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T'amerò sempre (film 1943)

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T'amerò sempre

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Gino Cervi e Alida Valli nel film

Titolo originale

T'amerò sempre

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1943
Genere drammatico, sentimentale
Regia Mario Camerini
Soggetto Mario Camerini
Sceneggiatura Mario Camerini, Sergio Amidei, Giulio Morelli, Giorgio Pàstina
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

T'amerò sempre, film italiano del 1943 con Alida Valli e Gino Cervi, regia di Mario Camerini.

Frasi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Badate che io sono un uomo d'affari: aspiro al pareggio tra il dare e l'avere. (Pini)
  • Ma che cos'è la sofferenza di un'ora, per ottenere una permanente che durerà degli anni! (Oscar)
  • Vorrei soltanto... credeste che sono degno di voi. Siete così buona e nello stesso tempo siete... siete così ferma di fronte alla vita. Signorina Adriana, se io... se io avessi vicino a me una... una persona che... io potrei fare molto, molto di più. Lo so, lo sento. Perché non sono soltanto un povero contabile. Credetemi, dovetemi credermi. Signorina Adriana. Adriana... volete essere mia moglie? (Mario)
  • La moda non è che un eterno ritorno. (Oscar)

Citazioni su T'amerò sempre

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  • Il cinema ha sempre avuto i rifacimenti in simpatia; gli sviluppi della tecnica hanno sempre consigliato alla macchina da presa la ricomposizione degli intrecci e delle immagini. I primi capitoli del "muto" già annunciano quel repertorio di soggetti [...] quelle versioni che il "parlato" realizzerà con alacre e duttile linguaggio. [...] Il caso di T'amerò sempre ha l'aria della novità. II film non si trasferisce dal "muto" al "parlato", né diverso in questa seconda edizione è il regista. Mi piacerebbe conoscere la genesi del singolare ritorno; mi piacerebbe conoscere i motivi che hanno suggerito a Camerini, nell'anno 1943, la ricostruzione dell'affettuosa operina, espressa all'alba del "sonoro". [...] Paragonare i due testi non mi è possibile; ma non mi sembra che vi sia, tra l'uno e l'altro, una decisiva differenza di tono e di proporzioni. La sentimentalità, voglio dire, non si risolve in dramma, la novelletta non si tramuta in romanzo. Ritrovo nella sommessa arcadia borghese e nella tenera caricatura, nella grazia e nella malizia, il Camerini delle prime sorprendenti regìe. [...] Di Elsa De Giorgi, nell'abituccio della protagonista insidiata da un vagheggino e abbandonata (cronaca quotidiana...), non ho memoria; ma non credo la Valli inferiore al modello. Qui, la forza e la delicatezza dell'attrice sensibilissima, quello sguardo dolente e misericordioso, quel parlare risoluto e disadorno danno al personaggio una calda, persuasiva sincerità. [...] L'opera è limpida, ispirata, pudica nelle pagine sentimentali e ricca di modulazioni filmiche. Ho rivisto con molto diletto la celebre sequenza del festino in famiglia. Lucido, vispo e tenorile, Gizzi, nella macchietta del pasticciere, domina ancora quella bonaria raccolta di visi e di cose. Infine, un cenno su Jules Berry. [...] l'ironia di Camerini ha voluto, con rilievi più comici, un personaggio più estroso, una sorta di illusionista del pettine: figura che guasta l'equilibrio stilistico. La maschera e le mani di Berry definiscono l'astrale parrucchiere. La maschera ha un sorriso frullante, e le mani sembrano il trampolino delle idee. Mani che lanciano, ghermiscono, rilanciano le parole. Mani volanti, mani funambole: capricciose, sapienti, spiritate, mani che pitturano la menzogna col piumino della cipria. (Eugenio Ferdinando Palmieri)
  • Portato a termine dopo l'8 settembre, testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito Ossessione) e fa rimpiangere che l'incontro Valli-Camerini – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (Il Mereghetti)
  • Un film che è un cavallo di ritorno, o meglio l'edizione riveduta e aggiornata di un tema verso il quale Camerini dimostra molto affetto: al punto [...] d'aver ricercato mobili e suppellettili identici a quelli che già figuravano nel vecchio film. [La vicenda] è raccontata con molta delicatezza, ed è ricca di sentimentale pudore [...]. I seguaci di Alida Valli hanno di che accontentarsi. La giovanissima attrice, della quale si ammirano stupendi primi piani, soffre, spera, ama, piange e sorride con bellissima evidenza. (Raul Radice)

Voci correlate

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