Herbert Fisher

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Herbert Fisher

Herbert Albert Laurens Fisher (1865 – 1940), storico e politico britannico.

  • La purezza della razza non esiste. L'Europa è un continente di razze miste.
Purity of race does not exist. Europe is a continent of energetic mongrels. (da A History of Europe, cap. 1)
Politics is the art of human happiness. (da A History of Europe, cap. 3)

Napoleone[modifica]

Incipit[modifica]

La giovinezza
Quando pensiamo a Napoleone Bonaparte, quale mondo di visioni e di memorie sorge davanti alla mente nostra! Chi non conosce l'aspetto esteriore del più grande conquistatore e condottiero dell'èra moderna: quella piccola, o addirittura bassa statura, quella testa tonda e simmetrica, e il pallore ulivigno delle guance, e la fronte prominente, e il taglio del naso e della bocca, scolpito come nei più puri marmi dell'arte classica, e soprattutto gli occhi, fondi e incastonati, grigi e luminosi, ora balenanti elettriche scintille, ora velati e assorti in una specie di contemplazione impenetrabile? L'immagine di Napoleone è universalmente nota nel suo insieme, anche per quelle fogge d'abito nelle quali i pittori si sono tanto compiaciuti di ritrarlo. Tutti dunque conosciamo la compatta energia del suo torace e delle sue spalle, l'impeto scattante di ogni suo gesto e moto, i suoi denti bianchi e le sue belle mani, così come ci sono familiari il cappello bicorno e il lungo soprabito di stoffa bigia che egli usava portare cavalcando verso la vittoria.

Citazioni[modifica]

  • Nella storia d'Italia il più significativo aspetto della sistemazione politica data alla penisola da Napoleone non fu il tradimento ai danni di Venezia, ma la fondazione della Repubblica Cisalpina. (p. 40)
  • Il metodo col quale Bonaparte si fece padrone della Francia è caratteristico dell'uomo e del suo tempo. Egli rovesciò la costituzione con l'astuzia e con la violenza. (p. 60)
  • La caduta di Napoleone è una trilogia, della quale Mosca, Lipsia e Fontainebleau sono le parti successive, e Waterloo è l'epilogo. (p. 158)

Storia d'Europa[modifica]

Citazioni[modifica]

  • Danton era uno statista e un patriota superiore ai rivoluzionari del suo tempo: possedeva il senso delle esigenze essenziali, uno spirito libero da illusioni e una capacità rara di azione risoluta. (p. 26)
  • Come tutti gli statisti in tempo di guerra, Danton vedeva nel terrore uno strumento politico indispensabile. Finché nemici stranieri calpestavano il suolo di Francia, non era ammissibile alcuna discordia tra i francesi. (p. 26)
  • [Maximilien de Robespierre] Nel marzo mandò al patibolo, accusandoli di anarchia e ateismo, Hérbert e Chaumette. Nell'aprile, la fredda lama cadde su Danton e Desmoulins, il quale nel Vieux Cordieler, l'unica vera opera letteraria prodotta durante la rivoluzione, aveva invocato un ritorno alla clemenza e alla moderazione. (p. 33)
  • Anche i codardi trovano per difendersi il coraggio della disperazione. (p. 33)
  • L'esito di una guerra dipende dalla capacità di collaborazione del supremo comando civile e del militare nell'inspirare fiducia e dare alla nazione e alle truppe il senso d'una direzione continua e vivificante. (p. 224)
  • Che la grande guerra fosse provocata dal capitalismo è una favola senza fondamento. Dappertutto, se non forse in qualche centro d'industrie belliche, i più importanti uomini d'affari furono atterriti dalla prospettiva di un conflitto. (p. 370)
  • [Sulla Prima guerra mondiale] I socialisti, dimenticando i loro sogni di pace universale, votarono i crediti di guerra a Berlino e a Parigi. Un nazionalismo violento e appassionato sopraffece ogni altra forza. (p. 370)
  • [Sulla Prima guerra mondiale] Ogni nazione era convinta che la propria causa fosse giusta, si credeva minacciata da un perfido nemico bramoso di ucciderla, e pensava che soltanto la propria vittoria potesse salvare l'ordine morale nel mondo. (p. 371)

Bibliografia[modifica]

  • H. A. L. Fisher, Napoleone (Napoleon), traduzione di G. Paganelli-Aventi, Cappelli, 1964.
  • H. A. L. Fisher, Storia d'Europa (A History of Europe), traduzione di Ada Prospero, Editori Laterza, 1976.

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