Salvatore Garau

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Salvatore Garau con la sua scultura L'anguilla di Marte

Salvatore Garau (1953 – vivente), pittore e batterista italiano.

Citazioni di Salvatore Garau[modifica]

  • La mia arte è astratta, ma c'è la figurazione. Ma si potrebbe dire anche il contrario. In fondo sono un pittore romantico, nel senso che credo nel continuo mutamento delle cose, nella loro impermanenza.[1]
  • Il colore è subentrato dal 1999. Lo uso con una sfacciataggine mostruosa. Se è rosso, rosso dev'essere, quindi che sia porpora per eccellenza. Credo che il colore debba esprimersi nella sua purezza, senza mezzi termini.[2]
  • La via del Creativo opera per mutamento e trasformazione e premia ciò che è propizio e perseverante.[3]
  • Questo tipo di rosso asciuga molto velocemente, l'azione fisica della stesura del colore deve essere rapida e molto decisa, non si ha tempo per nessun ripensamento. Tutte le mie opere devono essere preparate in modo repentino. Quando lavoro il quadro ce l'ho già fotografato nella testa, ho un'immagine di come si muoveranno le masse tra chiari e scuri. Per questo motivo quando inizio a lavorare devo andare molto di fretta per non perdere l'immagine. La velocità poi dà una freschezza enorme alla tela.[4]
  • Non vedo i segni lasciati dall'uomo solo come grandi opere, ma come amore per ciò che ci circonda, come una sequenza di piccole e grandi azioni vissute con passione[5].
  • [È nella dimensione della mia opera "Scultura nel cielo"] in cui la poesia incontra il freddo ragionare.
  • Esiste un momento, tra il progetto mentale e la realizzazione pratica, in cui avvengono fatti che non si possono analizzare; un momento che dopo la prima azione (progetto mentale) sembra già catalogato, confezionato, e invece è una zona fragilissima, la quale è soggetta a mille stimoli, suggerimenti, urgenze inconsce che entrando in diagonale, senza rendercene conto, manipolano e man mano modificano il proprio progetto; cambiamenti impercettibili, minimi scarti modificano il senso profondo del lavoro finito. È un momento che chiamerei “terra di nessuno”, “zona d'ombra” o forze meglio in-coscienza spirituale.[6]
  • [...] l'arte come concetto spirituale, immenso e piccolissimo, questo è ciò che scuote i miei sensi e mi porta a creare un'opera. Sforzarsi, dico sforzarsi di avere una nozione del tempo senza inizio e senza fine, un tempo che come vento caldo assopisce e droga la coscienza, permettendo a questa di filtrare solo le cose essenziali purificandosi dalle scorie. Queste non sono soltanto le nostre debolezze esteriori, un sistema dell'arte fatto in un certo modo, una stupida rincorsa all'attualità della moda, ma sono anche macchie scure del nostro pensare, del nostro agire. Sono ciò che appesantisce il nostro lavoro di artisti.[7]
  • Purificandosi dunque; ma come è possibile ciò se già dire purificarsi in questi anni è scadere nella retorica? Ma questi anni sono già passati, volati; il tempo invece è sempre presente, applaude il tuo lavoro fertile e distrugge quello sterile.[8]

Citazioni su Salvatore Garau[modifica]

  • Dalla fine degli anni ottanta mette a punto un linguaggio più evocativo, passionale e romantico, costruito su uno stile «liquido» dove dighe, piloni e condotti disegnati a grafite sono spesso protagonisti della composizione. (Enrico Crispolti)
  • Garau, superato un momento di gestualità piuttosto indefinito, alla fine degli anni Ottanta e nell'esordio dei Novanta mette a punto un'evocazione passionalmente partecipata, d'accento, sempre più turbinosamente romantico, risolta in fluttuazioni d'allusività liquida (e aeree) innervate strutturalmente attraverso l'accenno tematico alla presenza di dighe, condotte, piloni, disegnati a grafite; finendo per suggerire anche ottico-tattilmente una liquida imminenza, con trasparenti apposizioni in resina. (Enrico Crispolti)
  • L'opera di Garau riprende il tema dell'acqua. È qualcosa che appartiene al genus loci dell'Oristanese. La trovo consona al luogo e all'antropologia culturale del territorio [...]. Bello e brutto sono categorie di comodo [...]. L'arte contemporanea è oltre, vuole far riflettere. Il problema è che la gente non vuol pensare. Preferisce il conformismo. (Achille Bonito Oliva)
  • Ma qual è il problema? [riferendosi alle opere "Matrimonimisti" di Garau, in cui l'artista completava opere di giovani pittori emergenti al fine di dargli visibilità] Se uno va a letto con tua moglie ti incavoli, ma se a letto ci va e tu sei d'accordo, la questione è risolta. [...] Se le opere sono state messe a disposizione dagli stessi autori. È tutto lineare. Si tratterà semmai di capire cosa è il prodotto di questa unione. Sarebbe artisticamente grave invece se si intervenisse su un'opera senza il placet dell'autore. In pratica non è pensabile che questa operazione venga fatta su un lavoro del Cinquecento, giusto per capire. (Vittorio Sgarbi)
  • Nella pittura di Garau silenziose tristezze riempiono di emozioni malinconiche i suoi racconti. Sarete voi, poi, a "leggere" le sue opere meglio di quanto possa fare io. (Gavino Sanna)
  • [Riferendosi ad uno scritto di Garau] Per la prima volta dopo tanti anni ho letto un racconto sino alla fine senza sentirmi frustrato. (Aldo Busi)
  • Questo carattere cosmico del mondo figurativo di Salvatore Garau, questo universalismo emozionalizzato collega la sua estetica con la tradizione del romanticismo, soprattutto della pittura paesaggistica romantica, in cui gli imponenti fenomeni naturali vengono interpretati quale metafora del cosmo e della gerarchia metafisica dell'esistenza. (Lóránd Hegyi)
  • Salvatore Garau è pittore di aspetti teatrali monumentali, dagli ampi spazi orizzonti che portano all'infinito. Spazi [...] filtrati attraverso grandi emozioni, spassi scossi da venti impetuosi. (Gavino Sanna)
  • Trionfo dell'immediatezza, godimento estetico, potenza del colore, libera spontaneità, richiamo a qualcosa di gigantesco, possente, inverosimile, a qualcosa di assente ma sostanziale; è questo ciò che si manifesta nei nuovi, piccoli, enigmatici fogli che Salvatore Garau ha dedicato a Richard Wagner. Il movimento delle strisce di colore – pulsanti, irrequieti, imprevedibili, percorsi di energie e tensioni irrefrenabili – suggeriscono vento e fiamme, corpi che si contorcono e si compenetrano, pieni di potenza e forza sensuale [...] seducenti e inquietanti non sono però dedicati solamente a Richard Wagner [...] caratteristiche non secondarie per comprenderne la poetica, in cui un ossessivo monocromatismo, fatto di sfumature di rosso, sembra evocare lo spirito delle lotte mitiche degli eroi di Wagner. (Lóránd Hegyi)

Luciano Caramel[modifica]

  • Garau è uno degli artisti più importanti degli anni Novanta.
  • Garau lavora a monocromo, per lo più in grandi dimensioni, con colore acrilico e interventi a biro e matita, sui quali sovrappone piccoli punti e linee o più grandi strutture ottenuti con stesure di resina trasparente, che provoca effetti singolari. Queste parti, infatti, animano la superficie, con la loro lucidità che cattura e riflette la luce, oppure definiscono delle presenze rigide che dialogano con l'organicità dell'insieme. Per cui si ha l'impressione di ritrovarsi di fronte a una realtà primordiale, magmatica che coesiste con qualcosa che potrebbe essere la traccia dell'azione ordinatrice dell'uomo (che anzi, all'origine, lo è, trattandosi spesso di strutture che rimandano a moli, barriere, dighe), e nel contempo si offre con l'assolutezza che è dell'archetipo.
  • La dimensione è proprio quella evocata da Voltaire, benché fuori dal caustico, ideologico criticismo dello scrittore. Nelle tele di Garau, gli uomini sono assenti. La terra e il cielo, agitati da forze metamorfiche, sono proposti in un dinamismo che ha l'equilibrio e i tempi delle ere geologiche. Eppure, nonostante questo vedere dall'alto e dal di fuori, si sente che proprio l'uomo e il suo destino sono il vero punto focale. Non è il sublime che attrae il pittore, che ne sente il fascino ma ne teme le vertigini. È piuttosto il senso di un fluire panico, scenario dilatato e imprendibile per un qualcosa che rivendica gli attributi, e i limiti, della singolarità, del contingente. Per cui quell'uomo finisce poi con l'imporsi ancora come il protagonista.
  • Salvatore Garau tra i più dotati delle nuove generazioni, ci presenta brani visionari di un microcosmo terreno che hanno la grandiosità e i limiti del frammento dell'universo. Sono vedute circoscritte, con acque, cieli, coste, lande più o meno distese, tuttavia internamente tese da un'energia che travalica il particolare, rendendo sensibile il tutto di cui questo fa parte.
  • Tutto ciò in Garau è pittura. Non solo nel senso che l'artista è alieno dal diffondersi in un contenutismo letterario e filosofeggiante. Ma perché il significato è interno al dipingere, nelle sue componenti fattuali e mentali, fisiche e concettuali. Garau, insomma, non racconta ma vive nel fare una condizione esistenziale che è sua e di tutti.

Flaminio Gualdoni[modifica]

  • Garau dipinge con urgenza e immediatezza, e i suoi quadri sembrano figli dell'umore prepotente di un momento. In realtà ogni pittore… mette nei suoi gesti [...] irrazionali ricordi e amori, sapienze e riflessioni.
  • Garau [...] si concentra, caricandosi di energia psicologica e fisica altissima e poi la traduce in gesti e colori concitati, facendo di ogni quadro un episodio di una lunga, articolata, suggestiva Rapsodia.
  • In ciascuno di questi "fotogrammi" si avverte [...] una dichiarazione d'amore per i potenti paesaggi romantici di Friedrich e per l'espressionismo di Nolde, per il grande teatro pittorico di Tintoretto e per i climi drammatici del 600.

Note[modifica]

  1. [1], La Nuova Sardegna, “Quel pittore ha un'anima rock ", 05/08/2015
  2. [2], La Nuova Sardegna, “Quel pittore ha un'anima rock ", 05/08/2015
  3. [3], La Nuova Sardegna, “Quel pittore ha un'anima rock ", 05/08/2015
  4. [4], Carlo Pirovano, “Salvatore Garau: La carriera di una artista", MAMe, Rivista Milano, mam-e.it
  5. [5], Farnesina, Ministero degli Esteri, “Brazil – Italian Embassy and Cultural Institute organise a Solo Exhibition by Salvatore Garau in Brasilia", 10/26/2016, www.esteri.it
  6. Luciano Caramel e Sandra Orienti, "Radici del Sud, Premio Michetti", 15 luglio 1989, Ed. Fondazione Michetti
  7. Luciano Caramel e Sandra Orienti, "Radici del Sud, Premio Michetti", 15 luglio 1989, Ed. Fondazione Michetti
  8. Luciano Caramel e Sandra Orienti, "Radici del Sud, Premio Michetti", 15 luglio 1989, Ed. Fondazione Michetti

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