Marcello Lippi

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Marcello Lippi nel 2010

Marcello Lippi (1948 – vivente), allenatore ed ex calciatore italiano.

Citazioni di Marcello Lippi[modifica]

  • A conclusione di una straordinaria esperienza professionale ed umana, vissuta alla guida di un eccezionale gruppo di calciatori e con la collaborazione di uno staff di prima qualità, ritengo esaurito il mio ruolo alla guida della Nazionale italiana.[1]
  • [Su Davide Santon] Avevo detto che era un predestinato, e ora che l'ho visto dal vivo confermo: è esattamente così.[2]
  • Chi mi piacerebbe allenare? Giovinco. È uno geniale, a mio avviso il miglior acquisto.[3]
  • Giocare nella Juventus si­gnifica non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.[4]
  • Ho visto la sua finale in tv da Ginevra tutta, dal primo punto fino al trionfo. D'ora in poi sarà il nostro simbolo. Quattro anni fa dissi che ci saremmo ispirati all'oro olimpico del Setterosa, oggi a entusiasmarci è la Schiavone: lo leggo come simbolo per l'Italia. Grinta, passione, classe e cuore. D'ora in avanti è lei l'immagine del nostro Mondiale! [5]
  • La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.[6]
  • [Dopo la vittoria della Champions League nel 1996] La gioia dello scudetto l'avevo sentita solo mia, perché gli juventini ne avevano già vinti 22 e io neanche uno. Invece questa Coppa la sento comune, di tutti i tifosi che la aspettavano da tempo. Era importante anche l'altra, non fraintendetemi, ma penso che i tifosi godano di più per questa, anche perché è stata generata da una grande partita.[7]
  • La Nazionale e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.[8]
  • Nella mia carriera non ho mai vinto niente, voi è da dieci anni che non vincete niente. Sarà l'ora che le cose cambino. Saremo di fronte ad una grande tavola imbandita, dove ogni coppa è un piatto. Nessuno potrà avere più fame di noi.[9]
  • Pirlo è un leader silenzioso: parla coi piedi.[10]
  • Santon è un ragazzo, ma ha grande personalità, facilità di gioco e capacità di inserirsi nei meccanismi.[2]
  • Se fossi il presidente manderei via subito l'allenatore, poi chiamerei i giocatori e li attaccherei tutti al muro e gli darei dei calci in culo a tutti.[11]
  • Se il grande campione pretende di essere la primadonna, a scapito dei suoi compagni, quel collettivo non avrà successo. Il campione deve mettersi a disposizione.[12]
  • [Su Gianni Agnelli] Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo.[13]
Citato in Maurizio Nicita, Lippi senza freni «La gioia più bella», La Gazzetta dello Sport, 10 luglio 2006
  • Avevo detto che l'avrebbe vinta [La coppa del mondo] chi aveva più fame e il nostro gruppo ha dimostrato di averne più di tutti.
  • [Dopo la vittoria ai mondiali di Germania 2006] Da sportivo è la più grande soddisfazione che potessi avere. Ho avuto la fortuna e l'onore di vincere tanti scudetti, una Champions League, di essere anche campione del mondo di club, ma questa Coppa è una cosa unica, irripetibile.
Intervista Filippo Cornacchia, «Marchisio decisivo ma occhio a Ventura», Tuttosport, 1º dicembre 2012, p. 4
  • La buca sul dischetto[14] è uno di quegli episodi che non si dimenticheranno mai. È stato furbo e scaltro: subito ci rimasi male, ma col passare degli anni capisci che il derby è bello anche per queste cose.
  • Zidane giocava su una nuvola, una nuvola dove nessuno poteva salire.
  • Quello che soffriva maggiormente [il derby di Torino] era l'Avvocato. Mi diceva sempre che era la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Come sosteneva lui: se vinci hai fatto il tuo dovere, ma se perdi ti rompono le scatole fino alla sfida successiva.
  • [«Da ragazzino quale era il suo juventino preferito per queste partite?»] Stravedevo per la cattiveria e la scaltrezza di Sivori: non si faceva mai picchiare da nessuno. Anzi, al massimo succedeva il contrario.
  • [Sebastian Giovinco] È la genialità impersonificata e la genialità sta benissimo in qualsiasi grande squadra.

Citazioni in altre lingue[modifica]

  • Un gruppo dei migliori giocatori non fa necessariamente la migliore squadra.
A group of the best players do not necessarily make for the best team.[15]
(ES) Intervista Juan Castro, Lippi: «En Italia ya nadie habla de 'catenaccio'», Marca.com, 14 febbraio 2014
  • Vincere è sempre importante ed è raramente frutto del caso. Puoi essere fortunato una volta, due, ma le vittorie sono sempre il frutto di un lavoro, di un gruppo formato al quale si contribuisce come allenatore.
Ganar siempre es importante y casi nunca es producto de la casualidad. Puedes tener suerte un día, dos, pero ganar es siempre producto de un trabajo, de un grupo formado, al que uno contribuye como técnico.
  • Il catenaccio non esiste più, nessuno ne parla in Italia. Parlarne è essere in male fede o non essere informati. Le ricordo che ho giocato la semifinale di Coppa del Mondo contro la Germania con quattro attaccanti: Totti, Iaquinta, Del Piero e Gilardino. Le mie squadre giocano all'attacco, con aggressività... e ora in Cina, Evergrande fa lo stesso. Quindi, smettiamo di parlare ancora di catenaccio.
El catenaccio ya no existe, nadie habla de eso en Italia. Hablar de eso es o tener mala fe o no estar informado. Le recuerdo que yo he jugado la semifinal del Mundial contra Alemania con cuatro delanteros: Totti, Iaquinta, Del Piero y Gilardino. Mis equipos juegan al ataque, con desdoblamientos, agresivos... y ahora en China, el Evergrande actúa igual. Por tanto, dejemos de hablar ya del catenaccio.
  • Io amo il calcio spagnolo. Le dico, ad esempio, che il Real Madrid voleva ingaggiarmi due volte, ma non potevo andarci perché ero alla Juventus e quando sei in quel club non pensi a nient'altro.
Amo el fútbol español. Le digo, por ejemplo, que el Real Madrid me quiso fichar dos veces. No pude ir porque estaba en la Juve, y cuando uno está en ese equipo no piensa en otro.

Citazioni su Marcello Lippi[modifica]

  • Chi lo conosce sa che è una persona perbene e simpatica. (Enzo Gambaro)
  • Il più bel prodotto di Viareggio, dopo Stefania Sandrelli. (Gianni Agnelli)
  • [Famosa gaffe] Lippi è un allenatore eccezionale che non esce mai dal macinato. (Franco Scoglio)
  • Marcello Lippi è un uomo imponente. Guardarlo negli occhi è abbastanza per dirvi che avete a che fare con qualcuno che è al comando di se stesso e del suo ambito professionale. Quegli occhi a volte bruciano con serietà, a volte sono scintillanti, a volte ti analizzano con circospezione e sempre sono vivi con intelligenza. Nessuno potrebbe fare l'errore di prenderlo con leggerezza. (Alex Ferguson)
  • Nel 2006 Lippi è stato onesto: mi ha chiamato per dirmi che non avrei fatto parte della spedizione in Germania. Nel 2010 invece mi sa che è stato qualche giocatore a parlare male di me a Lippi. (Antonio Cassano)

Note[modifica]

  1. Citato in Nazionale, è ufficiale: Lippi lascia. "Esperienza straordinaria, ma è finita", Repubblica.it, 12 luglio 2006.
  2. a b Citato in Lippi elogia Santon: "È un predestinato", www.inter.it, 5 giugno 2009.
  3. Da un'intervista a Tuttosport; citato in Lippi a Tuttosport: "Conte? Processo mediatico. Giovinco geniale: l'acquisto migliore", TuttoJuve.com, 15 agosto 2012.
  4. Citato in Storiche citazioni di juventini veriTuttosport, edizione impresa, 2 dicembre 2009.
  5. Citato in Italia, Lippi: "Noi come la Schiavone", Il Sole 24 Ore, 9 giugno 2010.
  6. Citato in Guido Vaciago, Juve stuzzicata nell'orgoglio. "Ci danno per eliminati...", Tuttosport, 17 marzo 2014.
  7. Citato in "Questa squadra ha vinto tutto", Corriere della sera, 23 maggio 1996.
  8. Citato in goal.com, 2 giugno 2008.
  9. Al suo arrivo alla Juventus; citato nell'intervista a sportversilia.it.
  10. Citato in Pirlo l'uomo nuovo: "Ho imparato guardando Baggio", la Repubblica, 29 marzo 2005.
  11. Dopo Reggina-Inter 2-1, raisport.rai.it, 2 ottobre 2000.
  12. Citato in Lippi: "Lunga vita alla mia Juve operaia", Corriere della sera, 24 maggio 1996.
  13. Citato in Juventus e Ferrari in lutto, i grandi amori restano orfani, Repubblica.it, 24 gennaio 2003.
  14. Il 14 ottobre 2001, negli ultimi minuti di Juventus-Torino 3-3, Riccardo Maspero andò a scavare una piccola fossa in corrispondenza del dischetto del rigore, approfittando della confusione generata dalle proteste granata: lo juventino Marcelo Salas non si accorse del gesto di Maspero e calciò alto il rigore che avrebbe dato il provvisorio 4-3 ai bianconeri.
  15. (EN) Citato in Marcello Lippi: 'Best players don't always make up the best team', Independent.co.uk, 15 marzo 2008.

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