Fabio Caressa

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Fabio Caressa (1967 – vivente), telecronista e giornalista sportivo italiano.

Citazioni di Fabio Caressa[modifica]

  • Io sono orgoglioso se esiste un caressismo, vuol dire che è un modo di fare telecronaca riconosciuto. Il caressismo – se c'è – è riuscire a trasferire l'emozione che si vive sul campo a casa.[1]
  • L'ho visto volare leggero come un angelo, quando aveva la faccia da putto. L'ho visto inventare un tiro che è diventato solo il suo e lanciarsi tra i grandi ancora ragazzo. L'ho visto segnare con la sua squadra soprattutto nelle partite che contavano, negli scontri diretti, nelle finali in giro per il mondo.
    L'ho visto arrabbiarsi e digrignare i denti se c'era un principio da difendere e chinare la testa se il suo bene non era quello dei compagni. L'ho visto lottare contro gli egoismi, anche contro i suoi, perché crescendo ha capito cosa voglia dire il gruppo. L'ho visto parlare di valori e comportarsi di conseguenza.
    L'ho visto inciampare e poi cadere. L'ho seguito mentre si rialzava a fatica. L'ho visto lottare contro allenatori e mal di pancia nervosi. L'ho visto amare la maglia azzurra e non riuscire a farlo capire. Poi l'ho visto portarci a Berlino.
    L'ho visto capire che le cose cambiano, modificare il gioco, segnare 11 gol di seguito su rigore se il rigore poteva essere il massimo da dare alla squadra in quel momento. L'ho visto adattarsi dove non voleva, sacrificarsi facendolo ricordare. L'ho visto umile e l'ho visto presuntuoso. L'ho visto soffrire quando ha sbagliato. L'ho visto uscire in smoking bianco, immacolato, da una discarica.
    Non l'ho visto mollare, mai. Non ho mai letto di lui sui giornali degli scandali. Ieri sera l'ho guardato mentre si sedeva in panchina, con il broncio di chi vuole giocare. L'ho visto applaudire i compagni per i gol che segnavano, esultare per la squadra. L'ho visto entrare in campo senza riscaldamento, lui che non è più un ragazzino. L'ho visto strillare al ragazzo che parlava troppo, perché ci vuole rispetto. L'ho visto segnare una punizione da artista e un rigore da ragioniere. Sono contento di aver visto Alex Del Piero fare tutte queste cose. Alex Del Piero è un bell'esempio per i miei figli.[2]
  • La Svizzera, a meno che non si faccia un torneo di calcetto delle banche, non può essere testa di serie.[3]
  • Una volta Giraudo chiamò Tom Mockridge, boss di Sky Italia, e gli disse che doveva cacciare me e Bergomi. Aggiunse che da quel momento la Juve si sarebbe scelta i telecronisti. Mockridge al cocktail natalizio di Sky disse alla redazione: "Visto che siamo noi a pagare la Juve, al massimo saremo noi a scegliere il loro allenatore e non loro i nostri telecronisti."[4]

Serie A[modifica]

  • E finisce qui. L'Inter batte il Milan 4-3. Amici dell'Inter, amici del Milan, se siete seduti accanto a un vostro amico che tifa per l'altra squadra, stringetegli la mano. E' stato uno dei derby più belli di tutti i tempi. [Al fischio finale di Milan-Inter, 26 Ottobre 2006]
  • Apri gli occhi. Apri gli occhi tifoso della Juve. L'incubo è finito. Apri gli occhi. Intorno a te c'è di nuovo casa tua. Le cose che conosci, che ti sono familiari. Apri gli occhi e mettiti comodo in poltrona. Alza il volume. Forse ci vorrà un po' per ricostruire. Forse non è proprio come prima. Ma apri gli occhi. Magari scopri che così ad occhi aperti, si può ricominciare a sognare. [presentazione Juventus–Livorno, 25 agosto 2007]
  • Il derby è come un gatto. Il derby è come il gatto della strega. S'annida e guarda lì lontano, entra nei pensieri e non sai come fare a scacciarlo. Ogni tanto ti blandisce e ti struscia, ogni tanto invece graffia. Si muove di scatto, oppure sta immobile, fisso, lascia che non succeda nulla. Non ti puoi mai fidare del gatto della strega. Non ti puoi mai fidare del derby, figuriamoci ad Halloween. [presentazione Roma-Lazio, 31 ottobre 2007]
  • Dicono sia stata trovata una strana vettura nel piazzale. Dicono che lì vicino abbiano visto pascolare strani animali: sembravano cervi, ma erano più grossi. Dicono che per lo stadio si aggiri uno strano signore, con una grande pancia e gli occhialini tondi. Dicono che sia vestito di rosso. È un periodo di grande lavoro, ma pazienza: doppio turno il 24 notte! [presentazione Inter–Milan, 23 dicembre 2007]
  • Oggi non gioca solo "il Napoli". Oggi gioca una città che si stringe attorno alla squadra, ancora una volta. Perché qui c'è voglia di vivere un sogno, una favola. Sogni, buoni sentimenti, favole, tifo, correttezza: quello che servirebbe a tutti. [presentazione Napoli-Inter, 2 marzo 2008]
  • La rivalità arriva da lontano: da quando Napoli e Palermo, due perle, erano le Capitali del Regno degli Angioini. Era il 1270 quando Carlo I d'Angiò spostò la capitale del suo regno da Palermo a Napoli. Dodici anni dopo le proteste dei siciliani divennero rivolta. La rivolta cominciata di sera, all'ora del Vespro. È da lì che arriva la rivalità, dai Vespri siciliani. L'ora del vespro è a prima sera, come oggi, come adesso. [presentazione Napoli-Palermo, 30 marzo 2008]
  • Fa rimbalzare in avanti la pallina davanti al suo piede sinistro, stira bene i muscoli della schiena, uno sguardo alla rete, fa oscillare in avanti il braccio, la mano sinistra tocca la pallina, il manico della sua racchetta tenuto in saldo con la destra. 6-4, 4-6, 3-6, 7-5, 5-3, 40-15, è l'Open d'Italia, è il match ball. L'Inter alza la pallina, è pronta a battere! [presentazione Torino-Inter, 20 aprile 2008]
  • Mentre su Milano calano le prime ombre della notte, due investigatori sono pronti a risolvere il mistero del derby: Mourinho, come l'ispettore Callaghan, ama spararle grosse, la calibro 45 montata sulla lingua. Ancelotti, come il commissario Maigret, risolve i dubbi in trattoria. Ancelotti li risolve affettando salame. Uno solo arriverà alla soluzione, uno solo sarà il primo. [Milan-Inter, 28 settembre 2008]
  • Il Bologna ha vinto una volta in questo campionato: a Milano. Ma i miracoli non si ripetono, non spesso perlomeno. È per questo che sono tali, se diventassero routine finirebbero per perdere d'importanza. Eppure ci sono posti particolari nel mondo dove quello che è capitato ha buone probabilità di capitare di nuovo. Anche se si tratta di un miracolo. Mourinho è portoghese di Setubal, un paio d'ore di pullman da Fatima. Chissà se ha pensato ai miracoli stamattina... [Inter-Bologna, 4 ottobre 2008]
  • La cena di classe, ma solo maschi. Due cose urlate in faccia per sfogarsi, una stretta di mano dopo una litigata. Abbracciarsi forte per sentire il calore dell'amicizia. Ci sono cose che cementano un gruppo, ci sono momenti che diventano decisivi perché si superano insieme le difficoltà, e si guarda a nuovi orizzonti. [Napoli-Juventus, 18 ottobre 2008]
  • Oggi nessuno è qui per partecipare. Stasera è una partita che si vince con i calzoncini sporchi e la maglia strappata, i denti stretti e le lacrime. Stasera è una partita che se perdi smarrisci te stesso, e in fondo al pozzo rimani da solo! [Juventus-Torino, 25 ottobre 2008]
  • I grandi allenatori capiscono come andrà già dentro il tunnel. Guardano gli occhi degli avversari, e quelli dei propri giocatori. Sono i secondi in cui cala il silenzio, rotto solo dal rumore attutito del pubblico che fuori già spinge, dai tacchetti sul cemento. Si sente l'odore dell'erba che l'aria fredda di stasera porta dentro. Lì Mourinho e Ranieri in fondo sono soli. Quello che dovevano dire lo hanno gia detto. Sono solo pochi passi, il tempo per un incoraggiamento, per uno sguardo d'intesa, perché fuori da ogni tunnel, nella vita di un uomo, fuori da ogni tunnel c'è luce, speranza, il proprio destino... [Inter-Juventus, 22 novembre 2008]
  • Nelle barzellette per i bambini trionfano i colmi; il colmo per un idraulico? Non capire un tubo. Qual è stasera il colmo per la Roma? Serrare le file, ritrovare i vecchi eroi, schierare le forze interne nemiche pronte ad attaccare, per vincere, per tornare ai vecchi fasti. Prepararsi alla conquista, insomma. E avere un generale più importante degli altri a difendere i nemici. Qual è il colmo della Roma stasera? Attaccare un avversario guidato da Giulio Cesare! [Inter-Roma, 1 marzo 2009]
  • Ci sono attimi che arginano il tempo, isole fuori dalle rotte della storia. Sono momenti bianchi come una luce accecante, aggrediti dal nero dell'assenza di logica, azzurri come il cielo infinito della speranza. Oggi Torino è un universo parallelo: fatto di orgoglio, coraggio, decisione. Non tutte le emozioni vivono incastrate in una cornice: le più profonde, spesso, fluttuano libere... [Juventus-Inter, 18 aprile 2009]
  • Ci sono storie che si esauriscono, ed altre che hanno bisogno di un finale. Quattro personaggi in cerca d'autore: Ranieri a testa alta, come sempre, sospetta che il suo di finale sia già stato scritto; Ancelotti ne è padrone e attende per scegliere, Maldini ha detto basta, oggi gioca la sua ultima "classica" pensando alle altre 100; Del Piero si siede, in panchina, e spera nell'inizio di una storia nuova. Forse è tutto già deciso, forse tutto dipende da stasera, e da chi scriverà la parola "fine"... [Milan-Juventus, 10 maggio 2009]
  • Certo che Quaresma col sinistro, come si diceva un tempo, non sale neanche sull'autobus. [Inter-Bari, 23 agosto 2009, dopo una rabona effettuata dal portoghese; è una citazione di Manlio Scopigno riferita a Luigi Riva]
  • I derby che ricordiamo si immergevano nell'odore di caldarroste, di un autunno che volgeva all'inverno, o magari, al ritorno, avevano il sapore dei primi gelati, della primavera che si affacciava. Un derby così però non c'era mai stato: le corse ai traghetti, il clacson per liberarsi in autostrada, il ritardo del volo che fa paura, qualcuno ci segue ancora dalle vacanze, il sole sulla pelle. Sapore di mare, sapore di sale, il nuovo gusto del derby. [Milan-Inter, 29 agosto 2009]
  • Siamo nell'era del villaggio globale. Eppure conta ancora il piccolo mondo quotidiano, il panettiere, l'amico al bar, i colleghi d'ufficio. Navighiamo e chattiamo, ma è il rapporto con chi abbiamo vicino che cambia il nostro umore. Ecco perché, un derby così conta di più perché il risultato di stasera nel suo piccolo a Genova, cambierà la qualità della vita di molti, almeno per qualche giorno! [Genoa-Sampdoria, 28 novembre 2009]
  • Vidal, dentro... Alex Del Piero! Nel giorno più importante, nella partita più importante, nel momento più importante, l'uomo della storia della Juventus! Due a zero per la Juve! I grandi campioni si vedono nei momenti che contano, Alex Del Piero è uno che in carriera ha segnato in finale di Coppa Campioni, in finale di Coppa Intercontinentale, l'uomo dell'assist nei momenti degli scudetti più importanti (ne ricorderete uno in rovesciata), l'uomo decisivo in trasferta come a Madrid in Champions League. I grandi campioni si vedono nei momenti speciali. Standing ovation per Alessandro Del Piero! Il dieci della Juve! [Juventus-Inter, 25 marzo 2012]
  • [Su Alessandro Del Piero] Una carriera esemplare. Un esempio per i bambini. La cosa più bella che possa raggiungere uno sportivo: diventare esempio per i figli dei suoi tifosi. [Premiazione della Juventus campione d'Italia 2011/2012]

UEFA Champions League[modifica]

  • Una partita così può dare senso a una vita. Roma è la città della storia, eppure la storia passa anche da piccoli fatti: anche da una partita così. Perché se ci tieni a una partita così, se la vinci, per qualche ora ti cambia il modo di vedere il mondo. [Presentazione di Olympique Lione-Roma, 7 marzo 2007][5]
  • Lo scorso anno di questi tempi hai aperto gli occhi, tifoso juventino, e sei uscito dall'incubo: di nuovo in Serie A! Ora prova a richiuderli, entra nel sogno. Senti i rumori che erano consueti, il tifo, l'inno, le lingue che non conosci, la musica della Champions che tra poco suonerà. Senti crescere l'adrenalina che hai subito in questi anni, abituati alle nuove battaglie, guarda la coppa. Oh sì, tifoso della Juventus, ci siamo! Welcome back in the Champions League! [Presentazione di Juventus-Zenit San Pietroburgo, 17 settembre 2008]
  • Dopo una grande vittoria la cosa più difficile è non cedere agli ozi, non mettersi in poltrona con whisky e sigaro. [Inter-Anorthosis, 4 novembre 2008]
  • Ci sono stadi che valgono per il nome, e per la storia; stadi dove il calcio è un'altra cosa, dove sembra una religione. Forse è per questo che giocare al Bernabeu sembra qualcosa di trascendente, quasi una missione; perché vincere qui non conta per la classifica, non per la Champions, e forse neanche per la carriera, vincere qui conta perché vincere qui ti fa sentire più Uomo! [Real Madrid-Juventus, 5 novembre 2008]
  • Arriva il buio. "Mamma, ho paura!". Il lumino non basta, l'armadio scricchiola. "Mamma, ho paura!". L'uomo nero può anche essere biondo, può aver segnato 14 goal. Ma arriva sempre una notte in cui si vincono i demoni in sogno. Li scacci con la pistola da cowboy, la spada di Zorro... la bacchetta di una fata. Quella è la notte in cui si comincia a crescere. "Mamma, stasera non si può avere paura!!!" [Dinamo Kiev-Inter, 4 novembre 2009] [6]
  • Intorno a loro territori ostili. Fieri nella piana del Campo Nuovo attendono. Gli sguardi scrutano la conquista. Il rumore dei nemici ha annunciato il loro arrivo. Salde le gambe sostengono il coraggio. Oggi è il giorno segnato nel destino delle loro vite. Quella che volge al crepuscolo, deve essere la sera della gloria. [Barcellona-Inter, 28 aprile 2010]
  • Ne è passato di tempo da quando la Chiesa ha approvato come tale un Miracolo. Quel giorno era sempre di mercoledì e, chiamatela fatalità, era il 13. Sono passati tanti anni da quel mercoledì 13, forse anche troppi. Non è che verso le 22:40 la Chiesa si dovrà di nuovo mettere al lavoro? [Schalke 04-Inter, 13 aprile 2011]

Mondiali di calcio Germania 2006[modifica]

  • Dieci minuti prima di entrare in campo, sto lì con la testa china, cerco il massimo della concentrazione, poi l'allenatore mi dice le ultime cose, già le so, me le ha dette cento volte, le ho pensate mille. Poi c'è il rito, ogni squadra ha il suo, un urlo forte e siamo pronti: adesso ci siamo, adesso andiamo fuori, adesso andiamo a vincere. Dallo stadio Niedersachsen di Hannover Italia-Ghana, oggi sapremo chi siamo. [telecronaca di introduzione a Italia-Ghana, 12 giugno 2006]
  • Abbiamo sofferto con loro e per loro, abbiamo cantato le loro canzoni, abbiamo visto e amato i loro film, abbiamo mangiato i loro panini e indossato i loro jeans, li abbiamo visti volare a canestro e raggiungere la Luna. Ma il calcio è un'altra cosa; nel calcio, vogliamo comandare noi. [telecronaca di introduzione a Italia-Stati Uniti, 17 giugno 2006]
  • Il coraggio non è mai stato non avere paura. Le persone coraggiose sono quelle che affrontano i loro timori e le loro incertezze, sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio usandole per diventare ancora più forti; negli occhi dei nostri, oggi, forse c'è anche un po' di timore, come sempre quando arrivi a un momento decisivo. E allora coraggio, Azzurri! [telecronaca di introduzione a Italia-Repubblica Ceca, 22 giugno 2006]
  • Oggi siamo esploratori di un continente ignoto. Non sappiamo fino a dove si estende, non sappiamo cosa ci troveremo di fronte, ma abbiamo delle certezze. Il cammino è ancora lungo, il campo base è alle spalle. Abbiamo lasciato lì le nostre paure. Vogliamo andare avanti. Fino all'Eldorado. [telecronaca di introduzione a Italia-Australia, 26 giugno 2006]
  • C'è un limite nella vita di uno sportivo, un muro che divide la normalità dall'eccellenza. Può essere un momento o una partita come questa. Se hai la forza di superarlo puoi alzare gli occhi, guardare la luce e pensare di non avere più confini. [telecronaca di introduzione a Italia-Ucraina, 30 giugno 2006]
  • Sono 600mila gli italiani di Germania, alcuni vivono qui da sempre, non hanno mai rinnegato la loro terra: quanto conta per loro oggi i nostri giocatori lo hanno capito, gliel'hanno letto negli occhi in questi giorni quando si sono fatti abbracciare. Adesso c'è una cosa in più per cui lottare, soprattutto per chi vive qui. Oggi essere italiani conta di più. Dal Westfalenstadion di Dortmund Italia-Germania, appuntamento con la storia. [telecronaca di introduzione a Italia-Germania, 4 luglio 2006]
  • Io sono un uomo di campo, io so cosa vuol dire combattere per vincere. Io sono un uomo di sport, io so cosa vuol dire vivere nel gruppo, leggere negli altri le tue stesse speranze. Io so cosa vuol dire avere un sogno comune e trovarsi ad un passo dal realizzarlo, io conosco i pensieri che attraversano le vostre menti, le paure che dovete vincere: io ci sono stato, io so che potete farcela, che farete di tutto, che sentite che vi siamo vicini. Adesso, ragazzi, adesso è il momento, noi ci crediamo. È il 9 di luglio del 2006, è l'Olympiastadion di Berlino, Italia-Francia, è la finale. [telecronaca di introduzione a Italia-Francia, 9 luglio 2006]
  • E allora diciamolo tutti insieme, tutti insieme, quattro volte: siamo campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo! Abbracciamoci forte, e vogliamoci tanto bene; vogliamoci tanto bene. Perché abbiamo vinto, abbiamo vinto tutti stasera, abbiamo vinto tutti, amici, abbiamo vinto tutti, abbiamo vinto tutti amici. Guardate dove siete, perché non ve lo dimenticherete mai! Guardate con chi siete, perché non ve lo dimenticherete mai! E sarà l'abbraccio più lungo che una manifestazione sportiva vi abbia mai regalato, forse uno dei più lunghi della vostra vita! Abbracciatevi forte... Abbracciatevi forte... E abbracciate soprattutto questa meravigliosa squadra che ha vinto soffrendo, che ha vinto come l'Italia non era riuscita a vincere: ai calci di rigore, contro la Francia che ci aveva sempre eliminato, contro i francesi che ci avevano sempre battuto nelle manifestazioni dal '78 in avanti. E questa volta no, questa volta no... Questa volta abbiamo vinto noi. E Beppe, ci prendiamo la coppa, Beppe! Ci prendiamo la coppa, Beppe! [telecronaca al termine dei calci di rigore di Italia-Francia]
  • Alza la coppa, capitano! Alzala alta al cielo, capitano, perché questa è la coppa di tutti gli italiani! Perché oggi grazie a voi abbiamo vinto tutti! Alzala alta perché oggi è più bello essere italiani! [telecronaca al momento della consegna della coppa]

Mondiali di calcio Sudafrica 2010[modifica]

  • Nell'82 ero il più giovane, andavo a dormire più tardi possibile perché avevo paura di svegliarmi a casa: temevo che fosse tutto un sogno. Nel '98 ero il più esperto, parlavo con i ragazzi per dare loro il coraggio, che ogni tanto manca, e per toglierlo quando diventava presunzione. Il Mondiale non è una questione di età: il coraggio, la forza, la voglia di vincere non ti passano con gli anni e non ti aspettano se sei giovane. [telecronaca di introduzione a Italia-Paraguay, 14 giugno 2010]
  • Sono abituati a navigare in mari pericolosi, a vivere il mistero della tradizione Maori, la forza, il coraggio e la capacità di soffrire. Dobbiamo aver rispetto, ma il vero nemico alla seconda partita dei Mondiali non è mai davanti a te, è lì dentro che prova a roderti le sicurezze: è la partita che non si può sbagliare. Molti nostri avversari hanno fallito, noi non possiamo. Qui regna la savana, come ti sei svegliata, Italia? Leone o gazzella? [telecronaca di introduzione a Italia-Nuova Zelanda, 20 giugno 2010]
  • Chiusi, asserragliati, soli. Sembrano accucciati in un angolo, al buio, timorosi di muoversi, di arrivare a quel maledetto interruttore. Basta poco, in fondo: basta un barlume per tornare ad orientarsi, per trovare la porta ed uscire dallo scantinato. Un piccolo sforzo per respirare aria nuova, per tornare liberi di sognare. [telecronaca di introduzione a Italia-Slovacchia, 24 giugno 2010]

Mondiali di calcio Brasile 2014[modifica]

  • Veniamo da momenti difficili, nel calcio e nella vita di tutti i giorni. Abbiamo dovuto stringere i denti e ogni tanto abbassare la testa, ma ora è il momento di ritrovare fiducia, di alzare lo sguardo, di cercare un nuovo orizzonte: ora è il momento di riscrivere in cielo il nostro destino. [telecronaca di introduzione a Italia-Inghilterra, 14 giugno 2014]
  • La conferma è il momento più difficile, non devi sentirti sicuro di quello che hai fatto perché già non conta più. Conta solo ciò che sarà: è la legge del Mondiale, è la legge della vita. La fortuna si costruisce un passo alla volta, senza incertezze e mai da soli. Finché staremo stretti tutti insieme con generosità, italiani, non possiamo avere paura, mai! [telecronaca di introduzione a Italia-Costa Rica, 20 giugno 2014]
  • Ci hanno detto che loro sono più patrioti, più decisi, più cattivi, che la loro garra charrúa ci annienterà, ma nessuno è bravo come noi con le spalle al muro, nessuno come noi sa rialzarsi quando sembra finita, quando si è a un passo dal KO e ti devi aggrappare alle corde; è la nostra storia che ce lo insegna. Nessuno come noi in quei momenti, quando sembra sconfitto, guarda l'avversario dritto negli occhi e ha il coraggio di urlargli in faccia: "noi non molliamo, noi siamo l'Italia, noi non siamo nati per perdere". [telecronaca di introduzione a Italia-Uruguay, 24 giugno 2014]
  • KLOSE! Miro Klose, 2-0 per la Germania! Porta chiusa in faccia al Brasile! Record storico di gol nel campionato del mondo, per Miro Klose! Nessuno mai nella storia come lui! [Brasile-Germania, semifinale, gol di Klose]
  • 3-0 in 24 minuti! 3-0 in 24 minuti! Germania SPA VEN TO SA! [Brasile-Germania, semifinale, dopo il 3-0 di Kroos]
  • Non ho mai visto nella mia vita una semifinale così, e ne ho viste tantissime dal 1970 eh! [Brasile-Germania, semifinale, dopo il 4-0 di Kroos]
  • Questi non si fermano! Potremo assistere alla più grande sconfitta, e forse è già, la più grande sconfitta della storia del calcio brasiliano! [Brasile-Germania, semifinale, dopo il gol del 5-0 di Khedira]
  • E che hai vinto sei a zero in Brasile contro il Brasile lo racconti ai nipoti, ai pronipoti, per generazioni e generazioni. [Brasile-Germania, semifinale, dopo il 6-0 di Schurrle]

Citazioni su Fabio Caressa[modifica]

  • Il caressismo non è giornalismo. È raccontare una partita in maniera folkloristica, usare la stessa enfasi per il gol che fa vincere l'Italia ai Mondiali e per il gol del sette a uno dell'Inter contro l'ultima squadra di serie A. Quando guardo una partita, a me la voce di un piazzista non interessa. Non puoi chiamare Fabio Caressa a commentare le gare di nuoto solo perché è famoso, è un insulto all'olimpismo. (Franco Bragagna)

Note[modifica]

  1. Citato in Renato Franco, La disfida delle tv ai Giochi. La Rai di Bragagna contro Caressa e Sky, Corriere.it, 20 luglio 2012.
  2. Da Skylife, 26 novembre 2007.
  3. Citato in Caressa: "La Svizzera non ha vinto nulla", Tio.ch, 12 dicembre 2013.
  4. Citato in Tancredi Palmeri, Blob 2010, le previsioni di Ibra "Al Barça si vince, non all'Inter", Gazzetta.it, 31 dicembre 2010.
  5. Ascoltabile su Youtube, Lione-Roma, Telecronaca Caressa.
  6. Ascoltabile su YouTube.

Altri progetti[modifica]