Niccolò Paganini

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Niccolò Paganini

Niccolò Paganini (1782 – 1840), violinista e compositore italiano.

Citazioni di Niccolò Paganini[modifica]

  • Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.[1]

Attribuite[modifica]

Citazioni su Niccolò Paganini[modifica]

  • Domenica di Pasqua; di sera ho ascoltato Paganini. Che estasi! Nelle sue mani gli esercizi più aridi si impongono come affermazioni vigorose. (Robert Schumann)
  • Era l'espressione della musica stessa, il suo corpo ne viveva le vibrazioni, bruciante sempre di febbre, evocava qualcosa di soprannaturale. Dava così totalmente se stesso quando suonava, che ne usciva sfinito, distrutto da crisi che sembravano epilettiche. Come lui, anch'io non sento radici. Lui apparteneva alla sua musica. (Klaus Kinski)
  • La forza misteriosa con la quale riesce a commuoverci, oltre a Liszt, la possiede solamente Paganini. (Robert Schumann)
  • Si pensa sempre che il virtuosismo sia qualcosa di "negativo". "Virtuoso" deriva da "virtù": si ha, quindi, una virtù e questa virtù, la porti ai grandi cantabili espressivi. Occorre considerare che Paganini è vissuto nella grande epoca del melodramma italiano. Paganini, strumentista spettacolare, meraviglioso, ha messo al servizio della musica la sua tecnica, il suo, appunto, virtuosismo. [...] Se si ha una tecnica notevole, si riesce meglio ad "essere virtuosi" rispetto alla situazione in cui non la si abbia, la tecnica. Quindi, bisogna possederla e "dimenticarla" al momento opportuno. Paganini ha "trasportato" sul violino tutte le sue esperienze del melodramma, esperienze derivategli anche dalle sue grandi amicizie, da Rossini a Donizetti... Tant'è vero che Rossini diceva sempre che "meno male che Paganini è occupato con il violino perché se cominciasse a scrivere delle opere sarebbe un po' difficile per noi!". (Salvatore Accardo)

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1735.

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