Fabrizio Cicchitto

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Fabrizio Cicchitto

Fabrizio Cicchitto (1940 – vivente), uomo politico italiano.

  • I mostri sono i servizi segreti, una struttura sempre più corposa e dinamica che interviene in modo continuo, massiccio, oppressivo sulla realtà politica e sociale [...] Nel 68-69 la contestazione del sistema ha fatto tremare l'ordine costituto e esso, a sua volta, ha cercato di recuperare in diversi modi, uno dei quali è stata l'organica attività terroristica, provocatoria, violenta di precisi settori dei corpi separati dello Stato [...] I mostri fabbricano gli opposti estremismi: la pupilla del regime, la Rai tv, si occupa di amplificare la distorsione, obiettivizzandola; Sid e Rai tv, due realtà molto lontane eppure così vicine quando si tratta di sorreggere, nelle scelte drammatiche, il regime Dc. [...] Puntuali all'appuntamento, le Brigate Rosse ricompaiono in ogni vigilia elettorale. (1975, introduzione al libro di Marco Sassano "Sid e partito americano. Il ruolo della Cia, dei servizi segreti e dei corpi separati nella strategia dell'eversione", ed. Marsilio. Citato da Micromega, 16 dicembre 2009)
  • Ho pensato di iscrivermi a quella loggia come ci si iscrive al Rotary, ai Lions. Così quando è scoppiato lo scandalo P2 non mi restava che il suicidio... (Intervista di Augusto Minzolini, Politica e massoneria «Io, il psi e i soldi della P2» Cicchitto: «Ho pagato, altri invece no» [1], La Stampa, 19 novembre 1993, p. 7)
  • Ho capito, ad esempio, che Bettino Craxi e Claudio Martelli c'erano dentro fino al collo con Gelli e Ortolani. Ad esempio, la storia dei 30 milioni di dollari, del conto Protezione, mica è uno scherzo. C'è da credere davvero che in quegli anni, con tutti quei soldi, si siano comprati il PSI. (Ibidem)
  • Se io, Signorile e De Michelis fossimo rimasti insieme, saremmo riusciti a contrastare Craxi. Insieme funzionavamo, purtroppo andò in maniera diversa e per me alla rottura contribuì anche un problema finanziario. (Ibidem)
  • Non ci sembra che tramutare una battuta autoironica in una truculenta e volgare sfida alla piazza sia il massimo della corretta informazione. Purtroppo è quello che fa oggi Enzo Biagi sul Corriere della sera. Il tutto condito anche da una battuta grevemente maschilista nei confronti della coordinatrice provinciale di Bolzano di Forza Italia. Se oggi ci fosse un festival del cattivo gusto e della disinformazione, questa volta Biagi avrebbe vinto il primo premio. (Ansa, 5 giugno 2005; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Il delitto Biagi/4, la Repubblica, 15 novembre 2007)
  • Non andrete da nessuna parte mettendo in moto piccoli plotoni di esecuzione che a nome del partito unico tirano randellate a Berlusconi. (dall'intervento al convegno di AN ad Assisi, Il tempo delle scelte, del 18 novembre 2007; citato in Mario Stanganelli, AN fischia e contesta Cicchitto Casini: i gazebo aiutano Prodi, Il Messaggero, 19 novembre 2007, p. 4)
  • La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio, [condotta] dal gruppo editoriale Repubblica-L'Espresso, dal quel mattinale delle Procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri, che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia-politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi. E da un partito come l'Idv, con il suo leader Di Pietro, che in questi giorni sta evocando la violenza (citato in Cicchitto parla di un "network dell'odio" e accusa la Repubblica e l'Espresso, la Repubblica, 15 dicembre 2009)
  • Craxi preferiva dire no che sì. Dall'ufficio di Berlusconi si esce con il sorriso; anche se la generosità lo porta talora a dire qualche sì di troppo. (Intervista di Aldo Cazzullo, Contro Bettino un network dell'odio, Corriere della sera, 17 gennaio 2010)
  • Il peccato mortale di Craxi non sono le tangenti; è la scelta dell'autonomia. Quella sì non gli fu perdonata. (Ibidem)
  • Si imputa a Bettino di non aver mai rotto con la Dc; ma, quando si mostrò pronto a farlo, Berlinguer fu sul punto di accordarsi con De Mita e Spadolini per il "governo diverso", con i tecnici, pur di emarginare i socialisti. (Ibidem)
  • [Bettino Craxi] Un gigante, un pezzo della storia del Paese. Criminalizzarlo è un'operazione volgare. Quanti crimini ha commesso o coperto Togliatti negli anni '30 e '40? Eppure è considerato parte della nostra storia. Il vero "crimine" di Craxi fu restituire ai socialisti l'autonomia ideologica, smontando il mito di Lenin e pure quello di Gramsci. (Ibidem)
  • L'ipotesi di abbassare la maggiore età è fra le questioni sul tavolo ma non è la questione più urgente". (citato in Excite, 24 gennaio 2011)
  • [Riferendosi al Governo Monti.] Tre erano gli obiettivi di questo Governo, o almeno i suoi slogan: rigore, crescita, equità. Per quello che riguarda il rigore ce n'è stato in un modo straordinario ed eccezionale. Diamo atto al Governo di essere andato al di là anche di quello che era richiesto dalla logica economica e dalla logica finanziaria dell'Italia e del quadro internazionale. Crescita zero, equità zero, questo è il bilancio che noi facciamo di questo Governo, e rileviamo anche che ci siamo trovati di fronte ad una politica unilaterale dal punto di vista di un aumento della pressione fiscale del 45 per cento formale e del 55 per cento sostanziale, accompagnata da tagli così profondi alla spesa degli enti locali, di regioni e di comuni, che i riflessi si vedranno, anche sulla pelle dei cittadini, e accentuata anche da quella operazione assolutamente sadica che è stata l'IMU.[2]

Note[modifica]

  1. http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=1173516
  2. Camera dei Deputati – XVI Legislatura – Seduta n. 730 di giovedì 6 dicembre 2012 – Resoconto stenografico dell'Assemblea. Roma, Camera dei Deputati, 6 dicembre 2012.

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