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Chiedimi se sono felice

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Chiedimi se sono felice

Immagine Chiedimi se sono felice logotype (Italy, 2000).svg.
Titolo originale

Chiedimi se sono felice

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2000
Genere commedia, drammatico
Regia Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier
Soggetto Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari
Sceneggiatura Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari
Produttore Paolo Guerra
Interpreti e personaggi

Chiedimi se sono felice, film italiano del 2000 con Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, diretto da loro e Massimo Venier.

Avete mai sentito di qualcuno che era felice mentre stava morendo? Forse quell'alpinista, l'ho letto sul giornale, che è arrivato su e non è più tornato giù. Ha raggiunto il suo scopo. Oppure quel sub che è andato giù e non è più tornato su. Ha fatto il suo record personale. Forse un sorriso gli è scappato. E poi ci sono io alla fine di questa storia... eccomi. Vi sembrerà strano ma, anche se sto per morire, sono felice! (Aldo) [voce fuori campo]

Frasi

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  • Che cos'è il rancore? Il rancore è quella cosa... Che quando... Lo so, ti si... Eh la... Cioè il rancore, lo dice la parola stessa: ran-core, che la... Bisogna... Maria, ma proprio io dovevo fare la voce fuori campo! (Aldo) [voce fuori campo]
  • Maria, che dolore! Ma porca miseria! Miliardi di piastrine perse per sempre!! (Aldo) [vedendo il sangue uscirgli copiosamente dal naso dopo aver preso una testata involontaria da Dalia]
  • Le mutande!! Quando le cerchi non si trovano mai! (Aldo) [mentre sta cercando di rivestirsi il più in fretta possibile, poiché in estremo ritardo per il lavoro]
  • Se non mi licenziano loro, mi licenzio da solo, perché li capisco. (Aldo)
  • Lo so, visti così sembravamo tre coglioni... e forse lo eravamo. (Aldo) [raccontando, come voce fuori campo, della situazione lavorativa di lui, Giovanni e Giacomo]
  • Insomma credevamo che fosse uno di quei giorni in cui tutto sta per iniziare, invece era solo l'inizio della fine! (Aldo) [voce fuori campo]
  • Chiedimi se sono felice! (Giacomo) [ad Aldo]
  • Anche mia nonna quando doveva mettermi le supposte da bambino me le spalmava sul sellino della bicicletta! (Giovanni) [in risposta ad un aneddoto di Silvana sulla somministrazione dei farmaci ai gattini]
  • Perché l'amore, quando ci si mette, è veramente bastardo. (Aldo) [voce fuori campo]
  • Giacomino, ti prego, scarricamela! (Aldo)
  • Giacomo, guarda, parlare con te o parlare con Biscardi è la stessa cosa... (Giovanni)
  • Ma possibile che come ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi una macchina, gli metti sotto la madre e finisci il lavoro. E comunque Giacomino se ti chiedo un favore, domani, non farmelo! (Aldo)
  • Aldo, non è che perché hai un frigo degli anni '60 ci devi tener dentro la roba degli anni '60! (Giovanni)
  • [rivolgendosi a Giacomo] Ma che cosa cazzo me ne frega di cosa avete bevuto?? Piuttosto dimmi cosa ti ha detto! [Aldo accende lo stereo a tutto volume] Ma la vuoi spegnere quella merda di musica o no?!? (Giovanni)
  • Per favore, lascia stare... Giacomino, vattene, lasciami solo. (Aldo) [dopo la furibonda sfuriata di Giovanni che, prima di piantarli in asso, in preda alla rabbia ha distrutto tutta la scenografia dello spettacolo che dovevano allestire]
  • Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. (Aldo) [commentando, come voce fuori campo, l'"avvicinamento" tra Giacomo e Marina, fidanzata di Giovanni]
  • No, non disturbatevi, restate sulla sedia, | signori mi presento, sono la commedia. [Applausi ed urla dal pubblico] | Non son fatto di ossa ma di atti | che vi lascino rimborsati o soddisfatti | il mio cuore è chiamato trama | gente che si odia e che si ama, | il mio sangue è tutto ciò che accade | dal bacio, al duello con le spade, | il mio cibo è il vostro battimani, | il veleno, gli attori cani. | Io sono la commedia e mi divido in atti | per raccontare a voi gli straordinari fatti | di questi cavalieri e della loro dama | di chi crede di amar | e di chi invece ama. | Si narrerà del poeta Cyrano e del suo naso | che pare modellato con lo stucco; | ma non ditelo all'attore, non è il caso, | perché ce l'ha davvero, mica è un trucco [Aldo si rivolge al pubblico indicando Giacomo, il pubblico applaude] | e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone | ma ha fascino ed è di bell'aspetto. | Un po' di fantasia, questa è finzione, [Aldo si riferisce a Giovanni, il pubblico scoppia in una risata] | entrambi ardon d'amore, questo è il bello | per Rossana, cugina di Cyrano | di quest'ultimo adora anima e cervello | ma ama corpo e viso di Cristiano. | Ma l'ora dei preamboli è finita | è ora che si vada ad incominciare | a tessere la trama e poi l'ordito | a svolgere, cucire e ricamare; | che squillino le trombe signori spettatori | inizia la commedia, che parlino gli attori. [poi esce di scena, squilli di tromba e Giacomo inizia a recitare] (Aldo)
  • Cosa aggiungere potrebbe un narratore | a quanto già narrato dall'attore; | a me non resta altro che sparire, | fare un bell'inchino e poi svanire. | Come Cyrano che confessa e muore ai piedi del suo grande eterno amore, | anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio destino. | Che è quello di chi inizia e già finisce, | sboccia e dopo un attimo appassisce, | di chi vive soltanto un paio d'ore, | sperando in un applauso e dopo muore. [poi cade in terra, e il pubblico applaude] (Aldo)

Dialoghi

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  • Giacomo: Non mi vedi da tre anni e mi sbatti la porta in faccia?
    Giovanni: Che cosa vuoi?
    Giacomo: Senti, lo so che è tardi, però è successa una roba...
    Giovanni: Che cazzo vuoi?!
    Giacomo: Aldo sta male!
    Aldo [voce fuori campo]: Eppure, tre anni fa le cose erano molto diverse!
  • [Aldo si ritrova senza casa, per cui Giovanni gli ha trovato un alloggio momentaneo nel vecchio magazzino dismesso dei suoi genitori]
    Aldo: Oh, eh, Giovanni, quando vuoi venire non ti fare scrupoli, eh? Questa casa è sempre aperta per te. Eh? Non ti fare scrupoli, vieni quando vuoi, hai capito?
    Giovanni: Scrupoli, è mia! Non è che...
    Aldo: Comunque, magari una telefonatina prima, eh? Oh, Giacomino, anche tu, quando vuoi venire vieni, qua la porta... Allora, qui gente che entra, gente che esce, la facciamo diventare quello che vogliamo!
    Giovanni: No!
    Aldo: Mangiamo, beviamo, di giorno, di notte...
    Giovanni: No!
    Aldo: Ci ubriachiamo, eh, spacchiamo tutto, [preso dall'euforia, comincia ad urlare] la radiamo al suolo questa merda di casa!!
    Giovanni: Allora, no, no, no, un attimo! Mettiamo le cose in chiaro!
  • Giacomo: Allora, stavolta mi è proprio venuta una grande bella idea: e se rappresentassimo il Cyrano de Bergerac?
    Aldo: Ma Giacomino, Giacomino, sempre con queste americanate, finiscila, va!
    Giacomo: Americanate che cosa? È francese, il Cyrano!
    Aldo: C'hai sempre ragione tu...
  • Aldo: Comunque domani viene alle sette e mezza e gli do l'anello.
    Giacomo: Le do, femminile. Quante volte te lo devo dire? Le do. L'italiano è importante!
  • [Aldo, ritenendo d'aver trovato l'anima gemella in Dalia, chiede insistentemente a Giacomo di scaricargli Silvana, con la quale si stava già vedendo da un pò di tempo, ma stavolta non può]
    Giacomo: C'ho un turno di doppiaggio, Aldo.
    Giovanni: Cosa, devi scoreggiare mentre passa un treno?
    Giacomo: Ha parlato il mimetto Tutankhamon. Perché non ci vai te allora?
    Giovanni: Che problema c'è?
    Giacomo: Eh, vai!
    Aldo [con tono affranto]: Giovanni, fallo tu, ti prego... [Giovanni annuisce con rassegnazione] Grazie! [lo bacia]
  • Giacomo: Va' che non ci vuole niente a scaricare le donne degli altri. L'unica cosa veramente importante è che non la lasci parlare: non deve avere il tempo di parlare. Devi essere lucido, freddo, distaccato.
    Giovanni: Tipo Zoff?
    Giacomo: Mmh, tipo Zoff.
  • [Pensando a una terza persona per la cena-appuntamento]
    Giacomo: Che poi, non è proprio doppia coppia doppia coppia, eh.
    Aldo: In che senso?
    Giacomo: Nel senso che c'è una loro amica che si è appena trasferita lì, non ho capito bene... Cioè, bisogna trovare un terzo amico per lei, se nò non se ne fa niente...
    Aldo: E che problema c'è? Giovanni... [Giovanni si mostra visibilmente interessato a partecipare] mi passi il formaggio, per favore? [gli tira un'occhiataccia e gli passa il formaggio] Ci sarebbe Lello.
    Giacomo: Lello? Lello è pesante, dai!
    Aldo: Beh, un po' pensante è vero...
    Giacomo: Logorroico.
    Aldo: Eh, sarà pure logorroico ma parla troppo. Allora Brio.
    Giacomo: Brio potrebbe andar bene... se si lavasse!
    Aldo: No, non gli puoi chiedere una cosa del genere a Brio! Allora Rudy!
    Giacomo: Rudy? Quello che frega le autoradio??
    Aldo: Non quel Rudy lì, l'altro...
    Giacomo: Non starai parlando di quello che fa la gara di rutti?!
    Aldo: Il due volte campione italiano di rutti!
    Giacomo: Cioè, portiam fuori uno che fa i rutti?!
    Aldo: Conosciamo un vip, buttiamolo via!
    Giacomo: Vabbè, ho già capito che di questa roba non se ne fa niente...
    Aldo: [dopo un attimo di silenzio] Ma che cretino! Uno c'ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede! [indicando Giovanni, che si ringalluzzisce tutto] Giovanni... non è che conosci qualcuno? Un amico? Un parente?
    Giovanni: Non conosco nessuno! [sbattendo irritato il tovagliolo sul tavolo]
    Aldo: Neanche un primate col pollice opponibile?
    Giovanni: Ma va a cagare, va! [Se ne va dalla tavola]
    Giacomo: [lui ed Aldo scoppiano a ridere] Ma dai Giova, era uno scherzo!
  • [Parlando dei preparativi della cena a tre, al supermercato]
    Giovanni: Allora, io... venire vengo perché ormai ho promesso, giusto? Però qualcuno ha visto la ragazza? Non è che mi capita la solita pantegana?
    Aldo: Allora, ti capita quello che ti deve capitare, la pantegana o il cane-lupo che sia, comunque stiamo facendo un favore a Giacomino!
    Giovanni: E facciamogli 'sto favore...
    Aldo: E facciamogli 'sto favore, e non se ne parla più! Allora, torniamo a noi. Giacomino comunque, puoi leggere tutti i libri che vuoi, cosa che mi guardo bene dal fare...
    Giacomo: Vantati, eh...
    Aldo: Comunque Marco Ferradini è un tuttologo sull'amore.
    Giovanni: Allora, fatemi capire bene. La cena la facciamo per Giacomino, giusto? Quindi paga lui?
    Aldo: No! Ognuno mette il suo, braccino corto!
    Giovanni: Vabbè, io la mia parte l'ho già messa.
    Giacomo: Messo cosa?
    Giovanni: Le cinquecento lire del carrello!
    Giacomo: Va be' ma poi te le riprendi!
    Giovanni: Intanto lì è un capitale immobilizzato, e gli interessi, pemm [mimando con un gesto del braccio], si impennano!
    Giacomo: Interessi cosa?
    Giovanni: Lascia perdere, cosa ne sai tu di economia, Giacomo?
  • Aldo: Continuiamo, va'. Fuori dal letto? Fuori dal letto?
    Giacomo: Nessuno è perfetto.
    Aldo [urlando]: Nessuna pietà! Nessuna pietà! Ma come devo fare con te?! Attitudini sull'amore nessuna! [mentre camminano per i reparti di un supermercato, Aldo cerca di spiegare a Giacomo come deve trattare una donna seguendo una nota canzone di Marco Ferradini, di cui Giacomo non riesce a ricordare le parole]
  • Marina: [Cercando una scusa per allontanarsi dalla tavolata con Giovanni] Giovanni, non senti uno strano odore?
    Giovanni: Di cosa?
    Marina: Di bruciato?
    Giovanni: [Dopo un breve istante di pausa] Ah sì è vero, c'è l'arrosto nel forno.
    Aldo: Lo sento pure io.
    Silvana: No no, io non sento proprio odore di bruciato.
    Aldo: Eh, c'avrai le mucose andate...
  • Marina: [In cucina, mentre Giovanni cerca di fare i piatti] Quindi io e te saremmo la terza coppietta?
    Giovanni: No, cioè no, io non sapevo neanche che tu venivi[1], perché se nò non avrei accettato, eh?
    Marina: Ah, grazie.
    Giovanni: No, nel senso... cioè... non che avrei accettato... cioè... avercene! No, cioè, avercene in senso buono... cioè in senso... scusa... [fa per andarsene imbarazzato con le pietanze da servire]
  • Beppe il ladro: Dammi il portafoglio!
    Aldo: Ok, ma non mi puntare l'arma addosso.
    Beppe il ladro [prende e apre il portafoglio]: Ma è vuoto?!
    Aldo: Eh, tu il portafoglio mi hai chiesto...
  • Giacomo: Smettila di buttarti giù, quante volte te lo devo dire, vedrai che va tutto a posto! Del resto tu sei un ragazzo intelligente, eh, si vede!
    Beppe: Da cosa?
    Giacomo: Beppe, son frasi fatte, è per dire... Non è che devi star lì ad approfondire tutto...
  • Giovanni Ciao Beppe!
    Beppe: Magari ci sentiamo...
    Giovanni: Ma sì, figurati!
    Beppe: Allora buonanotte, eh, ciao.
    Giovanni: Buonanotte... [ferma Beppe che se ne stava andando con la sua bici] Ciccio! Eh, eh! La bicicletta!
    Beppe: Aah...
    Giovanni: Eh, "aah"... E intanto, eh, track! Ti ci sei affezionato! Ecco, Beppe, cerca di perdere il vizio, eh!
  • Giacomo: Giovanni, guarda, non so proprio come dirtelo, ma i mobili di tua madre fan veramente cagare.
    Giovanni: Ma cosa ne vuoi capire tu, Giacomo? Non sai neanche cos'è una pialla!
    Giacomo: Ma cosa c'entra?! Non è che uno deve costruire i mobili per saperli apprezzare!
    Giovanni: Eh no, caro! Chi sa fare sa capire!
    Giacomo: Ma che cazzo di proverbio è?
    Giovanni: Non è un proverbio: è la vita, Giacomo.
  • Aldo: "La commedia c'è! Il manifesto pure! Sono arrivati, freschi freschi di stampa!" [Il manifesto riporta erroneamente "Sirano De Bergerak"]
    Giacomo: "Deficiente! Cyrano con la C si scrive, non con la S!" [tira uno scalpellotto ad Aldo]
    Giovanni: "Bergerac con la K?!" [tira un altro scalpellotto ad Aldo]
    Giacomo: "Ma cos'è, Diabolik questa roba qua?!"
  • Giacomo: Abbiamo incontrato Francesca [l'attrice scritturata per il loro allestimento] che piangeva! Cosa le hai fatto?
    Aldo: Niente!
    Giacomo: Senti, furbino, non è che per caso ti sei messo anche con lei?
    Aldo: No!
    Giacomo: Di' la verità!
    Aldo: Sì...
    Giovanni: Scommetto che ti ha beccato con un'altra, eh?
    Aldo: No!
    Giovanni: Di' la verità!
    Aldo: Sì...
    Giacomo: Certo che tu sei veramente il campione olimpico dei minchioni!
  • Giacomo: Be', immagino, Elena, che tu abbia già avuto esperienze teatrali.
    Candidata attrice: Io sì. E voi?
    [I tre si guardano imbarazzati]
    Giacomo: Comunque la commedia sarebbe il Cyrano di Bergerac.
    Aldo: Sì, Bergerac. Che sarebbe anche l'autore. [la candidata se ne va immediatamente]
  • Giacomo: Immagino che tu abbia già avuto esperienze di teatro.
    Candidata attrice: Be', sì... ho lavorato con Albertazzi.
    Aldo: Però... Albertazzi... il grande Albertazzi... il grande e irreprensibile Albertazzi! Mamma mia, non sapevo che facesse anche teatro. [la candidata se ne va immediatamente]
    Giacomo: Se ti dico che parlo io, parlo io!
    Aldo: Ma che ho fatto?
    Giovanni: Aldo, se parla lui, parla lui.
  • [dopo essersi passati in rassegna i provini per la protagonista, tutti infruttuosamente] Giacomo: Certo che è una situazione kafkiana...
    Aldo: Ma, precisamente, questo Kafkian, chi è?
  • Giacomo: Ovviamente abbiamo già pensato all'allestimento in ogni suo particolare. Per esempio, la scenografia avrà un posto di rilievo. Cioè nella cifra stilistica nostra, no? Ovviamente sarà tutto rigoroso...
    Giovanni: [facendo oscillare vorticosamente una matita con le dita] Giacomo! Guarda guarda guarda! Sembra molle. La matita sembra molle! Guarda. [la candidata se ne va immediatamente]
    Giacomo: Ma tu, stamattina, non dovevi andare al supermercato a fare la pianta grassa?
  • Giovanni [al venditore di cibarie sul treno]: Che tipo di panini avete?
    Venditore: Abbiamo prosciutto, formaggio, prosciutto e formaggio...
    Giovanni: Prosciutto cotto o crudo?
    Venditore: Cotto.
    Giovanni: No, non mi piace... e formaggio?
    Venditore: Formaggio.
    Giovanni: Ho capito, ci son tanti tipi di formaggio: stagionato, molle, filante...
    Venditore: [visibilmente scocciato ed irritato] Senta, io stamattina mi sono alzato alle sei.
    Giovanni: Eh, e io alle cinque!
    Venditore: Sì. A che ora è andato a letto?
    Giovanni: Non so, sarà stato undici e mezza, mezzanotte...
    Venditore: Alle due.
    Giovanni: Ah be' allora... formaggio! Mi scusi.
    Venditore: Bravo!
    Giovanni: Me lo può scaldare per favore?
    Venditore: Certo. [prende il panino e lo schiaccia contro il finestrino su cui batte il sole] Se ha una mezz'oretta...
  • [Marina, non convinta dell'andazzo della sua relazione con Giovanni, gli ha comunicato di volersi prendere una pausa di riflessione]
    Giacomo: Giovanni, ma sono fasi del rapporto queste qua.
    Giovanni: Sì, fasi del rapporto...
    Giacomo: Giovanni, sono cose che si dicono.
    Giovanni: Eh, cose che si dicono...
    Giacomo: Senti Giovanni, però, non c'è bisogno di ripetere tutto quello che ti dico, il dialogo è fatto di botta e risposta!
    Giovanni: Eh si, botta e risposta... Botta e risposta...
    Aldo: Giacomino, anche tu, sei bravissimo a scarricare, ma per riconciliare una coppia sei una merda proprio! Ci penso io...
  • Giacomo: Ma non lo so neppure io come sia potuto accadere Aldo, eravamo lì ed è successo, del resto lo sai anche tu come possono finire certe cose...
    Aldo: No, non lo so, non lo so come possono succedere! E comunque, se proprio glielo devi dire... glielo devi dire?
    Giacomo: Certo che glielo devo dire...
    Aldo: Sicuro sicuro?
    Giacomo: Certo!
    Aldo: Vabbè, se proprio glielo devi dire, glielo dici dopo il debutto!
    Giacomo: Non posso, non capisci che sto male se mi tengo dentro tutto sto peso?
    Aldo: Mii e da dove salta fuori tutta questa coscienza?! E perché non gliel'hai detto ieri?
    Giacomo: Perché ieri già gli ho dovuto dire che ha perso il lavoro... [poiché fuori città, Giacomo l'ha sostituito come mimo-manichino al supermercato dove lavora]
    Aldo [sbigottito]: Cosa sentono le mie orecchie?! Cosa?? Ha perso? Ha perso?!
    Giacomo [abbassa lo sguardo per la vergogna]: Il lavoro...
    Aldo: Ma porca miseria, come è successo?!
    Giacomo: Eh, ho litigato con il capocommesso e l'hanno licenziato.
    Aldo: Ma è possibile che come ti muovi ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi la macchina, gli metti sotto sua madre e finisci il lavoro!
    Giacomo: Grazie eh!
    Aldo: Prego, prego! E comunque, Giacomino, se ti chiedo un favore domani non farmelo. Non farmelo!
  • Giovanni: Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!?
    Giacomo: Sì... ma Giovanni...
    Giovanni: Stai zitto! Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? Mi fai schifo, Giacomo!
    Giacomo: Ma Giovanni, posso spiegare...
    Giovanni: Ma spiegare che cosa?! Sei veramente un bastardo, Giacomo! Non ti voglio più vedere! Per me non esisti più!
    Aldo: Ma dai, Giovanni! È solo un bacio...
    Giovanni: Qualcuno t'ha chiesto qualcosa?
    Aldo [si giustifica perplesso]: No... un bacio... è solo un apostrofo rosa fra le parole franco e forte!
    Giovanni: Ma che cazzo stai dicendo?? Mi prendi anche per il culo?
    Aldo: Sono confuso, scusa...
    Giovanni: E poi tu lo sapevi e non mi hai detto niente?
    Aldo: No, io non lo sapevo...
    Giovanni [adirandosi sempre di più]: Anzi peggio: tu mi hai mandato a Francoforte per lasciare lui [dando un brusco scappellotto a Giacomo] da solo!!!
    Aldo: Guarda, stai creando un equivoco, sei arrabbiato...
    Giovanni: Guarda, mi fai schifo, anzi fate schifo tutti e due...
    Aldo: Ti prego, cerca di ragionare...
    Giovanni: Ma stai zitto, taci! Per favore, taci, taci!! Tu sei capace solo di vivere sulle spalle della gente! [alza il tono di voce, mentre Aldo abbassa lo sguardo] Tu sei un approfittatore! Sei un parassita! Anzi, sai cosa ti dico adesso? Tu vai al mio magazzino, prendi la tua roba e non ti fai più vedere! Hai capito? La pacchia è finita!! Chiaro?!
    Aldo [mantenendo basso lo sguardo]: E la commedia?
    Giovanni: La commedia?! Guarda la commedia, guarda la tua commedia. [prende una spada di legno e comincia a distruggere tutta la scenografia con rabbia] Guarda, guarda la tua commedia! La guardi la tua commedia del cazzo?! [butta giù un albero della scenografia e se ne va]
  • Zia di Aldo: Spero solo di sentire presto gli zoccoli del cavallo di San Bartolomeo.
    Giacomo e Giovanni: Eh, sì...
    Zia di Aldo: Che venga a pigghiasselo col suo sacco nero! Così smette di soffrire!
    Giacomo e Giovanni: Signora, un po' di ottimismo, però!
    Zia di Aldo: E questo ottimismo è!
    Giovanni: Ah questo è ottimismo? Chissà il resto...

Lo so, lo so: ho detto una bugia! A parte il fatto che l'idea di fingermi malato è venuta a Marina, e io non ero nemmeno d'accordo! E poi queste cose - si sa - si avverano. Comunque senza quella bugia quei due non sarebbero mai, mai venuti fin quaggiù e io adesso non sarei felice! E poi mio nonno me lo diceva sempre: una bugia a fin di bene vale più di cinquecento verità. E così siamo arrivati alla fine, solo che voi volete sapere ancora un sacco di cose. Volete sapere se questa è stata l'ultima volta che abbiamo recitato insieme; se adesso che ci siamo ritrovati non saremo così cretini da perderci di nuovo; se Marina e Giovanni si rimetteranno insieme; se Giacomo riuscirà a dare almeno un bacio all'infermiera. Che volete che vi dica? Io tutte queste cose non le so. Però, come diceva mio nonno, tutto è possibile... o quasi. Quanto a me non so come passerò il resto dei miei giorni. Anche se un'idea... ce l'avrei! (Aldo) [voce fuori campo]

Note

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  1. Giovanni, avendola scambiata per la fidanzata da scaricare di Aldo (a causa d'un disguido sul suo indirizzo di casa), l'aveva tenuta impegnata un'intera mattinata per farle il "discorsetto" destinato a Silvana

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