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Dizionario universale della letteratura contemporanea

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Dizionario universale della letteratura contemporanea, direttore Alberto Mondadori.

Citazioni[modifica]

Volume I[modifica]

  • Come poetessa, la B. ha dichiaratamente modellato il suo stile sulla lezione di W. Yeats e di R. M. Rilke, valorizzandone soprattutto due elementi: la sensibilità musicale e il raccoglimento dell'individuo nella propria interiorità. Ella scrive generalmente a strofe rimate, regolari di versi rapidi; il loro tono è sommesso e il loro linguaggio è semplice ma fluido. (BOGAN Louise, vol. I, p. 480)
  • La sua breve vita, cui forse mise fine volontariamente, trascorse irrequieta tra dubbi e incertezze. Anche la sua arte porta il segno dello squilibrio di una natura sempre tesa a un ideale di purezza e di rinuncia. (BOYE Karin, vol. I, p. 530)
  • Ha il merito di avere portato la fantascienza a un livello estrosamente artistico e poetico, a dignità quindi di genere letterario. La materia tradizionale si trasfigura sotto la sua penna, sfumando in una atmosfera trasognata, fiabesca, elegiaca, e nello stesso tempo satirica. (BRADBURY Ray, vol. I. p. 536)
  • È scrittrice di istinto spesso polemico, non legata ad alcuna scuola. Molti suoi libri rispecchiano esperienze personali, e parecchie sue pagine raggiungono una intensità emotiva che ben si comunica al lettore. (BRITTAIN Vera Mary, vol. I, p. 573)
  • L'arte della B. non è sempre uguale: talora, soprattutto nei romanzi di argomento americano, la narrazione scade di livello. L'atmosfera felice della sua narrativa resta quella in cui è analizzata la vita del contadino orientale, raccontata entro i limiti della mentalità provinciale cinese: qui, se la B. non sa offrire nulla di particolarmente nuovo al lettore dal punto di vista stilistico, raggiunge tuttavia una nota distesa, personalissima, di poesia. (BUCK Pearl Sydenstricker, vol. I, p. 603)
  • Tutta la narrativa della C. attinge ai piccoli fatti della vita quotidiana, che essa vede pervasa da un significato spirituale. Ma ciò che limita la validità della sua varia produzione, è la mancanza di uno stile che dia forma d'arte alla esperienza sofferta, e tale mancanza, quasi inspiegabile se si pensa alla vasta cultura dell'A., è accentuata dalla monotonia del racconto e dalla mole stessa dei suoi romanzi che non sempre mantengono costantemente desto l'interesse del lettore. (CANFIELD Dorothy, vol. I, p. 660)
  • Ispirandosi alle forme ingenue della poesia popolare, scrisse versi ella stessa, e cantò soprattutto il suo inconsolabile dolore per la perdita dell'unica figlioletta Maria. La sua poesia è sostenuta da una poetica di ispirazione romantica, di quello stile, languido e fumoso, che ispirò il secondo romanticismo. (CARMEN Sylva, vol. I, p. 691)
  • [I suoi versi sono caratterizzati da] [...] un lirismo ardente, sensuale, espresso talora in forme rozze e approssimative, per la stessa sovrabbondanza dei sentimenti, e la fretta con cui incalzano; ma che spesso consegue anche nuove e potenti condensazioni poetiche, trasfigurando la sensualità iniziale in una specie di panteismo e di disperato dolore, in un affollarsi di immagini ardite e talora impressionanti. (CONDE Carmen, vol. I, p. 855)
  • Vivo e genuino è in lei anche l'uso dei vecchi termini, che nella sua pagina acquistano la freschezza di una nuova scoperta. Le delicate poesie della C. vanno considerate fra le più rappresentative della letteratura canadese. (CRAWFORD Isabella Valency, vol. I, p. 898)

Volume II[modifica]

  • [...] socialista militante fin dalla prima giovinezza, ebbe ideali ravvivati da un intenso umanitarismo, non diversamente da quelli degli amici Treves e Turati; e poté, accanto ad essi, coltivare un caldo sentimento patriottico, esacerbato e rafforzato dalla morte dell'unico figlio nella prima guerra mondiale. (FRANCHI Anna, vol. II, p. 287)
  • In ogni pagina della F. si ritrova l'onesto fervore della scrittrice innamorata della vita; e il sapore ottocentesco, a volte ingenuo, del suo stile, è cara immagine di una umanità che i tempi han poi reso sempre più rara. (FRANCHI Anna, vol. II, p. 287)
  • [...] fu senza dubbio la più popolare scrittrice di colore del suo tempo. Lottò, con grande coraggio, per le riforme e leggi allora assai dibattute, come l'abolizionismo e l'antischiavismo e, prima e durante la guerra civile, fu uno dei principali portavoce della società antischiavista nel Maine. (HARPER Frances, vol. II, p. 652)
  • I motivi ispiratori della J., che in un primo tempo [...] derivano dal mondo indiano[1], si estendono via via a un appassionato amore verso la patria canadese di cui canta le bellezze, fino a comprendere in un più vasto disegno non solo i suoi connazionali, indiani e canadesi, ma tutti i popoli del mondo. (JOHNSON Emily Pauline, vol. II, p. 958)
  • Dotata di notevoli facoltà analitiche, la K. descrive dall'interno la propria epoca e quella che la precede immediatamente, l'inevitabile e lenta decadenza della "gentry" campagnola, il diffondersi (ancora vago) d'idee più moderne nelle nuove generazioni. (KAFFKA, Margit, vol. II, p. 992)
  • Si può dire che il personaggio più caratteristico nelle sue opere narrative è la donna ambiziosa ma priva di volontà, che si perde nell'autoanalisi: una donna sradicata, insomma, e non ancora veramente emancipata. (KAFFKA, Margit, vol. II, p. 992)
  • Il tema preferito dalla K. è la sorte della donna nell'ambito della società medievale, e la sua lingua arcaicizzante – che ricorda da vicino quella delle antiche cronache – le consente di rappresentare con aspra efficacia le più intense e tragiche passioni. (KALLAS Aino Julia Maria, vol. II, p. 999)
  • L'attaccamento alla terra e i motivi religiosi sono i temi dominanti delle sue opere. L'amore, in esse, assume quasi sempre toni drammatici, e i caratteri femminili vi sono delineati con un vivo senso realistico. (KAYE-SMITH Sheila, vol. II, pp. 1016-1017)
  • È una tra le figure femminili di maggior rilievo nella Scandinavia di fine secolo, impegnata come fu nella lotta per l'emancipazione della donna e in violente polemiche religiose e sociali. (KEY Ellen, vol. II, p. 1029)
  • Nel 1894, con Missbrukad kvinnokraft [Energia femminile sciupata], la K. si batté contro uno sterile femminismo che rivendicava alla donna tutte le attribuzioni dell'uomo, venendo così a disconoscere la sua principale vocazione, quella di madre. (KEY Ellen, vol. II, p. 1029)

Volume III[modifica]

  • Questa donna eccezionale per mole fisica e volontà indomita, che fumava sigari e portava con disinvoltura cappelli da uomo, fu animata da un fervore poetico pari solo alla sua intraprendenza di "diabolica piazzista", come la definì T. S. Eliot. (LOWELL Amy, vol. III, p. 229)
  • La poesia della L. successiva all'abbandono delle forme metriche convenzionali, contenuta in numerosi volumi pubblicati dal 1914 in avanti, è forse l'esempio più caratteristico di imagismo: priva di stimoli emotivi, essa si esaurisce in una rappresentazione di sensazioni visive pressoché ininterrotte, che suscitano l'impressione di una "cinematografia poetica". (LOWELL Amy, vol. III, p. 229)
  • La parte migliore della sua opera è quella scritta in prosa polifonica, dove il frequente ricorrere delle immagini trova equilibrio con gli sviluppi dell'azione. (LOWELL Amy, vol. III, p. 229)
  • I romanzi-cronaca, sia per la loro concezione generale, sia per la loro tormentata ricerca stilistica, non raggiungono forse l'emotiva poesia di certe pagine autobiografiche. Sono tuttavia importanti per molti aspetti. In essi la M. unisce a una certa realistica asprezza di linguaggio un'intensità fantastica e una profonda comprensione delle usanze, delle superstizioni popolari, rifacendosi anche alla tradizione epica della poesia scandinava. (MARTINSON Moa, vol. III, p. 400)
  • Ifigenia, scritto in forma di diario, narra la vita, dalla infanzia alla maturità, di una ragazza appartenente alla borghesia venezuelana; la scrittrice ha saputo ritrarre con grande evidenza i pregiudizi, le falsità e le convenzioni della aristocrazia e della borghesia agli inizi del secolo. La tesi femminista del libro non disturba e non intacca che in minima parte il delicato e sottile tessuto del racconto. (PARRA Teresa de la, vol. III, p. 970)
  • Il linguaggio poetico della P. rivela una grande dimestichezza con lo stile, estremamente raffinato, del più classico Settecento inglese. [...]
    Sebbene non si discosti dagli schemi tradizionali, la poesia dell'A. ha, in questi ben precisi limiti, momenti felici e una sua spontaneità e vigoria di immagini. (PITTER Ruth, vol. III, p. 1082)

Volume IV[modifica]

  • Personalità libera, sensibilissima ai problemi del tempo, la R. ha preso spesso posizione sulla rivista d'avanguardia "Transition" contro ogni forma di dispotismo, battendosi in particolare a favore dell'emancipazione dei negri. (RIDING Laura, vol. IV, p. 113)
  • La poesia della R. tenta di rivelare le forme più segrete e meno comuni del reale attraverso una specie di "geometria di idee". Un breve componimento come "The Map of Places" [La carta topografica] esplora, ad esempio, il rapporto fra realtà e simbolo, fra scoperta e definizione [...]. (RIDING Laura, vol. IV, p. 113)
  • I suoi versi migliori sono quelli ispirati alla natura e al sentimento umano. Il carattere allegorico risulta spesso una forma di pudore, per evitare l'espressione diretta di certe verità o preoccupazioni, soprattutto di natura erotica. (ROSSETTI Christina Georgina, vol. IV, p. 211)
  • Nei primi suoi romanzi, [...], quasi tutti di argomento storico, la S. tenta sui suoi personaggi una approfondita indagine psicologica, d'impostazione freudiana, perché appaiano i motivi dei loro squilibri psichici. Con spietata lucidità, tali motivi vengono designati negli abusi di un'educazione spiritualista e nell'ignoranza puritana della vita istintiva e dei sensi. (SCOTT Evelyn, vol. IV, p. 432)
  • La S. è scrittrice coraggiosa e spesso cruda, pur conservando in tutte le sue pagine un'emotività tipicamente femminile che riconduce il suo stile a certa appassionata letteratura sociale delle scrittrici fine Ottocento: la lotta politica si ammanta di passionalità, l'ideale si confonde con l'istinto, la sofferenza e l'orrore si venano di patetico. (SEJFULLINA Lidija Nikolaevna, vol. IV, p. 439)
  • Motivi folkloristici e di un romanticismo caratteristico dell'epoca pervadono la narrativa della S. Creature pronte a sacrificarsi per la felicità altrui, le sue eroine possono dirsi immagini di una specie di messianismo femminile. (SVĚTLÁ Karolina, vol. IV, p. 727)
  • I romanzi dell'A. – alcuni dei quali tradotti in varie lingue – hanno quasi tutti una trama complessa, con numerosi personaggi; il loro merito sta specialmente in una colorita rappresentazione ambientale. Valgono poco, invece, i drammi. (TALVIO Maila, vol. IV, p. 764)
  • Personalità modesta ma genuina, l'A., nelle prove migliori, quali La luna, 1942, ha saputo armonizzare sentimenti di stampo ottocentesco con una certa asciuttezza moderna. (TÉRÉSAH, vol. IV, p. 816)
  • La poesia dell'A. vuol essere una preparazione spirituale alla morte e sembra concludersi nel colloquio diretto con Dio. La gioia di vivere, l'ardore della giovinezza e le vicenda delle stagioni formano, tuttavia, lo sfondo di tale colloquio, nel quale il pretesto è dato sempre da un'occasione terrena. (TOSATTI Barbara Maria, vol. IV, p. 884)
  • Alla concezione di una sessualità fine a se stessa e quindi liberata da ogni vincolo etico e sociale, l'A. oppose, fin dall'inizio della sua attività di scrittrice, un ideale essenzialmente etico dell'unione fra uomo e donna, che potesse trovare la sua giustificazione sotto l'aspetto dell'integrazione umana nella concreta forma della famiglia. (UNDSET Sigrid, vol. IV, p. 958)
  • La isla de los cánticos [L'isola dei cantici], 1925, è da considerare come l'espressione più elevata della sua poesia. Riprendendo i contenuti e forme del modernismo, l'A. rivelò una personalità eccezionale, inaugurando in Uruguay, con D. Agustini, una nobile e umanissima tradizione di lirica femminile. (VAZ FERREIRA María Eugenia, vol. IV, p. 1019)
  • Nelle ultime liriche [...] la poesia della V. F. acquista toni più originali. Di fronte a un mondo immerso in un malinconico grigiore, davanti alla visione della vanità del vivere, il suo orgoglio cede e la sua lirica esprime un'accorata amarezza in toni intimi e sommessi, tanto più efficaci quanto più la poetessa riesce a smorzare gli impeti della sua passione in versi ricchi di una sommessa armonia. (VAZ FERREIRA María Eugenia, vol. IV, p. 1019)

Note[modifica]

  1. Il padre di Pauline era un capo indiano della tribù dei Mohawk.

Bibliografia[modifica]

  • Dizionario universale della letteratura contemporanea, direttore Alberto Mondadori, 5 voll., Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1959.