Casinò (film)

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Casinò

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Titolo originale

Casino

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1995
Genere gangster, drammatico
Regia Martin Scorsese
Soggetto Nicholas Pileggi (romanzo)
Sceneggiatura Martin Scorsese, Nicholas Pileggi
Produttore Barbara De Fina
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Casinò, film del 1995 con Robert De Niro, Sharon Stone e Joe Pesci, regia di Martin Scorsese.

Incipit[modifica]

Quando ami una persona, devi fidarti di lei. Non c'è altro modo. Devi darle la chiave di tutto quello che è tuo. Altrimenti a che serve? E per un po' ho creduto di avere un amore così. (Sam "Asso" Rothstein)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • A quel tempo Las Vegas era un posto dove milioni di fessi arrivavano ogni anno con le loro monetine e ci lasciavano quasi un miliardo di dollari. (Sam "Asso" Rothstein)
  • Ci sono un fottìo di buche nel deserto, e in quelle buche ci sono sepolti un fottìo di problemi. Solo che lo devi fare bene. Insomma devi aver già scavato la buca prima di presentarti con un pacco nel porta bagagli, se no si parla di scavare per mezz'ora, quarantacinque minuti, e chi lo sa chi si può presentare nel frattempo. In quattro e quattr'otto ti tocca scavare altre buche e cazzo ci puoi restare tutta la notte. (Nicky Santoro)
  • In qualunque altro posto ero un allibratore, un giocatore d'azzardo, sempre a guardarmi dietro le spalle, inseguito dagli sbirri giorno e notte, ma qui sono il signor Rothstein, non solo sono regolare ma gestisco un casinò, che è come vendere alla gente sogni in cambio di contanti. (Sam "Asso" Rothstein)
  • Quelli come me Las Vegas li ripulisce dai peccati, è come un autolavaggio della moralità, fa per noi quello che Lourdes fa per i gobbi e gli storpi. (Sam "Asso" Rothstein)
  • E fu così che in quel posto ci infilarono Asso. Volevano lui perché mangiava, dormiva e respirava gioco d'azzardo. Gli trovarono anche una qualifica di lavoro fasulla: direttore pubbliche relazioni del Tangiers, ma la sola cosa che ha mai diretto è stato il casinò. La sua prima scommessa la fece a quindici anni e ha sempre guadagnato soldi. Ma non scommetteva come me o voi, sapete, tanto per divertirsi, stronzate del genere... era preciso come un neurochirurgo del cazzo. Doveva sapere tutto lui, scopriva le cose nascoste che nessun altro sapeva e su quelle ci puntava i soldi. Da noi, a casa, anni fa quando cominciavamo ad andare in giro assieme sapeva se il battitore sniffava la coca, se la ragazza di quello era incinta, si informava sulla velocità del vento per valutare il canestro fatto su azione, sapeva perfino i diversi rimbalzi che si fanno sui diversi tipi di legno dei campi di pallacanestro. Lavorava su queste cazzate giorno e notte, sapeva tutto sulla partita su cui stava per scommettere. Stagione dopo stagione lo stronzetto era il solo vincitore sicuro che conoscessi. La prendeva così sul serio che non si divertiva mai, credo. Ma era fatto così, e basta. (Nicky Santoro)
  • Non importava quanto uno fosse grosso, Nicky partiva alla carica. Se lo attacchi con i pugni, Nicky torna con una mazza. Se lo attacchi con un coltello, lui torna con una pistola. E se lo attacchi con una pistola, ti conviene ucciderlo, perché continuerà a tornare e tornare fino a quando uno di voi due non è morto. (Sam "Asso" Rothstein)
  • In un casinò la regola fondamentale è di farli continuare a giocare e di farli continuare a tornare. Più giocano e più perdono. Alla fine becchiamo tutto noi. (Sam "Asso" Rothstein)
  • A Las Vegas ognuno deve controllare gli altri. Siccome i giocatori cercano di battere il casinò, i croupier controllano i giocatori, i cassieri controllano i croupier, gli addetti alla sala controllano i cassieri, i sovraintendenti controllano gli addetti alla sala, i capiturno controllano i sovraintendenti, il direttore del casinò controlla i capiturno, io controllo il direttore del casinò e l'occhio del cielo controlla tutti noi. (Sam "Asso" Rothstein)
  • Sì, il sistema era infallibile, altroché. Non era scientifico ma funzionava. Quando vinceva incassava, quando perdeva diceva agli allibratori di andare a prenderlo nel culo. Cosa potevano fare, assumere un Gorilla? Era Nicky il Gorilla. (Sam "Asso" Rothstein) [riferito a Nicky e al suo sistema per le scommesse]
  • Ci sono tre modi di fare le cose qui: il modo giusto, il modo sbagliato e il modo in cui le faccio io. (Sam "Asso" Rothstein)
  • Sa, credo che si sia fatto un'impressione sbagliata di me. Credo, in tutta franchezza, che dovrei spiegarle esattamente cos'è che faccio. Per esempio domani mattina mi sveglierò molto presto, farò una passeggiata fino alla banca, verrò a trovarla e se lei non ha pronti i soldi per me io quella testa di cazzo gliela spacco in due davanti a tutti quelli della banca. E quando io starò per uscire di galera, se tutto va bene, lei starà per uscire dal coma e indovini un po'? Le spacco di nuovo quella testa di cazzo, perché sono uno stronzo di merda, non me ne frega della galera. Questo è il mio lavoro. È questo che faccio. (Nicky Santoro)
  • Quelli [la polizia] incolpavano me per qualunque cosa andasse storta, qualunque cosa, perfino le stronzatine. Se un coglione qualsiasi scivolava su una buccia di banana quelli mandavano a chiamare me. I capi non erano meglio: si lamentavano giorno e notte perché le cose non andavano lisce. Be', nel mio campo di lavoro le cose non vanno mai così lisce, mi dispiace. Insomma, io qui ho a che fare con animali degenerati, ma ai capi non gliene frega un cazzo, se ne stanno sul culo sulla sedia a bere Anisetta, e intanto in trincea ci sto io. Questi stronzi, qua è tutta una pacchia secondo loro! (Nicky Santoro)
  • Il vecchio ha detto "forse il tuo amico dovrebbe rinunciare", e quando il vecchio dice "forse" è come un bolla papale: non solo dovresti lasciare, dovresti scappare! (Andy Stone)
  • Incontrarlo in mezzo al deserto mi rendeva sempre nervoso, è un posto che fa paura. Sapevo la faccenda delle buche naturalmente e dovunque guardassi poteva esserci una buca. Normalmente le mie probabilità di uscire vivo da un incontro con Nicky erano 99 su 100, ma questa volta quando lo sentii dire cento metri più giù, mi diedi 50 e 50. (Sam "Asso" Rothstein)
  • Ficcatelo bene in testa, brutto figlio di puttana di un ebreo! Se tu esisti in questo posto è grazie a me! Questo è l'unico motivo! Senza di me tu, personalmente, qualunque bravo ragazzo delle nostre parti si prenderebbe un pezzo del tuo merdoso culo di ebreo! E dopo dove te ne andresti?! Guarda che ti ho avvertito! Non cercare di passare più sopra la mia testa, brutto figlio di puttana! (Nicky Santoro)
  • Non hai i coglioni... Sei senza coglioni...Oh, Dominick... Dominick... Dominick... (Nicky Santoro) [ultime parole]
  • La città non sarà più la stessa. Dopo il Tangiers le grandi società si impossessarono di tutto, oggi assomiglia a Disneyland; e mentre i bambini giocano con i pirati, mamma e papà lasciano le rate per la casa e i soldi per l'Università del piccolo nelle slot machine. Una volta i croupier sapevano il tuo nome, cosa bevevi, a cosa giocavi... oggi è come all'aeroporto; e se chiedi il servizio in camera sei fortunato se ti arriva per giovedì. Oggi è tutto finito. Arriva un pescecane con quattro milioni di dollari e uno studente della scuola alberghiera gli chiede il numero della sua previdenza sociale. (Sam "Asso" Rothstein)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Nicky Santoro: Ah, Asso: il margine sulla partita dei Birds.
    Sam "Asso" Rothstein: Otto.
    Nicky Santoro: [Rivolto a Frank Marino] Se non lo sa lui non lo sa nessuno, te l'avevo detto!
    Frank Marino: Non ci credo. Ah, perché ho scommesso male?
    Nicky Santoro: Perché sei un cazzone.
    Joe: [Vedendo una penna sul bancone del Bar, Asso appoggia la mano sulla spalla di Joe] Che c'è?
    Sam "Asso" Rothstein: è sua questa penna?
    Joe: Perché?
    Sam "Asso" Rothstein: No, è che è una bella penna, non sapevo di chi fosse, magari era sua, sarebbe un peccato che la perdesse.
    Joe [ultime parole]: Beh, grazie. Perché non prendi questa cazzo di penna e te la ficchi su per il culo, stronzone di merda?
    Sam "Asso" Rothstein: Beh, io stavo solo... [In quel momento Nicky si avvicina e prende di mano la penna ad Asso]
    Avventore del bar: Attento, Joe! [Nicky inizia a pugnalare Joe alla gola con la penna, per poi picchiarlo e tirargli dei calci]
    Nicky Santoro: Che c'è? La senti questa femminuccia, Frankie? La senti questa femminuccia, Asso? La senti la femminuccia del cazzo? Che fine ha fatto il maschione del cazzo che ha detto al mio amico di ficcarsi la penna nel culo? [Continua a malmenare Joe]
  • Nicky Santoro: [Durante l'interrogatorio a Tony Dogs] Meglio per te se mi da presto un nome o gli darò il tuo, Frank.
    Frank Marino: Si, grazie tante. [Lui e un altro scagnozzo fanno sdraiare Tony un tavolo, con la testa in una morsa]
    Nicky Santoro: Ah, tu avresti già cantato a quest'ora! [Rivolto al malconcio Dogs] Dogs? Mi senti Dogs? Stammi a sentire Anthony, ora hai la testa ficcata nella morsa. Ti spremo quella cazzo di testa come un pompelmo se non mi dai un nome. Non mi obbligare a farlo, avanti. Non farmi diventare cattivo, avanti!
    Anthony "Tony" Dogs: Fanculo...
    Nicky Santoro: Che figlio di puttana! Ma ci pensate? Sono passati due giorni, anche! Fanculo a me? [Inizia a stringere la morsa] Fanculo a me, brutto figlio di puttana? Devo prenderlo nelle chiappe, è questo che mi stai dicendo? [Tony inizia ad urlare e gli salta via un occhio dalla testa] Eh, figlio di puttana sbronzo, eh? Dimmi quel nome, cazzo!
    Anthony "Tony Dogs: Charlie... M... Charlie M...
    Nicky Santoro: Charlie M? Charlie M?! E tu mi fai sbullonare quel tuo cazzo di occhio dalla testa per proteggere quel pezzo di merda, Charlie M? Stupido figlio di puttana!
    Anthony "Tony" Dogs[ultime parole]: Uccidimi... Cazzo, uccidimi!
    Nicky Santoro: "Uccidimi"? Cazzo, sei un figlio di puttana, tu! Frankie, fagli questo favore! Charlie M... [Nicky si allontana, e Frank taglia la gola a Dogs]
  • Sam "Asso" Rothsein: [Voce narrante] Influenzati dalla cocaina, gli uomini di Nicky cominciarono a fare cose sempre più stupide. Lou era il peggiore.
    Lou: Ehi ragazzi, cosa volete da bere?
    Poliziotto 1: Polizia! Torna in macchina!
    Poliziotto 2: Resta nella macchina!
    Sam "Asso" Rothstein: [Voce Narrante] Non sapeva mai quando chiudere quella bocca.
    Lou[ultime parole]: Si, si, andate a fare in culo, sbirri di merda!
    Poliziotto 1: [Vedendo il panino in mano a Lou] Attento, ha una pistola! [I due crivellano di colpi Lou]
    Sam "Asso" Rothstein: Gli sbirri gli spararono perché pensavano che il suo panino fosse una pistola. Poteva essere, ma vallo a sapere. <br/Poliziotto 2: Ma quale pistola? Questo è uno sfilatino!
    Poliziotto 1: Beh, ecco, era buio pesto, sembrava una pistola...
    Poliziotto 2: "Buio pesto"? Deficiente! Mi toccherà riempire scartoffie per due mesi per colpa tua e di questo pezzo di merda!
    Poliziotto 1: Mi dispiace!
    Poliziotto 2: Sei una pippa!
  • Agente dell'FBI: [Trovando i registri di Piscano] Tombola! Guardate qua! Grazie mille, signor Piscano: è stato gentile da parte sua, le siamo molto grati!
    Artie Piscano[ultime parole]: Quelli... Sono i registri di mia madre...
    Agente dell'FBI: Si, si. Lei è in arresto.
  • Andy Stone: Chiama Artie. Digli che non importa come, ma deve trovarsi nel mio ufficio Martedì mattina prima delle undici!
    Aiutante di Andy: Sarà fatto.
    Andy Stone[ultime parole]: è importantissimo. Ci devo assolutamente fare due chiacchiere. [Due sicari arrivano alle sue spalle uccidendolo]

Citazioni su Casinò [modifica]

  • Dopo averlo visto sono uscito con la sensazione che aveva un materiale romanzesco. Il film non era più racconto ma, appunto, romanzo, con digressioni, fili che non si chiudono. E i personaggi erano il traino della narrazione, non viceversa. Il personaggio di Sharon Stone era come una belva in gabbia perché lei era più forte della narrazione. (Umberto Contarello)

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