Washington Irving

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Washington Irving

Washington Irving (1783 – 1859), scrittore statunitense.

Citazioni di Washington Irving[modifica]

  • Una lingua tagliente è l'unico strumento acuminato che migliora con l'uso.[1]
  • Gli uomini che in casa sottostanno alla disciplina di una moglie bisbetica sono appunto quelli che, fuori, sono più concilianti e ossequiosi.[2]
  • Non si può descrivere cosa emana il cuore quando si offre genuina ospitalità, ma si percepisce immediatamente e mette subito l'ospite a suo agio.[3]

La leggenda di Sleepy Hollow[modifica]

La corsa di Ichabod Crane

Incipit[modifica]

Lamberto Gramisch[modifica]

In seno a una di quelle vaste anse che segnano la riva orientale dell'Hudson, dove il fiume si espande in quel vasto specchio d'acqua che gli antichi navigatori olandesi chiamarono il Tappaan Zee, e dove essi sempre ammainavano prudentemente le vele e si raccomandavano alla protezione di san Nicola, sorge una cittadina, un porto rurale, chiamata da alcuni Greensburgh, ma in generale più propriamente conosciuta come Tarry Town. Si dice che questo nome le sia stato attribuito anticamente dalle massaie dei dintorni, per l'inveterata abitudine dei loro mariti di fermarsi alla taverna del villaggio nei giorni di mercato. Sia come sia, io non garantisco l'autenticità del fatto, ma ho voluto ricordarlo perché mi piace essere veritiero e preciso.

Alessandro Rossi[modifica]

Nel cuore di una di quelle ampie baie che si affacciano sulla riva orientale dell'Hudson, dove il fiume si allarga per formare l'ansa che gli antichi navigatori olandesi chiamavano Tappaan Zee, e dove essi prudentemente ammainavano le vele e invocavano la protezione di san Nicola quando l'attraversavano, si trova una piccola cittadina mercantile o porto rurale che alcuni chiamano Greensburg, ma che, più comunemente e opportunamente, va sotto il nome di Tarry Town. Si narra che l'origine del nome sia da attribuire alle brave mogli del luogo, per via dell'inveterata abitudine dei loro mariti di frequentare, durante i giorni di mercato, la taverna del villaggio. A ogni modo, non garantisco l'autenticità di queste informazioni, mi limito a riferirle per amor di accuratezza e correttezza. (p. 5)

Citazioni[modifica]

  • Se mai dovessi desiderare un rifugio per scappare dal mondo e dalle sue distrazioni, per impiegare il resto della mia vita tormentata a sognare in tranquillità, non mi viene in mente luogo migliore di quella piccola vallata.
    A causa della placidità indolente del posto e del carattere peculiare dei suoi abitanti, tutti discendenti dei primi coloni olandesi, questa valle isolata è da lungo tempo conosciuta con il nome di Sleepy Hollow [...]. Un'atmosfera sonnacchiosa e onirica avvolge questa terra e ne pervade l'aria. Alcuni raccontano che sul luogo venne lanciato un sortilegio da parte di un esimio dottore tedesco agli albori dell'insediamento; altri sostengono che un vecchio capo indiano, il profeta o lo sciamano della sua tribù, celebrasse lì i suoi rituali, prima che il paese venisse scoperto dal capitano Hendrick Hudson. Quel che è certo è che il posto continua a subire l'influenza di un qualche incantesimo, capace di stregare le menti delle brave persone che vi dimorano, portandole ad andare in giro in una perenne condizione trasognata. (2012, pp. 7-8)
  • [Descrivendo Ichabod Crane] Il suo cognome, Crane, ovverosia "gru", era intonato alla sua persona. Era alto ma troppo esile, di spalle strette, con braccia e gambe lunghe, mani che penzolavano a un miglio di distanza dalle maniche e piedi che avrebbero potuto essere usati come pale; il suo fisico nel complesso pareva essere tenuto insieme da nodi troppo lenti. Aveva la testa piccola e piatta in cima, con enormi orecchie e grandi occhi verdi e freddi, e un lungo naso da beccaccino, tanto che ricordava un gallo segnavento issato su un'asta lunga e sottile per indicare la direzione in cui spira la brezza. A scorgerlo mentre risaliva a grandi falcate il profilo di una collina in una giornata ventosa, con gli abiti gonfi e svolazzanti, lo si sarebbe potuto scambiare per un demone della carestia sceso sulla terra, o magari per uno spaventapasseri fuggito da un campo di grano. (2012, pp. 11-12)
  • A dirla tutta, era un uomo coscienzioso, che aveva sempre in mente la regola d'oro: "Risparmia la verga e vizierai il bambino"; e gli alunni di Ichabod Crane di certo non erano viziati. (2012, pp. 13-14)
  • Di solito il maestro di scuola è una figura di una certa importanza tra le donne di una comunità rurale; è considerato una sorta di indolente gentiluomo, di gusti e modi di gran lunga superiori a quelli dei rozzi corteggiatori di campagna e, di fatto, inferiore solo al parroco per erudizione. (2012, pp. 17-18)
  • [...] e lui avrebbe avuto una vita felice, a dispetto del Diavolo e delle sue opere, se il suo cammino non avesse incrociato quello di una creatura che per un comune mortale è causa di maggior sgomento di qualunque fantasma, spettro e dell'intera genia delle streghe messi assieme: una donna. (2012, p. 23)
  • Davanti alla porta del granaio avanzava fiero e impettito il valoroso gallo, marito modello, combattente e impeccabile gentiluomo. Batteva le sue ali brune e cantava con il cuore felice e traboccante di orgoglio, mentre grattava per terra con vigorose zampate e poi generosamente chiamava a raccolta la sua famiglia di mogli e figli sempre affamati, per condividere il buon bocconcino che aveva trovato. (2012, p. 26)
  • Confesso di non sapere come si corteggino e si conquistino i cuori delle donne. Per me sono sempre stati un mistero e motivo di ammirazione. Alcuni sembrano avere un solo punto debole, un'unica via d'accesso; mentre altri hanno migliaia di viali e possono esser catturati in mille modi diversi. Aver ragione dei primi è testimonianza di eccezionale abilità, ma prova ancor migliore di grandi capacità belliche è tenere in pugno quelli del secondo tipo, perché l'uomo deve presidiare ogni porta e finestra.
    Pertanto, chi conquista migliaia di cuori comuni si è meritato un qualche riconoscimento, ma colui che esercita il suo dominio sul cuore di una donna civettuola è davvero un eroe. (2012, p. 37)
Giuro di non sapere come si faccia a prender d'assalto e a vincere i cuori delle donne. Per me sono sempre stati incomprensibili e meravigliosi. Alcuni sembrano avere solo un punto vulnerabile, una sola porta d'accesso, mentre altri hanno mille viali, e si possono conquistare in mille modi differenti. (1992, pag. 67)
  • L'animale che egli cavalcava era un cavallo rovinato dall'aratro, che con l'età aveva perduto ogni bella qualità, ma conservato tutti i vizi; era magro e irsuto, con un collo da pecora ed una testa a forma di martello, la criniera spelacchiata e la coda erano tutte aggrovigliate con bacche spinose; un occhio era senza pupilla, e guardava fisso come quello di uno spettro, ma l'altro conservava un luccichio davvero diabolico. Pure, a giudicare dal suo nome, «Polvere da sparo», doveva essere stato un tempo un cavallo focoso e vivace. (1992, pag. 71)

Explicit[modifica]

Le vecchie massaie, tuttavia, che di questi fatti sono sempre i giudici più competenti, continuano ancora oggi a sostenere che Ichabod sia scomparso per ragioni soprannaturali; nel vicinato la sua è una delle storie più raccontate durante le serate invernali, davanti al fuoco. Il ponte divenne ancora di più oggetto di una superstiziosa soggezione e forse per questo motivo negli ultimi anni la strada è stata deviata, sicché ora la chiesa la si raggiunge costeggiando la gora. La scuola, deserta, ben presto cadde in rovina, e si dice che sia tormentata dal fantasma del povero maestro; i giovani contadini che nelle serate estive tirano tardi per la strada, riferiscono di aver spesso udito in lontananza la sua voce, mentre canta un malinconico salmo nella tranquilla solitudine di Sleepy Hollow. (2012, pp. 74-75)

Note[modifica]

  1. Da Rip Van Winkle, contenuto ne Libri degli schizzi di Geoffrey Crayon.
  2. Da Rip Van Winkle, pag. 6.
  3. Da La vigilia di natale; in Il libro degli schizzi.

Bibliografia[modifica]

  • Washington Irving, La leggenda di Sleepy Hollow, traduzione di Alessandro Rossi, Felici Editore, 2012. ISBN 978-88-6019-598-2
  • Washington Irving, Rip Van Winkle. La leggenda della valle addormentata, traduzione di Lamberto Gramisch, TEA, 1992. ISBN 9788878192928

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]