Felix Mendelssohn

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Felix Mendelssohn ritratto da Edward Magnus, 1846

Felix Mendelssohn (1809 – 1847), compositore, pianista e direttore d'orchestra tedesco. Suonava anche organo, violino e viola.

Citazioni[modifica]

  • È cosa veramente edificante e incantevole il vedere con quale amore e con quale coscienza queste signore di Francoforte studiano, di Bach, Il cembalo ben temperato e le Invenzioni; come conoscano a memoria tutto Beethoven e come trasaliscano sentendo la più piccola nota incerta. In poche parole, esse dimostrano un'autentica e solida educazione musicale. (citato in Giulio Confalonieri, Storia della musica)
  • Feci così il mio ingresso in Firenze con la mia carrozzella aperta, e benché avessi un aspetto impolverato, proprio come uno che viene dalle Alpi, non mi curai di nulla; passai tutto lieto in mezzo ad eleganti equipaggi, dai quali mi guardavano i visi delicati di Lady Inglesi e pensai: verrà il giorno in cui dovrete stringere le mani al viaggiatore che fate finta di non vedere! (dalla lettera alla famiglia del 23 ottobre 1830)
  • [Canto sacro] Ma il Signore guida rettamente chi è confuso e gli insegna la sua strada. A tutti quelli che ti temono, o Signore, tu indicherai la via più giusta e la loro anima abiterà nel bene. (citato in L'Unità Arte, n. 12, 1997)
[Geistliches Lied] Doch der Herr, er leitet die Irredenden recht. Er lehret de Irreden seine Weg'. Alle, die dich fürchten, Herr, du wirst sie unterweisen den besten Weg, und ihre Seele wird im Guten wohnen. (Geistliches Lied, op. 112 n. 1 – periodo 1833/1835 circa a Düsseldorf)
  • Mi chiesero cosa ne pensassi dell'illustre Mozart e dei suoi peccati. Risposi che avrei rinunciato volentieri a tutte le mie virtù per i peccati di Mozart. (citato in Mozartiana, 1990)

Citazioni su Felix Mendelssohn[modifica]

  • È un pezzo che non sento più musica ma so che, nel frattempo, tu e gli altri "avete spinto molto avanti l'affare". Io ho ancora molto da imparare da te. (Johann Wolfgang von Goethe)
  • Mendelssohn e Schumann aggiungono pietre, arricchiscono di opere difensive il castello che Schubert aveva incominciato a costruire, quasi giocando; che Liszt era andato avanti a munire, spinto dalla sua natura di virtuoso e dalla sua natura di profeta; che Chopin aveva scelto a dimora per poter sorprendere, da quel recesso, l'esistenza occulta degli atomi spirituali, e, col loro nobile impegno, con la loro sterminata passione, col rinascente orgoglio nazionale e sociale, pervengono ad individuare, in maniera sempre più decisa e forte, la figura della nuova musica nordeuropea. (Giulio Confalonieri)
  • La musica di Mendelssohn appare a Goethe come un corrispettivo della propria poesia. E invero, se Mendelssohn non ha mai detto parole inaspettate come le ha dette Goethe, se non ha mai conosciuto il prodigioso modo goethiano di accordare la vertigine sulla cadenza del concetto logico, egli ha saputo tuttavia accordare il fondo romantico, l'aspirazione romantica dell'animo con la struttura classica della mente. (Giulio Confalonieri)

Bibliografia[modifica]

  • Giulio Confalonieri, Storia della musica, Edizioni Accademia, Milano, 1975.
  • Felix Mendelssohn, Lettere dall'Italia, La torre d'avorio, Fògola Editore, Torino, 1983.
  • AA.VV., Mozartiana, Ed. Longanesi & C., Milano, 1990.

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