Russell Miller

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Russell Miller (1938 – vivente), giornalista britannico.

Il Volto Nudo del Messia: La Vera Storia di L. Ron Hubbard[modifica]

Incipit[modifica]

Per oltre 40 anni la Chiesa di Scientology ha vigorosamente promosso l'immagine di L. Ron Hubbard, suo fondatore, come un romantico avventuriero e filosofo i cui primi anni lo avevano casualmente preparato, come Gesù Cristo, alla missione di salvare il mondo. La glorificazione di "Ron", superuomo e salvatore, richiedeva una disinvolta noncuranza per i fatti: ecco perché ogni biografia di Hubbard pubblicata dalla chiesa è intessuta di menzogne, mezze verità e grotteschi abbellimenti. La mirabile ironia di questo inganno è che la vera storia di L. Ron Hubbard è molto più bizzarra e improbabile di qualsiasi bugia.

Citazioni[modifica]

  • L'intrepida lealtà che Hubbard ispirava nei seguaci equivaleva ad una forma di controllo mentale. Scientology era sbocciata nel dopoguerra, epoca di protesta e incertezza in cui i giovani erano alla ricerca di senso di appartenenza, di un significato da dare alla vita. Hubbard li offriva entrambi, prometteva risposte e coltivava un forte senso di gruppo, di esclusività che separava gli scientologisti dal mondo reale. Confortati dal senso di conoscenza esoterica, di esaltazione e di concentrazione erano pronti a seguire Ron fino all'inferno, se fosse stato necessario. (Prefazione)
  • Credeva di essere stato l'esploratore adolescente, l'eroe spavaldo, il saggio e filosofo che le sue biografie descrivevano. Forse era troppo tardi per rendersi conto che la sua vita, in realtà, andava di gran lunga oltre la versione costruita. Con un solo e facile salto si era trasformato da scrittore di fantascienza squattrinato a guru e profeta miliardario; per quasi un decennio aveva condotto sui mari del mondo la sua flotta privata; era quasi riuscito a prendere il controllo di diversi paesi; era venerato da migliaia di seguaci in tutto il mondo, temuto e detestato dalla maggioranza dei governi. Era un cantastorie vivace la cui vita eclissava addirittura le sue storie più inverosimili. (Prefazione)
  • Harry Hubbard aveva 55 anni ed era ancora Tenente Comandante; nel corso degli anni il rapporto con il figlio si era deteriorato e si vedevano di rado. Qualsiasi piacere avesse provato Hub nell'apprendere che il figlio lo aveva seguito in Marina non poteva ripagarlo delle delusioni che gli aveva dato. Harry Hubbard era un uomo profondamente conservatore e convenzionale, regolato dalla routine e dal conformismo. Non riuscì mai ad accettare ciò che considerava le eccentricità del figlio - il rifiuto a trovarsi un lavoro, l'abitudine a rimanere sveglio tutta notte la e dormire tutto il giorno, le prolungate assenze da casa, la mancanza di riguardo per la sua famiglia. Hub voleva molto bene a Polly e adorava i nipotini - Nibs, che all'epoca aveva sette anni, e Katie di cinque. A volta pensava di esser loro più vicino di quanto non lo fosse il proprio padre, non lo riteneva giusto e la cosa lo addolorava.
    Per quanto lo riguardava, Ron non aveva nulla in comune con il padre, che aveva passato praticamente tutta la vita a fare il passacarte in Marina, senza altra prospettiva se non la pensione. Per Ron era un'esistenza grigia e sgradevole se paragonata al suo mondo, almeno a quello che esisteva nella sua fantasia. Ron si vedeva ancora come un avventuriero lanciato in un mondo di eroi immaginari, e non perdeva mai l'occasione di promuoversi come un intrepido e strafottente giramondo. Non deve meravigliare se padre e figlio alla fine si allontanarono - i loro rispettivi caratteri erano semplicemente troppo diversi per essere compatibili. (Cap. 6 – L'eroe che non è mai stato)
  • Se si dovesse credere al suo racconto delle esperienze di guerra, allora sicuramente si sarebbe meritato le ventuno medaglie e onorificenze che si diceva avesse ricevuto. Sfortunatamente il suo fascicolo della Marina degli Stati Uniti indica che gli vennero concesse solamente quattro medaglie di routine - la American Defense Service Medal, assegnata a chiunque fosse in servizio all'epoca di Pearl Harbor, la American Campaign Medal, la Asiatic-Pacific Campaign Medal e la World War Two Victory Medal, quest'ultima assegnata a chiunque fosse in servizio il giorno della Vittoria. (Cap. 6 – L'eroe che non è mai stato)
  • Ron paragonava la memoria individuale ad una "traccia temporale" su cui veniva registrata ogni esperienza. Era convinto che, utilizzando una forma di ipnosi, fosse possibile richiamare alla memoria le esperienze dolorose e "cancellarle", con conseguenti effetti benefici sia per la salute fisica che mentale. (Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • L'approccio di Hubbard era quello di un ingegnere alla ricerca di soluzioni pratiche e scientifiche ai misteri della mente umana, con test costanti dei suoi postulati su un criterio singolo e semplice: funziona? Iniziava tracciando un'analogia tra il cervello e un computer con unità di memoria infinita e funzioni perfette. Discuteva sul fatto che ogni cervello umano aveva il potenziale per operare alla stregua di un computer, con benefici indicibili per l'individuo e l'intera umanità, non ultimo il beneficio di riportare il pazzo alla sanità, curare tutte le malattie e por fine alle guerre.
    I limiti imposti al cervello erano causati dalle «aberrazioni», solitamente provocate da dolore fisico o emotivo. Dato che il dolore era una minaccia alla sopravvivenza, principio fondamentale dell'esistenza, la mente analitica, cioè quella sensata, cercava di evitarlo. L'evoluzione aveva fornito il meccanismo necessario con ciò che egli chiamava "mente reattiva". Nei momenti di stress la "mente analitica" chiudeva i battenti, e la "mente reattiva" prendeva il sopravvento immagazzinando le informazioni in registrazioni cellulari, chiamate "engrams". (Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • Lo scopo della terapia di Dianetics, spiegava, era di avere accesso agli engram immagazzinati nell'unità di memoria reattiva e "ri-archiviarli" nella mente analitica, dove la loro influenza sarebbe stata eliminata. Per "sbloccare" l'unità di memoria reattiva era necessario localizzare gli engram più antichi, che Ron affermava fossero spesso prenatali, avvenuti a volte entro le ventiquattr'ore dal concepimento! Sosteneva che un feto avrebbe potuto non capire le parole dette mentre si trovava nel grembo materno, ma sarebbe stato in grado di richiamarle alla memoria in epoche successive.
    Dopo aver ripulito ("chiarito") la mente reattiva, la mente analitica avrebbe funzionato in piena efficienza come un computer, il quoziente intellettivo del soggetto sarebbe drammaticamente aumentato, si sarebbe liberato di ogni malattia psicologica e psicosomatica e la sua memoria sarebbe migliorata al punto da avere la capacità di ricordo totale. (Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • [Su Dianetics] Temi costanti del libro erano l'ottimismo e la fiducia nella capacità di Dianetics di trattare praticamente ogni problema umano. Il seducente messaggio di Hubbard era semplice - la psicoterapia era stata colpita da una drammatica svolta. Le tecniche erano facili da apprendere, disponibili a chiunque e, soprattutto, funzionavano sempre! (Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • [Su Dianetics] Il libro esponeva un odio profondamente radicato per le donne, esemplificato dall'ossessione di «tentare aborti» che, sosteneva, erano la causa più comune degli engram prenatali. [...] Quando le donne delle "storie del caso" di Hubbard non erano impegnate a frugare dentro se stesse con un ago da calza si dedicavano generalmente all'infedeltà coniugale, oppure venivano picchiate, stuprate o altrimenti abusate. Quasi senza eccezione, comunque, lasciavano che i poveri embrioni nel loro grembo venissero gravemente maltrattati. (Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • [Su Dianetics] Dopo le donne, il secondo bersaglio di Hubbard era la professione medica a cui riservava un'ostilità quasi fanatica; accusava i neurochirurghi di ridurre le "vittime" ad uno stato di "zombie" bruciando loro il cervello con l'elettroshock, oppure facendole a pezzi con «un bel piccone negli occhi». (Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • Per una nazione sempre più incline a scaricare i propri problemi sul costoso lettino di uno psichiatra, la promessa di Dianetics era meravigliosa. Tutto sembrava così assolutamente logico, pragmatico e allettante, come se la vita umana stesse per ricevere nuova luce. Con quel libro in mano, quali problemi non sarebbe stato possibile risolvere? Ecco finalmente una terapia fai-da-te per tutti, qualcosa che gli amici potevano offrire agli amici, i mariti alle mogli, i padri ai figli. Tutti i dubbi venivano spazzati via dallo smodato assolutismo del libro: chi mai si sarebbe sognato di fare affermazioni tanto clamorose, se non fossero state vere? (Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • Quasi nel giro di una notte Dianetics era diventata una "mania" nazionale, qualcosa come le maratone di canasta e i club delle piramidi che per breve tempo erano fioriti nell'isteria del dopoguerra americano. Sorsero ovunque gruppi di Dianetics, in ogni cittadina e in ogni college; Sulla Costa Occidentale furoreggiavano i "Dianetics party"; a Hollywood, tappezzata di nevrosi e dollari, la colonia cinematografica abbracciò gioiosamente l'idea di una terapia che sembrava non aver nulla da spartire con le lunghe e noiose ore richieste dagli psicoanalisti. Tutti volevano audire tutti, e in tutto il paese gli americani si stavano liberando con grande eccitazione dai traumi della nascita, per gentile concessione del nuovo guru, L. Ron Hubbard.(Cap. 9 – Lo strano debutto di Dianetics)
  • [Sulla dichiarazione di Sara Northrup Hollister rinnegando le precedenti accuse contro L. Ron Hubbard] La lettera fu probabilmente scritta da Hubbard, di cui porta tutti i segni distintivi fino all'uso di una delle parole di sua invenzione: "inturbolare". Per Hubbard la lingua inglese non era sufficientemente ricca e diversificata, e spesso creava parole nuove per compensare le inadeguatezze - "inturbolare" era il neologismo di "portare ad uno stato confuso". (Cap. 11 – Conti in banca e bancarotta)
  • Hubbard aveva presentato Scientology come una logica estensione di Dianetics, ma si trattava di uno sviluppo di innegabile convenienza poiché gli assicurava di rimanere in affari anche se, alla fine, il tribunale avesse assegnato il controllo di Dianetics, e i suoi preziosi copyright, a «quella piccola flatulenza», l'odiato Don Purcell. La differenza tra Dianetics e Scientology era che Dianetics si rivolgeva al corpo, laddove Scientology si rivolgeva all'anima. Con la sua solita ampollosità Hubbard affermava che si era «imbattuto nell'incontrovertibile, scientificamente convalidata prova dell'esistenza dell'ANIMA umana.» (Cap. 12 – L'ascesa di Phoenix)
  • Anche giudicandolo secondo gli standard della fantascienza hubbardiana, Storia dell'Uomo fu una delle sue opere più bizzarre e forse il libro più assurdo che sia mai stato scritto, sebbene i suoi seguaci lo trattassero con grande reverenza. Amalgama di misticismo, psicoterapia e fantascienza pura, i contenuti invitavano a quella derisione che sarebbe inevitabilmente seguita. «Dire che si tratta di un documento stupefacente non rende adeguatamente l'idea delle particolari qualità di Storia dell'Uomo...» fece notare un rapporto governativo, «in quanto a compressione di assurdità e fantasia, deve superare qualsiasi cosa sia mai stata scritta». (Cap. 12 – L'ascesa di Phoenix)
  • Storia dell'Uomo scivolava nella pura fantascienza quando Hubbard arrivava a spiegare il modo in cui i thetan si spostavano da corpo a corpo. Pare che i thetan abbandonassero il corpo prima della GE. Mentre la GE rimaneva in giro per accertarsi che il corpo fosse davvero morto, i thetan erano obbligati a fare rapporto ad una «stazione implant» tra le vite, dove veniva inculcato loro una grande varietà di frasi di controllo nell'attesa di raccogliere un nuovo corpo, a volte in competizione con altri thetan disincarnati. Hubbard rivelava che quasi tutte le stazioni implant erano su Marte, anche se occasionalmente le donne dovevano fare rapporto altrove, e c'era «una stazione implant marziana da qualche parte nei Pirenei.» (Cap. 12 – L'ascesa di Phoenix)
  • C'erano poi sorprendenti paralleli tra Scientology e le pseudo-scienze più strane come la frenologia, la semantica generale del Conte Alfred Korzybski e la "iridologia", che insegnava che tutti i malanni fisici potevano essere diagnosticati con l'osservazione dell'iride dell'occhio. Molte pseudo-scienze di questo tipo erano costruite su una struttura di assunti tra i più sconclusionati, ma attraevano un devoto seguito. Si trattava invariabilmente della creazione di un singolo individuo, fortemente carismatico, che i seguaci vedevano come un genio di ispirazione divina. Al leader veniva conferito potere assoluto, i critici venivano derisi, i successi sbandierati ai quattro venti, i fallimenti ignorati. Gli oppositori venivano oscuramente accusati di avere motivazioni diverse per impedire il progresso della razza umana - lamentela frequente di Hubbard. (Cap. 12 – L'ascesa di Phoenix)
  • Hubbard non avrebbe mai permesso a nessuno di criticare Mary Sue, e anche se in pubblico mostrava raramente segni di affetto per lei sembrava che, dopo due matrimoni falliti ed innumerevoli relazioni, fosse infine riuscito a trovare una relazione stabile, nonostante all'inizio sembrasse inverosimile. Erano veramente una coppia improbabile - un avventuriero quarantenne stravagante ed esibizionista ed una ragazza tranquilla, che prendeva tutto sul serio, di vent'anni più giovane, proveniente da un paesino del Texas. Ma chiunque avesse sottovalutato Mary Sue avrebbe fatto un grosso errore. Anche se non aveva ancora ventiquattro anni esercitava un notevole potere sul movimento di Scientology, e chi stava intorno ad Hubbard imparò ben presto a temerla. Fieramente leale al marito, brusca ed aristocratica, poteva essere una nemica pericolosa. (Cap. 12 – L'ascesa di Phoenix)
  • Da oltre dodici mesi Hubbard stava pensando di trasformare Scientology in una religione, fin da quando era tornato dall'Europa nell'autunno del 1953. Era una scelta sensata sia sotto l'aspetto finanziario, poiché alle chiese venivano garantite sostanziose concessioni fiscali; sia sotto il profilo pragmatico, poiché era convinto che, come religione, Scientology sarebbe stata meno vulnerabile agli attacchi dei nemici che pensava stessero costantemente cercando di incastrarlo. Inoltre, nell'America del dopoguerra le religioni stavano vivendo un vero boom. Tutte le chiese vedevano aumentare il proprio seguito, c'era un nuovo interesse nei movimenti di rinascita, riassunti alla perfezione dalle spettacolari crociate di Billy Graham, ed anche i teologi stavano portando avanti il concetto di chiesa come parte integrante della cultura contemporanea, riflesso dalla popolarità di canzoni come I Believe e film epici come I Dieci Comandamenti. Anche i politici parlavano di «devozione sul Potomac» e alla fine del 1952 il Presidente eletto Dwight D. Eisenhower aveva dichiarato: «Il nostro governo non ha senso se non è circondato da una fede religiosa profondamente sentita - indipendentemente da quale fede sia.» Nel 1954 il Congresso promosse la nuova devozione aggiungendo al giuramento di fedeltà la frase «sotto la guida di Dio».
    Hubbard fu svelto a scorgere l'arrivo del carro religioso, e fu altrettanto svelto nel salirvi scaltramente a bordo. (Cap. 13 – Apostolo della Grande Possibilità)
  • La sua immagine di padre di famiglia era una posa, mostrava infatti scarso interesse per i propri figli. Nibs riusciva raramente ad accontentare il padre e la sorella Catherine, all'epoca ventunenne, aveva iniziato a lavorare per l'organizzazione di Washington ma vedeva il padre di rado. Nel 1956 sposò uno scientologista, il che avrebbe dovuto far gioire Hubbard, se non che quell'uomo non gli piaceva. Il matrimonio non sopravvisse alla disapprovazione paterna e i due divorziarono nel 1957. Hubbard non fece mai tentativi per rivedere Alexis. (Cap. 13 – Apostolo della Grande Possibilità)
  • [Su Mary Sue Hubbard] Il marito aveva scoperto che in una vita precedente lei era stata nientemeno che D. H. Lawrence! In una lettera all'amica Marilyn Routsong, Mary Sue spiegò gli enormi problemi incontrati nei panni di D. H. Lawrence. Sembrava che il grande scrittore avesse difficoltà nel costruire le trame, pensasse che la poesia fosse uno scherzo e credesse poco in ciò che scriveva. (Cap. 14 – Signore del maniero)
  • Le "condizioni" erano una parte essenziale della nuova "tecnologia di etica" che Hubbard mise a punto alla metà degli anni sessanta; in realtà era una forma di controllo sociale. Si trattava del primo gradino verso la creazione di una società all'interno di Scientology che alla fine avrebbe ricordato lo stato totalitario descritto da George Orwell nel suo romanzo 1984. Chiunque venisse ritenuto sleale, o lento, o si pensava avesse infranto le regole di Scientology veniva deferito ad un "ufficiale di etica" che gli assegnava una "condizione" in base alla gravità dell'offesa. Ogni condizione prevedeva una serie di punizioni. Nella "condizione di impedimento", ad esempio, il colpevole doveva legarsi al braccio sinistro un cencio grigio e sporco. Il peggio che poteva capitare era venire dichiarato "SP" (persona soppressiva), l'equivalente di una scomunica. Hubbard aveva definito le SP come "Fair game" [bersaglio libero] che dovevano essere perseguitate, denunciate e molestate ad ogni possibile occasione. (Cap. 15 – Visite in Paradiso)
  • Ora che non esistevano più motivi per sperare che l'Australia sarebbe diventata il primo continente "clear", Hubbard aveva ridimensionato le sue ambizioni e stava cercando un paese che potesse fornire un "ambiente sicuro" a Scientology. Scelse la Rhodesia innanzitutto perché pensava di poter creare un clima favorevole collaborando alla risoluzione della crisi provocata dalla UDI [Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza], e in secondo luogo perché pensava di essere stato Cecil Rhodes in una vita precedente. Disse a Reg Sharpe che sperava di riuscire a recuperare l'oro e i diamanti che era convinto Rhodes avesse sepolto da qualche parte in Rhodesia. Durante la permanenza nel paese africano amava sfoggiare il tipo di cappello indossato da Rhodes; fortunatamente non sapeva che Rhodes era omosessuale. (Cap. 15 – Visite in Paradiso)
  • Senza essere stato sollecitato a farlo, Hubbard fornì alla Rhodesia una "Costituzione Sperimentale" che, pensava, avrebbe soddisfatto le richieste dei neri, mantenendo al contempo la supremazia bianca. Racchiudeva il principio "un uomo un voto" per la Camera Bassa, mentre il vero potere sarebbe stato nelle mani di una Camera Alta eletta da cittadini qualificati che parlassero un inglese standard ottimale, avessero conoscenza della Costituzione e la cui situazione finanziaria fosse verificata da una banca. Hubbard era evidentemente convinto che la popolazione nera della Rhodesia avrebbe bene accolto le sue idee, anche se era assolutamente chiaro che le qualifiche richieste per poter votare alla Camera Alta avrebbero escluso la maggioranza dei neri. (Cap. 15 – Visite in Paradiso)
  • L'alto profilo di "finanziere milionario" che si vantava di poter risolvere la crisi della UDI portò Hubbard a stringere amicizia con alcuni esponenti della società bianca e profondamente conservatrice della Rhodesia. Parlava spesso della sua volontà di aiutare il governo, sottolineando di essersi formato in economia e scienze politiche a Princeton e mostrandosi molto sorpreso che i suoi servigi non fossero stati bene accolti. Nelle interviste televisive e alla stampa, e in tutti i suoi pronunciamenti pubblici, Hubbard professava il sostegno al governo di Ian Smith, anche se in privato pensava che si trattasse di «un elemento disgustoso» incapace di leadership. Allo stesso modo mostrava pubblica solidarietà per la penosa situazione delle maggioranze nere sia in Rhodesia che in Sudafrica, ma in privato ne parlava con disprezzo. I neri erano talmente stupidi, disse a McMaster, che non davano nemmeno letture all'E-Meter. (Cap. 15 – Visite in Paradiso)
  • Nel 1967 L. Ron Hubbard si costruì una flotta privata di cui si autoproclamò Commodoro, indossò un'uniforme da lui stesso disegnata e partì per un'odissea straordinaria, alla guida di una flotta di navi variamente inseguita da CIA, FBI, stampa internazionale e da una miscellanea di agenzie marittime e governi sospettosi. [...] Hubbard non era intenzionato a condurre rilevazioni geologiche più di quanto fosse disposto a rinunciare al controllo della Chiesa di Scientology e del suo sostanzioso reddito. Il suo vero scopo era scrollarsi di dosso gli ostacoli che noiose burocrazie avevano posto alle sue attività ed ambizioni; la sua visione corrispondeva al dominio della libertà sul mare aperto, collegato alle operazioni di terra con sofisticati codici di comunicazione. L'obiettivo era la diffusione di Scientology dietro il paravento di corsi di gestione aziendale. (Cap. 16 – Il lancio della Sea Org)
  • A bordo non esisteva la leggenda di un Hubbard senza più responsabilità in Scientology. Ogni giorno dagli uffici Scientology di tutto il mondo arrivavano dai dodici ai quindici metri di comunicazioni telex, e riceveva dettagliati rapporti settimanali su statistiche e incassi di ogni org. È indubbio che per il Commodoro i soldi fossero un interesse primario, anche se amava fingere un altezzoso disprezzo per argomenti come il guadagno economico. I membri della Sea Org, che venivano pagati 10 $ la settimana, credevano alle parole del Commodoro, cioè che lui trattenesse per sé ancora meno di quanto ricevessero loro. La realtà, invece, era che Hubbard prelevava 15.000 $ la settimana dai fondi della chiesa attraverso la Hubbard Explorational Company. Quelle ingenti somme venivano scremate dai cassetti delle diverse corporazioni e accantonate in conti correnti segreti di banche in Svizzera e Liechtenstein. Nel 1970, quando si dovette chiudere uno di questi conti, un milione di dollari in contanti fu trasferito a bordo dell'Apollo.
    Notevole era anche la disparità delle condizioni di vita a bordo tra gli Hubbard e tutti gli altri. Gran parte del personale viveva in dormitori affollati, puzzolenti e infestati dagli scarafaggi, stipati con letti a castello di tre piani e in cui lo spazio per gli effetti personali era praticamente inesistente. Hubbard e Mary Sue, invece, avevano ognuno una propria cabina di lusso, oltre ad una suite sul ponte di passeggiata composta da stanza di auditing, ufficio, un elegante salone e una sala da pranzo con pannelli di legno, tutti off limits per studenti ed equipaggio. Hubbard aveva un cameriere personale, come pure Mary Sue e i ragazzi, ognuno con cabina privata. I pasti del Commodoro e della sua famiglia venivano cucinati dal cuoco personale in una cucina separata, e preparati con ingredienti portati da un corriere direttamente dagli Stati Uniti. (Cap. 18 – Messaggeri di Dio)
  • Il personale del CMO[1] era costituito dai figli degli scientologisti e la sua funzione iniziale, apparentemente innocua, era servire il Commodoro trasmettendo i suoi ordini verbali a equipaggio e studenti a bordo dell'Apollo. Ma i messaggeri, costituiti per gran parte da ragazze adolescenti, si resero ben presto conto del proprio potere di emanazione del Commodoro e iniziarono a gioirne. Nelle loro graziose uniformi blu con fregi dorati venivano addestrate a trasmettere gli ordini di Hubbard usando il suo tono di voce e le sue precise parole; se era infuriato e urlava ingiurie, la messaggera doveva scattare e riferire al colpevole quelle precise ingiurie. Nessuno osava discutere le parole della messaggera, nessuno osava disobbedire ai suoi ordini. Investite dell'autorità del Commodoro, divennero piccoli mostri molto temuti. (Cap. 18 – Messaggeri di Dio)
  • Hubbard, che non si era mai fatto troppo impressionare dalle convenzioni o dal rigido rispetto della legge, concepì un piano semplice, ma incredibilmente audace, per migliorare la propria immagine e quella della sua chiesa a beneficio delle generazioni future di scientologisti. Decise che non si doveva far altro che infiltrare le agenzie interessate e rubare la documentazione rilevante, che sarebbe poi stata distrutta oppure ripulita da ogni informazione potenzialmente dannosa. Per chi aveva fondato sia una chiesa che una flotta privata si trattava di un progetto perfettamente realizzabile. All'operazione venne dato il nome in codice di Snow White [Biancaneve] - definizione che nelle comunicazioni tra il Guardian's Office di Los Angeles e il nascondiglio del Commodoro a Queens avrebbe assunto enorme importanza nei mesi successivi. (Cap. 19 – Traversata Atlantica)
  • L'Operazione Snow White [Biancaneve], lo sfrontato progetto per ripulire gli archivi pubblici che aveva sognato tre anni prima, stava progredendo rapidamente e con tanto successo che pochi l'avrebbero ritenuto possibile. All'inizio del 1975 il Guardian's Office aveva ormai infiltrato agenti nell'Internal Revenue Service, nella Guardia Costiera degli Stati Uniti e nella Drug Enforcement Agency. In maggio Gerald Wolfe, scientologista che lavorava come dattilografo all'IRS di Washington, aveva già rubato oltre trentamila pagine di documenti relativi alla Chiesa di Scientology e agli Hubbard. Era conosciuto al Guardian's Office con il nome in codice "Silver".
    Nella gerarchia della Chiesa di Scientology la responsabilità ultima per le attività dell'Operazione Snow White spettavano a Mary Sue Hubbard, la Sovrintendente, ma era inconcepibile che potesse agire di sua iniziativa o che non ne discutesse i progressi con il marito. E nonostante gli agenti dilettanti della chiesa avessero scoperto quanto fosse ridicolmente facile infiltrare, mettere microfoni e rubare negli uffici del governo degli Stati Uniti, i rischi rimanevano alti sia per gli agenti stessi che per i loro superiori nella chiesa. Hubbard non si preoccupava molto su chi si sarebbe preso la colpa nel caso l'Operazione Snow White fosse stata smascherata. Sicuramente non sarebbe ricaduta su di lui, che ufficialmente non aveva più responsabilità. (Cap. 20 – La Nave si Arena)
  • Alle sei del mattino dell'8 luglio 1977 134 agenti armati di mandati di perquisizione e attrezzi da fabbro irruppero simultaneamente negli uffici della Chiesa di Scientology di Washington e Los Angeles, sequestrando 48.149 documenti. Le carte avrebbero rivelato uno sbalorditivo sistema di spionaggio esteso in tutti gli Stati Uniti, che si era introdotto in alcuni degli uffici più importanti del paese. (Cap. 21 – Facciamo Cinema)
  • [Sui film girati da L. Ron Hubbard] I suoi film non rischiavano certo di vincere l'Oscar. Uno dei problemi fondamentali era la qualità dei copioni: anche se nessuno l'avrebbe mai ammesso, peccavano di dilettantismo come tutto il resto. La narrazione tendeva ad iniziare sempre con: «Fin dall'inizio dei tempi l'Uomo è andato alla ricerca della verità...» e molti dei ruoli erano triti stereotipi o grottesche caricature che riflettevano la gran quantità di pregiudizi di Hubbard. Un film intitolato I Problemi della Vita mostrava una giovane coppia perplessa in cerca dei significati della vita. All'inizio si rivolgeva ad uno psichiatra, prevedibilmente ritratto come un pazzo sadico, poi cercava consiglio da uno scienziato, mostrato nell'atto di scarabocchiare furiosamente teoremi su una lavagna, quasi in preda alla follia. Finalmente avvicinavano un raggiante scientologista concludendo di essere giunti nel posto giusto. Delicatezza ed astuzia non erano tra i talenti più ovvi dell'Hubbard sceneggiatore. (Cap. 21 – Facciamo Cinema)
  • Hubbard aveva sempre detto di ammalarsi unicamente perché i suoi nemici gli scagliavano contro energia negativa; se qualcuno cercava di farlo ragionare rispondeva con un'alzata di spalle. L'auditing era il solo modo per neutralizzare l'energia negativa. (Cap. 21 – Facciamo Cinema)
  • [Su David Miscavige] Spietato ed ambizioso diciannovenne che aveva appreso le tecniche di management direttamente dal Commodoro, quanto lavorava come cameraman nella Cine Org. Miscavige era basso di statura, gracile ed asmatico, ma la struttura minuta non gli impediva di adottare il principio hubbardiano secondo cui il modo per ottenere ciò che voleva era intimidire i subordinati a suon di urla e minacce. (Cap. 22 – Scomparso, Presumibilmente Morto)
  • Nel maggio del 1981, con l'epurazione ormai avviata e il potere dei messaggeri già consolidato, Miscavige si adoperò per rimuovere Mary Sue dalla sua posizione di Sovrintendente. Per prima cosa rese noto a tutti gli amici che Ron la voleva fuori. Poi, durante un burrascoso incontro, disse alla moglie del Commodoro che rappresentava motivo di imbarazzo per la chiesa, che avrebbe sicuramente perso l'appello contro la sentenza di condanna ed era importante punirla per salvaguardare l'immagine pubblica della chiesa. Mary Sue perse le staffe, urlando ed inveendo contro quel presuntuoso messaggero; ad un certo punto gli scagliò addosso un posacenere. Ma Miscavige non si scompose, ben consapevole che la posizione di Mary Sue era disperata. Nell'impossibilità di contare sul sostegno del marito non aveva altre alternative se non dimettersi. In seguito scrisse più volte a Ron lamentandosi amaramente, ma sospettava che le sue lettere non gli venissero consegnate. Successivamente Miscavige avrebbe completato l'umiliazione della famiglia Hubbard cacciando Arthur e Suzette da Gilman Hot Springs in quanto "ne mettevano a rischio la sicurezza", e nominando Suzette come sua cameriera personale al Cedars. (Cap. 22 – Scomparso, Presumibilmente Morto)
  • Battaglia per la Terra raccontava di come Jonnie Goodboy Tyler, uno dei pochi esseri umani sopravvissuti sulla Terra, l'avesse avuta vinta sui grossi alieni pelosi che avevano preso il controllo del pianeta. Molti appassionati di fantascienza ritennero che il romanzo non rispecchiasse brio, freschezza ed emozioni dei precedenti lavori di Hubbard. Forrie Ackerman, il suo agente, arrivò a chiedersi se fosse davvero stato scritto da Ron e si prese la briga di far controllare da un esperto calligrafo la dedica personale sulla sua copia («A 4E, amico da sempre e mio mostro preferito»). (Cap. 22 – Scomparso, Presumibilmente Morto)
  • Per la reputazione di Hubbard era essenziale che Battaglia per la Terra diventasse un bestseller. La Chiesa di Scientology si impegnò ad acquistarne 50.000 copie in brossura, organizzò una massiccia campagna pubblicitaria e diede disposizioni agli scientologisti di tutti gli Stati Uniti di acquistarne almeno due o tre copie a testa. Come prevedibile, il romanzo entrò nelle classifiche di vendita più importanti. Gli scientologisti che, più o meno in quel periodo, iniziavano a scontare la loro pena detentiva ebbero sicuramente tempo libero a sufficienza per apprezzare l'opera più recente del loro leader. (Cap. 22 – Scomparso, Presumibilmente Morto)
  • [Su Ronald DeWolf] Determinato com'era ad oscurare il nome Hubbard, dimostrò di aver ereditato qualcosa della perseveranza del padre. (Cap. 22 – Scomparso, Presumibilmente Morto)

Explicit[modifica]

C'è chi ancora crede che la morte di Hubbard fosse avvenuta diversi anni prima, e che i messaggeri l'avessero occultata mentre consolidavano il loro potere nella chiesa.
C'è chi ancora crede che Hubbard entrerà presto in un corpo nuovo, o che l'abbia già fatto, e che stia aspettando di riprendere la sua posizione a capo di Scientology.
C'è chi ancora crede che, nonostante tutti i suoi difetti, Hubbard abbia dato un contributo significativo all'umanità.
E c'è chi, tristemente, ora crede di essere stato vittima inconsapevole di uno dei più grandi e multiformi imbroglioni del ventesimo secolo. (Cap. 22 – Scomparso, Presumibilmente Morto)

Note[modifica]

  1. Commodore's Messenger Organization (Organizzazione dei Messaggeri del Commodoro)

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]