The Next Three Days

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The Next Three Days

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Titolo originale

The Next Three Days

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2010
Genere thriller, drammatico
Regia Paul Haggis
Soggetto basato su Anything for Her
Sceneggiatura Paul Haggis
Produttore Paul Haggis, Michael Nozik, Olivier Delbosc, Marc Missonnier
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Next Three Days, film statunitense del 2010 con Russell Crowe, regia di Paul Haggis.

Frasi[modifica]

  • Passiamo tanto tempo a cercare di organizzare il mondo, costruiamo orologi, calcolatori, cerchiamo di prevedere che tempo farà. Ma quale parte della nostra vita è davvero sotto il nostro controllo? E se scegliessimo di vivere unicamente una realtà costruita da noi? Questo ci rende folli? E se è così... non è meglio di una vita di disperazione? (John Brennan)
  • Il pensiero razionale distrugge l'anima. (John Brennan)
  • Mostrami dove vanno i proiettili. (John Brennan) [a un venditore nel negozio di armi]
  • Stava piovendo quel giorno? (Tenente Nabulsi) [a Detective Collero]

Dialoghi[modifica]

  • Damon: Nessuna prigione al mondo è ermetica, ognuna ha la sua chiave. Occorre solo trovarla.
    John: E come si fa?
    Damon: Osservare molto, soprattutto le cose che rompono la routine quotidiana. Le guardie si calmano a fare le stesse cose un giorno dopo l'altro. Se succede qualcosa, è allora che fanno sbagli. Quando te ne accorgi, devi essere pronto, devi avere l'intero piano già stabilito, ancora prima di sapere come uscirai di prigione. Scappare è facile, la parte difficile è restare liberi. Devi sapere dove sei diretto e come ci arriverai. Devi sapere come intendono prenderti, dove e quando!
    John: Ma come diavolo fai a saperlo?
    Damon: Sganci a qualcuno che lo sa. E molto dipende se la prigione è in campagna o in città.
    John: In città...
    Damon: ... Da dove vieni?
    John: Pittsburgh...
    Damon: Pittsburgh è tosta! Tanti ponti e tunnel che loro possono bloccare. Dal momento della chiamata la polizia può isolare il centro della città in quindici minuti esatti.
    John: Come mai così precisi?
    Damon: Dopo l'11 settembre la sicurezza ha voluto per ogni città un piano di sbarramento. Il centro di Pittsburgh, Philadelphia, Boston, Minneapolis in quindici minuti. A Washington D.C. in meno di dieci. Nel giro di trentacinque minuti possono avere sbirri a ogni casello dell'autostrada e piazzare posti di blocco nelle vie secondarie. Non avranno ancora la tua foto, ma avranno la tua descrizione.
    John: E se non ce la fai? 35 minuti non sono poi molti.
    Damon: Allora arrenditi, perché ti spareranno a vista insieme a tutti quelli con cui starai. Alla larga dalle stazioni dei treni e degli autobus, scordati gli aeroporti locali, parti da un altro stato. Secondo: l'identità. È facile trovare documenti falsi, è più difficile trovare quelli che ti fanno passare all'aeroporto. Serviranno passaporto, patente di guida, numero della previdenza sociale, se devi noleggiare un auto trova un posto dove accettano un deposito in contanti; faranno comunque un controllo perciò usa il nome di una persona vera sui documenti. Terzo. La destinazione; serve un luogo che non attiri i turisti americani, pensa allo Yemen e ti farai un'idea. E denaro, ce ne vuole a palate! Tutto quanto costa: alberghi, spostamenti, informazioni...
    John: Quanto?
    Damon: Abbastanza per durare cinque, sei anni. Se rimani senza soldi, rimani senza amici. Ma prima di fare qualsiasi cosa devi chiedere a te stesso se ne sei in grado. Ce la fai a scordarti di rivedere i tuoi genitori? A uccidere una guardia? A lasciare tuo figlio in una stazione di servizio? A buttare una cara vecchietta a terra solo perché si trova tra te e la porta? Perché per fare questa cosa è così che devi diventare. E se non ce la fai non iniziare, farai solo uccidere qualcuno.

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