Gian Carlo Minardi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Gian Carlo Minardi (1947 – vivente), imprenditore italiano.

Citazioni di Gian Carlo Minardi[modifica]

  • [«Nella sua lunga carriera qual è il ricordo più bello che ha?»] Credo che sia il 5 aprile del 1985, quando alle 9:30, era un venerdì, si è acceso il semaforo verde e in quel momento lì ho detto: "Sono in Formula 1", perché la macchina è partita dai box. Quella è una sensazione che rimane unica.[1]
  • [Su Enzo Ferrari] Era un personaggio molto duro, che ha fatto del motorsport la sua vita, indole che condivido. Anch'io ho fatto del paddock la mia vita, il paddock è la mia seconda famiglia.[2]
  • [Su Ayrton Senna] Io l'ho conosciuto nel 1982, quando ancora non era nessuno e girava in Formula Ford, una specie della nostra Formula 4 attuale, ma ancora più rustica. Ayrton correva in Inghilterra in quel periodo e il mio pilota di allora, Paolo Barilla [...] mi disse di andare a vedere questo ragazzo. Senna frequentava molto Parma perché, allora, era il centro del mondo per i kart. [...] Insomma, andai a vedere Ayrton Senna prima in Inghilterra e poi a Hockenheim in Germania e scoprii un ragazzo che aveva sei marce in più rispetto a tutti gli altri. Un talento abbagliante. A Hockenheim lo invitai a cena e gli offrii un contratto da professionista per correre con la Minardi, lui mi ringraziò tantissimo — ero il primo a fargli questo tipo di offerta — ma disse che aveva già pianificato tutto il suo futuro: doveva diventare campione di Formula 1 nel 1988. [«E infatti ha vinto proprio in quell'anno il suo primo titolo mondiale»] In seguito ci siamo sentiti e frequentati spesso. Non ho mai lavorato con lui come pilota, ma ho avuto momenti molto belli da consigliere: quasi da fratello maggiore. L'ultimo purtroppo è stato il sabato sera prima dell'incidente a Imola. Mi diceva sempre che, dopo la vittoria del quinto titolo mondiale — per pareggiare il record di allora di Fangio —, sarebbe venuto a correre da noi per far diventare grande la Minardi.[2]
  • [«Che differenza vede tra la sua Formula 1 e quella di oggi?»] Oggi c'è più competitività che permette anche alle scuderie minori di lottare per buone posizioni. Non comprendo quelle persone che criticano la Formula 1 attuale. Ai miei tempi il distacco tra i team più forti e quelli più deboli era di quattro-cinque secondi, oggi in meno di tre ci sono 20 monoposto su un circuito di 5,3 chilometri e 15 curve. Alla competitività vengono però meno i sorpassi e contano di più le strategie, gli ingegneri e le abilità dei piloti.[3]
  • Sono sempre stato molto attento ai risultati dei giovanissimi, grazie anche all'aiuto di validi collaboratori [...] Uno di questo era proprio un ex Minardi, Adrian Campos. Dopo avermi segnalato Mark Gené, che corse con noi per due stagioni, mi portò all'attenzione Fernando. Iniziai quindi a seguirlo e rimasi subito folgorato. Era chiaro che aveva qualcosa in più. [...] Tradizionalmente il mio team metteva in palio per i piloti che vincevano i campionati [formativi] più importati un test. Quell'anno [1999] fu chiamato quindi anche Fernando in Spagna insieme ad altri piloti. Nonostante la pioggia, Alonso fece vedere cose che non avevo mai visto in un debuttante. Giocava con la macchina, tant'è che al terzo passaggio aveva già segnato il miglior riscontro cronometrico, dimostrandosi di un secondo e mezzo più veloce di ogni altro tester. A quel punto capii che avevo a che fare con qualcuno che era diverso da tutti gli altri piloti.[4]

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Carlo Platella, "Il mio ricordo più bello? Il 5 aprile del 1985...", F1ingenerale.com, 20 giugno 2019.
  2. a b Dall'intervista di Jacopo Cirillo, Formula umano, Luz.it.
  3. Dall'intervista di Lorenzo Pastuglia, Minardi: "Toro Rosso ha aperto una nuova era. La F1 di oggi? Più competitiva di una volta", Lastampa.it, 11 aprile 2018.
  4. Citato in Quando Minardi rimase folgorato da Alonso, Formulapassion.it, 28 febbraio 2021.

Altri progetti[modifica]