Storiografia

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Citazioni sull'Storiografia.

  • A gara chi meglio sappia piegare la schiena, i primi storici liberali hanno ricostruito la storia del Risorgimento italiano ad usum delphini: per servile adulazione nei confronti del nuovo sovrano, la storiografia italiana postunitaria ha alterato la verità storica e ne è venuta fuori una storia assurda e irreale, il cui unico grande attore è una sparuta, avida, egoista e servile classe dirigente.(Tommaso Pedio)
  • Credo che facciamo entrambi un buon affare, e anche un affare buono se riusciamo a squalificare agli occhi del pubblico la storiografia accademica: avremo reso un grosso servigio alla cultura.(Denis Mack Smith)
  • È comprensibile che gran pane della storiografia della scienza si occupi dei suoi successi, di scoperte fortunate, di brillanti deduzioni o dei grandi, quasi magici balzi in avanti di un Newton o di un Einstein. Io ritengo però che non sia possibile capire veramente i successi della scienza se non si capisce anche quanto essi siano sofferti: quanto sia facile essere fuorviati, quanto sia difficile sapere, in ogni circostanza, qual è la prossima cosa da fare.(Steven Weinberg)
  • È l'uomo comune che diventa protagonista della sua storia personale e della storia del mondo. La storiografia fino all'inizio del medioevo non ha nell'uomo normale e concreto il protagonista della storia: il protagonista della storia è invece il grande, è il potente, i pochi uomini potenti di cui si conserva il ricordo, mentre tutti gli altri sono destinati ad un anonimato. Il medioevo cristiano è invece la storia di uomini comuni, cioè di santi, che hanno impostato l'esistenza nella certezza della fede e hanno visto valorizzato quel fattore incredibile che solo il mistero cristiano valorizza: la libertà dell'uomo, la sua responsabilità, la sua capacità di stare nelle cose ed anche il limite con cui dice di non volerci stare, la grandezza della sua generosità e la meschinità del suo egoismo, la grandezza della sua intelligenza e il limite fisico o morale.(Luigi Negri)
  • Il Medioevo cittadino, in cerca di una gloria che suonasse conferma di se stesso, ha creato le basi di un mito storiografico per cui l'Italia medievale appare quale continuazione di quella antica, romana e preromana. Questo mito, sopravvissuto nella moderna storiografia cittadina, si completa con un altro tutto erudito e letterario, che, svolgendosi dal primo, prende forma e concretezza nella coscienza letteraria dell'Italia post-rinascimentale e che è la fonte prima dell'ideologia politica che vuole l'Italia una e indipendente.(Fabio Cusin)
  • La storia sta al di sopra della storiografia. Nella storia domina il destino.(Martin Heidegger)
  • La storiografia italiana, tutta presa dal problema letterario e idealisticamente protesa ad afferrare i valori individuali, lascia in non cale il problema delle origini etniche del popolo italiano. L'ambiente, scarso di residui razziali, non mostra grande interesse per queste cose e sente un certo fastidio quando lo si rende attento che gli stranieri accentuano una netta distinzione tra l'Italia del Nord e quella del Sud.(Fabio Cusin)
  • La storiografia ufficiale continua ancora oggi a sostenere che, al momento dell'unificazione della penisola, fosse profondo il divario tra il Mezzogiorno d'Italia e il resto dell'Italia: Sud agricolo ed arretrato, Nord industriale ed avanzato. Questa tesi è insostenibile a fronte di documenti inoppugnabili che dimostrano il contrario ma gli studi in proposito, già pubblicati all'inizio del 1900 e poi proseguiti fino ai giorni nostri, sono considerati, dai difensori della storiografia ufficiale: faziosi, filoborbonici, antiliberali e quindi non attendibili.(Tommaso Pedio)
  • L'Africa oltre i deserti non fu mai, secondo l'intera storiografia occidentale, un continente-meta. Essa fu sempre il continente ostacolo: gli Europei dovevano «circumnavigare» l'Africa. Il continente si chiamò «nero» anche perché non se ne aveva nozione a causa dei deserti, del clima, dell'assenza di documentazione scritta sulle antiche culture africane: e il pensiero tradizionale europeo concedeva un valore esclusivo alla cultura scritta rispetto a quella orale.(Alberto Ronchey)
  • Le donne hanno spesso fatto notare che gli storiografi del passato, compresi quelli di tendenza marxista, hanno alquanto trascurato la metà femminile della specie umana. La critica è giusta, e l'autore ammette che essa vale per il suo stesso lavoro. Ma se si deve porre rimedio a questa carenza, non si può farlo semplicemente sviluppando una branca speciale della storiografia che si occupi solo delle donne, perché nella società le vicende dei due sessi sono inseparabili. È invece necessario studiare la natura mutevole del rapporto tra i generi, sia in quanto fatto obiettivo sia in quanto immagine che gli appartenenti a ciascun genere hanno dell'altro.(Eric Hobsbawm)
  • Non è da bambini che si vive nel modo più vitale, e non è da qui che una catena ininterrotta di influssi reciproci conduce in tutta la vita circostante e infine in ciò che chiamiamo storia? E anche la più superba storiografia dovrà riconoscere che il semplice modo in cui persone di vari secoli e di diverse generazioni hanno narrato autobiograficamente la propria infanzia e vi si sono rispecchiate, rappresenta un pezzo notevole di storia della natura e dell'evoluzione. Non bisogna mai dimenticare interamente quel che di insito e radicato opera dal basso in ogni vivere storico. (Friedrich Meinecke)
  • Se Livio non vede che Roma è perché egli è del tutto legato agli schemi della storiografia romana che, in contrasto con quella greca, ha un interesse esclusivo e profondo per le vicende del proprio popolo e che dalle sue origini fino al suo declinare non è e non vuole essere se non la storia del popolo e dello Stato romano.(Gaetano De Sanctis)

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