Martin Scorsese

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Premi Oscar vinti:
The Departed - Il bene e il male
  • Miglior regia (2007)
Martin Scorsese

Martin Charles Scorsese (1942 – vivente), regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

Citazioni di Martin Scorsese[modifica]

  • È stato Fellini a spingermi verso il mio cinema. Ci sono pochi registi che hanno allargato il nostro modo di vedere e hanno completamente cambiato il modo in cui sperimentiamo questa forma d'arte. Fellini è uno di loro. Non basta chiamarlo regista, era un maestro.[1]
  • È vero il mio film Hugo è una lettera d'amore al cinema. In esso si intrecciano immaginazione, sogni e magie attraverso la storia e la riabilitazione di Georges Méliès, il secondo pioniere del cinema, dopo i fratelli Lumière.[2]
  • Il 3D è sempre stato una mia passione. Guardavo i film con occhialini rossi e blu, mai dimentico di House of Wax di André de Toth. Sono contrario a un rimaneggiamento delle pellicole trasformate in 3D, ma girare subito con questa tecnica offre al cinema straordinarie risorse.[2]
  • [Su Hugo Cabret] Il film è ricco di citazioni cinematografiche, anche con la scena riprodotta da Hugo e che riporta il grande attore del cinema muto Harold Lloyd appeso alle lancette dell'orologio.[2]
  • Nella mia mente i film si dividono tra quelli fatti prima de La dolce vita e quelli dopo. La dolce vita ha rotto l'unità delle regole della narrazione grazie alla sua audacia. Ha cambiato la storia.[3]
  • [Su ] Per me è uno dei più grandi film mai realizzati. Perché va direttamente al cuore della creatività, la creatività nel cinema, che è circondato da infinite e fastidiose distrazioni e varietà di follia. E per il fatto che la storia di Guido diventa una sorta di storia di tutti noi, diventa viva, vibrante, va verso il sublime.[1]
  • [Su Hugo Cabret] Sebbene recitato in inglese, nel film c'è una musicalità tutta francese per il mondo che abbiamo creato intorno ai personaggi. Mi hanno ispirato nella creazione delle atmosfere i film degli anni Trenta di Jean Renoir, René Clair, Jean Vigo. Ben Kingsley è un perfetto Méliès, un talento visionario, un mago delle immagini, che vive nell'incognito del suo piccolo lavoro nella stazione, ma che aveva nel suo studio e nel suo teatro inventato ed esplorato ciò che poi hanno fatto il cinema di fantascienza, e a seguire registi con Harryhausen, Spielberg, Lucas, James Cameron.[2]
  • So che posso fidarmi di Leo nel tenere in mente non solo il suo personaggio ma l'arco narrativo di tutto il film anche mentre ha bisogno di allontanarsene. E so che non lascerà che la vanità lo ostacoli.[4]

Dall'intervista Martin Scorsese tra le nuvole

Di Giulia D'Agnolo Vallan, Il Manifesto, 5 dicembre 2004.

  • Il cinema hollywoodiano è iniziato come un cinema di produttori, gente come Louis B. Meyer. Mandavano avanti la fabbrica ed era tutto a loro disposizione. Non che i registi non fossero importanti, ma erano i produttori – almeno quelli veramente grandi – a condurre le regole del gioco.
  • [Riferendosi al film The Aviator] Anche se avessimo trattato solo il suo rapporto con l'aeronautica, avrei fatto il film, perché mi attirava la tragicità delle debolezze di Hughes, il modo in cui le ha spesso superate ma che, alla fine, lo hanno prevaricato. Certo, io stesso non sono esente da paranoie – so per esempio cosa può succederti in testa quando non dormi per 40 ore di seguito come faceva lui – ma non a livello di quel pover uomo.
  • Io credo che l'orgoglio, l'ego di un tycoon come Hughes rifletta in parte lo spirito di ciò che ha reso possibile questo paese straordinario – la conquista del West, le guerre ispano-americana e messicane.
  • C'è una darkness, un'oscurità, intrinseca in ogni cultura che non può smettere di "prendere", un'avidità dalla quale non puoi mai tornare indietro.

Citato in Scorsese e gli Stones

Di Craig McLean, The Guardian; tradotto da Rita Baldassarre per il Corriere della Sera, 17 agosto 2007, p. 43.

  • Negli anni dell'epoca formativa dei Rolling Stones la loro musica era davvero essenziale per me, io con la musica ci vivevo. [...] Nel corso degli anni, mi sono accorto che la loro musica nasce dal blues. E guarda caso io amo molto il blues. In un certo senso, la loro musica mi ha fatto scoprire il blues. [...] La verità della loro musica deriva dal blues. È la loro versione del blues. È la loro riaffermazione, la loro rielaborazione. Questo è duraturo. E il blues incarna certi aspetti, certe sensazioni che noi tutti condividiamo in quanto esseri umani. E questo uno lo sente o non lo sente dentro di sé.
  • Devo ammettere che mi sembra di non aver più la capacità di ascoltare musica nuova, forse perché tanta di questa musica nuova sembra nascere dalla musica che ha accompagnato la mia gioventù. In fondo, mi piace risalire a musica sempre più antica.
  • Non importa chi solleva obiezioni e a che cosa. Quello che importa è lo spirito con cui si fanno le cose. Anch'io mi lagno sempre: lagnarsi fa parte dell'intero procedimento. Se non mi lamento, vuol dire che non mi diverto!

Note[modifica]

  1. a b Citato in Silvia Bizio, Federico Fellini forever. Scorsese: "È stato il mio maestro", Repubblica.it, 30 ottobre 2013.
  2. a b c d Citato in Giovanna Grassi, Scorsese, ritorno ai pionieri «Incantato da sogni e magie», Corriere della Sera, 20 novembre 2011, p. 43.
  3. Durante il Festival di Roma in occasione del cinquantenario del film; citato in Scorsese, la dolce vita e il cinema impegnato, Televideo.Rai.it.
  4. Da un'intervista rilasciata a Esquire; citato in Refn e Gosling, Scorsese e DiCaprio, nuovi sodalizi, Ansa.it, 21 ottobre 2013.

Film[modifica]

Documentari[modifica]

Altri progetti[modifica]