Gaio Fratini

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Gaio Fratini (1921 – 1999), poeta, giornalista e critico televisivo italiano.

Citazioni di Gaio Fratini[modifica]

Epigrammi[modifica]

  • Lettera a un critico: Carlo Bo, le spedisco | il libro di mia figlia. | Referenze? Todisco | e il professor Origlia. (Le Ore, 29 marzo 1963)
  • La pista demolita: Corre dietro Silori | il pistard Emanuelli. | Una dama di cuori | rimpiange il Vigorelli. (Le Ore, 29 marzo 1963)
  • Henry Miller resta fuori: È mezzanotte, evviva. | Di Henry Miller | la cultura italiana lentamente | si priva. Emilio Cecchi | ha iniziato il suo numero. Gli specchi | ustori delle nostre telecamere | lo fanno tanto simile a Silori. (Le Ore, 31 dicembre 1963)

Intervista immaginaria[modifica]

  • Rizzoli manda ogni tanto fiori sulla mia tomba. Crede che sia morto e prega i miei nipoti di cercare tra le carte e di riempire i moduli anagrafici dei miei avi.
  • I miei versi migliori sono quelli che ho perduto! Inviati di mattina presto agli amici, per espresso-città, per telegramma.
  • Se fossi nato in Olanda che sta sotto il livello del mare e stupidamente lo deride, non avrei mai scritto una poesia su questa Venezia idiota che tutti salvano a parole e a colpi di interpellante mano.
  • Salvare Venezia è un alibi. Tutti i salvatori di Venezia nascondono qualcosa di orribile, me compreso. Se cade nella laguna un Tintoretto e insieme a lui un bambino del Vietnam, tu chi salveresti il Tintoretto o il bambino del Vietnam?
    Tutti e due.
    Non ci sono braccia abbastanza. Non siamo quadrupedi. E forse questo giustifica il primo romanzo antropologico italiano. L'io antropologico di Giorgio Saviane con prefazione di Carlo Salinari.
  • Ho inviato dei versi a Cattabiani della Rusconi in cui si dice: «Vorrei essere il primo cane asservito all'uomo-editore».
  • Niente è valido una seconda volta.

Bibliografia[modifica]

  • Gaio Fratini, Intervista immaginaria, La Fiera Letteraria, aprile 1973.

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