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Giampiero Solari

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Giampiero Solari (1957 – vivente), autore televisivo, drammaturgo e regista italiano.

Intervista di Domenico Gatto, Iteatridellest.com, 18 novembre 2015.

  • [Su Carlo Cecchi] Considero lui come mio primo grande maestro. Di lui mi è sempre piaciuto il punto di partenza, che per me è diventato un costante riferimento: essere in scena prima di essere personaggio. Solo questo: la consapevolezza dello stare in scena, permette di dare vera sostanza al testo e di rendere concrete tutte le battute anche quelle apparentemente non importanti.
  • A volte è vero che utilizzo le mie esperienze teatrali nella televisione, ma anche nel teatro mi piace usare elementi tecnici e stilistici che la televisione mi ha fatto conoscere e sperimentare: un certo uso delle luci e della tecnologia che, credo, riesco a non subire e a indirizzare come mezzo espressivo.
  • [Su Bibi Ballandi] Lui è l'ultimo grande gentiluomo della vecchia guardia di impresari, di persone che comunque hanno sempre rischiato di tasca propria ed innovato.
  • Panariello ha una natura di attore serio. Anche se non ha studiato tanto è molto più bravo di altri che lo hanno fatto per lungo tempo e in scuole prestigiose.
  • Per i presentatori di un tempo come Corrado, Mike Bongiorno, Pippo Baudo, era indispensabile prepararsi su quello che stavano facendo. Mentre quelli di oggi, come Victoria Cabello o Alessandro Cattelan, riproducono modelli esistenti molto legati a quelli americani e, per questo, invece di essere una novità fanno l'effetto contrario. Lo stesso Fazio è un rifacimento di questi talk show, lui lo ha edulcorato, cercato di cambiare ma alla fine è sempre la stessa cosa.
  • Sono consapevole di essere "erede" di un teatro che non può prescindere da alcuni fondamentali come quelli della biomeccanica di Meyerhold che rompe e innova rispetto a Stanislavskij e riconosco a Lyubimov di aver traghettato Meyerhold verso il nostro tempo.

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