Beatitudini dalle poesie

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Raccolta di beatitudini tratte dalle poesie.

Beatitudini dalle poesie[modifica]

  • Beata l'alma, ove non corre tempo, | per te s'è fatta a contemplare Dio. (Michelangelo Buonarroti)
  • Beata quella vite, ond'è uscì fuore | così soave umore. (Giambattista Giraldi Cinzio)
  • Beato colui che, lontano dalle cure cittadine, | come gli uomini dell'età più antica, | ara i campi paterni con buoi che gli appartengono. (Quinto Orazio Flacco)
  • Beato il padre e la madre onde nacque | Bacco, nostro alto duce, | che noi lieti conduce | a ber l'alto licor che mai non spiacque. (Giambattista Giraldi Cinzio)
  • E beati voi, | che avete il dono delle sante lacrime, | e se anche le trovate ingiuste | agli occhi di Dio | appariranno rugiada | che farà crescere rose | nella vostra carne. | Beati voi che piangete | e vi santificate per gli altri | e siete maledettamente storpi nel corpo | ma dritti nello spirito. (Alda Merini)
  • O beati color ch'hanno duo cori | in un sol core e due alme in un'alma, | due vite in una vita, e i loro ardori | quetano in pace graziosa et alma; | beatissimi quei ch'hanno i fervori | con desio pari scarchi d'ogni salma, | né invidia o gelosia né avara sorte | gli nega alcun piacer sino a la morte. (Pietro Aretino)
  • Umana | prole cara agli eterni! assai felice | se respirar ti lice | d'alcun dolor: beata | se te d'ogni dolor morte risana. (Giacomo Leopardi)