Fabio Fazio

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Fabio Fazio (1964 – vivente), presentatore televisivo italiano.

Citazioni di Fabio Fazio[modifica]

  • Ci sono centinaia di persone morte ogni anno per mancanza di organi, tutto il resto sono cazzate.[1][2]
  • [A Elisa] Conservati così che sei un miracolo... (da Che tempo che fa, 23 dicembre 2007)
  • In amore un piccolo gesto può fare perdonare tante cose: dai, slacciati le mutande.[3]
  • L'amore è la cosa più bella della vita. Come la figa.[3]
  • Rodotà è da sempre impegnato per l'affermazione dei diritti di tutti. E i diritti sono il fondamento di ogni gesto e pensiero.[4]
  • Se un esquimese fosse portato per il golf, come e soprattutto dove potrebbe allenarsi?[5]
  • «Vuoi salire a bere qualcosa?»
    «No, dai, scopiamo qui.»[3]
  • Quello che è costruito fuori condiziona molto quello che costruisci dentro. [...] Se sei in un luogo bello, cambia il tuo stato d'animo. Noi abbiamo trascurato le cose belle della vita. Abbiamo costruito un mondo in cui conta solo ciò che è monetizzabile: persino lo spazio e il tempo.[6]
  • Si considera un lusso tutto ciò che rende bella la vita: conoscere è un lusso; e la bellezza è il futuro del conoscere. È solo questo che fa le cose belle o brutte: se conosci, se hai consapevolezza. La globalizzazione ha spazzato via quella che da sempre è stata una caratteristica degli esseri umani: la ricerca del bello non come puro estetismo, ma al contrario come costruzione di sé.[6]
  • Credo che si debba distinguere tra godimento e sfruttamento. Il godimento di un bene mi trova assolutamente d'accordo: la bellezza deve essere accessibile, deve essere goduta dalle persone interessate. Lo sfruttamento implica secondo me un tradimento, non perché ne derivi un utile economico, ma perché ne deriva la trasformazione di quel luogo in un'altra cosa.[6]
  • Noi stiamo usando i luoghi simbolici come sfruttamento economico o anche solo perché l'architetto che vi interviene verrà notato. Un conto è evitare che Pompei crolli, un altro conto è ricostruirla e farne Disneyland. È importante capire il tempo che passa, i segni lasciati dal tempo. Ha senso conservare, ha meno senso migliorare o aggiornare; [...]. Le cose hanno un valore se riesci a rivederle con gli occhi di oggi, scoprire se ti raccontano qualcosa.[6]
  • Tra il pop e la catastrofe estetica il confine è labile.[6]
Sette, 28 ottobre 2010
  • La televisione di questo tempo, tutto vuol fare tranne raccontare la realtà. È la tv del verosimile, non del vero. E il nostro [il programma con Roberto Saviano, Vieni via con me] vorrebbe essere un atto di verità, una testimonianza d'amore. Non una trasmissione politica, e neppure d'inchiesta. Un racconto dell'Italia di oggi.
  • Non ne posso più della Padania. Che cos'è? Quali sono i confini? Io sono di Savona, dove si parla un dialetto diverso da quello di Genova che è a quaranta chilometri, figurarsi da quello di Trieste o di Rimini. Non ne posso più della confusione che si fa tra gli abitanti del Nord Italia e gli elettori della Lega. Ci sono moltissimi settentrionali che non votano Lega e si sentono italiani, non padani.
  • [L'Italia di oggi] Un Paese spaventato. Rattrappito dalla paura. Il mondo globale guarda all'Italia e al suo stile, che non significa solo moda ma soprattutto modo di vivere; proprio mentre l'Italia sembra non credere più nel futuro, non pensa che possa essere migliore del presente.
  • C'è un rapporto biunivoco tra il premier e il Paese. L'Italia non vedeva l'ora che ci fosse Berlusconi; e l'Italia è così perché c'è Berlusconi.
  • Sono alla Rai da ventisette anni. Ho ancora un anno di contratto. Ricordo la prima volta che andai in via Teulada: era una leggenda che diventava realtà. Temo che la svolta sia venuta quando è caduto l'articolo, quando "la Rai" è diventata semplicemente "Rai": Rai e Mediaset. Si è cominciato allora a dire "l'azienda", pur sapendo che la Rai non poteva essere, anzi non doveva essere solo un'azienda.

Citazioni su Fabio Fazio[modifica]

  • Anche lui è rosso, un ciliegione che non ha eguali neppure nella vermiglia Rai Tre. Però ama interpretare il ruolo opposto. Quello dell'abatino innocente senza parrocchia, amico di tutti e nemico di nessuno. In realtà, nella Rai odierna frantumata in sultanati, non c'è nessuno più fazioso di lui. Ha la manina avvolta nel velluto grigio, ma dentro vi nasconde lo stiletto avvelenato. È con questa lama che Fazio pratica una censura inflessibile. [...] Fazio aveva invitato Pietro Ingrao [...]. In preda a vuoto di memoria, il vecchio capo comunista sostenne che il Pci aveva preso aspre distanze dall'invasione sovietica dell'Ungheria, nel 1956. Un falso totale, come ci insegna la storia. Ma Fazio, e il pubblico invitato, si guardarono bene dall'obiettare. Nemmeno un mormorio, un colpo di tosse, un'occhiata di sbieco. Come mai? Edmondo Berselli, un intellettuale libero scomparso da poco, lo spiegò così sull'Espresso: «Perché in quel momento si stava celebrando l'apoteosi senescente, ma non senile, di un comunismo impossibile, l'utopia, il grande sogno, l'assalto al cielo. E quindi tanto peggio per i fatti, se i fatti interrompono le emozioni». A Fazio la verità dei fatti non interessa. Soprattutto quando traccia un quadro della storia e della realtà italiana che fa a pugni con il suo ristretto orizzonte politico. (Giampaolo Pansa)
  • Lui è noioso, i suoi ospiti sono noiosi. (Fabri Fibra)
  • Per essere ammessi in tv bisogna appartenere alla nuova specie televisiva creata negli anni berlusconiani, ma che va ancora di moda. La figura del paraculo, sì, scriva pure così, quello che non si schiera mai, che si mimetizza, che fa del qualunquismo una bandiera. [...] Nomi e cognomi, come faccio nello spettacolo. Bonolis che dichiara di non sentirsi né di destra né di sinistra, Fabio Volo che si vanta di essere qualunquista, Simona Ventura che si definisce equidistante, aggiungendo candidamente di aver lavorato a Mediaset inseguita dal pettegolezzo di essere l'amante di Galliani e di averlo lasciato credere. [...] Gene Gnocchi, Fiorello, Fabio Fazio, Baudo stesso. [...] Sono gli eroi dell'opportunismo tv, quelli con la maschera patinata. Lavorano rispettando la condizione di non disturbare, non accorgendosi che l'opportunismo è una forma di corruzione. (Daniele Luttazzi)

Note[modifica]

  1. Il monologo di Celentano sui trapianti d'organo e sulla legge italiana del "silenzio-assenso" pronunciato in diretta televisiva nel corso della trasmissione 125 milioni di caz..te è stato oggetto di numerose critiche nei giorni successivi. In particolare Fazio, ironizzando sul titolo della trasmissione, si riferisce ad una parte del monologo di Celentano: «In Italia c'è una legge che sono sicuro che è sbagliata. La legge che ci obbliga a donare gli organi. [...] Come fa lo stato a obbligarci a donare gli organi? Sulla legge è scritto che lo stato deve aspettare che l'encefalogramma è piatto. Così un bel giorno io mi posso svegliare in ospedale senza un braccio. "Avevi l'encefalogramma piatto", mi verrebbe comunicato. Adesso uno non può avere più neppure l'encefalogramma piatto.»
  2. Citato in Fazio: "Centinaia di morti all'anno, il resto sono caz..te", Repubblica.it, 29 aprile 2001.
  3. a b c Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, volume quarto (a gratis), Editore Zelig, Milano, 1994. ISBN 88-864-7102-5
  4. Dal profilo su twitter, 18 aprile 2013.
  5. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 71, ISBN 88-8598-826-2.
  6. a b c d e Da Pensando a Mike piloterà questo jumbo-festival, la nostra grande festa nazionale. E vi dimostrerò che anche Sanremo ha la sua grande bellezza, intervista di Aldo Cazzullo, Sette, 14 febbraio 2014.

Film[modifica]

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