Siracusa

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Siracusa

Citazioni su Siracusa e sui siracusani.

  • La città di Siracusa la fondò Archia da Corinto, d'onde partissi verso quel tempo in cui fondaronsi anche Nasso e Megara. E dicono che Miscello ed Archia giun sero insieme a Delfo per interrogare l’ oracolo; e do mandati dal Dio se volessero piuttosto ricchezza o sanità, Archia elesse la ricchezza, e Miscello la sanità: ed allora il Dio commise al primo di fondar Siracusa, all’ altro Crotone; e nel vero intervenne che i Crotoniati ebbero una città saluberrima come già dissi, e i Siracusani crebbero a tanto di ricchezza, che solevan citarsi in proverbio dicendosi de’ troppo splendidi spenditori: Non potrebbero far tanto nè anche colla decima dei Siracusani. (Strabone)
  • Patria t’è quella, che fondò sull’onda | Archia Corintio; di Sicilia il cuore, | Siracusa d’eroi madre feconda. (Teocrito)
  • Tu stai dando ordini a donne | di Siracusa e perché tu lo sappia, | noi siamo originarie di Corinto, | come Bellerofonte. Noi parliamo | con la cadenza del Peloponneso. (Teocrito)
  • Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca, e la più bella di tutte. La sua fama non è usurpata: occupa una posizione molto forte, e inoltre bellissima da qualsiasi direzione vi si arrivi, sia per terra che per mare, e possiede due porti quasi racchiusi e abbracciati dagli edifici della città. Questi porti hanno ingressi diversi, ma che si congiungono e confluiscono all'altra estremità. Nel punto di contatto, la parte della città chiamata l'isola, separata da un braccio di mare, è però riunita e collegata al resto da uno stretto ponte. La città è così grande da essere considerata come l'unione di quattro città, e grandissime: una di queste è la già ricordata "isola ", che, cinta dai due porti, si spinge fino all'apertura che da accesso ad entrambi. Nell'isola è la reggia che appartenne a Ierone II, ora utilizzata dai pretori, e vi sono molti templi, tra i quali però i più importanti sono di gran lunga quello di Diana e quello di Minerva, ricco di opere d'arte prima dell'arrivo di Verre. All'estremità dell'isola è una sorgente di acqua dolce, chiamata Aretusa, di straordinaria abbondanza, ricolma di pesci, che sarebbe completamente ricoperta dal mare, se non lo impedisse una diga di pietra. L'altra città è chiamata Acradina, dove è un grandissimo Foro, bellissimi portici, un pritaneo ricco di opere d'arte, un'amplissima curia e un notevole tempio di Giove Olimpio; il resto della città, che è occupato da edifici privati, è diviso per tutta la sua lunghezza da una larga via, tagliata da molte vie trasversali. La terza città, chiamata Tycha perché in essa era un antico tempio della Fortuna, contiene un amplissimo ginnasio e molti templi: si tratta di un quartiere molto ricercato e con molte abitazioni. La quarta viene chiamata Neapolis (città nuova), perché costruita per ultima: nella parte più alta di essa è un grandissimo teatro, e inoltre due importanti templi, di Cerere e di Libera, e la statua di Apollo chiamata Temenite, molto bella e grande, che Verre, se avesse potuto, non avrebbe esitato a portar via. (Cicerone)
  • Io non cerco | che dissonanze, Alfeo | qualcosa di più della perfezione | Potessi dirottare ora da Olimpia | dall'intreccio di pini, ancora forme | respinte dalla morte, oltrepassare | l'arco chiuso che conosco... Non un luogo dell'infanzia | cerco, e seguendo sottomare il fiume | già prima della foce in Aretusa | annodare la corda | spezzata dell'arrivo. | La continuazione quieta e indistinta | da Olimpia, come Zeus e come Era. | Guardo il tuo capo staccato sul verde, | con una luna di paglia accesa. (Salvatore Quasimodo)
  • La città aretusea è un luogo a cui sono particolarmente legato. Il suo Teatro greco con le Rappresentazioni classiche che riecheggiano gli splendori del passato, sono un vero tesoro. Siracusa è un luogo magico del Mediterrano e va meglio preservata come la Sicilia tutta che dev'essere protetta ma, soprattutto, conosciuta. (Louis Godart)
  • Quale delle città decadute, o scomparse, del mondo antico ha conservato, dopo Atene e Roma, una così vasta fama come Siracusa? C'è un uomo in Europa o in America, tra i meno colti delle classi non affatto ignoranti, il quale nel naufragio delle memorie scolastiche non ritrovi quel nome, e legati con quello altri ricordi confusi d'uomini grandi, di grandi fatti, d'opere meravigliose dell'ingegno umano? Non credo che ci sia al mondo altra grande città decaduta che abbia dinnanzi a sé una così meravigliosa immagine del suo grande passato. (Edmondo de Amicis)
  • Quindi Siracusa, città su un'isola, frammento dell'antica Syrakus. Questa, in verità, sorgeva sulla terraferma e aveva un'estensione straordinaria, un teatro, un anfiteatro e le famose cave di pietra, a questo i Cristiani aggiunsero enormi catacombe. Le cave di pietra si chiamano latomie e sono molto belle! Sono paradisi vegetali, circondati da pareti di roccia; l'unico accesso è vigilato da un custode, cui si paga, e perciò, nelle cosiddette latomie, il tiranno Dionisio rinchiudeva i prigionieri. Anche a Siracusa i contadini hanno i carri dipinti, solo che ai quadri storici preferiscono le scene della vita dei nobili; e tra essi ci sono pezzi di particolare leggiadria. (Karel Čapek)
  • Torno sempre con grande gioia in Italia ed amo in particolare il meridione: sono rimasto molto colpito dalla bellezza di Siracusa, dal panorama, e dal suo mare epico. (Derek Walcott)
  • Vidi per la prima volta il paesaggio grandioso di Siracusa al momento in cui il sole stava per tramontare, illuminando tutta la contrada dal mare Jonio ai monti d'Ibla, di quelle tinte calde, le quali non si vedono che sotto il cielo di Sicilia. Non potrei esprimere con parole l'impressione che tal vista mi produsse. Neppure in cima all'Etna, di dove si scorgono l'isola tutta quanta, tre mari, le coste d'Italia, io non mi sentii scosso come nel vedere tra il profondo silenzio di una bella sera, questi ampli e morti campi di Siracusa. (Ferdinand Gregorovius)
  • Voi non troverete, è vero, quei grandi Monumenti, che si osservano nella città dei Sette Colli, quei però, che a Voi si presentano in Siracusa, si rendon più venerandi, perché esistevan nel tempo, in cui Roma non era Roma. Sì, Roma stessa vantar si può, d'essere stato il suo Campidoglio ornato, arricchito, ingrandito dalle copiose, altrove non mai vedute, ricchissime spoglie di Siracusa. (Giuseppe Maria Capodieci)

Carlo Picchio[modifica]

  • Credo infine che, tra tutti i monumenti di Siracusa che sono sopravvissuti ai secoli, questo delle catacombe può darci, meglio degli altri l'idea più giusta dell'antica grandezza di questa città.
  • Dal V al III secolo a. C. Siracusa fu la zecca più importante della Sicilia.
  • Da Siracusa si può arrivare, toccando Ragusa e Vittoria, sulla costa meridionale dell'isola attraverso gli Iblèi, i monti ricchi di sapida flora che già divisero con l'Imetto dell'Attica la fama d'alimentatori d'innumerevoli arnie e la gloria di produttori di miele con cui gli antichi raddolcivano il loro vino robusto.
  • Sorta per opera d'una colonia di Corinti, guidata da un Archia, appena vent'anni dopo Roma, Siracusa fu, prima di Roma, la maggiore città d'Europa, raggiungendo, e forse superando, il milione d'abitanti e facendosi, a sua volta, metropoli, cioè madre di nuove città, come Acre, Casmene e Camarina, con le quali cercò di frenare l'espansione della sua rivale Gela.
  • Un itinerario archeologico-storico in Sicilia può avere la sua stazione di partenza a Siracusa, la colonia ellenica più antica dell'isola, dopo quella di Naxos fondata da Teocle di Calcide intorno al 735 a. C. Ma mentre di Naxos restano appena pochi metri di muro a secco e dubbie tracce di una necropoli a Capo Schisò, presso i Giardini di Taormina, Siracusa ha saputo serbare il suo nome e custodire le superbe vestigia della sua antichità.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]