Istruzione pubblica

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Citazioni sull'istruzione pubblica e sulla scuola pubblica.

  • [Nelle scuole pubbliche] gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie. (Silvio Berlusconi)
  • In uno dei più bei romanzi di Robert Walser, Jakob von Gunten, si legge: «Noi allievi non speriamo nulla, anzi ci è severamente vietato nutrire nel nostro intimo alcuna speranza per l'avvenire; e nondimeno siamo perfettamente tranquilli e sereni». La tranquilla – e rassegnata – disposizione d'animo del protagonista riflette alla perfezione quello che è ormai diventato il rapporto tra studenti e scuola pubblica. Da una parte un'istituzione sfinita e snaturata nel suo intimo da riforme affastellate le une sulle altre, dall'altra gli studenti, che, in molti casi, accettano con una certa assertività lo stato delle cose. (Stefania Auci)
  • Io sono stato sempre favorevole alla scuola pubblica. La scuola privata è un anacronistico privilegio. (Giuseppe Berto)
  • L'insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l'eroe dei nostri tempi; indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli. (Pierluigi Bersani)
  • L'unico simbolo ammissibile in una scuola pubblica, o in un tribunale, è questa bellissima spirale del DNA umano, e quella è veramente internazionale, universale. (Aldo Busi)
  • La scuola pubblica forse non è il massimo per l'istruzione, ma è il posto dove i bambini imparano a muoversi in società, non puoi insegnare ai bambini a muoversi in società, devono impararlo da soli e il posto dove possono farlo è in cortile alla mensa, eccetera. (South Park)
  • Poiché, a paragone dell'insegnamento gratuito ereditato da Jules Ferry, la scuola pubblica rimane oggi l'ultimo luogo della società di mercato in cui il bambino cliente debba pagare di persona, piegarsi al do ut des: sapere in cambio di studio, conoscenze in cambio di sforzi, accesso all'universalità in cambio dell'esercizio solitario della riflessione, una vaga promessa di futuro in cambio di una piena presenza in classe, ecco ciò che la scuola esige da lui. (Daniel Pennac)

Corrado Barbagallo[modifica]

  • Augusto continuò [nell'istruzione pubblica] il concetto e la politica di Cesare. Per lui, come per il suo grande predecessore, i maestri delle scuole elementari, medie e superiori, erano, nella vita dello stato, non quantità ingombranti, ma elementi di forza e di benessere sociale.
  • L'istruzione pubblica in Europa è tutta creazione italica. Il più geniale dei filologi francesi, Gastone Boissier ha illustrato mirabilmente, da par suo, questo grandissimo, tra i meriti della nostra stirpe, nella storia della civiltà umana: «Appena gli eserciti romani erano penetrati nei paesi sconosciuti, vi si fondavano scuole; i retori vi giungevano dietro le orme del generale vincitore, portando seco la civiltà. La prima cura di Agricola, appena ebbe pacificato la Britannia, fu di ordinare che ai figli dei capi s'insegnassero le arti liberali.»
  • Ma la impronta caratteristica, che il governo di Nerone lasciò nella storia dell'istruzione pubblica, non si rintraccia nelle scuole primarie o in quelle di retorica o di filosofia.
    L'originalità del suo governo consistette invece nella introduzione di una nuova forma di educazione fisica nel piano generale dell'istruzione e della vita romana, non che il decisivo trionfo del culto dell'istruzione musicale: due fatti, che reagirono contro tendenze tradizionali, subirono discussioni e contrasti vivaci, e furono tutta opera personale del principe.

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