Giordano Bruno

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Giordano Bruno

Giordano Bruno, conosciuto anche come Bruno Nolano o Bruno da Nola (1548 – 1600), religioso e filosofo italiano.

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[modifica] Citazioni di Giordano Bruno

  • Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell'illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.[1]
  • Chi perciò consistendo nel luogo e nel tempo, libererà le ragioni delle idee dal luogo e dal tempo, si conformerà agli enti divini. [1]
  • È dunque l'universo uno, infinito, inmobile. Una, dico, è la possibilità assoluta, uno l'atto, una la forma o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente, uno il massimo ed ottimo; il quale non deve posser essere compreso; e però infinibile e interminabile, e per tanto infinito e interminato, e per conseguenza inmobile. (da De la causa, principio e uno)
  • I savii vivono per i pazzi, et i pazzi per i savii. Se tutti fussero signori, non sarebbono saggi, e se tutti pazzi: non sarebbono pazzi. Il mondo stà bene come stà. (dal Candelaio)
  • Il tempo tutto toglie, e tutto dà; ogni cosa si muta, nulla si annichila. (dal Candelaio, dedica a la signora Morgana)
  • Le forze che legano in prospetti universale sono il Dio, il Demone, l'Essere animato, la Natura, la Sorte e Fortuna, infine il fato. (da De vinculis in genere, 1)
  • Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia.[1]
  • Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.[1]
  • O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella d'un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente, – asino, pullo e madre, – se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? [...] Pregate, pregate Dio, o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia dovenir asini. (da Cabala del Cavallo pegaseo)
  • Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all'uomo, non servirà all'uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l'uomo. [1]
  • Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.[1]
  • Voglio, o Diligenza, che ottegni questo nobil spacio nel cielo; perché sei quella che nutri con la fatica gli animi generosi […] Su, Diligenza, che fai? perché tanto ociamo e dormiamo vivi, se tanto tanto doviamo ociar e dormire in morte? (da Spaccio de la bestia trionfante, pp. 210 e 213)

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  • Se l'astrologia considera il futuro come fato predestinato e governato dai moti dell'universo è evidente che gli esseri viventi – e in specie quelli intelligenti – non possono mutare il corso degli eventi. Non è possibile quindi utilizzare le predizioni astrologiche per influenzare il futuro secondo specifiche esigenze.

[modifica] Gli eroici furori

  • L'ignoranza è madre della felicità e beatitudine sensuale.
  • La poesia non nasce da le regole, se non per leggerissimo accidente; ma le regole derivano da le poesie: e però tanti son geni e specie di vere regole, quanti son geni e specie di veri poeti.

[modifica] Note

  1. a b c d e f Citato in Giuliana Conforto, La futura scienza di Giordano Bruno e la nascita dell'uomo nuovo, Noesis e Macro Edizioni, 2001.

[modifica] Bibliografia

  • Giordano Bruno, Spaccio de la bestia trionfante, Bur, Milano 1985. ISBN 8817165255

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