Peppe Lanzetta

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Peppe Lanzetta (1956 – vivente), drammaturgo, attore e scrittore italiano.

Citazioni di Peppe Lanzetta[modifica]

  • Domenica 9 agosto
    Via Bartolo Longo, Ponticelli, odore di niente e raffinerie che da Brecce a Sant'Erasmo fanno arrivare odore di petrolio, raffiche di combustibile sulle palazzine lotto zero delle Case nuove.
    Case nuove si fa per dire già distrutte dal tempo e dall'inedia di chi non parte, di chi non è mai partito, di chi resta, di chi non si muove, qua dove l'estate non c'è, dove sembra che siano sempre e solo "mezzi tempi".
    Non ci sono valigie da preparare, beautycase, borsoni da mare da riempire, nurse da far preparare per partenze annunciate, playstation da portare dietro per bambini annoiati ricchi biondi e già emuli di padri stanchi ricchi e annoiati.
    Qui no. [...]
    Ponticelli che non parte perché per partire ci vogliono i soldi e dove sono i soldi? è l'unica cosa che non c'è qui dietro queste palazzine dove si trova tutto quello che si cerca, basta solo pagare, tirare fuori la grana, i soldi, il formaggio, l'argent, 'e ppatane, 'e bbane, basta tirare fuori l'unica cosa che invece qui non c'è. E ci fa stare nervosi, caldi, oppressi, sudati, sfastidiosi e non si può nemmeno dormire, bisogna uscire fuori ai balconcini che danno sull'asfalto nerobollente che arriva fino al rione De Gasperi. Ponticelli mon amour.[1]

Leggende Metronapoletane[modifica]

Incipit[modifica]

Al capolinea dei sogni il Bronx napoletano
Antoine messa in piega. Antoine permanente. Biondo, cenere, castano. Ciro, parrucchiere di periferia, in arte Antoine, sogna Parigi, il Forum de les Halles, Faubourg St. Honoré, ma il suo presente sono solo facce dallo sguardo assente, sepolti vivi di un tempo difficile. Antoine segnato dal vento che scompiglia i capelli già fatti o da fare e intanto il cielo è grigio e basso sulle nuove palazzine dove dovrebbe arrivare la metropolitana. Per farci sognare, correre, accelerare, per farci andare al Vomero in un paio di minuti, per farci cambiare faccia, eppure siamo sempre noi, sempre quelli di Bakù o via Ghisleri, quelli del mercatino del sabato e quelli che evitano il ponte quando intorno c'è odore di Madama.

Citazioni[modifica]

  • Piazzabellapiazza che hai visto i pullman scaricare gli studenti venuti da Marano e da Giugliano, rossi di faccia e di vino genuino, stipati, accoppiati, uniti abbracciati, toccati, sfiorati... Che hai visto cortei, disoccupati, senzatetto, innamorati, tossici, vagabondi, sbandati, barboni, pittori, punks, metallari, scoppisti, capelloni, fricchettoni, impiegati rintanarsi sotto la storica pensilina di quella fermata che come una Grandemadre li ha accolti, stretti, uniti, per ripararli dalla pioggia delle sere di novembre, aspettando ognuno il suo turno che non arrivava mai.
    Ora t'hanno dato un po' d'America farcita di Ketchup & maionese, un presidio di polizia, un divieto di parcheggio, tanti telefoni in più. Di tanto in tanto ci vengo e alzo gli occhi verso quel marpione di Dante e mi perdo nel suo sguardo che ci ha accompagnato durante questi anni di Rock & Malinconia, sole battente, proteste ed eskimo inzuppati. (da Piazza Dante. Grandemadre pensilina, p. 29)
  • Innamoratevi a Napoli. Sposatevi a Battipaglia. Divorzierete a Potenza. Napoli città degli innamorati.
    Per la gioia di Alberoni e sua moglie. Macchine incolonnate aspettano di entrare in città. Gente smaniosa, single, depressi, abbattuti, ipocondriaci, gente insomma spenta che fa la fila perché ha saputo che a Napoli ci s'innamora. (da Innamorarsi a Napoli, anzi a Ponticelli, p. 30)
  • Se fossi un detenuto, vorrei un libro
    per volar via, oltre le mura del carcere
    (p. 31)

Incipit di Una vita postdatata[modifica]

Notte hawaiana. Notte afosa. Notte napoletana.[2]

Note[modifica]

  1. Da Tropico di Napoli, Feltrinelli, Milano, 2003, p. 90. ISBN 88-07-81753-5
  2. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Bibliografia[modifica]

  • Peppe Lanzetta, Leggende Metronapoletane, I Prismi, Edizioni de Il Mattino, stampa 1996.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]