Gianfranco Fini

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini (1952 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Gianfranco Fini[modifica]

  • Occorre ora lavorare insieme senza vuoti unanimi o stupide piaggerie, senza rinunciare né alle proprie analisi né alle proprie proposte. Ma anche senza faziosità preconcette, senza preventivi dinieghi, senza sterili steccati correntizi. Dopo aver tenuto banco sulle prime pagine dei giornali, conquistate da un congresso libero come nessuno al mondo, e dopo essersi meritato tanti commenti (non tutti approfonditi), il partito deve buttarsi anima e corpo all'esterno per mantenere desta l'attenzione della pubblica opinione. Non possiamo permetterci permanenti contrasti che rallenterebbero la nostra azione esterna e renderebbero più lenta e difficile la indispensabile riorganizzazione interna. Mettiamoci quindi al lavoro. Subito. In Parlamento, dove i nostri deputati e senatori dovranno farsi sentire con forza e senza inammissibili assenze e nel paese reale. Tutti hanno osservato che il Msi, pur senza rinnegare il proprio passato, aspira a contare di più nell'immediato futuro. Una segreteria giovane e storicamente post-fascista apre indubbiamente delle possibilità in tal senso. (dall'editoriale per Il Secolo d'Italia, 16 dicembre 1987)
  • Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista. (da Il Giornale, 5 gennaio 1990)
  • [Benito Mussolini] Il più grande statista del secolo. Se vivesse oggi garantirebbe la libertà degli italiani. (1992; citato in Filippo Ceccarelli, Retroscena. L'abc del segretario, La Stampa, 26 novembre 1993, p. 3)
  • Direi ancora che [Mussolini] è stato il più grande statista del secolo. (da un'intervista ad Alberto Statera ne La Stampa, 1º aprile 1994, p. 5)
  • Credo che l'istituzione mussoliniana di una terza via in alternativa al comunismo sia ancora attualissima. (citato in Corrado De Cesare, Il fascista del Duemila. Le radici del camerata Gianfranco Fini, Kaos Edizioni, 1995, ISBN 8879530461)
  • Il duce è stato un esempio di amore per la propria terra e la propria gente, un giorno l'Italia lo dovrà riabilitare e insieme a Cavour, Mazzini e Garibaldi, anche a lui saranno intitolate piazze e monumenti. (ibidem)
  • Se lei mi chiede: "Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro?" Io le dico di no. Capito? Perché ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini.. [...] Io non ho alcuna difficoltà ad assumermi tutte le responsabilità ed eventuali impopolarità di quel che ho detto, ma una cosa è non discriminare l'omosessuale e un conto è riconoscere all'omosessuale lo stesso esercizio di diritti connessi soprattutto all'educazione... [...] Non farò mai nulla perché siate discriminati ma non farò nulla per mettere il vostro tipo di rapporto sullo stesso piano della famiglia naturale. (citato in Fini: un gay non può fare il maestro, Il Corriere della Sera, 9 aprile 1998)
  • Dopo il 1994 abbiamo fatto tante cose. Abbiamo fatto Fiuggi, c'è stato un confronto. Direi che oggi non si può certo dire. Oggi non lo direi più [che Mussolini «è stato il più grande statista del secolo»] (citato ne La Stampa, 23 gennaio 2002, p. 7)
  • I tempi sono maturi per discutere di diritto di voto, almeno amministrativo, per le persone immigrate (citato in Fini: diamo il diritto di voto agli immigrati, Corriere della sera, 7 ottobre 2003)
  • Confermo che a mio avviso sono maturi i tempi per discutere del diritto di voto amministrativo per gli immigrati che vivono, lavorano, pagano le tasse in Italia e hanno ottenuto la carta di soggiorno. Sono maturi anche perché la nuova legge [la legge Bossi Fini] funziona ed ha dimostrato di garantire l'integrazione di centinaia di migliaia di stranieri che lavorano con regolare contratto. Integrazione significa parità di diritti e di doveri ed è un obiettivo che il Governo di centrodestra ha sempre tenuto presente insieme a quello della legalità, del giusto rigore verso i clandestini. Spero che la Lega dimostri di esserne cosciente: non avere la nazionalità italiana non può voler dire essere cittadini di serie B. Quanto al plauso della sinistra, mi lascia indifferente. È palesemente strumentale se solo si pensa alla caterva di insulti che ha accompagnato la legge 189. (Ibidem)
  • Ho risposto a chi mi chiedeva se continueremo a discutere dicendo che, anche se ciò dovesse accadere, arriveremo alla fine della legislatura. Non solo: ci proponiamo di vincere le successive elezioni con lo stesso premier e con gli stessi quattro partiti della CDL. (da Il Messaggero, 18 ottobre 2003, pag. 9)
  • Il fascismo fu parte del male assoluto. (Durante il viaggio in Israele; citato in Fini in Israele "Il fascismo fu parte del male assoluto", la Repubblica, 24 novembre 2003)
  • [Bisogna] denunciare le pagine di vergogna che ci sono nella storia del nostro passato. Bisogna farlo per capire la ragione per cui ignavia, indifferenza, complicità e viltà fecero sì che tantissimi italiani nel 1938 nulla facessero per reagire alle infami leggi razziali volute dal fascismo. [...] [Vi] rientrano certamente tutte quelle pagine relative alla discriminazione e ancor più alla persecuzione nei confronti degli ebrei e più in generale delle minoranze. E quindi certamente vi rientra anche quella [la Repubblica Sociale di Salò] pagina. (Ibidem)
  • Di fronte all'orrore della Shoah, simbolo perenne dell'abisso d'infamia in cui può precipitare l'uomo che disprezza Dio, sale fortissimo il bisogno di tramandare la memoria e far sì che mai più in futuro sia riservato, anche ad un solo essere umano, ciò che il nazismo riservò all'intero popolo ebraico. (messaggio scritto sul Libro della memoria durante la sua visita in Israele del 24 novembre 2003) Fonte? Fonte?
  • [Riferendosi a Umberto Bossi] Se avesse continuato a parlare di secessione non avremmo mai fatto alcun accordo. È chiaro che una logica di coalizione comporta la volontà degli interlocutori di trovare un punto di sintesi. (da Corsera Magazine, 9 marzo 2006)
  • Il comunismo è la più grande e sanguinosa illusione che l'umanità abbia partorito. (ibidem)
  • [A proposito di Maurizio Saia] È un imbecille. (citato in Senatore di An: "Bindi è lesbica via dal ministero della Famiglia", la Repubblica, 23 maggio 2006)
  • Se ci sono diritti o doveri delle persone che non sono tutelati perché fanno parte di un'unione e non di una famiglia servirà un intervento legislativo per rimuovere la disparità. Naturalmente quando parlo di persone mi riferisco a tutti. (citato in Fini: "Una legge per coppie di fatto e gay", Il Giornale, 27 dicembre 2006)
  • [Riferendosi ad Alleanza Nazionale] Il dibattito è democrazia ed è tipico di un partito e noi siamo un partito. Mi preoccuperei se non ci fosse discussione. (da Il Giornale, 3 maggio 2007)
  • Noi, che siamo il motore della CdL, se vogliamo trarre un insegnamento dagli anni passati, dobbiamo aver ben chiaro che va battuta definitivamente quell'utopia secondo cui i lavori non hanno pari dignità. (dal palco di una manifestazione a Roma del 13 ottobre 2007; citato da Avvenire il 14 ottobre 2007)
  • È venuta meno la fiducia, a Berlusconi l'ho anche scritto per lettera, d'ora in poi procediamo per conto nostro. Regolatevi di conseguenza. Noi siamo sempre stati leali con lui, nei 5 anni di governo e in questi mesi all'opposizione. Finora non abbiamo fatto sponda a Casini. E questo è il ringraziamento? Per me la Cdl è una storia chiusa. (citato in Francesco Bei, La rabbia di Fini "Ferito dal Cavaliere", la Repubblica, 16 novembre 2007, p. 1)
  • Alla fine io sono sicuro che Berlusconi riuscirò a farlo ragionare. Perché è un uomo con una scala di valori molto rigida e al primo posto c'è l'interesse personale. Per cui basterà minacciare di colpirlo sulla riforma delle tv. (ibidem)
  • L'attesa dell'implosione della maggioranza rischia di essere l'attesa di... Godot se il centrodestra non contribuisce alla sollecita rimozione del macigno che sbarra la strada alle nuove elezioni: l'attuale legge elettorale, una legge che obbliga tutti ad alleanze eterogenee in cui è enorme il potere di interdizione e di ricatto anche di formazioni ultraminoritarie, con ridottissimo consenso popolare e che non a caso proliferano come i funghi dopo le piogge. (dalla lettera inviata al Corriere della sera, Caro Silvio, adesso voltiamo pagina, 16 novembre 2007, p. 1)
  • Autocritica è parola che Berlusconi non conosce. (dall'intervista di Ugo Magri, "Se liquida il bipolarismo Silvio archivia se stesso", La Stampa, 28 novembre 2007)
  • Io rivendico il diritto di fare delle critiche, poi se si incorre nel delitto di lesa maestà per i Ferrara di corte, io vado dritto per la mia strada. (da Matrix, 28 novembre 2007)
  • Se Berlusconi pensa di fare l'asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa perché una legge siffatta in Parlamento non passerà mai. (dal discorso all'assemblea di AN riunita a Roma all'Ergife, 9 dicembre 2007; citato in Legge elettorale, lo stop di Fini Silvio «Ostruzionismo contro il Vassallum», Corriere della sera, 9 dicembre 2007)
  • Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quello che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi. (ibidem)
  • Il nuovo partito di Berlusconi? Comportarsi come sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. (ibidem)
  • Il Cavaliere ha fatto tutto da sé. Ha messo in piedi i Circoli della libertà con la Brambilla. Poi ha creato il Partito della libertà senza neanche avvertire i suoi amici di Forza Italia, quindi ha distrutto la Cdl. Conclusi i giochi, a regole scritte (alla stesura delle quali non siamo stati chiamati a partecipare) dovremmo bussare alla sua porta col cappello in mano e la cenere sulla testa? Non siamo postulanti.[...] Sono il presidente di An, non una pecora. (dall'intervista di Vittorio Feltri, «Vi spiego gli errori di Silvio», Libero, 16 dicembre 2007, p. 1)
  • Non credo che gli Stati Uniti siano pronti per una presidenza come quella di Obama, non fosse altro perché sarebbe il primo presidente nero. (dall'intervista di Gianni Riotta per il programma televisivo Tv7, RaiUno, 7 marzo 2008)
  • Eppure, penso che sia tuttora di grande significato politico e morale rammentare il valore insostituibile della libertà, bene supremo per ogni essere umano, precondizione per ogni democrazia, e penso sia lecito domandarsi se ancora oggi – sessantatré anni dopo la liberazione – la nostra libertà corra pericoli e sia davvero minacciata. [...] La minaccia non viene di certo dalle ideologie antidemocratiche del secolo scorso, che sono ormai sepolte con il Novecento che le ha generate. I rischi per la nostra libertà sono oggi di tutt'altra natura. L'insidia maggiore viene dal diffuso e crescente relativismo culturale, dalla errata convinzione che libertà significhi assoluta pienezza di diritti e pressoché totale assenza di doveri e finanche di regole. La libertà è minacciata nello stesso momento in cui – come sta avvenendo per alcune questioni – nel suo nome si teorizza una presunta impossibilità di definire ciò che è giusto e ciò che non lo è. (dal discorso di insediamento alla presidenza della Camera dei deputati, 30 aprile 2008)
  • Come garantire effettiva concordia tra capitale e lavoro, come aumentare la produzione della ricchezza nazionale, come ridistribuirla in modo equo, secondo le capacità ed i bisogni di ognuno, è ormai interrogativo che riguarda l'intera politica europea chiamata, anche su questo versante, a confrontarsi con il tramonto delle ideologie classiste e vetero-liberiste del Novecento e sempre più obbligata a rispondere alla sfida epocale della globalizzazione dei mercati. (ibidem)
  • [Riferendosi all'omicidio di Nicola Tommasoli (non ebreo) da parte di tre estremisti di destra e alle contestazioni a Israele di Torino] Gli scontri anti-israeliani di Torino e gli attacchi di naziskin a Verona non sono paragonabili. Quel gruppo che si definisce neonazista va punito, ma quello che accade a Torino è più grave. La sinistra radicale dà vita ad una violenza che giustifica con una politica anti-sionista. Non si può nascondere l'astio per gli ebrei dietro l'antisionismo. Quello della sinistra radicale è un movimento politico diffuso, che dà vita a pregiudizi di tipo politico-religioso. (da Excite, 6 maggio 2008)
  • La mia elezione a presidente della camera è il segno della fine del dopoguerra e il discorso del presidente della Repubblica sulle vittime del terrorismo, senza distinzione fra destra e sinistra, conclude un lungo percorso della storia repubblicana. [...] una sinistra che non ha ancora capito che il cambiamento non si fa con quel riformismo illuminato che cala dall'alto le sue ricette di laboratorio, ma si realizza solo con una rivoluzione conservatrice, ben agganciata alle radici, all'identità. (dal discorso all'assemblea nazionale di AN dell'11 maggio 2008; citato in Ida Dominijanni, La rivoluzione di Fini, il manifesto, 13 maggio 2008, p. 11)
  • Concedere il diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati, a certe condizioni, non è un'ipotesi sciagurata né un'idea criminale. [Ma gli immigrati] devono dimostrare di essere in grado di adempiere a certi doveri. Diritti e doveri devono stare insieme. (citato in Voto immigrati, Fini apre a Veltroni "Ma non garantisce integrazione", la Repubblica, 3 settembre 2008; Voto agli immigrati, stop di Berlusconi, Corriere della sera, 4 settembre 2008)
  • Se guardiamo a Somalia, Etiopia e Libia, a come sono ridotte adesso e a com'erano prima con l'Italia, credo che questa pagina della storia sarà riscritta e ci sarà una rivalutazione del ruolo dell'Italia. (ottobre 2006; citato in Alberto Piccinini, Lezioni di storia, il manifesto, 9 settembre 2008, p. 12)
  • I resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata. È doveroso dire che, se non è in discussione la buonafede, non si può equiparare chi stava da una parte e combatteva per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buonafede, stava dalla parte sbagliata. [...] La destra deve ribadire in ogni circostanza questi concetti, proprio per superare il passato, non per archiviarlo, ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti. [...] Chi è democratico cioè si riconosce nei valori della libertà, dell'uguaglianza e della giustizia sociale è antifascista, ma non tutti gli antifascisti in Italia erano democratici perché chi aveva come modello l'Urss di Stalin era a pieno titolo antifascista ma non a pieno titolo un democratico. (12 settembre 2008; citato in «La destra si riconosca nell'antifascismo», Corriere della Sera, 13 settembre 2008)
  • [Sul fascismo] il giudizio della destra deve essere negativo in ragione della limitazione della libertà. [...] Non possiamo negarci la storia, e il fascismo fu una dittatura che negò alcune libertà fondamentali. (ibidem)
  • È sbagliato dire che [il '68] rappresentò la stagione della libertà. Ha tolto tante ragnatele, archiviato una stagione che sa tanto di muffa. Merito o colpa del '68? Non mi appassiona il discorso. Di certo fu negativo lo slogan "vietato vietare". Il '68 aveva fatto degenerare il valore della libertà in licenza, anarchia, assenza di regole. Fu una forma colossale per esprimere la propria imbecillità. Non c'è la libertà se non c'è una regola, se non c'è un'autorità. [Il '68 ha fallito] nel pensare a un mondo utopico dove ci fosse la libertà senza il principio di autorità. (ibidem)
  • [In merito alle accuse di Gasparri a Napolitano per la morte di Eluana Englaro] Gasparri è un irresponsabile che dovrebbe imparare a tacere perché il rispetto per la massima autorità dello Stato dovrebbe animare chiunque, in particolar modo il Presidente del Gruppo di maggioranza numericamente più consistente. (citato in Il rammarico di Berlusconi. Lite Fini-Gasparri sul Quirinale, il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2009)
  • [Alle Fosse Ardeatine] Il valore che emerge è quello del patriottismo democratico, che il fascismo aveva oscurato per vent'anni, e che trovò uno dei suoi primi momenti di rinascita nella scelta di continuare la guerra contro i tedeschi (citato in Fosse Ardeatine, Napolitano: errore da evitare Fini: "Grazie a chi combatté e morì per la patria", il Giornale, 24 marzo 2009)
  • La risposta è nelle cose che ho fatto negli ultimi anni. Non sono più dello stesso parere [che Mussolini «è stato il più grande statista del secolo»], sarei schizofrenico. (citato in Andrea Garibaldi, Fini: Mussolini il più grande? Ora non la penso più così. Corriere della sera, 26 marzo 2009, p. 14)
  • Respingere i clandestini non viola il diritto internazionale, ma l'Italia ha il dovere di stabilire se tra chi viene respinto ci sia qualcuno che ha diritto a chiedere asilo. (Corriere della sera, 12 maggio 2009)
  • Talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta. (citato in Fini: Premier leader? A volte monarca assoluto, il Giornale, 3 novembre 2009)
  • Lui [Silvio Berlusconi], l'uomo, confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo... [...] io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta.... poi in privato gli ho detto... ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto. (citato in Fini, fuorionda su Berlusconi: "Ha il consenso per governare, ma non l'immunità assoluta", la Repubblica, 1° dicembre 2009)
  • Con calma, ho posto a Berlusconi solo questioni politiche, alle quali non mi ha saputo rispondere. O meglio, ha risposto a tutto, dicendo sempre "va tutto bene". Invece non va bene per niente e basta vedere cosa è successo in Sicilia, dove da un anno e mezzo viene tollerata una situazione che, in qualsiasi altra organizzazione, avrebbe portato a una decisione". (Repubblica.it)
  • Il tradimento, che certamente è sempre nel novero dei comportamenti umani poco dignitosi, alligna spesso in coloro che sono adusi all'applauso e in molti casi all'acritica approvazione, salvo poi, quando i leader girano le spalle, dire tutt'altro. Raramente il tradimento è nella coscienza di chi si assume la responsabilità, in pubblico e in privato, di insistere su alcune questioni. (Direzione nazionale PDL, 22 aprile 2010) Fonte ulteriore? Fonte ulteriore?
  • Se la politica perde la dimensione pedagogica, non è più buona politica. (citato in Corriere della sera, 4 maggio 2010)
  • Il cambiamento che farei oggi [alla legge Bossi-Fini] è quello di rendere più flessibile le norme sulla permanenza in Italia nel caso che l'immigrato perda il lavoro. Tanti cittadini perdono il posto e oggi ritrovarlo è sempre più difficile. (a Istituzioni, RaiEdu; citato in Corriere della Sera, 7 aprile 2012)
  • [Sulla legge Bossi-Fini] La priorità è cambiare la legge sulla cittadinanza. Credo sia giusto concederla ai ragazzi stranieri che sono nati in Italia, o che ci sono arrivati quando erano piccolissimi. A patto che frequentino un ciclo di studi scolastico e risiedano stabilmente in Italia. (citato in Immigrati, il presidente della Camera: «Cambierei la legge Bossi-Fini» Più flessibilità per i permessi di soggiorno. E cittadinanza ai figli degli stranieri che sono nati e studiano in Italia, Corriere della sera, 7 aprile 2012)
Kataweb, 17 settembre 2007
  • In Italia non esiste una identità nazionale lombarda se non nella propaganda di Umberto Bossi.
  • Il modello catalano è da seguire con attenzione ma da noi non esiste una identità padana come quella catalana qui in Spagna.
  • [Nel nostro Paese esiste] Una questione settentrionale di cui la Lega Nord si fa interprete, e che deriva dalla profonda protesta e insofferenza per il carico fiscale crescente cui non corrispondono servizi adeguati.
  • Parlare di identità padana vuol dire parlare di qualcosa che non ha un fondamento di tipo storico. Anche se la Lega Nord ha il merito di aver avviato un dibattito serio sul federalismo fiscale e su come avvicinare le istituzioni ai cittadini. Da noi non esiste un'identità nazionale lombarda se non nella propaganda di Bossi.
  • La Catalogna dimostra che si può essere orgogliosi della propria identità restando allo stesso tempo europeisti convinti e pienamente inseriti nella dimensione europea.
  • La Lega non coglie la possibilità di difendere i propri interessi legittimi in ambito europeo.
  • [A proposito delle frasi di Bossi sul tricolore] È un repertorio comiziale, un modo ripetitivo, stanco e abusato. […] Quello di Bossi è un repertorio comiziale che di tanto in tanto rivolge ai suoi militanti.

Citazioni su Gianfranco Fini[modifica]

  • Come il Fini doppiolavorista. Lui avrà il bacio di Fazio e di Saviano, pur essendo incollato a una poltrona che non merita più. (Giampaolo Pansa)
  • Signor Vicepresidente del Consiglio, Lei mi ricorda Palmiro Togliatti. Il comunista più odioso che abbia mai conosciuto, l'uomo che alla Costituente fece votare l'articolo 7 ossia quello che ribadiva il Concordato con la Chiesa Cattolica.
    E che pur di consegnare l'Italia all'Unione Sovietica era pronto a farci tenere i Savoia, insomma la monarchia. Non a caso quelli della Sinistra La trattano con tanto rispetto anzi con tanta deferenza, su di Lei non rovesciano mai il velenoso livore che rovesciano sul Cavaliere, contro di Lei non pronunciano mai una parola sgarbata, a Lei non rivolgono mai la benché minima accusa.
    Come Togliatti è capace di tutto. Come Togliatti è un gelido calcolatore e non fa mai nulla, non dice mai nulla, che non abbia ben soppesato ponderato vagliato per Sua convenienza. (E meno male se, nonostante tanto riflettere, non ne imbrocca mai una). Come Togliatti sembra un uomo tutto d'un pezzo, un tipo coerente, ligio alle sue idee, e invece è un furbone. Un maestro nel tenere il piede in due staffe. Dirige un partito che si definisce di Destra e gioca a tennis con la Sinistra. Fa il vice di Berlusconi e non sogna altro che detronizzarlo, mandarlo in pensione. [...]
    Signor Fini, ma perché come capolista dell'Ulivo non si presenta Lei? (Oriana Fallaci)
  • Con la sua fredda astuzia sembra il duca Valentino dei Borgia, che aspetta il logoramento del Cavaliere per proporsi come il vero leader della destra. (Mario Segni)
  • E non è neppure vero, come afferma Fini, che è italiano chi ama l'Italia... Occorre dimostrare di conoscere almeno sommariamente la nostra cultura, le nostre tradizioni, la lingua; e adattarsi o, meglio, sposare i nostri costumi. (Vittorio Feltri)
  • È il migliore. Porta avanti il suo gioco politico con una buona lucidità. Ma è privo dei supporti dottrinari. Non so se legga qualche libro. So che mischia un po' tutto: Evola e il liberismo, la conservazione e il libertarismo. (Francesco Cossiga)
  • Fini, abbiamo fatto insieme il '68, ma adesso mi sono convinto che non è tanto di sinistra. (Roberto Benigni)
  • Fini aveva ed ha le potenzialità di leader, soprattutto in una società che ha bisogno di un comunicatore che sappia unire concetti e soggetti. Ma non sempre avere queste qualità significa scegliere la strategia migliore. (Ignazio La Russa)
  • Fini ha eliminato il fascismo come fosse un calcolo renale. (Marcello Veneziani)
  • Fini lo vedo male: deve la sua fortuna al fatto che ha ereditato tutto da Almirante che però non cambiava opinione. (Giorgio Forattini)
  • Fini mi ha deluso perché ha paura delle donne, perché non crede nella meritocrazia e ti fa sentire come se l'unico intelligente in giro fosse lui. (Daniela Santanchè)
  • Fini non è mai sincero. Lo conosco da una vita e una delle sue caratteristiche è non dire mai sinceramente quello che pensa. [...] A Roma c'è un termine che chiarisce bene il concetto: "mortarolo". Fini è un liquidatore. Ha liquidato il Msi prima, ha liquidato An nel Pdl e adesso vorrebbe liquidare il Pdl. [...] Nella sua lunga carriera politica non c'è mai stata una fase costruttiva. Dopo 30 anni di attività politica... Bilancio inquietante. [...] Fini nel suo partito quando mai è stato liberale? Ha sempre comandato a spada tratta. Ha sciabolato quando e come ha voluto e non s'è mai sottoposto a congressi degni di questo nome. Non è lui che può fare un'accusa di questo genere a Berlusconi. [...] Io avevo un progetto politico, quello di Fini qual è? Lui si compiace soltanto dell'applauso della sinistra che adesso lo apprezza soltanto per il suo antiberlusconismo. (Pino Rauti)
  • Ho orrore dei traditori. Pensare che gli salvai la vita, quando nell' 87 andai al congresso di Sorrento per sostenerlo contro Rauti. Ora finge di non conoscermi. (Jean-Marie Le Pen)
  • [Sul possibile successore di Silvio Berlusconi] Il problema non si è ancora posto, per il momento. Comunque attualmente le due ipotesi più probabili sono Gianfranco Fini e Giulio Tremonti. A pari merito. (Gianni Baget Bozzo)
  • La cosa più irritante di questi giorni insanguinati sono le facce dei capi della destra che sfilano in tv con cupi sorrisi e una soddisfazione implosa che irrigidisce i loro sguardi, tipo: lo sapevamo che sarebbe finita così. Quel loro pattinare sui nervi scoperti del Paese per annettersi qualche voto, qualche consenso, qualche maledizione. Gianfranco Fini in impermeabile bianco che sfila, insieme al suo manipolo di colonnelli, tra le sterpaglie di Tor Di Quinto, dove è stata uccisa Giovanna Reggiani. Fuma, si guarda in giro, vede tutto per la prima volta, ma la racconta come se fosse l'ultima: è colpa del governo, è colpa di Veltroni. (Pino Corrias)
  • Lo inviterei a leggere Carlo Levi e Primo Levi. Sono sicuramente due autori all'interno dei quali si addensa una forte cultura di sinistra. (Geno Pampaloni)
  • Per giustificare la guerra a Berlusconi, Gianfranco Fini ha rispolverato il suo passato giustizialista, messo in soffitta 15 anni fa per ragioni di convenienza, e lo ha sbattuto sul tavolo della maggioranza. (Maurizio Belpietro)
  • Poveraccio mi rendo conto che sia in difficoltà. Nessuno sa che cosa abbia in testa. Io continuo a sostenere che non lo sappia neanche Fini... Non è del resto facile decrittare il suo pensiero perché non è facile decrittare il vuoto. (Vittorio Feltri)
  • Prendo molto sul serio le ipotesi del presidente della Camera. Ha compreso l'importanza del rapporto tra religione e politica, dell'integrazione e dei temi etici. (Gaetano Quagliariello)
  • Sul diritto d'asilo e la società multietnica il presidente della Camera Fini continua a dire semplicemente cose di buon senso: parla da esponente di una destra europea, né fascista né razzista. (Paolo Ferrero)
  • [Raccontando di quando erano ragazzi] Un giorno si avvicina a un gruppo di giapponesi e coi suoi modi sussiegosi li ricopre di insulti, sicuro che quelli non lo avrebbero capito: "Pidocchiosi, teste di cazzo, coglioni". Così per ridere. Anche loro ridevano... (Francesco Storace)
  • [Sulle scelte politiche di Gianfranco Fini e del gruppo Futuro e Libertà per l'Italia] Fini e i finiani torneranno nell'ombra. Andremo a votare e vedremo quanti voti prenderà il transfuga Fini. Fini ha fatto sapere che presto fonderà un nuovo partito. Spero che abbia già ordinato le kippah perché è di questo che si tratta. Chi ha tradito una volta, tradisce sempre. Può darsi pure che Fini svolga una missione ma è una missione tutta sua personale. (Giuseppe Ciarrapico)

Marco Travaglio[modifica]

  • Io non so se tutto questo sia penalmente rilevante, lo decideranno i magistrati: penso che sia politicamente e storicamente fondamentale saperlo, mentre si vede Gianfranco Fini che cita Paolo Borsellino al congresso che sta incoronando il responsabile di tutto questo, cioè Berlusconi. Verrebbe da dire "pulisciti la bocca". [...] "ma come ti permetti di parlare di Borsellino? Leggiti quello che diceva, Borsellino, di questi signori in quella famosa intervista prima di morire". Leggiti quello che c'è scritto nella sentenza Dell'Utri e poi vergognati, perché quel partito lì [Forza Italia] non l'ha fondato lo Spirito Santo, l'hanno fondato Berlusconi, Dell'Utri, Craxi con l'aiuto di Mangano che faceva la spola fra Palermo e Milano.
  • Non per guastare la festa a questa bella incoronazione imperiale del leader del popolo delle libertà che, come avete visto, a sorpresa è stato eletto primo, unico, ultimo imperatore del partito che aveva fondato sul predellino di una macchina e che quando l'aveva fondato Gianfranco Fini l'aveva subito fulminato dicendo: "siamo alla comica finale, noi non entreremo mai nel Popolo della Libertà e Berlusconi non tornerà mai più a Palazzo Chigi con i voti di Alleanza Nazionale". E quando qualcuno gli aveva chiesto "Possibilità che AN rientri all'ovile?", risposta di Fini: "Noi non dobbiamo tornare all'ovile perché non siamo pecore". Poi come avete visto sono tornati all'ovile quindi ne dobbiamo concludere che sono pecore o pecoroni.

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