Filiberto Zaratti

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Filiberto Zaratti nel 2013

Filiberto Zaratti (1956 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Filiberto Zaratti[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Ora, bisogna ricordare che, quando si fa opposizione, e l’onorevole Meloni lo ha fatto nella precedente legislatura, è facile prendere posizioni di principio. La stessa Meloni, che è venuta qui a invocare una coerenza rispetto al proprio passato, lo ha fatto in modo molto deciso. Ma la coerenza non è soltanto la coerenza della propria appartenenza, non è soltanto la coerenza della propria cultura. La coerenza deve essere anche relativa alle cose che si sono dette negli anni in cui si faceva l’opposizione.[1]
  • È facile fare profitti in questo Paese, esorbitanti, comprando il gas con i vecchi contratti e rivendendo, però, il prodotto ai prezzi di mercato. Gli extraprofitti devono essere restituiti agli italiani e alle italiane.[1]
  • La Meloni ha incontrato il presidente al-Sisi e in quella sede ha parlato di tante cose, lo diceva il collega Bonelli, ha parlato di petrolio, ha parlato di gas, ha parlato di armi. L’unica cosa che ha dimenticato - lo voglio ricordare anch’io - è di affrontare il caso dei diritti umani e di Giulio Regeni.[1]
  • Giulio Regeni era un italiano? La Presidente Meloni che dice di voler difendere gli italiani, ci crede e crede che sia giusto intervenire anche per chiedere la verità su Giulio Regeni? Oppure Regeni era un italiano di “serie B”, un italiano che non meritava la verità, un italiano che non merita la tutela del suo Paese?[1]
  • Dopo la presenza alla COP27 della Presidente Meloni, l’unica iniziativa che è stata presa è quella di cercare di riaprire le trivellazioni. Quando già ancora alcuni mesi fa la stessa Meloni diceva che aprire nuovamente le trivellazioni nei nostri mari e nel nostro Paese era un favore ai poteri forti.[1]
  • Voglio ricordare che è necessario sbloccare le autorizzazioni per gli oltre 250 gigawatt di energia rinnovabile in attesa di autorizzazione, di cui nessuno parla.[1]
  • [...] in questo momento il Governo Meloni vuole continuare con la strategia forte con i deboli e debole con i forti, addirittura ostacolando le rinnovabili che rappresentano la vera soluzione per uscire da questa crisi drammatica [...][1]
  • [Sugli extraprofitti delle aziende energetiche] Gli extraprofitti sono soldi degli italiani. È a loro che vanno restituiti immediatamente: utili sì, ma all’Italia.[1]
  • [...] quanti morti ci vogliono ancora nel nostro Paese affinché il Governo e la maggioranza si rendano conto che i cambiamenti climatici sono un problema serio? Abbiamo visto che cosa è accaduto nella Marmolada, quello che è accaduto nelle Marche e, adesso, a Ischia. È il momento di intervenire con decisione.[2]
  • È evidente che il salario minimo è uno strumento indispensabile di lotta contro la povertà e contro le disuguaglianze economiche. Il salario minimo è fondamentale per arginare la povertà.[2]
  • L'Italia è il quarto Paese per povertà tra i lavoratori, questi sono dati Eurostat. In questa speciale classifica, noi siamo ai primi posti, siamo in zona Champions League, come si dice.[2]
  • In un momento difficile, in un momento così particolare, dobbiamo dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 36 della Costituzione, che sancisce il diritto del lavoratore a una retribuzione adeguata.[2]
  • Abbiamo contratti collettivi nazionali di lavoro che prevedono il pagamento ai lavoratori di retribuzioni intorno ai 4,5 euro l'ora. Io vorrei sapere chi è in grado in quest'Aula di sopravvivere con un salario di questo genere. La norma sul salario minimo garantito è un elemento fondamentale, è un elemento di civiltà, è un elemento ineludibile, che dobbiamo assolutamente mettere in campo.[2]
  • La riduzione dei parlamentari ha determinato non soltanto una snellezza nel dibattito, una riduzione dei costi, come qualcuno ha detto, ma ha rappresentato anche, ahimè, una riduzione significativa della rappresentanza.[3]
  • [Sulla denominazione del Ministero delle Imprese e del made in Italy] [...] con riferimento a questa espressione “made in Italy”, al netto del fatto che è un grande brand e va tutelato, vorrei anche domandare al Governo e al relatore: ma, secondo voi, le imprese italiane che prodotto dovrebbero fare, se non made in Italy? Le imprese italiane dovrebbero fare il made in China oppure in Spain? È del tutto pleonastico che le imprese italiane facciano il made in Italy.[4]
  • Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali diventa Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e forestale. Anche qui sarebbe il caso di chiarire, perché, se “sovranità alimentare” viene inteso come “nazionalismo alimentare”, sarebbe fuori luogo e fuori del tempo fondamentalmente; se, invece, si intende come il diritto dei piccoli coltivatori ad avere il controllo, per esempio, delle sementi che utilizzano nelle loro attività, sganciandosi quindi dal monopolio odioso delle grandi multinazionali delle sementi - sappiamo che ci sono quattro o cinque grandi multinazionali che detengono il potere totale e il controllo totale sulle sementi -, se questo fosse, allora sarebbe davvero un passo in avanti.[4]
  • Ci sarebbe da auspicare che le politiche del nuovo Esecutivo siano indirizzate a porre un forte limite all'importazione di cibo e mangimi con elevati livelli di pesticidi e di OGM.[4]
  • [...] riteniamo che la sicurezza energetica non possa essere conseguita se non in un costante processo di transizione energetica che debba garantire, da una parte, l'indipendenza del Paese e, dall'altra, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione.[4]
  • [...] soltanto il vento e il sole sono di proprietà di questo Paese, che non ha grandi pozzi petroliferi, non ha olio combustibile, non ha carbone e, quindi, le uniche cose di cui è ricco - sole e vento - devono essere al centro delle nostre politiche energetiche, le sole in grado di tutelare l'ambiente, le sole in grado di assicurare l'indipendenza energetica del Paese, le sole in grado di abbassare le bollette delle famiglie e delle imprese in questo Paese.[4]
  • [...] il vero ascensore sociale è l'inclusione, sono le pari opportunità; lì, sta la possibilità di avere l'ascensore sociale.[4]
  • Che il marchio made in Italy sia una delle cose più famose al mondo - è, appunto, il quarto come elemento di popolarità a livello internazionale - è un dato, ma è altrettanto evidente che per difendere il made in Italy non è necessario aggiungere questa parola alla dizione del Ministero, quanto intervenire nella difesa delle qualità fondamentali del made in Italy per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, la tipicità e per quanto riguarda la filiera della moda, che ne rappresenta uno degli elementi fondamentali.[5]
  • La sicurezza energetica viene considerata unicamente la sicurezza dell'utilizzo dei combustibili fossili. Questo è il principale problema del nostro Paese, il principale problema della nostra sicurezza energetica, cioè che si ricorra costantemente alle combustibili fossili, che sono sul mercato internazionale, che non sono prodotte nel nostro Paese, che spesso per arrivare nel nostro Paese sono soggette a lunghe ed estenuanti trattative con regimi illiberali, come è accaduto nell'ultimo periodo. È evidente che la sicurezza energetica è legata soltanto a una possibilità, cioè al fatto che si ricorra significativamente, in modo strategico, alle energie rinnovabili, che si produca cioè una transizione energetica, che è una questione fondamentale per il nostro Paese, ma, del resto, queste cose non le dicono soltanto gli ambientalisti e i militanti ecologisti oppure gli amici degli ecologisti.[5]
  • [...] investire sulla mobilità elettrica non è soltanto un beneficio per l'ambiente, per la salute, anche con riferimento all'abbassamento del PM10 nelle città, con tutto ciò che comporta, è anche una questione fondamentale per il nostro sistema produttivo, per il nostro sistema industriale, perché puntare sulla mobilità sostenibile significa puntare anche sulla ricerca, sull'innovazione. Un'impresa, un'industria che non punta sull'innovazione non è in grado di essere competitiva a livello europeo e a livello mondiale, tant'è vero che una parte consistente delle tecnologie, legate alla mobilità elettrica, viene importata nel nostro Paese.[5]
  • Il costo delle nostre università è eccessivo, non soltanto per chi ha la fortuna di frequentare l'università o la scuola vicino casa, nella propria città; ma chi è che è in grado di pagare il soggiorno dei propri figli dall'altra parte del nostro Paese, a Milano, a Torino, dove ci sono le università più qualificate, specialmente dal punto di vista tecnico? Non sarebbe, invece, necessario investire nel Sud del nostro Paese per far eccellere ancora di più le capacità che in quella parte del Paese ci sono?[5]
  • [...] intorno al concetto di pubblica istruzione è stata costruita l'identità nazionale, è stato costruito il processo di alfabetizzazione di questo Paese.[5]
  • [...] c'è un settore del mondo dell'agricoltura, che è quello della filiera biologica, che viene assolutamente trascurato. Vorrei ricordare che il settore dell'agricoltura e, in modo particolare, del biologico, del chilometro zero, è tutta quella parte dell'agricoltura italiana che è l'agricoltura di qualità. La nostra agricoltura, lo sappiamo tutti, è difficile che possa competere con le grandi produzioni agricole sulle quantità.[5]
  • [...] la sicurezza energetica in questo Paese può essere garantita unicamente dal fatto che si possa far fronte alle esigenze di energia utilizzando le uniche fonti di energie autoctone e cioè il sole e il vento.[5]

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h Dall'intervento alla Camera dei Deputati, Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 9, 10 novembre 2022.
  2. a b c d e Dall'intervento alla Camera dei Deputati, Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 15, 29 novembre 2022.
  3. Dall'intervento alla Camera dei Deputati, Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 16, 30 novembre 2022.
  4. a b c d e f Dall'intervento alla Camera dei Deputati, Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 18, 2 dicembre 2022.
  5. a b c d e f g Dall'intervento alla Camera dei Deputati, Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 19, 5 dicembre 2022.

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