Ludwig van Beethoven

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827), compositore tedesco.

Ludwig van Beethoven
  • Io non scrivo ciò che preferirei scrivere, scrivo per il denaro di cui ho bisogno. Ma non è detto che scriva solo per denaro, così spero di scrivere infine ciò che per me e per l'arte è la cosa più grande: il Faust. (da Quaderni in conversazione)
  • L'arte, che è sacra non dovrebbe mai lasciarsi disonorare sino alla follia d'un così scandaloso soggetto. Io non sarei mai stato capace di musicare un libretto come quelli su cui Mozart ha potuto lavorare. Non potrei comporre opere come il Don Giovanni e il Figaro: ho un'avversione per questo genere. Non avrei potuto scegliere soggetti simili: sono troppo leggeri per me. (citato in Clemente Fusero, Mozart, SEI, Torino 1947)

Citazioni su Ludwig van Beethoven[modifica]

  • A Beethoven manca il ritmo. Quello lo possiede Jovanotti. (Giovanni Allevi)
  • Beethoven: che lo si incontri da soli o in diecimila, non si può far finta di non vederlo. (Luca Goldoni)
  • Beethoven è la retorica della nostra anima, Wagner il suo sentire, Schumann forse il pensiero: Mozart è di più, è la forma. (Hugo von Hofmannsthal)
  • Beethoven era talmente sordo che, per tutta la vita, ha creduto di essere un pittore. (François Cavanna)
  • Egli può fare tutto ma noi non possiamo ancora comprendere ogni cosa, e molta acqua dovrà scorrere sotto il ponte del Danubio prima che sia compreso appieno ciò che quest'uomo ha scritto. (Franz Schubert)
  • I giovani hanno scoperto Beethoven soltanto adesso, perché prima non gliene hanno lasciato il tempo: dai Beatles ai Rolling Stones, da Elvis Presley a Elton John, a cento altri idoli, l'industria dell'imballaggio musicale non ha dato ai ragazzi un attimo di respiro. Ma è bastato, anni fa, un successo cinematografico, L'arancia meccanica, è bastato un abile regista (Stanley Kubrik) che ha riciclato Beethoven in accordi elettronici e il gioco è riuscito. (Luca Goldoni)
  • Il fato (o che altro è) gode a produrre un grande talento e a renderlo poi vano. Beethoven diventò sordo. Uno scherzo meschino, ai nostri occhi: la beffa di un idiota malevolo. (Clive Staples Lewis)
  • Il moralismo di Beethoven in musica: è l'eterno inno di lode a Rousseau, agli antichi francesi e a Schiller. (Friedrich Nietzsche)
  • L'ultima (e bellissima) novità è che i giovani, toh, si sono accorti di Beethoven. (Luca Goldoni)
  • La nostra epoca talvolta è riuscita a stravolgere e a estraniare il significato dei più noti capolavori di Beethoven, ma basterebbe ascoltare con animo vergine la «Grande Fuga» op. 133 per quartetto d'archi per domandarsi stupiti come si sia potuto ancora scrivere della musica. Stravinsky afferma che «se la musica [della Grande Musica] fosse riuscita a penetrare nella coscienza del suo tempo la Musica moderna avrebbe perso, molto prima, parte del suo mordente, e ora dove saremmo?». Beethoven infatti non solo anticipa Schumann, Chopin, Liszt, ma una musica che ancora deve essere scritta. (Gianfranco Maselli)
  • Le sonate di Beethoven c'inalzano nel regno indefinito del pensiero, agitato da occulte potenze, popolato di esseri sovrumani che parlano un linguaggio di vaticini superbi e di ricordanze sublimi. (Mario Rapisardi)
  • Schumann rappresenta il predominio dell'espressività, della fantasia sul rigore della forma; in Brahms la forma domina sulla fantasia e sull' espressione; solo in Beethoven c'è l'equilibrio perfetto. (Gianluca Cascioli)

Arancia meccanica[modifica]

  • Era stata una magnifica serata e, per un finale perfetto, quel che ci voleva era un tocco del gran Ludovico Van.
  • Alexander DeLarge: [Durante la cura di Ludovico] Stop basta vi prego vi supplico! È un Delitto! È un Delitto! Delitto, delitto, DELITTO!
    Dr. Brodsky: "Delitto"?! Che cosa sarebbe "delitto"?
    Alexander DeLarge: Quello! Usare Ludovico Van così, lui non ha mai fatto male a nessuno! Beethoven ha solo scritto musica!
    Dottoressa Branon: Sta per caso alludendo alla musica di fondo?
    Alexander DeLarge: Sì!
    Dottoressa Branon: Conosceva Beethoven, prima?
    Alexander DeLarge: Sì!
    Dr. Brodsky: Lei si diletta di musica?
    Alexander DeLarge: SÌ!!!
    Dr. Brodsky: ... [Rivolgendosi sottovoce alla Dottoressa Branon] Niente da fare. È l'elemento punitivo immagino. Chissà quanti saranno contenti. [Rivolgendosi ad Alex] Mi spiace Alex! È per il suo bene! Dovrà avere un po' di pazienza!
    Alexander DeLarge: ...Non è giusto! Non è giusto che mi venga nausea quando sento il dolce dolce Ludovico Van!

Altri progetti[modifica]