Claudio Martelli
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Claudio Martelli (1943 – vivente), politico, giornalista e conduttore televisivo italiano.
- Proprio perché non è possibile separare programma e solidarietà politica e di Governo, è doveroso dirle ora con onestà e con chiarezza che programma e Governo simul stabunt aut simul cadunt.[1] (da un intervento alla Camera dei deputati, 21 aprile 1988)
[modifica] Citazioni su Claudio Martelli
- La cena in Cina... c'erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano... A un certo punto Martelli ha fatto una delle figure più terribili... Ha chiamato Craxi e ha detto: "Ma senti un po', qua ci sono in miliardo di persone e son tutti socialisti?". E Craxi ha detto: "Si, perché?". "Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?". (Beppe Grillo)
[modifica] Note
- ↑ Rivolto a Ciriaco De Mita, durante il dibattito sulla fiducia al Governo. La frase latina fu espressa in modo errato da Martelli. Il resoconto stenografico della seduta riporta tuttavia la citazione latina nella versione corretta (simul stabunt vel simul cadent, ovvero: insieme staranno, insieme cadranno); la terza persona plurale del futuro del verbo "cado" infatti è "cadent" e non "cadunt". Secondo alcuni, Martelli fu subito ripreso in aula da Alessandro Natta (ma non vi è traccia nei resoconti ufficiali). Bettino Craxi ripeté l'errore al Tg2 alcuni giorni dopo; la frase venne ripresa con lo stesso errore verbale dai media con ampia risonanza nelle settimane successive. Il 18 maggio 1988 la citazione fu oggetto di un'ironica interrogazione parlamentare in cui i deputati Ciafardini, Soave, Nicolini e Testa chiesero al Ministro della pubblica istruzione se fosse "opportuno emanare una circolare a tutte le scuole dell'ordine classico per rassicurare gli studenti che la lingua latina, seppur morta, non è cambiata". A dimostrazione della scemata sensibilità per questo tipo di errori, vent'anni dopo analoga attenzione non è stata riservata al deputato Matteo Brigandì, che, nella seduta dell'Assemblea della Camera dei deputati del 28 ottobre 2009, ha storpiato l'infinito presente di un verbo deponente coniugandolo come se avesse la forma attiva (primum vivere, deinde philosophare", invece che "philosophari").
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