Etty Hillesum

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Etty Hillesum

Esther Hillesum detta Etty (1914 – 1943), scrittrice olandese.

Citazioni di Etty Hillesum[modifica]

  • [...] mi sembra una curiosa sopravvalutazione di se stessi, quella di ritenersi troppo preziosi per condividere con gli altri un "destino di massa".[1]

Diario[modifica]

  • A volte è come se io fossi già passata attraverso lo stadio dell'"Io" e del "Tu".
  • Ascoltarsi dentro. Non lasciarsi più guidare da quello che si avvicina da fuori, ma da quello che s'innalza dentro.
  • Bisogna anche accettare i momenti "non creativi"; più li si accetta onestamente, più essi passano in fretta. Si deve avere il coraggio di fermarsi, di essere talvolta vuoti e scoraggiati.
  • Bisogna combatterle come le pulci, le tante piccole preoccupazioni per il futuro che divorano le nostre migliori forze creative.
  • Bisogna essere sempre più parchi di parole insignificanti per trovare quelle parole di cui si ha bisogno. Il silenzio deve alimentare nuove possibilità di espressione.
  • Bisogna rinunciare a tutto per poter fare in un giorno le migliaia di piccole cose che vanno fatte per gli altri, senza smarrirsi.
  • Credo che ogni "peccato" contro l'amore per gli altri si vendichi, nella persona stessa come nel mondo circostante.
  • Credo che sia soprattutto la paura di sprecarsi a sottrarre alle persone le loro forze migliori.
  • Devo avere il coraggio di vivere la vita con la "carica di significato" che essa pretende, senza per questo considerarmi pesante, o sentimentale, o innaturale.
  • Di tanto in tanto ci gettiamo vicendevolmente dei frammenti su noi stessi, ma non credo che ci capiamo.
  • Dio non è responsabile verso di noi, siamo noi a esserlo verso di lui.
  • Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori.
  • Dovrò ancora imparare questa lezione e sarà la lezione più difficile, mio Dio: prendere su di me il dolore che m'imponi tu e non quello che mi sono scelta io.
  • E se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio. (11 luglio 1942, p. 163)
  • E se vogliamo perdonare agli altri, dobbiamo prima perdonare a noi stessi i nostri difetti [...] Il che significa anzitutto saperli generosamente accettare.
  • Essere fedeli a tutto ciò che si è cominciato spontaneamente, a volte fin troppo spontaneamente.
  • Fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati – non potrebbe essere questa l'idea?
  • Il processo di reciproco avvicinamento è parallelo a quello della reciproca liberazione.
  • Io so, ora, che vita e morte sono significativamente legate fra loro.
  • L'età dell'anima è diversa da quella registrata all'anagrafe. Credo che l'anima abbia una determinata età fin dalla nascita, e che questa età non cambi più.
  • L'unica sicurezza su come tu ti debba comportare ti può venire dalle sorgenti che zampillano nel profondo di te stessa.
  • L'unica vera unità è quella che contiene tutte le contraddizioni e i movimenti irrazionali: altrimenti finisce per essere di nuovo un legame spasmodico che fa violenza alla vita.
  • La vera spoliazione ce la infliggiamo noi.
  • La vita si svolge interiormente e lo scenario esteriore ha sempre meno importanza.
  • Lasciar completamente libera una persona che si ama, lasciarla del tutto libera di fare la sua vita, è la cosa più difficile che ci sia.
  • Le peggiori sofferenze dell'uomo sono quelle che egli teme.
  • Ma bisogna conoscere le ragioni della lotta che si conduce e cominciare a riformare se stessi, e ricominciare ogni giorno.
  • Molti di coloro che oggi s'indignano per certe ingiustizie, a ben guardare s'indignano solo perché quelle ingiustizie toccano proprio a loro: quindi non è un'indignazione veramente radicata e profonda.
  • Non c'è ancora abbastanza spazio in me stessa per far posto alle molte contraddizioni, mie e di questa vita.
  • Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi.
  • Non devo volere le cose, devo lasciare che le cose si compiano in me.
  • Non sono mai le circostanze esteriori, è sempre il sentimento interiore – depressione, insicurezza, o altro – che dà a queste circostanze un'apparenza triste o minacciosa.
  • Non voglio essere niente di così speciale, voglio solo cercare di essere quella che in me chiede di svilupparsi pienamente.
  • Ogni volta vorresti rifare il mondo, invece di goderlo com'è. È un atteggiamento alquanto dispotico.
  • Ognuno di noi deve raccogliersi e distruggere in se stesso ciò per cui ritiene di dover distruggere gli altri.
  • Pensare è una bella, una superba occupazione quando studi, ma non puoi "pensarti fuori" da uno stato d'animo penoso. Allora devi fare altro, farti passiva e ascoltare, riprender contatto con un frammento d'eternità.
  • Per umiliare qualcuno si deve essere in due: colui che umilia, e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell'aria. Restano solo delle disposizioni fastidiose che interferiscono nella vita di tutti i giorni, ma nessuna umiliazione e oppressione angosciose.
  • Quando abbiamo dell'avversione per gli altri le ragioni dobbiamo cercarle nel disgusto che sentiamo per noi stessi: ama il prossimo tuo come te stesso.
  • Quando dico che ascolto dentro, in realtà è Dio che ascolta dentro di me.
  • Quando s'investono tutte le proprie energie nel desiderio della persona amata, in fondo le si fa torto: perché allora non rimangono più forze per essere veramente con lei.
  • Quello che otteniamo spontaneamente da noi stessi ha basi più solide e durature di quello che realizziamo per forza.
  • Se si prega per qualcuno, gli si manda un po' della propria forza.
  • Se si vuole influire moralmente sugli altri, bisogna cominciare a prender sul serio la propria morale.
  • Se tu affermi di credere in Dio devi anche essere coerente, devi abbandonarti completamente e devi avere fiducia. E non devi neppure preoccuparti per l'indomani.
  • Se tutto questo dolore [la persecuzione nazista degli ebrei] non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, liberandoci dalle piccolezze e dalle cose superflue di questa vita, è stato inutile.
  • Si diventa più forti se si impara a conoscere e ad accettare le proprie forze e le proprie insufficienze.
  • Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi.
  • Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite.
  • Ti prometto che tutta la mia vita sarà un tendere verso quella bella armonia, e anche verso quell'umiltà e vero amore di cui sento la capacità di me stessa, nei momenti migliori.
  • Tutte le volte che mi mostrai pronta ad accettarle, le prove si cambiarono in bellezza.
  • Un uomo [forse non può] determinare il proprio destino dall'interno. Quel che invece un uomo ha in mano è il proprio orientamento interiore verso il destino.
  • Una persona dev'essere semplice anche nella sua tristezza, altrimenti la sua è soltanto isteria.
  • Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo.
  • Una volta che si comincia a camminare con Dio, si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un'unica, lunga passeggiata.
  • Vivere pienamente, verso l'esterno come verso l'interno, non sacrificare nulla della realtà esterna a beneficio di quella interna, e viceversa: considera tutto ciò come un bel compito per te stessa.
  • Voglio essere un cuore pensante.

Citazioni sul Diario[modifica]

  • Il diario di Etty Hillesum è il luogo immaginario nel quale si dispiega l'orrore della storia umana. (Ulrich Beck)

Note[modifica]

  1. Citato in Esther, a cura e traduzione di Erri De Luca, Feltrinelli, 2014. ISBN 9788807901591

Bibliografia[modifica]

  • Etty Hillesum, Diario, Adelphi, 1996.

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