Siamo donne

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Siamo donne

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Alida Valli in una scena del film

Titolo originale

Siamo donne

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1953
Genere commedia
Regia Alfredo Guarini, Gianni Franciolini, Roberto Rossellini, Luigi Zampa, Luchino Visconti
Soggetto Cesare Zavattini
Sceneggiatura Cesare Zavattini, Alfredo Guarini, Roberto Rossellini, Luigi Chiarini, Luigi Zampa, Giorgio Prosperi, Suso Cecchi d'Amico
Produttore Alfredo Guarini
Interpreti e personaggi

Primo episodio

Secondo episodio

Terzo episodio

Quarto episodio

Quinto episodio

Siamo donne, film italiano del 1953 con Alida Valli, Ingrid Bergman, Isa Miranda e Anna Magnani, regia di Gianni Franciolini, Alfredo Guarini, Roberto Rossellini, Luchino Visconti e Luigi Zampa.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Questa è la storia di una cattiveria. Non avevo nessuna voglia di raccontarla, per la verità. Queste confessioni non si fanno mai volentieri, credo che sia così anche per voi. Ma una volta l'anno si può essere sinceri. (Alida Valli)
  • Il telefono è un po' il nostro padrone, ma io sono sempre pronta come un soldato. Qualche volta porto un po' di letizia, spesso scontentezza e fastidi, ma non se ne può fare a meno. (Isa Miranda)
  • Dunque, mi hanno chiesto di raccontarvi un episodio della mia vita. Io sono sicura che se non vi racconto una lite, voi rimanete tutti delusi, non è così? Non so perché, quando si parla della Magnani, effettivamente ogni tanto per la strada mi sento dire: "Lasciala sta' quella, che ti risponde male, sa?" (Anna Magnani)

Citazioni su Siamo donne[modifica]

  • Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di Visconti, ma anche il filmino di famiglia di Rossellini è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (Il Mereghetti)
  • L'idea fu di Zavattini: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio Visconti-Magnani sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (il Morandini)

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