Prima pagina (film)

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Prima Pagina

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Titolo originale

The Front Page

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1974
Genere commedia
Regia Billy Wilder
Soggetto Ben Hecht, Charles MacArthur
Sceneggiatura I. A. L. Diamond, Billy Wilder
Produttore Universal Studios, Paul Monash
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
  • Semana Internacional de Cine de Valladolid 1975: Premio speciale della giuria
  • David di Donatello 1975: Miglior regista straniero, miglior attore straniero (Walter Matthau e Jack Lemmon)

Prima Pagina, film del 1974 con Jack Lemmon e Walter Matthau, regia di Billy Wilder.

TaglineÈ la storia più scottante dall'incendio di Chicago... e loro ci sono seduti sopra.

Frasi[modifica]

  • Se Hildy si fa vivo saresti così gentile da dire a quel grandissimo figlio di madre ignota di venire di volata qui da me? (Walter) [al telefono]
  • I giornalisti... ah! Un branco di analfabeti con la forfora sul collo e le pezze al sedere, che spiano dai buchi delle serrature e svegliano la gente nel cuore della notte per domandargli se hanno visto passare un bruto in mutande, che rubano alle vecchie madri le fotografie delle figlie violentate in Oak Park e tutto perché? Perché un milione di commesse e di mogli di camionisti ci piangono sopra. E poi... il giorno dopo la prima pagina serve per incartare un chilo di trippa. (Hildy) [ai colleghi della sala stampa]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Walter: Alle 7 in punto Williams tira le cuoia. Alle 7:03 tu esci nel cortile dove c'è un'ambulanza che ti aspetta con dentro una camera oscura e una macchina da scrivere, e poi partite a sirene spiegate. Mentre tu batti l'articolo si sviluppa il negativo. Alle 7:22 la foto va in incisione e noi cominciamo a comporre il tuo pezzo. Alle 7:56 facciamo il bozzone della prima pagina. Alle 8:12 partono le rotative e alle 8:47 siamo in edicola con un'edizione straordinaria! Che ne dici?
    Hildy: Walter, o tu vinci il premio Pulitzer o vai in galera per un anno.
    Walter: E tu con me perché ci siamo dentro tutti e due.
  • Walter: Ci servono le ultime parole di Williams mentre sale i fatali tredici gradini. Ci vuole una frase memorabile, se necessario inventala tu.
    Hildy: Vuoi sentire le ultime parole? Te le dico subito: io me ne vado.
    Walter: Uno che sta per essere impiccato? No, macché, non può dire "me ne vado".
    Hildy: Mica Williams, io me ne vado.
  • Hildy: Vado a sposarmi.
    Walter: Vai a sposarti? E perché cavolo, sei già stato sposato.
    Hildy: Eh sì, bel matrimonio: appena partito in viaggio di nozze tu mi buttasti giù dal treno per il servizio su quella vecchia uccisa con la fiamma ossidrica.
    Walter: È per questo che sei un giornalista di prima classe: tu sei sempre nel posto giusto al momento giusto.
    Hildy: Ma non stavo mai a casa, Walter: né per Natale, né per il nostro anniversario, quando lei era in ospedale e aveva le ore contate io stavo nel Tennesse a seguire il processo dell'imbalsamatore pazzo, e non mi succederà più, Walter, ora basta.
    Walter: Ok, ok. Vuoi rifare un'altra volta il tuffo? D'accordo. Allora facciamo così. Prima mi segui l'impiccagione e dopo puoi sposarti, ti prendi tutto il weekend, non devi tornare in ufficio fino a martedì.
    Hildy: Martedì io sarò a Philadelphia.
    Walter: A Philadelphia?
    Hildy: Sì prendiamo il treno di mezzanotte. Domani pomeriggio ci sposiamo, con la sua famiglia, e i parenti, gli invitati, gli amici, e martedì io comincio a lavorare per suo zio in un'agenzia pubblicitaria.
    Walter: Un'agenzia pubblicitaria?
    Hildy: Sì, torno alla vita normale, lascio questo bordello.
    Walter: Vuoi dire che ti metterai a scrivere fregnacce come "Traverserei il deserto per una Camel" oppure "Dio li crea e Flit li uccide"?
  • Walter: Ah ma perché non me l'hai detto? Ti avrei organizzato una festicciola d'addio, scusami...
    Hildy: No, no, le conosco le tue festicciole d'addio. Quando Benetch partì per Hollywood gli mettesti un sonnfero nel gin e ci vollero 4 persone per metterlo sul treno.
    Walter: Bella fine ha fatto: sta seduto tutto il giorno sotto le palme di cartone a scrivere i dialoghi per Rin Tin Tin. Ma che vi prende a voialtri! Siete tutti dei traditori. Se non è Hollywood è Broodway o Parigi, dovete... dovete scrivere tutti il grande romanzo per diventare John Fitzgerald, Cristo! E adesso ti vai a vendere anche tu, l'ultimo vero giornalista che mi era rimasto!
    Hindy: Senti buffone lasciala perdere la vasellina.
  • [Walter Burns si reca al teatro dove Peggy Grant lavora, e facendosi passare per un agente di custodia cautelare cerca di fare in modo che il matrimonio tra lei e Hildy salti]
    Walter: Mi scusi le posso dire due parole? Mi chiamo Fishbein, Otto Fishbein.
    Peggy: Se lei è un agente teatrale non si disturbi, perché abbandono la mia attività.
    Walter: Oh no no no no. Sono un agente per la libertà vigilata.
    Peggy: Per la libertà vigilata? [Walter esibisce un adesivo a forma di stella che aveva precedentemente staccato da un cartellone pubblicitario] Che cosa c'entro io?
    Walter: C'è stato segnalato che lei avrebbe intenzione di sposare un certo Hildebrand Johnson, noto anche come Hildy Johnson.
    Peggy: E allora?
    Walter: Be' per noi va bene però ci risulta che volete trasferirvi a Philadelphia.
    Peggy: Perché, c'è qualcosa di male?
    Walter: Eccome! Non può lasciare Chicago, deve presentarsi da noi tutte le settimane.
    Peggy: Perché?
    Walter: Perché è in libertà vigilata.
    Peggy: Per quale motivo?
    Walter: Ma come, non glielo ha detto? Be' certo non è mica facile eh...
    Peggy: Ma di che cosa sta parlando?
    Walter: Ah via non si spaventi, non è proprio un vero criminale, è soltanto malato.
    Peggy: Malato!?
    Walter: Be' non sempre, ma ogni tanto gli viene quel bisogno irrefrenabile...
    Peggy. "Bisogno..." ... stia a sentire, non sono una ragazzina, sono già stata sposata, e quindi... che cosa ha fatto Hildy?
    Walter: Vede finché lo faceva nei vicoli oscuri e nei parchi deserti, be'... noi e la polizia chiudevamo un occhio. Ma l'ultima è successo in pieno giorno, alla Galleria d'Arte Moderna.
    Peggy: Oh santo cielo, che cosa è successo?
    Walter: Ecco: c'erano sedici ragazze delle scuole medie in visita di studio, e lui si era piazzato in cima alla scalinata, con un impermeabile addosso e non pioveva da due mesi.
    Peggy: E secondo lei questo sarebbe un delitto?
    Walter: Lo sa cosa portava sotto? Le scarpe e i calzini.
    Peggy: E che altro?
    Walter: Nient'altro. E diceva le solite frasi degli esibizionisti: "Ehi donne guardate!" [aprendo e chiudendo la giacca]
    Peggy: [imbarazzata e sconvolta] ... non ci posso credere.
    Walter: Abbiamo una pila di denunce alta così.
    Peggy: Povero Hildy...
    Walter: Già, povero Hildy. Adesso sarebbe in galera, se non fosse per quel suo direttore, Walter non-so-che...
    Peggy: Walter Burns?
    Walter: Esatto. Si è dato molto da fare con la procura e con i giudici. Quello sì che è un vero amico.
  • Walter: Ci dedicheranno una strada: via Johnson, piazza Burns...
    Hildy: Come mai tu una piazza e io solo una via?

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