Il ritratto di Dorian Gray

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1leftarrow.pngVoce principale: Oscar Wilde.

Il ritratto di Dorian Gray (titolo originale The Picture of Dorian Gray), romanzo di Oscar Wilde del 1891.

copertina di un'edizione inglese del 1890 de Il ritratto di Dorian Gray

Incipit[modifica]

Originale[modifica]

The studio was filled with the rich odor of roses, and when the light summer wind stirred amidst the trees of the garden there came through the open door the heavy scent of the lilac, or the more delicate perfume of the pink-flowering thorn. From the corner of the divan of Persian saddle-bags on which he was lying, smoking, as usual, innumerable cigarettes, Lord Henry Wotton could just catch the gleam of the honey-sweet and honey-colored blossoms of the laburnum, whose tremulous branches seemed hardly able to bear the burden of a beauty so flame-like as theirs; and now and then the fantastic shadows of birds in flight flitted across the long tussore-silk curtains that were stretched in front of the huge window, producing a kind of momentary Japanese effect, and making him think of those pallid jade-faced painters who, in an art that is necessarily immobile, seek to convey the sense of swiftness and motion.

[Da Wikisource]

Raffaele Calzini[modifica]

Lo studio era intriso d'uno splendido odore di rose, e quando la lieve brezza estiva frusciava tra gli alberi del giardino, dalla porta aperta penetrava il pesante profumo delle serenelle, o quello più delicato dei rosaspini. Sdraiato nell'angolo di un divano coperto di stoffe persiane, e fumando, secondo la sua abitudine, un numero indefinito di sigarette, Lord Henry Wotton poteva vedere i fiori di un'acacia, colorati e dolci come il miele, quei rami fragili che pareva potessero appena sopportare una bellezza tanto splendida; e di quando in quando l'ombra fantastica di un uccello volante si proiettava e scorreva sulle pesanti tende di seta, con una specie di fuggitivo effetto giapponese, facendogli ricordare quei pittori di Tokio, dal viso di giada pallida, che pur servendosi d'un'arte necessariamente statica, cercano di rendere il senso della velocità e del moto.

[Arnoldo Mondadori Editore, traduzione di Raffaele Calzini]

Giuseppe Sardelli[modifica]

Lo studio era pieno dell'intenso odore delle rose e, quando il dolce vento d'estate serpeggiava fra gli alberi del giardino, per la porta aperta entrava la pesante fragranza dei lillà o il profumo più sottile dei rovi in fiore. Dall'angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com'era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante; e, a tratti, fantastiche ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta tussorina tirate davanti all'immensa finestra, producendo una specie di momentaneo effetto giapponese e facendogli pensare a quei pallidi pittori di Tokyo dal viso di giada, i quali, mediante un'arte che è per necessità immobile, cercano di suggerire il senso della rapidità e del movimento.

[Fratelli Fabbri Editori, traduzione di Giuseppe Sardelli]

Emanuele Grazzi[modifica]

Lo studio era saturo di un intenso odore di rose, e mentre la brezza estiva attraversava gli alberi del giardino, dalla porta socchiusa penetrava il forte profumo del glicine e la fragranza delicata del biancospino. Da un angolo del divano, Lord Henry Wotton giaceva disteso tra i cuscini persiani e, fumando come sempre una sigaretta dopo l'altra, poteva scorgere a mala pena lo splendore dei fiori di citiso, simili al miele per dolcezza e colore. I gracili ramoscelli sembravano quasi non farcela a reggere il peso di tanta fiammeggiante bellezza. Le furtive ombre degli uccelli in volo comparendo di quando in quando tra le lunghe cortine di seta cruda, stese davanti all'ampia finestra, producevano un istantaneo effetto simil giapponese e richiamavano alla mente quei pallidi pittori di Tokio, dalla faccia di giada, che, impiegano come strumento un'arte necessariamente statica, tentando di darci il senso della velocità e del moto.

[Sansoni Editore, traduzione di Emanuele Grazzi]

Benedetta Bini[modifica]

Lo studio era invaso da un intenso profumo di rose, e quando la leggera brezza estiva agitava gli alberi del giardino dalla porta aperta giungeva l'effluvio greve dei lillà o la fragranza più delicata dei cespugli rosa dell'eglantina. Sdraiato nell'angolo del divano coperto di gualdrappe persiane, e fumando come suo solito una sigaretta dopo l'altra, Lord Henry Wotton riusciva appena a cogliere il bagliore dei fiori del citisio, dorati e dolci come il miele, i cui tremuli rami sembravano sostenere a stento il peso di quella loro fiammante bellezza; a tratti fantastiche ombre di uccelli in volo guizzavano contro i lunghi drappi di seta ruvida tesi davanti all'ampia finestra con un momentaneo effetto giapponese, ricordandogli quei pittori di Tokyo dai pallidi volti di giada che attraverso un'arte necessariamente immobile tentano di suggerire il senso di velocità e movimento.

[Feltrinelli Editore, traduzione di Benedetta Bini]

Citazioni[modifica]

  • Il fuoco indurisce tutto ciò che non distrugge.
  • Adoro gli scandali che riguardano gli altri, ma quelli che riguardano me non m'interessano. Non hanno il fascino della novità.
  • Amo troppo leggerli [i libri], per aver voglia di scriverli. Certo mi piacerebbe scrivere un romanzo – bello come un tappeto persiano e altrettanto irreale. Ma da noi si leggono solo giornali, abbecedari ed enciclopedie. Di tutti i popoli del mondo, gli inglesi sono quelli che hanno meno il senso di bellezza in letteratura.
  • C'è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé.
  • C'è voluttà nell'accusarci: quando ci accusiamo sentiamo che nessuno può biasimarci.
  • Definire è limitare.
  • Dalle ombre irreali della notte torna a noi la vita reale che conosciamo. Dobbiamo riprenderla da dove l'avevamo lasciata, e in noi si insinua il senso terribile di un'energia che deve continuare nello stesso monotono circolo di abitudini stereotipate; o magari il desiderio violento che una mattina i nostri occhi possano aprirsi su un mondo che nell'oscurità è stato rimodellato per il nostro piacere, in cui le cose si diano nuove forme e colori, siano diverse o abbiano altri segreti, un mondo in cui il passato abbia poca o nessuna importanza, o comunque sopravviva in forme ignare di obblighi o rimpianti, avendo il ricordo della gioia la sua amarezza, e quello del piacere la sua pena.
  • È bene per la nostra vanità che uccidiamo il delinquente, perché se egli non morisse potrebbe dimostrarci quel che noi abbiamo guadagnato dal suo delitto.
  • È la confessione che assolve, non il prete.
  • È meglio non essere diversi dai propri simili.
  • È sempre facile esser gentili verso le persone di cui non ci importa nulla.
  • I presagi non esistono: il destino è troppo saggio e troppo crudele per mandarci degli araldi.
  • Il brutto e lo sciocco se la passano meglio degli altri in questo mondo: possono rimanere seduti a loro agio e seguire la commedia a bocca aperta. Se nulla sapranno della vittoria, è loro risparmiata almeno l'esperienza della sconfitta.
  • «Il corpo pecca, ma una volta che ha peccato ha superato la sua colpa perché l'azione è una forma di purificazione: nulla più rimane se non il ricordo di un piacere o la voluttà di un rimpianto. L'unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge [...].
    Nello spirito e solo nello spirito hanno sede anche i grandi peccati dell'umanità».
    «Basta», balbettò Dorian Gray, «basta, mi sconvolgete. Non so che cosa rispondere Tacete, lasciatemi pensare. O meglio, lasciate, che tenti di non pensare». (2005, p. 31)
  • Il mondo è cambiato perché tu sei fatto d'avorio e d'oro, la curva delle tue labbra riscrive la storia. (Sybil Vane)
  • Il terrore che ci incute la società è la base di ogni morale.
  • Il rugby è il modo migliore per tenere trenta energumeni lontani dal centro della città.
  • Il valore di un'idea è assolutamente indipendente dalla sincerità dell'uomo che la denuncia.
  • L'anima mi mandai negli altri spazi i misteri a scoprir del mondo eterno ed ella a me tornò così dicendo: io sono il Paradiso e son l'Inferno.
  • L'armonia di anima e corpo... che cosa grande! Nella nostra follia noi li separiamo e abbiamo inventato un realismo che è volgare e un idealismo che è vuoto (traduzione di Marco Amante, Garzanti Editore 2000)
  • L'arte è perfettamente inutile. (Prefazione)
  • L'artista non ha convinzioni etiche. Una convinzione etica in un artista è un imperdonabile manierismo di stile. (Prefazione)
  • L'artista è un creatore di cose bellissime.
  • L'esperienza non aveva alcun valore etico, era semplicemente il nome che gli uomini davano ai loro errori. Di regola, i moralisti l'avevano ritenuta un avvertimento, avevano sostenuto che essa aveva una certa efficacia nella formazione del carattere, l'avevano esaltata come qualcosa che ci insegnava la via da seguire e ci mostrava quella da evitare. Ma nell'esperienza non c'è forza motrice. Come causa attiva aveva lo stesso infimo valore della coscienza. In realtà dimostrava solo che il nostro futuro sarà uguale al nostro passato e che il peccato che abbiamo commesso una volta, con disgusto, lo ripeteremo molte volte con gioia.
  • L'essere naturale è semplicemente una posa, la posa più irritante che conosca.
  • L'intelletto è, per se stesso, una sorta di eccedenza che distrugge l'armonia di un volto.
  • L'omicidio è sempre un errore: non si dovrebbe mai fare niente di cui non si possa parlare a cena.
L'omicidio è sempre un errore: non si deve mai fare niente di cui non si possa parlare dopo una cena.
  • L'uomo è molte cose, ma non è ragionevole.
  • L'unico fascino del passato è che è passato.
  • La bellezza è superiore al genio in quanto non ha bisogno di spiegazioni.
  • La buona influenza non esiste... qualunque influenza è immorale perché influenzare qualcuno significa dargli la propria anima.
  • La giovinezza è l'unica cosa che valga la pena possedere.
  • La limitazione è una sofferenza, l'abbastanza è una consolazione, il più che abbastanza è un delizioso banchetto.
  • La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
  • La puntualità è ladra del tempo.
  • La sigaretta è il tipo perfetto di un piacere perfetto. È squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si può volere di più?
  • La sola differenza fra un capriccio e la passione eterna è che il capriccio dura un po' più a lungo.
  • La via del paradosso è la via della Verità. Per mettere alla prova la Realtà bisogna farla camminare sul filo teso. Possiamo giudicare la Realtà solo quando fanno acrobazie.
  • La vita morale dell'uomo è uno dei soggetti che l'artista può trattare, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di uno strumento imperfetto.
  • La vita è troppo breve perché ci si possa caricare sulle spalle anche il fardello degli errori altrui. Ciascuno vive la propria vita e ne paga il prezzo.
  • Le cose sacre sono le uniche cose che valga la pena profanare.
  • Le donne non hanno niente da dire, ma lo dicono benissimo.
  • Mi piacciono gli uomini che hanno un futuro e le donne che hanno un passato.
  • Noi getteremmo via una quantità di cose se non avessimo paura che qualcun altro possa raccattarle.
  • Noi non possiamo ritornare ai santi, perché c'è assai più da imparare dai peccatori.
  • Non esistono libri morali o immorali come la maggioranza crede. I libri sono scritti bene, o scritti male. Questo è tutto. (dalla prefazione)
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto. (dalla prefazione)
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono o scritti bene o scritti male: nient'altro.
  • Oggigiorno la gente conosce il prezzo di tutte le cose e non conosce il valore di nessuna.
Oggi si conosce il prezzo di tutte le cose e il valore di nessuna.
  • Ogni esperienza ha il suo valore. (2004, p. 117)
  • Ognuno di noi porta in se stesso il cielo e l'inferno.
  • Per mettere alla prova la realtà, occorre farla camminare sulla corda. Quando le verità diventano acrobatiche, allora siamo in grado di esprimere un giudizio.
  • Per recuperare la giovinezza basta ripetere le proprie pazzie.
  • Posso simpatizzare con qualsiasi cosa, tranne che con la sofferenza.
  • Posso tollerare la forza bruta, ma il bruto buon senso è insopportabile. C'è qualcosa di scorretto nell'uso che se ne fa: è come colpire sotto la cintola dell'intelligenza.
  • Quando ci biasimiamo da noi abbiamo la sensazione che nessun altro abbia il diritto di biasimarci.
  • Quando la giovinezza se ne sarà andata, la sua bellezza la seguirà e improvvisamente si renderà conto che non ci saranno più trionfi per lei, oppure dovrà accontentarsi di quei mediocri trionfi che il ricordo del passato renderà più amari di sconfitte. Ogni mese che passa la avvicina a qualcosa di tremendo. Il tempo è geloso di lei e combatte contro i suoi gigli e le sue rose. Il suo colorito si spegnerà, le guance si incaveranno, gli occhi perderanno luminosità. Soffrirà, orrendamente... Ah! Approfitti della giovinezza finché la possiede. Non sprechi l'oro dei suoi giorni ascoltando gente noiosa, cercando di migliorare un fallimento senza speranza o gettando la sua vita agli ignoranti, alla gente mediocre, ai malvagi. Questi sono gli obbiettivi malsani, i falsi ideali della nostra società. Deve vivere! Vivere la sua vita meravigliosa che è in lei! Non lasci perdere nulla! Cerchi sempre sensazioni nuove. Non abbia paura di nulla.
  • Quando voglio immensamente bene a qualcuno non ne dico mai il nome, è come cederne una parte.
  • Solo i mediocri non giudicano dalle apparenze: il vero mistero del mondo è ciò che è visibile, non l'invisibile...
  • Solo le persone superficiali impiegano anni per liberarsi da un'emozione. Chi è padrone di sé può porre termine a una sofferenza con la stessa facilità con cui inventa un piacere. Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle. (Dorian Gray)
  • Un poco di sincerità è cosa pericolosa, molta è assolutamente fatale.
  • Una verità in arte è quella di cui è vero anche il contrario.
  • Viviamo in un'epoca dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità.
We live in an age when unnecessary things are our only necessities.
  • L'intelletto è per sua natura una forma di esagerazione e distrugge l'armonia di qualsiasi volto. Appena uno si mette a pensare, diventa tutto naso o tutta fronte, o qualche cosa di orribile. Guarda gli uomini che hanno avuto successo in una qualsiasi delle professioni dotte. Non fanno perfettamente schifo? Eccetto che nella Chiesa, naturalmente; ma nella Chiesa non pensano. A ottant'anni un vescovo continua a dire quello che gli hanno insegnato a dire quando ne aveva diciotto, e naturalmente ne deriva che mantiene un aspetto assolutamente delizioso.
  • Come la luce del sole, o la primavera, o il riflesso in acque scure di quella conchiglia d'argento che chiamiamo luna.
  • C'è sempre qualcosa di fatale nelle buone intenzioni: invariabilmente si contraggono quando ormai è troppo tardi. (citato in Wilde 2000)
  • Gli eletti sono coloro per i quali le cose belle significano solo Bellezza. (prefazione; citato in Wilde 2000)
  • Adoro i piaceri semplici, sono l'ultimo rifugio del complicato. (citato in Wilde 2000)
  • Si può perdonare un uomo che abbia fatto qualcosa di utile purché non se ne compiaccia. L'unica scusa per fare una cosa inutile è di apprezzarla intensamente. (prefazione; citato in Wilde 2000)
  • La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che la coerenza è per la vita intellettuale: semplicemente la confessione di un fallimento. (citato in Wilde 2000)
  • Ogni delitto è volgare, così come ogni volgarità è un delitto.[1] (citato in Wilde 2000)
  • Il peccato è l'unica autentica nota di colore rimasta alla vita moderna.
  • Non vi è altro modo di liberarsi da una tentazione che di soccombere ad essa.[2]
  • Solo il sacro è degno di essere profanato. (citato in Wilde 2000)
  • Lo scetticismo è l'inizio della fede. (citato in Wilde 2000)
  • Sempre! Che parola tremenda! Mi dà i brividi ogni volta che la sento. Le donne hanno il brutto vizio di usarla: sciupano tutto quanto c'è di romanzesco tentando di farlo durare per l'eternità. (citato in Wilde 2000)
  • La tragedia della vecchiaia non è invecchiare, ma rimanere giovani dentro. (citato in Wilde 2000)
  • E le donne governano il mondo. Vi assicuro che le mediocrità non le sopportiamo proprio. Noi donne, come dice qualcuno, amiamo con gli orecchi, proprio come voi uomini amate cogli occhi, se amate affatto.

Sentenze di Lord Wotton[modifica]

  • La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.
  • Dicono che nell'aldilà gli americani buoni vanno a Parigi — ridacchiò sir Thomas, che disponeva di un ampio repertorio di battute di seconda mano. — I paradossi vanno bene a modo loro — insistette il baronetto.
  • «E ora mio giovane amico – se mi consente di chiamarla così. Posso chiederle se è davvero convinto di tutto quello che ci ha detto a tavola?» «Non ricordo proprio cosa ho detto — rispose Lord Henry sorridendo —. Era così terribile?»
  • Per tornare alla gioventù non c'è che da ripeterne le follie.
  • L'anima è un'ombra che dimora nella cassa del peccato? Oppure il corpo è realmente nell'anima come pensava Giordano Bruno?
  • Il vero inconveniente del matrimonio è che impedisce di essere egoista, e chi non è egoista è senza colori; manca di individualità.
  • Il motivo per il quale a tutti noi piace pensar tanto bene degli altri è che abbiamo paura per noi stessi. La base dell'ottimismo è il puro e semplice terrore.
  • Di questi tempi un cuore infranto tira parecchie copie.
  • È meglio amare che essere amati, essere amati è una seccatura.
  • Essere buoni significa essere in armonia con noi stessi
  • Gli uomini si sposano per stanchezza e le donne per curiosità.
  • I giovani vogliono essere fedeli e non lo sono, i vecchi vorrebbero essere infedeli e non possono.
  • Il crimine è l'esclusiva delle classi inferiori, per loro il crimine è quello che è l'arte per noi, un modo per procurarsi sensazioni fuori dal comune.
  • In campagna chiunque sa essere buono.
  • La cosa più banale diventa deliziosa appena la si nasconde.
La cosa più ordinaria divien deliziosa quando è tenuta nascosta.
  • La vera tragedia dei poveri è di non permettersi nulla se non il sacrificio di sé stessi.
  • La vita coniugale è solo un'abitudine.
  • Le donne hanno uno splendido senso pratico, noi dimentichiamo spesso di parlare di matrimonio e loro ce lo ricordano sempre.
  • L'omicidio è sempre un errore, non si dovrebbe mai fare nulla di ciò di cui non si può parlare dopo cena.
  • L'unica attrattiva del matrimonio è di rendere indispensabile per tutti e due una vita di sotterfugi.
  • Neanche il dieci per cento del proletariato vive rettamente.
  • Nessuna donna è un genio, le donne sono un sesso decorativo. Non hanno mai niente da dire, ma lo dicono in modo incantevole.
  • Il solo modo in cui una donna possa modificare un uomo è quello di annoiarlo talmente da fargli perdere ogni interesse nella vita.
  • Non desidero cambiare nulla in Inghilterra, salvo il clima.
  • Non ho bisogno di denaro, solo chi paga i conti ne ha bisogno e io i miei non li pago mai.
  • Per ogni effetto che produciamo ci facciamo un nemico, per essere popolari occorre essere mediocri.
  • Per ritrovare la propria giovinezza basta ripetere le stesse follie.
  • Quando siamo felici siamo sempre buoni, ma quando siamo buoni non sempre siamo felici.
  • Un vescovo continua a ripetere a ottant'anni quello che gli hanno insegnato a dire quando era un ragazzo di diciotto.

Aforismi[modifica]

  • Adoro i piaceri semplici, sono l'ultimo rifugio delle persone complicate.
  • Al giorno d'oggi molta gente muore per una certa invasione di buon senso e scopre solo quando è troppo tardi che le sole cose che non si rimpiangono sono le pazzie.
  • Caro ragazzo, quelli che amano una sola volta nella vita sono davvero superficiali.
  • C'è sempre qualcosa di infinitamente meschino nelle tragedie degli altri.
  • È mostruoso che la gente vada in giro dicendo alle nostre spalle cose che sono assolutamente vere.
  • Essere naturali è solo una posa, e la più irritante che io conosca. L'unico modo di liberarsi da una tentazione è di cederle.
  • Il fondamento di ogni pettegolezzo è una certezza immorale. Le uniche persone che adesso ascolto con rispetto sono le persone più giovani di me.
  • Il peccato è l'unico elemento di colore rimasto nella vita moderna.
  • Io non discuto mai le azioni, discuto solo le parole. È meglio essere belli che essere buoni.
  • La bruttezza è una delle sette virtù capitali.
  • Le assicuro che agli americani non manca mai il buon senso. Che orrore!
  • Le donne rappresentano il trionfo della materia sullo spirito, come gli uomini rappresentano il trionfo dello spirito sulla morale.
  • L'umanità si prende troppo sul serio. È il peccato originale del mondo. Se l'uomo delle caverne avesse saputo ridere, la Storia avrebbe avuto un corso diverso.
  • L'unica differenza tra il capriccio e la passione di una vita è che il capriccio dura un poco di più.
  • Non penso proprio di sposarmi, sono troppo innamorato.
  • Quando una persona fa una cosa particolarmente stupida, è sempre per i motivi più nobili.
  • Quello di cui ho bisogno è un'informazione, non un'informazione utile, naturalmente, ma inutile.
  • Siamo in disaccordo con noi stessi quando siamo costretti a essere in armonia con gli altri.
  • Sono solo i superficiali a non giudicare dalle apparenze.
  • Tutto m'ispira compassione, ma non la sofferenza.
  • Un uomo può essere felice con qualsiasi donna, purché non la ami.
  • Dietro ogni cosa squisita c'è sempre qualcosa di tragico.

Paradossi[modifica]

  • I filantropi perdono ogni senso d'umanità. È questo il loro segno distintivo.
  • La musica di Wagner mi piace più di ogni altra. È così forte che si può parlare tutto il tempo senza che nessuno senta quello che si dice.
  • Le donne ispirano in noi il desiderio di creare capolavori, per poi impedirci sempre di realizzarli.
  • Le ragazze americane sono abili a nascondere i loro genitori come le inglesi il loro passato.
  • L'uomo che non esita a chiamare vanga una vanga dovrebbe essere obbligato a usarla.
  • Posso tollerare la forza bruta, ma la ragione bruta è insopportabile.
  • Quando ci si innamora si incomincia sempre con l'imbrogliare se stessi e si finisce sempre con l'imbrogliare gli altri.
  • Scelgo gli amici per la bellezza, i conoscenti per il buon carattere, e i nemici per l'intelligenza.
  • Tutta l'arte è perfettamente inutile. (Prefazione, Rizzoli)
  • Una grande passion è il privilegio di chi non ha nulla da fare.

Note[modifica]

  1. Cfr. Frasi e filosofie ad uso dei giovani: "Nessun delitto è volgare, ma tutte le volgarità sono un delitto".
  2. Cfr. Il ventaglio di Lady Windermere: "Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni".

Bibliografia[modifica]

  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Emanuele Grazzi, Sansoni Editore, 1965.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Giuseppe Sardelli, Fabbri, 1968.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Marco Amante, Garzanti, 1976.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Raffaele Calzini, Mondadori, 1989.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Ugo Dèttore, Rizzoli, 1998.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Benedetta Bini, contributi di Aldo Busi, Feltrinelli, 1999.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Franco Ferrucci con contributi di Javier Marías, Einaudi, 2000.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, Giunti, 2004.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Franco Ferrucci, Einaudi, 2005.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Raffaele Calzini, illustrazioni di Tony Ross, Piemme, 2005.
  • Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di Ugo Dèttore, Rizzoli, 2005.

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