Dionisio II di Siracusa

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Dionisio II si consegna a Timoleonte.

Dionisio II o Dionigi II (397 a.C. – 343 a.C.), tiranno siceliota.

Citazioni di Dioniso II[modifica]

  • [a Platone] Se mi darai ascolto e verrai in Sicilia, per prima cosa la situazione di Dione verrà regolata secondo i tuoi desideri – desideri che saranno senz'altro ragionevoli e ai quali io non farò opposizione; in caso contrario, nulla si farà di quanto tu desideri per i suoi affari e per lui. (citato in Platone, Lettera VII, 339c[1])

Citazioni su Dionisio II[modifica]

  • Chi avrebbe mai creduto, dice uno storico, che un uomo con due vascelli da trasporto osasse di assalire un principe, che aveva quattrocento navi da guerra, centomila fanti, diecimila cavalli, una gran provvisione di armi e di viveri, e tante ricchezze, che bastavano per mantenere ed assoldare truppe numerose? Che era oltre di ciò padrone d'una delle più grandi e più forti città di quel tempo, che aveva poro, arsenali, fortezze inespugnabili, e ch'era sostenuto e difeso da un gran numero di alleati potentissimi? L'esito ci farà vedere se la forza e il potere sieno catene di diamante per legare un impero, come si era lusingato Dionisio il vecchio; o piuttosto se la bontà, l'umanità, la giustizia de' principi, e l'amore de' popoli sieno vincoli di gran lunga più forti e più indissolubili. (Charles Rollin)
  • [Filisto dice che] Gli Ateniesi [...], grazie a un solo sofista [Platone], volevano abbattere la tirannide di Dionisio, convincendolo a disfarsi delle sue diecimila guardie e ad abbandonare le quattrocento triremi, i diecimila cavalieri e una fanteria di molte volte maggiore, per andare a cercare nell'Accademia quel suo "bene" misterioso e diventare felici in virtù della geometria. (Plutarco)
  • Mi recai alla corte del tiranno, io, ateniese, amico di Dione e suo alleato, per cercare di riportare fra di loro l'amicizia dopo l'ostilità; ma fui sconfitto dalle maldicenze dei calunniatori. Allora Dionisio, offrendomi onori e ricchezze, cercò di convincermi a passare dalla sua parte, di diventargli amico, dando così testimonianza che l'esilio di Dione era meritato: ma non riuscì nel suo intento. (Platone)
  • Diogene:O Dionisio, tu vivi in una condizione indegna di te.
    Dionisio si fermò e rispose:
    Dionisio:O Diogene, mi fa piacere che tu abbia compassione delle mie sventure.
    Diogene:Che dici?...
    Riprese Diogene.
    Diogene:...credi che io mi addolori per le tue sventure? Io sono sdegnato invece di vedere che uno schiavo quale sei, degno di invecchiare e morire da tiranno come tuo padre, viva qui con noi divertendosi e godendo. (Plutarco)
  • Una seconda volta Platone venne in Sicilia presso Dionigi il Giovane per chiedergli un po' di terra e alcuni uomini che vivessero secondo la sua costituzione. E Dionigi, benché avesse promesso, non mantenne fede. (Diogene Laerzio)

Note[modifica]

  1. Traduzione di Maria Grazia Ciani in Platone. Lettere, Fondazione Lorenzo Valla, 2002.

Voci correlate[modifica]

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