George Eliot

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George Eliot

George Eliot, pseudonimo di Mary Ann Evans (1819 – 1880), scrittrice inglese.

Citazioni di George Eliot[modifica]

  • Affidiamo la gente alla misericordia di Dio, ma noi non ne dimostriamo alcuna. (da Silas Marner) pagina? edizione? pagina? edizione?
  • Dio è inconcepibile, l'immortalità incredibile, ma il dovere è perentorio e assoluto. (da La donna del tenente francese)
  • Egli era come un gallo che pensasse che il sole fosse sorto per sentirlo cantare. (da Adam Bede, 33)
  • In ogni separazione c'è un'immagine della morte. (da Scenes Of Clerical Life, X; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013)
  • Se presti attenzione ai tuoi discorsi, ti accorgerai che sono guidati dai tuoi intenti meno coscienti.
Watch your own speech, and notice how it is guided by your less conscious purposes [...]. (da The mill on the Floss)

Silas Marner[modifica]

Incipit[modifica]

Un tempo, quando i filatoi ronzavano alacremente nelle fattorie – e persino le grandi dame vestite di seta e di merletti ne possedevano uno di lucida quercia – nei lontani distretti, sperduti tra colline e forre, si potevano incontrare tipi di uomini pallidi e macilenti che, per contrasto con la robusta gente del contado, sembravano i superstiti di una razza diseredata.
Quando uno di questi stranieri, nel precoce tramonto invernale, appariva sull'altipiano, il cane del pastore abbaiava furiosamente – quale cane non sospetta di una persona curva sotto un pesante fagotto? – e di rado questi miseri uomini viaggiavano senza il pondo d'un misterioso fardello. Lo stesso pastore, pur avendo ottime ragioni per credere che quel sacco altro non contenesse che matasse di lino o lunghe pezze di tessuto, non si sentiva del tutto persuaso che quel mestiere di tessitore, pur anco indispensabile, si potesse esercitare senza l'aiuto del demonio.

Citazioni[modifica]

  • La concezione oscura di un potere, suscettibile di essere indotto a forza di persuasione a non infliggere il male, è la forma che più facilmente il sentimento dell'invisibile assume nella mente degli uomini che sono vissuti sempre assillati dalla necessità della vita, e la cui esistenza non è mai stata illuminata da un'ardente fede religiosa. (cap. 1, p. 11)
  • Un tessitore che trova parole ardue nel suo libro degli inni non conosce astrazioni; è come il bambino che non sa cosa sia l'amore materno ma riconosce un viso, un grembo dove si rifugia e si consola. (cap. 2, p. 22)
  • Le sofferenze acute e varie che nascono dalla sensibilità che accompagna una elevata cultura, sono forse meno degne di pietà di quella cupa privazione di ogni consolazione intellettuale, che obbliga le menti rozze a trovarsi costantemente a tu per tu con i propri dispiaceri e le proprie pene. (cap. 3, pp. 37–38)
  • Il senso della propria sicurezza nasce più sovente dall'abitudine che da una precisa convinzione; ecco perché sussiste dopo le che le condizioni si sono talmente modificate, che ci sarebbe ragione di intrepretarle come un motivo di allarme. Il periodo di tempo durante il quale un certo avvenimento non si è prodotto, è, secondo questa logica dell'abitudine, ragione sufficiente perché non si produca mai, perfino quando questo periodo di tempo è precisamente la nuova condizione che lo rende imminente. Per questo un uomo dirà che ha lavorato in una miniera per quarant'anni senza il minimo incidente, per persuadervi che non ha ragione di timore neppure per l'avvenire, anche se il soffitto della miniera minaccia di cadere. Ed è noto che più una persona invecchia e più stenta a credere nella possibilità della sua morte. (cap. 5, p. 49)
  • [...] vi sono sempre due opinioni: quella che un uomo ha di se stesso e quella che gli altri hanno di lui. Ci sarebbero due opinioni su di una campana fessa, se la campana potesse udirsi. (cap. 6, p. 58)
  • Suppongo che una delle ragioni per le quali riusciamo molto raramente a consolare il nostro prossimo, sia quella che il nostro buon volere non sa tradursi in parole. Possiamo mandare doni e aiuti senza dar loro il sapore del nostro egoismo; ma la parola è come un torrente che conserva le tracce del terreno impuro che ha attraversato. (cap. 10, p. 91)
  • I sotterfugi e le piccole bugie dànno, ad un cuore leale, tanta pena quanto ad un artista le pennellate false che solo il suo occhio esperto sa distinguere. Ma diventano leggeri nèi quando tutte le azioni sono state menzognere. (cap. 13, p. 141)
  • [...] è come il succedersi della sera alla mattina, del sonno alla veglia, della pioggia e del raccolto... una cosa va, l'altra viene e noi non ne conosciamo la ragione. Possiamo ben lavorare, lottare, penare, ma quello che facciamo è poca cosa: i grandi avvenimenti accadono all'infuori della nostra volontà; è così, proprio così! (cap. 14, p. 144)
  • Spesso l'anima raggiunge una maturità di perfezione, quando la vecchiaia ha già guastato l'involucro che la contiene: per questo un solo sguardo non basta mai per giudicare la bontà di un frutto. (cap. 16, p. 161)
  • La giustificazione della persona amata è il miglior balsamo che l'affetto possa trovare per le proprie ferite. «Un uomo deve avere tanti pensieri!», ecco la convinzione che permette spesso alla donna di conservare un aspetto sereno, malgrado le risposte brusche e le parole crudeli del marito. (cap. 17, p. 183)
  • Nei momenti di tristezza l'uomo scontento crede di vedere la causa della sua infelicità nella privazione di un bene che non ha mai posseduto. Se è seduto accanto ad un focolare deserto, pensa con invidia a chi, tornando a casa, viene accolto da un coro di voci infantili; se invece siede al desco circondato da una corona di giovani vite, egli teme preoccupazioni e pensieri per ognuna di quelle creature, e pensa che l'impulso che spinge gli uomini a sacrificare la loro libertà, è certamente un atto di follia. (cap. 17, p. 188)
  • Lo sguardo di tacita, reciproca comprensione tra un marito ed una moglie che hanno confidenza l'uno nell'altro, è come il primo momento di riposo e di pace dopo una grande fatica o una grande pena. Non deve essere turbato da parole o azioni che possano offuscarne la benefica impressione di ristoro. (cap. 20, pp. 206–207)

Incipit di alcune opere[modifica]

Adam Bede[modifica]

Con una singola goccia d'inchiostro per specchio, uno stregone egiziano promette di rivelare lontane immagini del passato a chiunque passi per caso di lì. Questo è quello che ho intenzione di fare io per te, caro lettore. Con questa goccia d'inchiostro sull'estremità della mia penna ti mostrerò l'ampia bottega di Jonathan Burge, falegname e muratore del villaggio di Hayslope, come appariva il 18 giugno, nell'anno del Signore 1799.

Il mulino sulla Floss[modifica]

Una vasta pianura, dove la Floss, allargandosi, si affretta al mare tra le verdi rive, e l'innamorata marea, precipitandosi ad incontrarla, le sbarra il corso con un abbraccio impetuoso. Portati da questa marea possente, i neri bastimenti – carichi di tavole d'abete dall'odore fresco, di semi oleosi in sacchi ricolmi, o di carbon fossile cupo e lucente – risalgono verso la città si St. Ogg's, che scopre i suoi vecchi tetti rossi a scanalature e le ampie gettate dei suoi scali tra una bassa collina boschiva e il margine del fiume, tingendo l'acqua di un lieve color di porpora sotto il fuggitivo occhieggiare di questo sole di febbraio.

Middlemarch[modifica]

Miss Brooks aveva quel genere di bellezza che la povertà del vestito sembra mettere in rilievo.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Bibliografia[modifica]

  • George Eliot, Adam Bede, traduzione e cura di Francesca Nizi, Castelvecchi Editore, 2011. ISBN 9788876155499
  • George Eliot, Il mulino sulla Floss, traduzione di Giacomo Debenedetti, Mondadori.
  • George Eliot, Silas Marner il tessitore di Raveloe (Silas Marner, the Weaver of Raveloe), a cura di T. Calandra-Pedrotti, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1966.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]

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