.Dubois morì, secondo il suo stesso desiderio, in terra africana, mentre lavorava ad Accra all'Enciclopedia Africana. George Padmore è diventato il mio consigliere per gli affari africani, e ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in Ghana, offrendo il suo contributo alla lotta rivoluzionaria per l'unità africana e il socialismo.
The work of the early pioneers of Pan-Africanism such as Sylvester Williams, Dr. W.E.B. DuBois, Marcus Garvey, and George Padmore, none of whom were born in Africa, has become a treasured part of Africa’s history. It is significant that two of them, Dr. DuBois and George Padmore, came to live in Ghana at my invitation. Dr. DuBois died, as he wished, on African soil, while working in Accra on the Encyclopedia Africana. George Padmore became my Adviser on African Affairs, and spent the last years of his life in Ghana, helping in the revolutionary struggle for African unity and socialism.

Tribute to the late President Kennedy[modifica]

Kwame Nkrumah con John Fitzgerald Kennedy nel 1961
  • Malgrado il suo breve mandato, il Presidente Kennedy ha lasciato un segno indelebile nella storia contemporanea. Verrà ricordato come un campione illustre della pace e dei diritti dell'uomo.
In spite of his brief term of office, President Kennedy has made an indelible mark on the history of our time. He will be remembered as a distinguished champion for peace and the rights of man. (p. 2)
  • I successi di John Kennedy negli affari internazionali sono stati rilevanti. Noi in Africa lo ricorderemo, soprattutto, per la sua opposizione inflessibile al fanatismo razziale e religioso, all'intolleranza e all'ingiustizia.
John Kennedy's achievements in international affairs have been remarkable. We in Africa will remember him, above all, for his uncompromising stand against racial and religious bigotry, intolerance and injustice. (p. 2)
  • Nato nella ricchezza, era tuttavia profondamente sensibile ai problemi e alle speranze dell'uomo comune e degli svantaggiati. Questo aspetto del suo carattere si rispecchiò sia nelle sua politica interna che in quella internazionale.
Born to wealth, he was yet deeply sensitive to the problems and hopes of the common man and of the underprivileged. This aspect of his character was reflected both in his domestic and international policies. (p. 2)
  • Con un autentico senso della storia, John Kennedy mise in atto, nel modo più drammatico, ciò che Abraham Lincoln avviò cento anni fa. Come Lincoln, gli fu impedito di realizzare i suoi progetti ai grandi livelli che si era prefisso dal proiettile d'un assassino. Da uomo dotato di grande calore umano, il suo rapporto con le persone fu sempre amichevole e sincero.
With a true sense of history, John Kennedy carried on, in a most dramatic manner, what Abraham Lincoln began one hundred years ago; like Lincoln, he was prevented from carrying his endeavours to the great heights he had set for himself, by an assassin's bullet. As a man endowed with great human warmth, his relationship with people was always friendly and sincere. (p. 3)

Citazioni su Kwame Nkruma[modifica]

  • Il presidente Kwame Nkrumah era considerato un eroe in un territorio che si estendeva dal Senegal al Mozambico. Era l'incarnazione del panafricanismo, il sogno di un'Africa libera, pacifica e solidale, e fu per questa ragione che radunò ad Accra leader e pensatori dall'intero continente. (David Van Reybrouck)

Ryszard Kapuściński[modifica]

  • Lo scopo che si è prefisso fin da ragazzo è la liberazione del Ghana. Per raggiungerlo, però, bisogna prima diventare qualcuno. Essere qualcuno: ecco il primo obiettivo. A quel tempo il Ghana è una colonia. Un nero non ha possibilità di fare carriera.
  • Nkrumah è patetico, raccolto, con uno stile da predicatore che gli è rimasto addosso dai tempi dei suoi sermoni nelle chiese dei neri d'America.
  • Parlava in tono fermo, chiaro e uniforme. Nkrumah è un oratore eccellente, da gestire parco ma incisivo. Perfino gli inglesi dicono che ascoltarlo è un piacere. È un uomo di media statura, ben fatto e gradevole. Ha un viso intelligente, la fronte alta e lo sguardo profondo e triste. Uno sguardo che rimane triste anche quando Nkrumah sorride.
  • Pensai che il modo migliore di raccontare l'Africa fosse quello di parlare di colui che in quel periodo fu la figura più significativa del continente, un uomo politico, un visionario, un tribuno e uno stregone: Nkrumah.
  • Quando il premier va nei villaggi, dorme nelle capanne. A volte si trattiene per strada a chiacchierare fino a tarda notte. In quei casi non rientra in città e si ferma a dormire in una casa qualunque. Questo gli procura le simpatie generali. Così passa il suo tempo.

Martin Luther King[modifica]

  • Era un agitatore, giudicato colpevole di sedizione: ma la sua attività aveva ispirato altri, che erano in libertà. Queste persone riuscirono a coalizzarsi, e quando Nkrumah aveva scontato soltanto pochi mesi di carcere, lo elessero primo ministro. Così l'impero britannico capì che era meglio farlo uscire: la sua condanna era a quindici anni, ma in realtà scontò soltanto otto-nove mesi. E quando uscì, era il capo del governo della Costa d'Oro.
  • Nkrumah era partito da un inizio modesto: i suoi genitori non avevano istruzione, non erano capotribù, erano gente umile.
  • Nkrumah sapeva da sempre che il colonialismo era nato per il dominio e lo sfruttamento; che era stato inventato per tenere sotto un determinato gruppo e sfruttarlo, così da assicurare un vantaggio economico al gruppo dominante.
  • Spesso mi torna alla mente una frase di Nkrumah: «Preferisco l'autogoverno nel rischio alla servitù nella tranquillità». Credo che sia un grande pensiero. Quindi, Nkrumah e i suoi erano pronti ad affrontare i rischi e i problemi; ma secondo me il Ghana avrebbe saputo trarre profitto dagli errori commessi da altre nazioni che erano nate tanti anni prima, e sarebbe diventato un grande paese.

Samia Nkrumah[modifica]

  • [...] ci sono voluti molti anni di vita e di lavoro, gli ultimi dieci trascorsi in Italia, per realizzare che il progetto panafricano sognato da mio padre Kwame è ancora oggi la migliore risposta alle sfide che ha di fronte l'Africa.
  • Fu la Cia a volere il colpo di Stato militare con cui mio padre venne deposto, nel febbraio del 1966. Quello stesso giorno lasciammo il Paese e raggiungemmo Il Cairo, la città di mia madre Fathia. Poi ci spostammo ancora. Da allora mio padre non l'ho più rivisto: visse in Guinea, in esilio, fino alla morte, avvenuta nel 1972. Noi invece tornammo in Ghana, nel 1975.
  • Il messaggio di nostro padre Kwame è eterno.
  • Il progetto di mio padre era profondamente culturale. Ora tocca a me portarlo avanti.
  • Le sue idee sono ancora valide, e io voglio fare la mia parte.
  • Mi ha insegnato a vedere oltre me stessa, a non discriminare nessuno. Per questo ho voluto incontrare alcuni dei suoi attentatori. Puoi farlo soltanto se sei convinto di avere una missione. E mi ha insegnato l'importanza di fare pace con il proprio mondo interiore.
  • Nkrumah commise forse degli errori politici (il Deportation Act, che permetteva di espellere dal Paese i cittadini stranieri che sostenessero e finanziassero le opposizioni, e il Preventive Detention Act, che permetteva di incarcerare per un periodo non superiore a cinque anni, sulla base di semplici sospetti, chi fosse accusato di azioni contro la sicurezza nazionale), ma non bisogna dimenticare gli attentati organizzati contro di lui con l'aiuto della Cia, come dimostrano documenti declassificati solo da pochi anni. Nkrumah fu un accentratore, è vero, ma non abusò mai del suo potere, nè intascò un solo centesimo del patrimonio nazionale, fatto più unico che raro, nel panorama continentale. Nkrumah vedeva nella federazione dell'Africa l'unico modo per il continente di emanciparsi realmente e di ritagliarsi uno spazio nell'epoca dei blocchi contrapposti: era favorevole a una politica di "neutralismo attivo" rispetto alla guerra fredda, anche se era un sostenitore del socialismo africano. Ovvio che gli americani non lo considerassero un amico.
  • [...] noi dobbiamo essere orgogliosi di chi siamo, del nostro cibo, delle nostre tradizioni. E dovremo essere capaci creare la nostra propria economia, senza più attendere soltanto gli aiuti dell' occidente. Proprio come voleva mio padre.

Note[modifica]

  1. a b c d e f (EN) Citato in "Ghana is free forever Kwame Nkrumah's speech at independence 6th March 1957", BBC.co.uk, 2 marzo 2007.
  2. a b (EN) Citato in Nkrumah Nyerere Senghor: African Visionaires, CreateSpace, 2016.

Bibliografia[modifica]

  • (EN) Kwame Nkrumah, Africa Must Unite, Frederick A. Praeger, 1963.
  • (EN) Kwame Nkrumah, The Specter of Black Power, A Panaf pamphlet, 1968.
  • (EN) Kwame Nkrumah, Tribute to the late President Kennedy, Ministry of Information and Broadcasting, 25 novembre 1963.

Altri progetti[modifica]