Suffragette (film)

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Suffragette

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Costumi indossati durante il film da Meryl Streep e Helena Bonham Carter

Titolo originale

Suffragette

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 2015
Genere drammatico, storico
Regia Sarah Gavron
Sceneggiatura Abi Morgan
Produttore Alison Owen, Faye Ward
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Suffragette, film del 2015 con Carey Mulligan, Anne-Marie Duff, Meryl Streep e Helena Bonham Carter, regia di Sarah Gavron.

Incipit[modifica]

Voce maschile #1 [fuori campo]: Le donne non possiedono l'indole pacata o l'equilibrio mentale per esercitare il giudizio nelle questioni politiche.
Voce maschile #2 [fuori campo]: Permettere alle donne di votare comporterebbe la perdita della struttura sociale. Le donne sono ben rappresentate dai loro padri, fratelli, mariti.
Voce maschile #3 [fuori campo]: Una volta concesso il voto sarebbe impossibile arrestare tutto questo. Le donne pretenderebbero di essere elette in Parlamento, di diventare giudici, ministri.

Per decenni le donne hanno fatto una pacifica campagna per l'uguaglianza e il diritto al voto.
Le loro argomentazioni furono ignorate.
Di tutta risposta Emmeline Pankhurst, leader del movimento delle suffragette proclamò una campagna nazionale di disobbedienza civile.
Questa è la storia di un gruppo di donne lavoratrici che si sono unite alla lotta.

For decades women had peacefully campaigned for equality and the right to vote.
Their arguments were ignored.
In response, Emmeline Pankhurst, leader of the suffragette movement, called for a national campaign of civil disobedience.
This is the story of one group of working women who joined the fight.
(Testo a schermo)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Come dice la signora Pankhurst, sono i fatti non le parole che ci daranno il voto. (Edith)
  • Sapete, dicono che il modo in cui certe donne si sono comportate negli ultimi mesi aggiunga un po' di credito all'argomento che l'equilibrio mentale femminile sia inferiore a quello degli uomini, ma io non sono d'accordo. In loro non c'è follia, sanno bene quello che fanno. (Ispettore Steed)
  • [Discorso alle suffragette] Amiche mie, a dispetto del Governo e di Sua Maestà, sono fra voi stasera. Sì, so che avete fatto dei sacrifici per venire qui. Molte di voi, lo so, si sono allontanate da quella che era la loro vita. Eppure stasera sento il vostro entusiasmo. Per cinquant'anni ci siamo adoperate pacificamente per ottenere il diritto di voto. Ci hanno derise, picchiate e ignorate. Ora ci siamo rese conto che fatti e sacrifici devono essere all'ordine del giorno. Lottiamo perché un giorno ogni bambina venuta al mondo possa avere le stesse occasioni che hanno i suoi fratelli. Non sottovalutate il potere che abbiamo noi donne di essere artefici del nostro destino. Noi non vogliamo violare la legge, noi vogliamo fare la legge. Siate combattive in qualcuno modo possiate. Chi fra voi può rompere una vetrina lo faccia. Chi fra voi può attaccare ulteriormente il sacro idolo della proprietà lo faccia. Non ci hanno lasciato alcuna alternativa a parte sfidare questo Governo. Se dobbiamo andare in prigione per ottenere il voto, che siano le finestre del Governo e non le donne a rompersi. Io istigo questa assemblea e tutte le donne d'Inghilterra alla ribellione. Io preferisco essere una ribelle che una schiava. (Emmeline)
  • Non le arrestate. A loro penseranno i mariti. Lasciatele davanti a casa. (Ispettore Steed) [ai propri agenti di polizia, riferendosi alle suffragette]
  • Non piangere. Li irrita molto di più vedere che la cosa non ti tocca. Su, prova a esercitarti con me. Fallo, Maud. "Dio asciugherà ogni lacrima dagli occhi loro e la morte non ci sarà più, né ci sarà cordoglio né grido, né ci sarà più dolore perché le cose di prima saranno passate."[1] (Violet) [a Maud]
  • Chi ascolterebbe una ragazza come voi? A chi importerebbe? A nessuno. Voi non contate nulla. Sono cresciuto con donne come voi, Maud. Persone pronte a sacrificare la vita per vendetta, per una causa. Io vi conosco. E anche loro. Sanno come spronare quelle come voi senza soldi né prospettive che vogliono una vita migliore. Dapprima vi brandiscono, vi lusingano, vi dicono che siete la fanteria della causa, vi sacrificano... per una battaglia che non vincerete. (Ispettore Steed) [a Maud]
  • "Egregio signor Steed, ho pensato alla vostra offerta e devo rifiutare. Sono una suffragetta in fin dei conti. Avete detto che nessuno ascolta quelle come me. Non posso più accettarlo. Sono sempre stata rispettosa, ho fatto come dicevano gli uomini, ora ho imparato la lezione. Io non valgo né più né meno di voi. Come ha detto la signora Pankhurst, se è giusto che gli uomini lottino per la loro libertà allora è giusto anche per le donne. Se la legge dice che non posso vedere mio figlio lotterò per cambiare la legge. Siamo soldati di fanteria tutti e due, combattiamo per una causa. Io non tradirò. Voi tradireste i vostri compagni? Se pensavate il contrario vi eravate sbagliato su di me. Cordiali saluti, Maud Watts. (Maud) [voce fuori campo, scrivendo una lettera all'ispettore Steed]
  • George, tua madre si chiama Maud Watts. Non dimenticare il suo nome. Perché aspetterò che tu mi trovi. Verrai a cercarmi, George? Non dimenticarlo. (Maud) [a George]
Epsom Derby, 4 giugno 1913. Emily Davison si lascia investire da Anmer, cavallo del re Giorgio V d'Inghilterra per i diritti delle donne
  • Non arrenderti. Non smettere mai di lottare. (Emily) [rivolgendosi a Maud prima di lasciarsi investire da uno dei cavalli in corsa all'Epson Derby per attirare l'attenzione di re Giorgio V d'Inghilterra sulla causa femminista del suffragio universale]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Violet: Per noi donne è dura come è sempre stato. Va fatta ogni cosa serva, in qualsiasi modo.
    Violet: Come distruggere le vetrine? Non è rispettoso.
    Maud: Al diavolo il rispetto! Vuoi che io rispetti la legge? E io voglio una legge che rispetti me.[2]
  • Maud: Siete una suffragetta, signora Ellyn?
    Edith: Sì, però mi considero di più un soldato, signora Watts.
  • [Al Parlamento britannico]
    David Lloyd George: Lavorate alla lavanderia Glasshouse di Bethnal Green anche voi?
    Maud: Ci sono nata.
    David Lloyd George: Allora vorrei sentire la vostra testimonianza.
    Maud: Non so che cosa dire.
    David Lloyd George: Anche vostra madre lavora ancora alla lavanderia?
    Maud: Dall'età di quattordici anni. Mi teneva legata sulla schiena o sotto alle vasche di rame se dormivo. Lo facevano tutte le donne con i neonati.
    David Lloyd George: E il suo capo lo permetteva?
    Maud: Lui ti riprendeva al lavoro appena possibile.
    David Lloyd George: Lui?
    Maud: Il signor Taylor.
    David Lloyd George: E vostra madre lavora ancora alla lavanderia?
    Maud: È morta. Avevo quattro anni.
    David Lloyd George: Capisco.
    Maud: Una vasca ribaltata. Ustionata.
    David Lloyd George: E vostro padre?
    Maud: Non lo conosco.
    David Lloyd George: E lavorate per il signor Taylor...
    Maud: Mezza giornata dall'età di sette anni, a tempo pieno dai dodici. Non serve un'istruzione per lavare camice. Ero brava con i colletti e a passare il vapore sul merletto. Ci riuscivo bene. Sono diventata capo lavandaia a diciassette anni, capo reparto a venti... Adesso ne ho ventiquattro.
    David Lloyd George: Siete giovane per questo lavoro.
    Maud: In lavanderia le donne hanno vita breve.
    David Lloyd George: E questo perché?
    Maud: Vengono i dolori e anche la tosse, dita schiacciate, ulcere alle gambe, ustioni, mal di testa per i vapori... Lo scorso anno una è rimasta avvelenata. Non può lavorare. Polmoni rovinati.
    David Lloyd George: E la vostra paga?
    Maud: Ci fanno tredici scellini a settimana, signore. Agli uomini invece diciannove. Ma il nostro orario è un terzo più lungo. Loro spesso fanno le consegne perciò stanno all'aria aperta.
    David Lloyd George: Per voi il voto che significherebbe, signora Watts?
    Maud: Non ho mai creduto di ottenerlo. Non ho pensato a cosa significherebbe...
    David Lloyd George: Allora perché siete qui?
    Maud: L'idea è che potremmo... che questa vita... che c'è un altro modo di vivere questa vita. Scusate, le mie parole non sono adatte.
    David Lloyd George: No, no... La migliore eloquenza è quella che fa ottenere le cose.
  • Maud: Se ci danno il voto...
    Sonny: Che cosa ci faresti, Maud?
    Maud: La stessa cosa che ci fai tu, Sonny. Eserciterei i miei diritti.
  • Passante: Signora Miller, le piacerebbe essere un uomo!
    Violet: Sì, anche a voi!
    Passante: Sgualdrina impertinente!
  • Maud: Non sono una suffragetta.
    Ispettore Steed: Un piccolo diamante grezzo.
  • [Parlando del fatto che il Parlamento britannico non ha concesso il voto alle donne]
    Maud: [I parlamentari] ci hanno mentito.
    Ispettore Steed: Non hanno mentito. Niente hanno promesso. Niente hanno dato.
  • Sonny: Tu sei una madre, Maud. Tu sei una moglie. Mia moglie! È questo che devi essere!
    Maud: Non sono più solo questo.
  • [Nella farmacia Ellyn]
    Ispettore Steed: Avete tante compresse per sverminare...
    Hugh: La vita è piena di parassiti, Ispettore Steed.
  • Ispettore Steed: La violenza non distingue: prende l'innocente e il colpevole! Chi vi dà il diritto di far rischiare la vita di quella donna?
    Maud: Chi vi ha dato il diritto di stare in mezzo a una sommossa mentre picchiano le donne e non fare niente? Siete un ipocrita.
    Ispettore Steed: Devo far rispettare la legge.
    Maud: La legge è priva di senso per me perché l'hanno fatta senza ascoltare.
    Ispettore Steed: Questa è una scusa! Non avete altro!
    Maud: Fracassiamo vetrine, bruciamo le cose perché è l'unico modo per farci ascoltare da voi! Ci avete picchiate e tradite e non resta nient'altro da fare!
    Ispettore Steed: Allora non resta che fermarvi.
    Maud: E che cosa farete? Ci metterete tutte in prigione? Siamo in ogni casa. Siamo metà del genere umano. Non ci fermerete tutte.
    Ispettore Steed: Potreste morire prima che sia tutto finito.
    Maud: Noi vinceremo.

Explicit[modifica]

Maud [voce fuori campo, leggendo un estratto da Three Dreams in a Desert di Olive Schreiner]: "La donna errante procede alla ricerca della terra della libertà. «Come ci arriverò?» La ragione risponde: «La strada è una e una soltanto: lungo gli argini della fatica, lungo le acque della sofferenza. Non ce n'è altra.» La donna, avendo abbandonato tutto quello a cui si aggrappava grida: «Per cosa vado in questa terra lontana che nessuno ha mai raggiunto? Sono sola. Completamente sola.»
Edith [mostrando la prima pagina del The Daily Mirror sul funerale di Emily Davison]: È su tutti i giornali. Dicono che ci saranno migliaia di persone in strada.
Maud: Proseguiamo, Edith. Me lo hai insegnato tu. [...]
Maud [voce fuori campo, continuando la lettura]: "E la ragione le disse: «Silenzio. Che cosa senti?» E lei rispose: «Sento il rumore di passi. Miriadi di miriadi, migliaia di migliaia e vengono da questa parte.» «Sono i passi di quelli che ti seguiranno. Guidali.»


La morte di Emily Wilding Davison fu riportata in tutto il mondo.
Ha portato all'attenzione di tutto il mondo la lotta per i diritti delle donne.
È stata una lotta che portò all'incarcerazione di più di un migliaio di donne britanniche.
Nel 1918 il voto fu concesso a determinate donne con più di trent'anni.
Nel 1925 la legge riconobbe il diritto della madre sul figlio.
Nel 1928 le donne ebbero gli stessi diritti di voto degli uomini.
Il voto alle donne nelle altre parti del mondo fu concesso nel:

1893
Nuova Zelanda

1902
Australia

1913
Norvegia

1917
Russia

1918
Austria
Germania
Polonia

1920
Stati Uniti d'America

1932
Brasile

1934
Turchia

1944
Francia

1945
Italia

1949
Cina
India

1953
Messico

1971
Svizzera
1974
Giordania

1976
Nigeria

2015
Qatar

2015
Arabia Saudita
Alle donne è stato promesso il diritto di voto.

Emily Wilding Davison's death was reported across the world.
It drew global attention to the fight for women's rights.
It was a fight that led to the imprisonment of more than a thousand british women.
In 1918 the vote was given to certain women aged over 30.
In 1925 the law recognised a mother's rights over her children.
In 1928 women achived the same voting rights as men.
Votes for women in other parts of the world began nationally in:

Alla fine del film viene mostrato un filmato d'epoca della processione funebre in onore di Emily Davison (Morpeth, Northumberland, 13 giugno 1913)

1893
New Zealand

1902
Australia

1913
Norway

1917
Russia

1918
Austria
Germany
Poland

1920
USA

1932
Brazil

1934
Turkey

1944
France

1945
Italy

1949
China
India

1953
Mexico

1971
Switzerland
1974
Jordan

1976
Nigeria

2015
Qatar

2015
Saudi Arabia
Women are promised voting rights
(Testo a scorrimento)

Citazioni su Suffragette[modifica]

Frasi promozionali[modifica]

  • È ora.
The Time is now.[3]
  • Ispirato alle donne che hanno ispirato il mondo.
Inspired by the women who inspired the world.[4]
  • Le donne che hanno cambiato il mondo.[5]
  • Madri. Figlie. Ribelli.
Mothers. Daughters. Rebels.[6]

Note[modifica]

  1. Cfr. Apocalisse 21,4
  2. Cfr. Louis Brandeis, discorso al Cleveland Chamber of Commerce: «To secure respect for law, we must make the law respectable.»
  3. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster 1 - Suffragette, MYmovies.it
  4. Dalla locandina in inglese. Cfr. Foto locandina da Suffragette, filmTV.it
  5. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster Suffragette, MYmovies.it
  6. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster 5 - Suffragette, MYmovies.it

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]