Differenze tra le versioni di "Giulio Cesare (Shakespeare)"

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+citazioni
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==Citazioni==
*Amo il nome dell'onore più di quanto tema la morte. (Bruto: atto I, scena II)
*Non so quel che pensiate, tu ed altri, di questa vita, ma, per conto mio, meglio vorrei non essere mai nato che viver nel terrore d'un mio simile, d'un uomo in carne ed ossa come me. (Cassio: atto I, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber, p. 14)
*Ebbene, uomo, lui cavalca lo stretto mondo come un Colosso, e noi, piccoli uomini, camminiamo sotto le sue enormi gambe, e sbirciamo in giro, per trovare a noi stessi tombe senza onore. (Bruto: atto I, scena II)
*A volte gli uomini sono padroni del loro destino; la colpa, caro Bruto, non è delle stelle, ma nostra, che ne siamo dei subalterni. (Cassio: atto I, scena II)
*È utile che le menti nobili sempre si tengano coi loro pari. (Cassio: atto I, scena II, p. 220)
*Vorrei che attorno a me ci fossero degli uomini piuttosto grassi, e con la testa ben pettinata, e tali, insomma, che dormano la notte. Quel Cassio laggiù ha un aspetto troppo magro e affamato: pensa troppo, e uomini del genere sono pericolosi. (Cesare ad Antonio: atto I, scena II)
*È utile che le menti nobili sempre si tengano coi loro pari. (Cassio: atto I, scena II, p. 220)
*L'[[umiltà]], prova esperienza comune, è la scala di una giovane ambizione. Ma, come abbia raggiunto l'ultimo gradino, volge essa le spalle alla scala e rimira le nubi, spregiando i gradini più bassi ond'essa è ascesa. (Bruto: atto II, scena I)
*L'abuso di grandezza si avvera quando essa disgiunge la tenerezza d'animo dal potere... (Bruto: atto II, scena I, p. 229)
*La mansuetudine è la scala dellL'ambizione[[umiltà]], inprova erbaesperienza acomune, cui volgeè la facciascala chidi saleuna ingiovane su;ambizione. ma una volta cheMa, costuicome abbia raggiunto l'ultimo piologradino, allora volge essa le spalle alla scala, sta ae guardarerimira le nuvole disprezzandonubi, queglispregiando infimii gradini conpiù cuibassi potéond'essa è salireascesa. (Bruto: atto II, scena I, p. 229)
:La mansuetudine è la scala dell'ambizione in erba a cui volge la faccia chi sale in su; ma una volta che costui abbia raggiunto l'ultimo piolo, allora volge le spalle alla scala, sta a guardare le nuvole disprezzando quegli infimi gradini con cui poté salire.
*O cospirazione, ti vergogni a mostrare la tua fronte insidiosa di notte, quando i mali sono più liberi? (Bruto: atto II, scena I)
*Gli unicorni possono essere indotti in inganno per mezzo degli alberi; gli orsi per mezzo degli specchi; gli elefanti per mezzo delle buche; i leoni per mezzo delle reti, e gli uomini, infine, per mezzo dell'[[adulazione]]. (Decio: atto II, scena I)
*I [[coraggio e paura|paurosi]] muoiono mille volte prima della loro morte, ma l'uomo di [[coraggio e paura|coraggio]] non assapora la morte che una volta. La [[morte]] è conclusione necessaria: verrà quando vorrà. (Cesare: atto II, scena II)
 
==Bibliografia==
*AA.VV., ''Il libro di Shakespeare'', traduzione di Giovanni Agnoloni, Gribaudo, 2018. ISBN 9788858021590
*William Shakespeare, ''La tragedia di Giulio Cesare'', traduzione di Alfredo Obertello, Arnoldo Mondadori Editore, 1970.
*William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Giulio Cesare]'', traduzione originale di Goffredo Raponi.
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