Giulio Andreotti
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Giulio Andreotti (1919 – vivente), politico e scrittore italiano.
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[modifica] Citazioni di Giulio Andreotti
- Il potere logora chi non ce l'ha. (16 giugno 1959, citato in Ruggero Orfei, Andreotti, Feltrinelli, 1975)
- Se fossi nato in un campo profughi del Libano, forse sarei diventato anch'io un terrorista. (dall'intervista di Renato Rizzo, «Sarei potuto diventare un terrorista», La Stampa, 7 marzo 2005, p. 11)
- [Sullo sciopero della fame attuato dalla senatrice Franca Rame contro l'allargamento della base militare di Vicenza] Assicuro la gentile collega che può contare sulla mia solidarietà: tra un pasto e l'altro non prenderò cibo. (da il Tempo, 7 febbraio 2007)
- [In riferimento al disegno di legge sui DICO] E dire che noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e per dare la terra ai contadini. Invece, oggi vogliono dare il contadino al contadino (dall'intervista di Claudia Terracina, «Mia madre diceva: guardati dai gay», Il Messaggero, 1° marzo 2007, p. 2)
Edmondo Aroldi, Intervista a Giulio Andreotti, La lettura, maggio 1977
- Austerità: costume di parsimonia nel comportamento e nell'utilizzo dei beni; tanto più meritevole se non imposta e strettamente necessaria.
- Chiederei di essere esentato dal parlare di contemporanei, molti dei quali seguo - nei limiti di tempo che mi sono consentiti - e apprezzo. Ma non vorrei assumere le funzioni di un giudice.
- Chiudo un occhio sui peccati di gola purché non si consumino con troppi generi d'importazione danneggiando la bilancia commerciale. Almeno per l'attuale periodo perfezionerei un famoso detto popolare: «Moglie, cibi e buoi...», comprendendo in questi ultimi soprattutto quelli destinati a bistecche.
- Clericalismo: la confusione abituale tra quel che è di Cesare e quel che è di Dio.
- Credo fermamente ai ricorsi storici ed in qualche modo alla immutabilità della subcoscienza collettiva delle città e delle popolazioni.
- Da studente, la lettura dei classici, che di solito si subisce come una tortura, a me piacque molto. È nata forse lì una mia simpatia per Cicerone, che mi portò fino a presiedere un istituto di studi sul grande Arpinate.
- In quanto ai romanzi - se vogliamo trascurare una divertente parentesi giovanile per Wodehouse, ma che disillusione rileggerlo ora... - non ho avuto né ho particolari preferenze.
- Quando scrivo un libro non mi estraneo dal mio impegno politico anche se cerco di immedesimarmi a fondo nelle situazioni studiate e descritte, attualizzandole e prendendole in un certo senso a prestito.
- Tra gli autori di ieri, a Fogazzaro va la mia convinta simpatia. Ma resta per me insuperata l'attrattiva verso la stupenda costruzione logica delle pagine di Biagio Pascal.
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- Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due. [a proposito dell'unificazione tedesca, dopo la caduta del Muro di Berlino]
- A parte le guerre puniche, mi viene attribuito veramente tutto.
- A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
- Aveva spiccatissimo il senso della famiglia. Era infatti bigamo ed oltre.
- Ci sono pazzi che credono di essere Napoleone e pazzi che credono di poter risanare le ferrovie dello Stato.
- Esistono due tipi di pazzi: i matti veri e propri e quelli che sperano di risanare le ferrovie.
- Ho visto nascere la Prima Repubblica, e forse anche la Seconda. Mi auguro di vedere la Terza.
- I miei amici che facevano sport sono morti da tempo.
- In politica i tempi del sole e della pioggia sono rapidamente cangianti.
- L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi.
- La cattiveria dei buoni è pericolosissima.
- Meglio tirare a campare che tirare le cuoia.
- Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia.
- Non bisogna mai lasciare tracce.
- Vi è un genere pericoloso di numismatici: i collezionisti di moneta corrente.
- Con la stessa fondatezza si potrebbe affermare che controllo il traffico del Canale di Suez. [Detta ai giornalisti a proposito della "presunta" inesistenza di prove a suo carico nel processo per il reato di collusione mafiosa, per il quale la Suprema Corte di Cassazione lo ha ritenuto colpevole del fatto fino al 1980]
- Essendo noi uomini medi, le vie di mezzo sono, per noi, le più congeniali.
- I Verdi [il partito politico] sono come i cocomeri: verdi fuori ma rossi dentro.
- Preferisco andare ai battesimi piuttosto che ai funerali. [Rispondendo alla domanda del giornalista Giampaolo Pansa che gli aveva chiesto perché non fosse andato ai funerali del generale Dalla Chiesa.]
[modifica] Citazioni su Giulio Andreotti
- Andreotti? No, lui non apparteneva alla Mafia. Semmai apparteneva all'ala moderata della Mafia: quella che scioglie le vittime nel chinotto. (Daniele Luttazzi)
- Che Craxi sia uomo di grandi capacità e ambizioni, lo si sapeva. Che sia anche uomo di grande coraggio, lo si è visto ieri, quando pronunciava alla Camera il suo discorso di replica. Per due volte si è interrotto alla ricerca di un bicchier d'acqua. Per due volte Andreotti glielo ha riempito o porto. E per due volte lui lo ha bevuto. (Indro Montanelli)
- Ieri anche l'on. Andreotti mi ha chiesto di andare (da lui, ndr) e, naturalmente, date le sue presenze elettorali in Sicilia, si è manifestato per via indiretta interessato al problema; sono stato molto chiaro e gli ho dato però la certezza che non avrò riguardi per quella parte di elettorato alla quale attingono i suoi grandi elettori. (Carlo Alberto Dalla Chiesa)
- In sei giorni il Signore aveva creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che era già suo segretario da tempo immemorabile. (Giobbe Covatta)
- Lei uscirà dalla Storia [...] e passerà alla triste cronaca che le si addice. (Aldo Moro, nelle lettere dalla prigionia durante il sequestro)
- Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona; qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. (Giorgio Gaber)
- Ritengo infatti che si tratti di trascorsi così gravi e così inquietanti da consigliare alla classe politica e all'opinione pubblica un atteggiamento di maggior prudenza se non di diffidenza, rispetto a chi ha capeggiato una corrente politica in Sicilia fortemente inquinata da Cosa nostra, e ha avuto stretti rapporti con personaggi come Michele Sindona, Salvo Lima, Ignazio e Nino Salvo. (Nicola Tranfaglia)
- Se è vero che il potere logora chi non ce l'ha, nessuno più di Andreotti scoppia di salute.
È nella stanza dei bottoni dal '47, quando De Gasperi lo nominò sottosegretario alla Presidenza del consiglio. Non aveva che ventott'anni, anche se ne dimostrava qualcuno di più, come oggi, che ne ha cinquant'otto, ne dimostra qualcuno di meno.
Nessun politico sa più di lui ciò che vuole, quando lo vuole e, soprattutto, con chi lo vuole. Più realista di Bismarck, più tempista di Talleyrand, raramente sbaglia e, se sbaglia, sbaglia sempre a ragion veduta. (Roberto Gervaso) - Sempre più si diffonde sulla nostra stampa il brutto vezzo di chiamare Andreotti col nome di Belzebù. Piantiamola. Belzebù potrebbe anche darci querela. (Indro Montanelli)
- Vi giuro che ho cercato di uccidere Andreotti, ma quando gli ho detto "Giulio è giunta la tua ora" lui ha risposto "Non credo proprio" e mi ha dato i suoi stivali in pelle da lucidare. Firmato Dio. (Daniele Luttazzi – Tabloid a Mai dire gol)
da controllare
[modifica] Oriana Fallaci
- Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam, e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome. Poi, d'un tratto, compresi che non era disagio. Era paura. Quest'uomo mi faceva paura. Ma perché?
- A chi fa paura un malatino, a chi fa paura una tartaruga? A chi fanno male? Solo più tardi, molto tardi, realizzai che la paura mi veniva proprio da queste cose: dalla forza che si nascondeva dietro queste cose. Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza.
- L'intelligenza, perbacco se ne aveva. Al punto di potersi permettere il lusso di non esibirla. A ogni domanda sgusciava via come un pesce, si arrotolava in mille giravolte, spirali, quindi tornava per offrirti un discorso modesto e pieno di concretezza. Il suo humor era sottile, perfido come bucature di spillo. Lì per lì non le sentivi le bucature ma dopo zampillavano sangue e ti facevano male.
[modifica] Beppe Grillo
- Ho conosciuto Andreotti, che è arrivato alla quinta reincarnazione. Purtroppo per lui, nello stesso corpo...
- Credo che Andreotti non abbia mai rubato, ma ha fatto tutto il resto...
- Non sapremo mai la verità su Andreotti, la sapremo quando morirà e gli toglieranno la scatola nera dalla gobba...
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