Viktor Borisovič Šklovskij

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Viktor Borisovič Šklovskij

Viktor Borisovič Šklovskij (1893 – 1984), scrittore e critico letterario russo.

  • L'arte restituisce l'uomo alla vita e la vita all'uomo [...]; è come una lenta osmosi.[1]
  • Nell'arte la pietra diventa più pietra [...]; nell'arte ogni oggetto riacquista la sua vera dimensione.[1]
  • Sofija era una persona media, fornita di buon senso, ossia della somma dei pregiudizi del tempo. Il futuro non esisteva per lei. [...] ella scrisse [riferita al marito Lev]: «se potessi uccidere anche lui e poi ricrearlo nuovo, tale e quale, lo farei con gioia». Non voleva ricrearlo tale e quale, ma simile a se stessa, ai Bers in generale: un uomo comune. [...] In quella casa essa fu l'ambasciatrice della realtà.[2]

Teoria della prosa[modifica]

Incipit[modifica]

L'editore Einaudi mi ha chiesto di scrivere una prefazione alla Teoria della prosa. Un compito arduo. I miei primi articoli sono apparsi in rivistine occasionali già alla vigilia della prima guerra mondiale. Nel 1916-17 cominciarono ad uscire le Raccolte di teoria del linguaggio poetico, che erano le prime edizioni della Società per lo studio del linguaggio poetico (in sigla Opojaz). Nella seconda di queste Raccolte venne pubblicato il saggio L'arte come procedimento. Nel 1919 fu pubblicata Poetica, una miscellanea cui partecipammo O. Brik, E. Polivanov, B. Ejchenbaum, L. Jakubinskij, ed io. Era già un grosso volume. In linea di massima, i saggi fondamentali che leggerete qui sulla teoria della prosa, sono stati scritti e pubblicati quarantacinque-cinquant'anni or sono. Scrivere una prefazione ad un libro scritto tanto tempo fa è cosa interessante, ma difficile. Bisogna scrivere di quel che è stato rimeditato nel corso di un cinquantennio.

Citazioni[modifica]

  • L'azione di un'opera letteraria si compie su un campo già stabilito; alle figure degli scacchi corrisponderanno delle maschere-tipi, ruoli del teatro contemporaneo. Gli intrecci corrispondono ai gambetti, cioè alle aperture classiche di gioco, che i giocatori usano in molte varianti. Le prove e le peripezie corrispondono alla funzione delle mosse dell'avversario. I metodi e i procedimenti della composizione dell'intreccio sono simili, e per i loro principi sono analoghi ai procedimenti se non altro della strumentazione fonica. Le opere letterarie formano un intreccio di suoni, di movimenti articolatoti, di pensieri. L'idea, nell'opera letteraria, o è un materiale di questo genere, come la parte pronunciativa e fonica di un morfema, oppure è un corpo estraneo (pp. 70-71).
  • Devo dire innanzitutto che non ho una definizione per la novella. Cioè non so quali proprietà debba avere il motivo né come debbano combinarsi i motivi, perché ne derivi un intreccio. Una semplice immagine, un semplice parallelo, o anche la semplice descrizione di un avvenimento non ci dànno ancora il senso della novella (p. 73)

Bibliografia[modifica]

  • Viktor Šklovskij, Teoria della prosa; con una prefazione inedita dell'autore e un saggio di J. Mukařovsky; traduzione di Cesare G. de Michelis e Renzo Oliva, Collezione Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi editore, Torino, 1976, XXVI, 325 p (ed. 1991, ISBN 88-06-22434-4)

Note[modifica]

  1. a b Da Viaggio sentimentale.
  2. Da Tolstoj, 1963; citato in Cristina Cacciari, Veronica Cavicchioni, Marina Mizzau, Il caso Sofija Tolstoj, Essedue edizioni, Verona, 1981, p. 31.

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